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👤 TIRATA

“Hai fatto cosa? Non posso crederci. Ma che diavolo ti è preso per fare una cosa del genere? Sei pazza? Sei una donna totalmente squilibrata? Santo Dio non posso credere a ciò che mi hai appena detto. Quante volte ci siamo già passati? Innumerevoli. Dannazione, te l’ho detto appena ieri, no?

Non posso credere che tu possa essere così stupida da fare una cosa simile, è incomprensibile. Sai che inizio a pensare che tu lo faccia di proposito? È inutile che scuoti la testa e mi guardi così, pensi che mi senta dispiaciuto per te se mi fai quegli occhioni? È così? Ho detto È COSÌ?

Sì, puoi benissimo scuotere la testa di nuovo, è il massimo che qualcuno con la tua stupidità possa fare. Ti giuro sto vivendo con una Epsilon semi deficiente, sei sempre stata così fottutamente stupida? Mi sa di sì. Era una cosa così semplice da fare, chiara, un bambino potrebbe farla, ma no non tu, tu dovevi essere intelligente e dovevi andare regalmente a mandare tutto a puttane. Tu totale deficiente.

Hai rovinato tutto adesso; Lo capisci non è vero? Voglio dire totalmente rovinato e che te ne pare di questo fantastico inizio eh? Sì, sono sarcastico, immagino di doverlo spiegare a qualcuno dal cervello andato come te. Cielo, per quale motivo mi hanno accollato te.

Non osare proferire parola mentre sto parlando, hai fatto già abbastanza danni così, chiuderai quella fottuta bocca e mi ascolterai mentre metto in chiaro le cose. Ti ho sottolineato per così tante maledette volte cosa dovresti fare e tu me l’hai garantito, sei rimasta seduta qui ad assicurarmi che sapevi cosa stessi facendo. Era una bugia. TI HO DETTO DI CHIUDERE LA BOCCA E NON INTERROMPERMI! Giurerei che tu voglia essere picchiata, non è così? Questo è ciò che stai cercando di fare.

Oh lo so che sei a posto, pensi di essere così dannatamente intelligente ma ti ho capita. So cos’hai in mente. Giusto, provocarmi, fare la cosa sbagliata, farmi arrabbiare e frustrarmi e poi vuoi che esploda e mi bruci. Beh non funziona con me. Non sono uno stupido. Non sono te, lo sai. So cosa faccio. Sono l’unico che tiene insieme questo posto, dovresti ricordartelo mentre sei impegnata a rovinare tutto con la tua strabiliante e monumentale incompetenza.

È fiato sprecato. Lo è davvero. Ti ho detto cosa fare. Te l’ho detto una volta, te l’ho detto cento volte e tu mi hai risposto e posso ricordare espressamente ciò che hai detto, hai detto “non preoccuparti, ti puoi fidare che sia fatto bene”. Sì, questo è quello che hai detto. Non ha senso che ti conci così, non fare quella smorfia, non osare cazzo, sono stufo che tu non mi mostri abbastanza rispetto in questa casa. Mi spacco il culo per tenere a galla le cose, non che tu mi dia qualche riconoscimento per questo.

Oh no, sei troppo impegnata a prendermi per i fondelli, a buttare all’aria le cose e rovinarle a chiunque e specialmente a me. Non so cosa sto facendo. Voglio dire, tu hai appena, io, io ho quasi perso le parole. Vedi, non solo combini pasticci ma mi hai anche mentito. Non so cosa sia peggio, ma sei sempre la solita giusto. La bugiarda, l’imbrogliona, lusinghi per truffare.

Non pensare che io non sappia cosa hai in mente. Ti tengo d’occhio, sì, dovresti proprio avere quell’espressione preoccupata, so tutto di te. Cosa stai guardando là? Guardami mentre ti parlo. Tu. Guarda. Mi. Oh ci siamo, i piagnistei. Se fai un casino e vieni corretta inizi a piangere e tutto andrà di nuovo bene. Non andrà bene. Non andrà bene o alla grande o a meraviglia. Hai fatto un casino. Sapevo che sarebbe successo. Sapevo che non avrei dovuto lasciartelo, ma sai cosa, ho detto a me stesso, no, diamole una chance, lascia che provi che può farcela, lasciale dimostrare che ti puoi fidare di lei, voglio dire, dopotutto, questo è tutto quello su cui si basa una relazione, non è vero? La fiducia. Senza fiducia non c’è nulla.

Lo vedi cosa hai fatto? Sì? Capisci davvero l’impatto di ciò che hai fatto? In qualche modo dubito che sia così, ecco perché devo fare questo. Pensi che mi piaccia urlarti contro? Quello cos’è? Stai per annuire? Perché tu ingrata e disgustosa stronza, hai la faccia tosta di accusarmi del fatto che mi piaccia quando sono l’unico a sorbirsi le conseguenze della tua oltraggiosa incompetenza. Sono l’unico che le sopporta.

Sono l’unico che deve soffrire. Tu semplicemente te ne andrai borbottando di aver capito, di come hai imparato la lezione e non lo rifarai ma potrei benissimo parlare in Mandarino per quanto prendi nota. Ti ho detto di smetterla di piangere. Se non la pianti di piangere, perderò seriamente la pazienza con te. Perdio, cosa devo fare? Hai fatto un casino e me l’hai rovinato. Non ti importa, no. Se ti fosse importato non continueresti certo a farlo. Non continueresti a fare questi errori e provocarmi.

Vuoi farmi andare nella tomba prima del tempo non è vero, così puoi avere tutto questo per te no? Vogliamo trovarci un amante di nascosto? Scommetto che è questo il punto no? Rovinarmi tramite la tua incompetenza e poi volteggiare nel tramonto con qualche Johnny-Ultimo-Arrivato dopo che sono schiattato, mandato a morte prematuramente dai tuoi piani. Ti piacerebbe questo non è vero, vedermi morire. Tu vacca disgustosa, non importa se non piaci a nessuno, non importa se nessuno ti chiede di uscire.

Oh sì, non veniamo mai invitati da nessuna parte in questi giorni per colpa tua e del tuo comportamento e non c’è da stupirsi. Sei un disastro ambulante. Voglio dire la gente ti sopporta, lo fanno per amor mio, ho dei buoni amici, o dovrei dire che li avevo ma grazie a te sono spariti come topi su una nave che affonda. Non sarai felice finché non mi avrai completamente rovinato ogni cosa vero. Ecco ciò che vuoi.

Mi vuoi in ginocchio, boccheggiante, disperato e miserabile mentre tu saltelli e vai avanti con qualche altro fesso che hai sedotto e a cui hai promesso il mondo. Non posso credere di essermene innamorato, ma immagino che allora tenessi ben nascosta la realtà non è vero, nascosta finché non hai messo i piedi sul tavolo, il tuo nome sulle proprietà e il conto in comune dell’American Express, beh non sei così furba perché non mi batterai. Sono più intelligente di te. Te la farò pagare per quello che hai fatto. Sono quello che comanda qui, questa è casa mia e farai quel che ti dico.

Scatenerò l’inferno contro di te dopo questa catastrofe, è una vergogna, un completo scandalo. Compatisco i nostri vicini che devono sopportarlo, ma sei tu che me lo fai fare, è tutta colpa tua. Non mi faccio raggirare dalla tua espressione spaventata e dalle lacrime, forse gli altri ci cascano, ma io no. So che è tutta una recita. Mi fai schifo, tu calcolatrice, manipolatoria, odiosa vacca. Maledico il giorno in cui ti ho incontrata. Ora guarda, mi hai fatto fare tardi, grazie mille, proprio quello di cui ho bisogno. Me ne vado e non pensare che io abbia finito; non è affatto finita.”

Silenzio.

“Pensavo che avresti preferito la marmellata di lamponi a quella di arance” dici sommessamente, a nessuno in particolare.

Scopri di più sulla Tirata

Scopri di più su ciò che provoca la Tirata

Scopri una delle varie sotto-scuole di narcisista che usa la Tirata

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Tirade

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📁 VITTIMA O VOLONTARIO – PARTE DUE

La svalutazione. La gente spesso la considera come una piena fase che segue la gloriosa seduzione del periodo d’oro. In realtà è composta da due parti. Prima arriva il periodo sconosciuto. Viene chiamato così perché a te sembra di avere a che fare con qualcuno completamente diverso dalla persona che conosci e ami. Questo è quando avviene la transizione tra la seduzione e l’abuso insidioso che sta proprio dietro l’angolo. Questo periodo sconosciuto dovrebbe essere considerato come la calma prima della tempesta e se sei tra i pochi che lo riconoscono quando avviene, è un chiaro segnale per te di andartene. La maggior parte non lo riconosce ovviamente. Forse lo vedono come il rapporto che va oltre il periodo della luna di miele e poiché non vi è un trattamento orribile di per sé, non si rendono conto che il periodo sconosciuto (che è ancora in netto contrasto con il periodo d’oro) è in realtà un avvertimento. Il periodo sconosciuto compare all’inizio del periodo di svalutazione ed è un chiaro segnale che ci saranno tempi ben peggiori.

È improbabile che tu esamini questo passaggio dal periodo d’oro al periodo sconosciuto in ogni dettaglio. Dovresti averlo fatto? Dovresti aver prestato maggiore attenzione a noi (proprio come abbiamo sempre richiesto)? Avresti dovuto chiederti perché non abbiamo risposto alla tua telefonata con l’entusiasmo che avevamo una volta? Dovresti aver messo in discussione il motivo per cui sembravamo meno interessati a fare cose con te? L’hai visto e l’hai interpretato come che noi eravamo stanchi? Forse hai pensato che fosse perché avevamo avuto una giornata difficile al lavoro? Hai chiesto se stavamo bene e ti abbiamo assicurato di sì, ma non c’era alcuna convinzione nelle nostre risposte. Erano piatte e altre sofisticate, ma non hai indagato ulteriormente. Perchè no? Forse avresti dovuto farlo? Forse, se lo avessi fatto, avresti prestato maggiore attenzione a ciò che significava o che ti rendessi conto di cosa stava arrivando era chiederti troppo? Nessuno ha idea di cosa significhi questo periodo sconosciuto quando lo affronta per la prima volta, quindi perché tu dovresti essere diverso? Forse l’idea che non hai ascoltato questo avvertimento è sgradevole?

Che ne è poi della svalutazione vera e propria quando l’oscurità è scesa e l’abuso è arrivato? Ovviamente vi è la falsa impostazione predefinita della nostra specie che è tutta colpa tua. Questo è il modo in cui siamo stati creati. Questo è il modo in cui ci comportiamo per proteggere la nostra fragilità dalle critiche. Dobbiamo proiettare, incolpare e rimanere irresponsabili assicurandoci che tu sia considerato colpevole, responsabile e da biasimare. Fa parte della matrice di controllo che riteniamo necessario applicare contro di voi. Ma se uno si libera di tutto ciò, cosa succede alla colpa prontamente applicata? L’osservatore obiettivo raggiungerebbe la conclusione della vittima o del volontario? Cosa ne pensi? Non pensare che questo sia uno dei nostri esercizi standard di attribuzione della colpa, ho già ammesso che tale spostamento di colpa è una delle nostre manipolazioni chiave, ma ora mi sto distogliendo da questo consueto approccio e pongo la domanda se durante la svalutazione potresti essere considerato come una vittima o volontario?

La prima volta che abbiamo messo in atto un trattamento del silenzio che è durato un giorno? Avresti dovuto sapere con cosa avevi a che fare e prendere le distanze? È irrealistico? E quando c’è stato il secondo periodo in cui ti abbiamo escluso? O il terzo? Forse non dopo quelli, dopo tutto, avevi avuto a che fare con questi, vero? Forse dovresti averlo capito quando abbiamo perso la pazienza con te? Quando ti sono state urlate quelle parole selvagge e quegli insulti? Questa è violenza emotiva. È abusivo. Perché non te ne sei andato allora? Sei rimasto. Si potrebbe quindi sostenere che ti sei offerto volontario per ulteriori strigliate? E quando abbiamo iniziato a somministrarti il gaslightlight? Abbiamo giocato con la tua realtà, confusa e sconcertante? Ti sei accorto di cosa stava succedendo? Ma tu sei intelligente, intraprendente e indipendente, sicuramente sapevi cosa stava succedendo? Inoltre, questo succedeva insieme agli scontri di urla e alle spalle voltate. Sicuramente i campanelli d’allarme stavano suonando, vero? Li hai sentiti e li hai ignorati o semplicemente non li hai sentiti? E i periodi in cui prendevamo la macchina senza chiedertela? Che mangiavamo il cibo che avevi messo da parte? Che avevi smesso di dormire bene, perché ti davamo gomitate tutta la notte? E che dire del fermarti fuori fino a tardi ripetutamente e dei flirt con altre donne? Sicuramente hai notato tutto questo, infatti noi sappiamo che l’hai fatto, dal momento che ce ne siamo assicurati per permetterci di ottenere il nostro prezioso carburante. Quindi, hai vissuto tutto questo e nonostante tutto sei rimasto. Questo ti rende un volontario mentre continuavano gli abusi?

E la prima volta che ti abbiamo spinto indietro durante una discussione? No? Che ne dici della seconda volta in cui quella spinta ti ha spinto contro un muro e hai sbattuto la testa? No? Sicuramente quando quel primo schiaffo ti colpì la guancia, allora devi aver capito cosa stava succedendo e dopo tutto questoi sei rimasto. Questo non ti rende più una vittima, ma un volontario? Ovviamente nessuno chiede mai di essere trattato in quel modo. Non siete volontari in quel senso ma vi siete resi conto che certi comportamenti nei vostri confronti erano sbagliati, spiacevoli e decisamente brutti, ovviamente li avete individuati, quindi perché siete rimasti e avete permesso a voi stessi di subirne ancora di più? Tu hai una propria identità, sicuramente, dovresti averlo realizzato ed essertene andata? Si potrebbe ricordare che non ne sei in grado a causa di denaro, alloggio, alloggio e figli. Forse sono considerazioni ma quando vengono messe a fronteggiare la tua sicurezza e sanità mentale, che dovrebbero essere protette prima di tutto?

Di conseguenza, riflettendo su tutto ciò che ti è successo, i ripetuti comportamenti manipolatori e abusivi che non sono mai stati esempi isolati ma piuttosto ripetute e crescenti violazioni contro di te, si potrebbe dire che tu eri una vittima o in realtà sei stato volontario rimanendo nel mirino? Gradirei le tue osservazioni.

Mettendo da parte i miei soliti atteggiamenti incolpanti, offrirei a te questa conclusione. Essere volontario significa essere in grado di esercitare un certo grado di decisione e controllo sulla propria persona. Non ti è mai stato permesso quel controllo. L’abbiamo preso noi.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Victim or Volunteer – Part 2

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📁 VITTIMA O VOLONTARIO – PARTE UNO

Ti ho sedotto. Non c’è dubbio che questo è successo. Io ero il protagonista e ti ho portato sotto il mio incantesimo. Ma andiamo un po’ più indietro. Io ho scelto te. Ti ho identificato come preda e poi ho intrapreso il mio lavoro investigativo per determinare che avevi ciò che stavo cercando (lo avevi) e poi ho iniziato a raccogliere il materiale che avrebbe favorito la mia seduzione di te. Non avevi idea di essere entrato nelle mie mire. Non avevi idea che il mio sguardo ti inseguisse per la stanza, che osservassi dove lavoravi, dove vivevi e che iniziassi l’accurata assimilazione delle informazioni su chi sei tramite i tuoi amici e la tua presenza online. In effetti, il tuo contributo sui social media è stato determinante perché io potessi accertarmi che possiedi il profilo adatto, che richiedo a coloro che scelgo. Non solo, la tua tendenza a spiattellare la tua vita su internet mi ha fornito una grande quantità di materiale da usare nella mia seduzione. Più che mai mi sentivo davvero di conoscerti ancora prima di incontrarti. Ci sono abbastanza avvertenze per rimanere al sicuro in rete, un sacco di guide su come essere sicuro nei tuoi rapporti su Internet e per solcare le acque del cyberspazio in modo piacevole ma cauto. Non che tu abbia prestato attenzione a questo dato che commenti, fotografie, tag di localizzazione e simili sono stati lanciati come semi trasmessi nel cyberspazio. Hai postato delle foto che ti hanno mostrato all’interno della tua casa, è stato abbastanza facile dai tuoi tag di localizzazione frequenti per elaborare il quartiere in cui abitavi e poi usare le fotografie per identificare quale era la tua casa. Non mi hai visto seduto fuori in macchina mentre una mattina aspettavo la conferma che lì era dove abitavi. Ho dato una discreta occhiata attraverso le tue finestre e visto come hai aperto tutte le imposte e quella siepe faceva sì che nessuno mi vedesse prendere nota di ciò che c’era dentro casa tua. Qualcuno potrebbe dire che un simile approccio ti portava a chiedere cosa era successo. Sarebbe irrilevante suggerire che il tuo approccio permissivo nel condividere la tua vita sui social media ti ha portato a distinguerti come obiettivo pronto?

Non è stato difficile coinvolgerti. Dopo tutto, sei una persona brillante e vivace con molti amici. In effetti, quegli amici amano parlare di te con le persone e hanno offerto molte informazioni su di te. Forse dovresti riconsiderare a chi dai fiducia quando dai informazioni. Sfondavo sempre una porta aperta con te, e persino la sorprendente esitazione che hai mostrato quando ho suggerito di sederci ad un tavolo insieme in quel bar è stata presto superata quando ho iniziato a rispecchiarti.

Non ti è sembrato strano che guarda caso mi piacesse lo sci d’acqua e che apparentemente fossi membro del tuo stesso club, che amassi il cibo thailandese e che mi piacesse la musica da ballo? Il nostro reciproco amore per il rugby (ho dovuto dire questo lo ammetto) ha fornito l’occasione favorevole per un appuntamento ad una partita di rugby. Non pensavi che fosse insolito che avessimo raggiunto così tanti livelli o sei stata semplicemente travolta dal fatto che li abbiamo raggiunti e quindi non te ne sei preoccupata? Alcuni potrebbero suggerire che questo ti stava facendo schiudere al mio fascino piuttosto rapidamente o sono eccessivamente critici nei tuoi confronti?

Abbiamo partecipato al rugby nel pomeriggio e io avevo già organizzato una cena in un ristorante che conoscevo che tu frequentavi spesso. Hai espresso una tale gioia per questa sorpresa piantandomi un enorme bacio sulle labbra. Sapevo che sei una persona emotiva, ma hai mai smesso di pensare a come, tra le migliaia di ristoranti in questa città, sapevo che questo era il tuo preferito? In realtà mi hai chiesto, appena abbiamo cenato, come sapevo di questo posto e io ho spiegato che me lo aveva raccomandato un cliente. Quando hai spiegato che era il tuo preferito ho finto sorpresa e ho aggiunto che pensavo che ti sarebbe piaciuto. Non hai capito come sono riuscito ad assicurarmi una prenotazione di sabato e un tavolo eccellente da inaugurare, ma poi, come sei venuta a sapere dei biglietti scivolati passati a un membro dello staff. Dopotutto, mi muovo con un’aria di ponderata sicurezza, quindi tutto è stato chiaro, non era così che avrei avuto un’ attenzione così accurata da parte dei camerieri per tutta la serata?

Ti sei persino persa il fatto che un po’ brillo fossi in grado di dire al tassista dove abitavi. Mi ero in qualche modo divertito per quanto fosse facile dimostrarlo. La tua prontezza a bere bicchieri su bicchieri di vino in compagnia di qualcuno che non incontravi da tempo. È stata una tua trascuratezza o è stato comprensibile visto il modo in cui mi sono reso così familiare a te con la mia ricerca approfondita su di te. Ho deciso di farmi sfuggire il tuo indirizzo al tassista, anche se non me l’avevi dato, ma tu te lo sei completamente perso. Come ti ho aiutato nel taxi, sempre gentile, ti sei perso il sorriso quasi rettiliano che ho fatto. Non l’ho fatto. L’ho visto riflettersi su di me nello specchietto del taxi.

Ti avevo rimpinzato di elogi e ascoltato perché tu mi offrissi ancora più informazioni, mi dicessi dove lavoravi, cosa facevi, informazioni sui tuoi colleghi, portandomi sui rapporti con la tua famiglia, i tuoi cantanti preferiti e così via. Ho registrato tutto quando ti sei aperta a me, e hai riversato su di me così tanta conoscenza. Alcuni potrebbero considerare che è una cosa naturale da fare, la lubrificazione sociale che rende più facile la relazione interpersonale e come si può dar loro torto? Hai accettato i miei complimenti con buona grazia e li hai ricambiati, cosa che mi ha fatto assai piacere. Ho dovuto trattenermi dal ridere a crepapelle mentre pronunciavi quelle frasi che mi dicevano che tutte le luci erano verdi.

“Mi sento come se ti conoscessi da anni.”

“È meraviglioso; Abbiamo così tanto in comune.”

“Mi conosci così bene, è fantastico.”

Ti ho buttato là alcune delle nostre preferite molto usate,

“Penso che fossimo destinati ad incontrarci.”

“Non mi è mai scattata la scintilla con nessuno come con te.”

“So che è solo il secondo giorno che abbiamo passato insieme, ma sento una connessione con te.”

Potrei anche essere salito sul tavolo del ristorante e sventolato un’enorme bandiera rossa di fronte a te con i clacson che squillavano sullo sfondo. Non l’hai notato. È stato negligente da parte tua? Dovresti, come persona che si professa intelligente e indipendente, aver visto questi segnali di pericolo e aver agito su di loro? Forse l’hai fatto e hai deciso che valeva la pena rischiare. Se così fosse, so che ci sono persone che ti considererebbero consenzienti al nostro invischiamento avendo un certo grado di conoscenza del fatto che qualcosa non era del tutto a posto, ma tu eri felice di rinunciare a questa preoccupazione, era troppo allettante per perdere qualcuno come me. È stato questo che ti è balenato in mente?

Gli appuntamenti si susseguivano e i miei tentacoli si attorcigliavano intorno a te. Sono rimasto a dormire a casa tua al secondo appuntamento. Hai ceduto facilmente ai miei approcci e ci siamo impegnati a fare l’amore in un modo frenetico e atletico che mi ha permesso di giocare uno dei miei assi. È seguito un accoppiamento energetico in cui tu mi stringevi e con sincerità che splendeva dai tuoi occhi sussurrasti che sentivi che ti stavi innamorando di me. Ho sorriso e annuito perché, dopo tutto, l’amore arriva rapidamente con la nostra specie e io sono stato felice che mi sia stata data questa indicazione ancor prima che avessi l’opportunità di giocare quella particolare carta. Hai rivissuto quella conversazione e tutte le altre belle che abbiamo avuto quella sera in cui abbiamo fatto l’amore? Certo che l’hai fatto. Lo fai sempre perché il ricordo di questi momenti così meravigliosi provoca una sensazione vertiginosa nel tuo petto. Hai valutato cosa significava? Lo hai confrontato con altre relazioni al fine di valutare i tuoi sentimenti? Qualcuno potrebbe suggerire che la persona cauta e sensibile lo farebbe e darebbe qualche colpo di freno e farebbe qualche verifica su tutto ciò che ti è stato detto, ma tu non l’hai fatto. È stata una tua negligenza? Ti sono stati dati i segnali. Ti sono stati consegnati gli avvertimenti. Erano abbastanza chiari da vedere. Molti di loro erano di natura convenzionale. Li ho solo nascosti dalla piena vista, come faccio sempre. Forse sei in colpa per non avervi prestato attenzione? D’altra parte come potresti aspettarti di resistermi? L’ho fatto così tante volte e tu (sorprendentemente) non sei stato sedotto dal mio comportamento gentile. Scommetto che hai pronunciato l’etichetta assegnata al mio tipo meno di una mezza dozzina di volte. Come puoi aspettarti di opporre resistenza quando vieni lusingato e corteggiato in modo così convincente? Perché dovresti impedire a qualcuno di essere così piacevole? Chi lo farebbe? Forse un giudice completamente insensibile e severo che si aspetta che tu sappia di più e rimanga vigile?

Mi hai fatto entrare. Hai aperto la porta e l’hai lasciata aperta mentre mi fornivi una chiave di essa e anche della porta sul retro. Mi hai permesso di pervadere ogni elemento della tua vita dal tuo letto ai tuoi amici. Dovresti aver ascoltato quell’unica amica che ti aveva messo in guardia dal fare le cose così in fretta? Era solo acida, vero? Dopotutto, questo è quello che ti abbiamo detto e perché mai dovresti avere qualche motivo per non essere d’accordo con noi? La tua famiglia sentiva che ero meraviglioso, anche tua sorella che in passato è stata notoriamente difficile da accontentare (in realtà non lo è, devi solo sapere cosa dire ma è una storia diversa) così potresti essere perdonato per aver considerato le loro reazioni come un indicatore accurato di previsioni di chi ero. Come avresti potuto sapere cosa stava arrivando? Non sei un chiaroveggente e chi non avrebbe approfittato di essere scelto da una persona così meravigliosa, affascinante, magnetica e amorevole come me? Tutti i miei amici parlavano molto di me. Non ti sei accorto che spesso sembravano far le prove quando lodavano le mie qualità? No, non importa, era troppo aspettarsi che tu lo facessi, no?

La nostra relazione è andata avanti, due amanti intrecciati, il mondo ai nostri piedi, la felicità intorno a noi, una storia d’amore bella e incantevole. Chi non vorrebbe una cosa del genere? Devi avere un cuore aperto, vero, altrimenti non potrai mai essere felice? Devi fidarti, vero, altrimenti non troverai mai nessuno? Devi scoprire il petto e sollevare il collo verso il mondo. Niente di avventato, niente di conquistato e così via. Qualcun altro avrebbe fatto lo stesso, sicuramente? Sarai giudicato secondo lo standard universale e perdonato per non aver visto un predatore farsi strada verso di te, serpeggiare coi suoi tentacoli su di te e affondare quelle zanne ricoperte di zucchero nel tuo candido collo? Oppure avresti dovuto accorgertene, ma sei diventato troppo preso dalla tua fantasia di amore perfetto che sei diventato cieco. Questo ti rende colpevole? Poi ancora, hai visto i segnali ma in realtà li hai ignorati, contento di metterli da parte perché il tuo cuore ti ha detto che questa era un’opportunità unica nella vita per stare con me.

Eri una vittima?

O l’hai fatto volontario?

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Victim or Volunteer – Part 1

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👤 BISOGNO DI LIBERARSI

Perché non mi lascerai andare? Voglio solo stare da solo, ne ho avuto abbastanza di te. È troppo chiedere di riuscire a condurre la mia vita senza la tua presenza e influenza? Ho bisogno di farlo per me stesso. Non voglio più stare con te. Dovevo uscirne. Ho altre cose che voglio fare e non comprendono te. In verità, volevo farlo da un po’ di tempo ma tu sei sempre riuscito a impedirmi di andarmene. C’era sempre qualche ragione che mi impediva di liberarmi di te. Ogni volta che mi preparavo a combattere per raggiungere la mia libertà, facevi o dicevi qualcosa che mi impediva di andare. Non so come riesci a farlo. È un potere terrificante che hai quando smetto di pensarci. Mi fa davvero infuriare, il modo in cui riesci a mantenere questa presa su di me. È come se sapessi esattamente di cosa ho bisogno e devi solo dire le parole giuste. È come tessere un incantesimo, sì, è così, tu sei uno stregone e quando pronunci l’incantesimo mi viene impedito di scappare. Mi blocchi dove mi trovo o prendi il controllo delle mie decisioni e azioni. A volte la tua magia oscura crea un muro che non riesco a vedere ma è lì e non riesco a superarlo. Detesto il fatto che tu riesca a farmi questo. Non dovrebbe essere così. Non dovresti avere il permesso di controllarmi. So che non posso aspettarmi che qualcuno come te pensi che ciò che fai sia sbagliato perché tutto ciò che fai è pensare a te stesso. Ho capito questo; finalmente. Mi è costato un po’ perché ti ho sempre dato il beneficio del dubbio. Ho cercato di capirti, ma tante e tante volte è come cercare di riprodurre un disco in vinile su un iPod. Impossibile. Continuo a non capire perché hai fatto quello che hai fatto e forse non lo ci riuscirò mai, grazie a Dio ci sono altre persone a cui posso rivolgermi. So che non faranno quello che mi hai fatto tu. Sei veramente disumano, a volte.

Che cosa? Non ti ho dato alcun motivo per cui me ne sono andato? Perché dovrei? Non meriti una spiegazione. Perché dovrei darti la soddisfazione di vedere che devo darti spiegazioni? Perché dovrei darti un’ulteriore opportunità di lanciare un altro incantesimo e fermarmi di nuovo. Dovevo soltanto scappare da te, ma guarda dove siamo ora. Non lascerai che succeda vero. Perché non vai avanti con la tua vita e basta? Non mi servi più. È questa la ragione? È una parte della ragione, sì. No, non ho intenzione di dirti di più perché lo userai semplicemente come un modo per insinuarti e cercare di controllarmi ancora una volta perché è quello che fai. Non è giusto negarlo, l’hai fatto così tante volte. Se come dice il proverbio io ti do un pollice tu prendi il braccio. Non so perché stai scuotendo la testa perché è vero. Non mi importa se fa male, quanto dolore pensi che provi io dopo quello che mi hai fatto. Ho dovuto lasciarti. Non c’era speranza di fare in altro modo. Dovevo fuggire da te altrimenti, beh, non voglio considerare cosa sarebbe potuto succedere se fossi rimasto. Lasciami andare, ti prego. Perché continui a contattarmi? Non ho niente da dirti. Non voglio parlarti, non voglio scambiare messaggi con te, non voglio vederti. No, non voglio parlarne. No, non voglio sistemare le cose. No, non voglio provare a risolvere le nostre divergenze. Non ha senso. Sono andato avanti. Sì, sono andato avanti. Pensavo di aver bisogno di te, lo pensavo davvero, ma a quanto pare non è più così. Mi sono liberato dalla tua presa e credimi è passato molto tempo. A proposito tutti lo sanno, i miei amici, i tuoi amici, i nostri colleghi e le famiglie. Dovevo dirglielo perché sapevo che questo era ciò che avresti fatto tu. Sapevo quanto sei pericoloso e ho dovuto avvertirli di stare attenti a te perché sapevo che avresti provato a raggiungermi attraverso loro. L’hai già fatto ma ho anticipato questa mossa. Sono bravo a leggerti. Ho avuto un sacco di pratica come vedi e so sempre cosa farai e dirai. La tua prevedibilità ora mi ha dato un gran vantaggio, e lo userò per assicurarmi di stare lontano da te, quindi perché non mi lasci andare? Come può questo verosimilmente aiutare te o me? Continui ad aggrapparti ma non capisco perché? Non ha senso farlo. Non ha senso continuare a chiamarmi, anche se non sono sicuro di come hai ottenuto il mio numero. Non fermarti nel mio quartiere, sì, ti ho visto dalla finestra e i miei vicini mi hanno detto che stai continuando a farlo. Non va bene negarlo, so come sei. Sei pazzo, sei ossessionato, ho solo bisogno che tu mi lasci in pace. Per favore basta. Sto cercando di andare avanti e tu devi fare lo stesso. Non voglio discutere del passato. Non ha senso farlo. Che cosa, non ti piace quando faccio questo, è come se mi fossi trasformato in qualcun altro. Beh, suppongo di sì, ho dovuto, per sfuggire alla tua influenza. Guarda, questo non ci porta da nessuna parte, sono stato civile con te per il bene delle altre persone qui, ma non durerà se continui così. Andiamo, ora vai e lasciami in pace. Per favore. Fallo e basta. Vai avanti. Puoi trovare qualcun altro, sono sicuro che c’è qualcuno ugualmente pazzo che ti accoglierà a braccia aperte. Non fare quella faccia, ti sto solo dicendo com’è. Come posso cambiare così? Non sono io che sono cambiato, sei stato tu, mi hai ingannato, ma ora non ho intenzione di ripercorrere tutto questo, so cosa stai facendo tu stai cercando di farmi parlare nella speranza di convincermi, beh non funzionerà e inoltre, ora devi andare davvero perché la mia nuova ragazza sarà qui tra un momento e non voglio che debba avere a che fare con te e con la tua follia. Vattene.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Needing Release

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📰 IL NARCISISTA E LA FONTE PRIMARIA INTIMA (IPPS): LE QUATTRO CLASSI

Ho scritto in precedenza riguardo a come sono le quattro sezioni del narcisista РVittima, Somatico, Cerebrale ed Elite. Mi sono anche riferito in varie occasioni alle tre differenti scuole РInferiore, Medio e Superiore. Sapere a quale scuola e sezione appartiene il tuo narcisista ̬ molto utile per permetterti di capire perch̩ lui o lei si comportano in quella maniera e ti permette anche di sapere cosa devi fare e cosa aspettarti.

È anche importante che tu sappia che ci sono anche quattro categorie che sono applicabili all’interazione tra noi e la nostra fonte primaria. Ci sono effettivamente, quattro metodologie fondamentali che la nostra specie applica alla nostra fonte primaria di carburante. Le persone che sono fonti primarie sono quasi sempre partner intime e noi agiamo in un certo modo per quel che riguarda il trattare queste persone. Non mi sto riferendo al ciclo narcisistico di seduzione, svalutazione, scarto e recupero ma piuttosto all’interazione che avviene nel corso degli anni tra noi e le nostre fonti primarie.

Identificare il tipo con cui sei coinvolto o con cui lo sei stato ti fornirà la consapevolezza del comportamento di lei o di lui e ti permetterà di capire cosa aspettarti nell’ambito di ulteriori interazioni.

Il primo è il Nomade. Questo narcisista costruirà una relazione condotta secondo il ciclo narcisistico e poi come parte di questo ciclo, identificherà un nuovo dispositivo. Una volta che sta con il nuovo dispositivo, potranno esserci recuperi occasionali del vecchio e ci saranno seduzioni intermittenti di interessi passati mentre sta con il nuovo e successivamente mentre cerca un altro nuovo dispositivo. Il Narcisista Nomade triangolerà il nuovo dispositivo che ha e questa triangolazione verrà fatta sia con il vecchio che gli altri, ma sia per quanto riguarda il vecchio che gli altri dispositivi si tratta solamente di “schermaglie” intanto che sta con il nuovo. Naturalmente utilizza i vecchi dispositivi e gli ulteriori per il carburante, li usa per triangolare con il partner attuale ma non tornerà al vecchio dispositivo per formare un legame continuativo. Potrebbe trascorrere qualche giorno con questa persona, una notte insieme, forse perfino una vacanza ma non vuole ricominciare una relazione ufficiale con il vecchio dispositivo. Terrà sempre in considerazione un ritorno, dopotutto il carburante recuperato è eccellente e lo prenderà ma non ha né il desiderio, né l’energia per avviare un lungo periodo d’oro tramite questo recupero. Si metterà in contatto, affascinerà per una notte, pochi giorni forse una settimana o due e poi tornerà al dispositivo corrente. Potrebbe tornare all’antico dispositivo molto tempo dopo in futuro, quando c’è un nuovo differente dispositivo, ma lo schema rimarrà lo stesso. Non ci sarà relazione in senso formale con questo vecchio dispositivo. È accaduto una volta e non succederà ancora, ma non rinuncerà all’opportunità di un breve esplosione di carburante. Anche gli altri dispositivi verranno utilizzati allo stesso modo. A differenza del vecchio dispositivo, con cui una volta c’è stata una relazione, gli altri dispositivi sono solo capricci passeggeri, per distrarlo dall’attuale, nuovo dispositivo a scopo di triangolazione.

Una volta che è annoiato dal nuovo dispositivo, trova qualcuno di diverso e non ritorna dal vecchio dispositivo e dagli altri ma cerca nuovi territori. Cercherà un dispositivo completamente nuovo. Triangolerà questo nuovo e differente dispositivo con quello appena scaricato, potrebbe perfino farlo con quello ancora precedente, il vecchio dispositivo ma non intraprenderà una relazione con essi. È sempre in movimento, in cerca di nuove vittime, occasionalmente recupera le antiche, ma non a un livello tale da far risorgere una relazione a lungo termine con loro.

Il Secondo è il Giocatore di Ping Pong. Questo tipo di narcisista si garantirà il suo nuovo dispositivo e poi lo triangolerà con il vecchio. Poi recupererà il vecchio ritornando nell’ambito di una relazione ufficiale. Lo triangolerà con il dispositivo recentemente sostituito che era il nuovo dispositivo. Poi vacillerà avanti e indietro tra questi due, lasciando uno per l’altro, una prolungata e interminabile contesa mentre il narcisista rimbalza da una parte all’altra come una pallina di ping pong tra le stesse due persone. Potrebbero esserci interazioni con altri dispositivi a livello intimo ma saranno solo avventure di una notte e brevi intese. A lungo termine è interessato solamente a muoversi tra questi due particolari dispositivi. Lui ha le sue due fonti primarie tra cui andrà avanti e indietro per tutto il tempo che può. Se una di loro dovesse decidere di non continuare con questo sistema allora questo narcisista troverà un rimpiazzo e lo attirerà dentro questa trappola a ping pong. Il nuovo dispositivo che è scappato. inizialmente verrà sottoposto ad un tentativo di recupero al fine di mantenere il sistema a ping pong, ma se questo fallisce allora una nuova persona verrà attirata nel meccanismo. Potranno esserci recuperi ad intermittenza verso il dispositivo che è scappato ma non sarà più parte del sistema dato che ora il narcisista ha due fonti primarie tra cui fare la spola avanti e indietro.

Il terzo è l’Ancora. Questa fonte primaria è infinitamente tollerante. Il narcisista avrà un partner intimo a lungo termine, di solito coniuge e ci saranno dei figli coinvolti. Il narcisista cercherà nuovi dispositivi e gestirà tresche, eventualmente lasciando il dispositivo a lungo termine, cancellandolo e passando a una nuova vita con il rimpiazzo. Dopo un periodo di tempo, il narcisista tornerà con il dispositivo a lungo termine, spesso dicendo che gli mancano i figli, o che lo fa per i figli, o che semplicemente hanno capito quanto il loro coniuge li ama veramente e quanto loro lo amano. Il dispositivo acquisito recentemente verrà messo da parte per qualche tempo. Il narcisista ad un certo punto in futuro potrebbe recuperare questo dispositivo scartato ma solo con il proposito dell’avventura di una notte e di incontri meno frequenti. Non ha interesse nel far risorgere nuovamente la relazione. Piuttosto, cercherà un nuovo dispositivo e lascerà ancora una volta il partner a lungo termine mentre segue il sogno di un carburante potente ed eterno con la nuova persona conquistata. Ancora una volta la relazione finirà e il narcisista la metterà da parte e ritornerà al dispositivo infinitamente paziente. Più e più volte lo lascerà, avrà relazioni e andrà via di casa, prima di ritornare ad un certo punto in futuro. Spesso c’è una sola persona che è vista come Ancora, l’unica che rimane sul posto e non cambia mai, che è dipendente ad un livello notevole ed è incapace di volere altri che il narcisista non importa quante volta l’abbia lasciata e sia ritornato non importa quante tresche abbia avuto.

La categoria finale è l’Ibrido. Questo narcisista potrebbe agire all’interno dello scenario dell’Ancora o quello del Ping Pong. Si trasformerà passando tra questi due approcci, spesso come conseguenza della distruzione della prima fonte di carburante, ossia ad esempio quando l’Ancora infinitamente paziente finalmente passa oltre o viene aiutata ad allontanarsi dal narcisista, o forse entrambe le fonti primarie del sistema a Ping Pong rifiutano il narcisista costringendolo ad adottare un approccio Nomade.

Ci sono numerose ragioni per cui vengono adottati questi scenari, dipendenti dal tipo di vittima, dal tipo di narcisista e da altri fattori che dovrò elaborare in un articolo separato. Senza dubbio puoi riconoscere quale metodologia era applicabile al tuo intreccio.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

The Narcissist and the IPPS – The Four Classes

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📰 I TERRIBILI VENTI GASLIGHTING

Tu sei familiare con il Gaslighting dove stravolgiamo sempre di più la realtà nel tentativo di crearti dubbi. Inizi a farti domande, dubiti della tua memoria e ti senti come se stessi impazzendo.
È una tattica insidiosa e che usiamo sempre per destabilizzarti e mantenere controllo e superiorità. Cambiamo il passato, riscriviamo ciò che è accaduto e faremo così perfino quando siamo messi di fronte al fatto che ciò che pensi sia una verità e una prova incontrovertibili. La nostra sicurezza e certezza nel modo in cui ci approcciamo a questo, combinata con la paternalistica apparenza del prenderci cura della tua stanca debole mente è particolarmente stupefacente. Il nostro obiettivo è indurti a mettere in discussione la tua verità così che accetti molto più prontamente la falsa realtà che creiamo e in cui agiamo.
Il Narcisista Superiore lo fa consapevolmente. Noi sappiamo cosa facciamo, perch̩ lo facciamo e desideriamo il risultato di carburante e controllo Р̬ una risposta calcolata da parte nostra. Il nostro narcisismo ci impone questo comportamento e la nostra maggiore consapevolezza ci consente di pianificarlo e di goderci il successo mentre assistiamo al suo impatto su di te. Sappiamo che viene considerato sbagliato, ma non ci interessa e riteniamo che sia necessario e giustificato per raggiungere i nostri obiettivi.
I narcisisti Inferiori e di Medio-Rango non calcolano. È una reazione istintiva nata dalla loro prospettiva alterata. Il loro narcisismo impone loro questo comportamento anche se non si accorgono che stanno facendo qualcosa di sbagliato – anzi, il loro narcisismo li induce a considerare ciò che stanno facendo come una reazione naturale ai comportamenti antagonisti della vittima. È la vittima il problema, che distorce la realtà ed è inopportuna. Il narcisista Inferiore o di Medio-Rango crede davvero che la sua risposta sia corretta, giusta e giustificata: è la vittima che sta manipolando, sta diventando pazza, o dimentica e ricorda male.
Qui ci sono venti delle nostre frasi preferite che sono usate per sottoporti al gaslighting e in alcuni casi abbinati ad altre forme di manipolazione.
Qui ci sono venti delle nostre frasi preferite che sono usate per sottoporti al gaslighting
1. “Non è mai accaduto”
(Diniego)
2. “Stai mentendo”
(Proiezione/Spostamento di Colpa)
3. “Te lo sei immaginato”
(Diniego/Spostamento di Colpa)
4. “Non te lo ricordi bene”
(Spostamento di Colpa)
5. “Sì, lo hai fatto perché me lo ricordo chiaramente”
(Spostamento di Colpa/Asserzione di Superiorità)
6. “Mi stai dando del bugiardo?”
(Insulto)
7. “Se mi metto a cercarlo faresti meglio a sperare che non lo trovi. Oh, e questo cos’è? Proprio dove avevo detto che sarebbe stato.”
(Minaccia/Triangolazione)
8. “Non ti ho mai detto di fare questo, perché mai avrei dovuto farlo?”
(Diniego)
9. “Tuo padre non ti farebbe mai una cosa così”
(Triangolazione)
10. “Hai la depressione, penso che abbiamo bisogno di uno psichiatra per te.”
(Proiezione/Triangolazione/Insulto)
11. “Ti piace creare litigi dal nulla, non è vero?”
(Proiezione)
12. “Distorgi le mie parole, non volevo dire quello.”
(Spostamento di Colpa)
13. “Non me l’hai mai detto, me lo sarei ricordato”
(Spostamento di Colpa/Asserzione di Superiorità)
14. “Non piaci a nessuno, me l’hanno detto loro”
(Insulto/Triangolazione)
15. ” Hai bisogno di aiuto, è stato il tuo problema nel controllare la rabbia che l’ha provocato”
(Insulto/Spostamento di Colpa/Proiezione)
16. “Perché ti stai inventando ancora cose? Sei sempre in cerca di attenzioni”
(Proiezione)
17. “Non è mai esistito”
(Diniego)
18. “Povero me, racconti sempre storie, lo hai sempre fatto perfino quando eri bambina”
(Proiezione/Triangolazione)
19. “Siamo solo amici, stai vedendo cose che non esistono”
(Triangolazione)
20. “Non è possibile che questo ti abbia fatto male, perché lo stai dicendo?
(Invalidazione)

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

The Terrible Gas Lighting Twenty

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👤 IMPAZZITO

“Dobbiamo parlare. Beh, veramente, io devo parlare e tu devi ascoltare. Ecco, siediti, lì, ok, non è facile e so che non accetterai quello che dirò, ma devi capire che lo faccio per te, per noi. Sono preoccupato per il fatto che in realtà non sono solo io, però io sono quello che l’ha notato più di chiunque altro, ma suppongo che sia perché sono quello che si preoccupa di più, anche per il fatto che sto con te più di chiunque altro.

Non sono l’unico, anzi è perché più persone hanno espresso la loro preoccupazione per me che mi sono sentito di muovermi per fare qualcosa. È un argomento difficile da affrontare con te perché so che non accetti ciò che devo dirti. Ho fatto qualche lettura in realtà per cercare di aiutarti perché dopotutto sono i tuoi migliori interessi che ho a cuore.

Mi preoccupa davvero dover sollevare questa questione con te e l’ho fatto circa un paio di volte ma mi sono detto che dovevo darti del tempo e che potevi farcela da solo. Non hai idea di quanto sia difficile stare da una parte e guardare la persona che ami comportarsi in questo modo. Vedo che sei confuso e dovrei arrivare al punto, solo che è difficile doverlo fare.

Okay, sono sempre più preoccupato per i tuoi comportamenti, come dico, soprattutto io, ma anche la tua famiglia, i tuoi amici e anche alcune persone al lavoro lo sono. Va bene, non preoccuparti e no, per favore, non interrompermi, devi ascoltarmi. Nessuno ti sta giudicando. Vogliamo tutti aiutarti. Vogliamo darti tutto il supporto di cui hai bisogno. Scusami, sto vaneggiando, vero? Suppongo che anche adesso spero che la luce brillerà e tu mi dirai che capisci e che sai di aver bisogno di aiuto. Ecco, l’ho detto. Penso che tu abbia bisogno di aiuto.”

“Vedo che non capisci cosa intendo e il tuo silenzio quando l’ho detto poi la dice lunga. Ok, dovrò precisarlo. È il tuo comportamento nei miei confronti e nelle altre persone. Non è accettabile. Mi conosci, ho detto che sarei sempre stato accanto a te e lo farò ma non posso stare li a guardare senza fare nulla mentre ti vedo distruggere te stesso e il tuo rapporto con me, i tuoi amici e la tua famiglia.

Io posso dire che stai lottando. Tutti possiamo dirlo. Non sono sicuro di cosa ci sia dietro, dopotutto non sono un dottore, ma ho letto e parlato con altre persone, e immagino che tu stia perdendo la testa o stia avendo una specie di crollo. Da quella scossa di testa capisco che questo non ti entra, quindi mi dispiace ma dovrò darti semplicemente la brutale verità.

Avevo sperato che questo non sarebbe stato necessario e che avresti lavorato con me su questo, sai, una collaborazione per salvare ciò che abbiamo, ma i libri hanno detto che probabilmente non sarai in grado di riconoscere ciò che ti sta accadendo. Apparentemente questa è una delle prime cose che succede quando la tua salute mentale è compromessa, tu non puoi vedere il problema da solo ed è per questo che continui a fare come fai tu. “

“Non è colpa tua, beh, è perché tu sei parte in causa, e non perché io sono sicuro che non vuoi dire che queste cose accadano. So che sei una brava persona, l’ho visto e quello che è successo di recente deve essere una conseguenza di qualche tipo di stress di qualcosa.

So che bere non aiuta però. Guarda, non è utile restringere gli occhi e scuotere la testa quando lo dico. Ho controllato il cestino e ho contato almeno 20 bottiglie di vino per quindici giorni e c’erano tre bottiglie di vodka. No, non puntare a me, bevo a malapena, forse lo strano bicchiere di vino a cena, ma tu lo hai fatto. Cos’è quello? Ho messo le bottiglie lì? Non essere sciocco, perché dovrei farlo?

Perché sprecare un buon vino svuotando le bottiglie e inserendole nel riciclaggio? Non ha senso, vero? No, li hai bevuti. Posso vedere che stai lottando per ricordare e questo è parte del problema. Qualunque cosa sia sbagliata con te, questo ha un impatto sulla tua memoria. Me ne sono accorto.

Quante volte mi hai chiesto dove sono le chiavi della tua auto o dove si trova il telecomando per la televisione? Hmm. Molte volte e sono sempre nello stesso posto. Sempre. Teniamo in ordine questa casa, no, eppure mi stai chiedendo dove si trova qualcosa quando è sempre nello stesso posto. Posso immaginare che debba essere un po’ spaventoso, ma non preoccuparti, mi prenderò cura di te. Lo faremo tutti.”

“Vedi mi sono già confrontato con i tuoi due migliori amici e la nostra famiglia e abbiamo convenuto che dovresti passare un po’ di tempo in ospedale. Il denaro non è un problema, perché vogliamo la migliore assistenza possibile per te e suppongo che i bravi dottori sapranno cosa fare con te e se devi restare lì per un po’, beh, non preoccuparti, me la caverò.

Ho un sacco di gente che mi starà intorno e mi darà una mano quindi non voglio che ti preoccupi. È per il tuo bene. Vedi, hai perso la calma così facilmente e ti sei trasformato in qualcuno che non conosco. Questa rabbia. Non so da dove viene, ma all’improvviso esplodi e poi inizi a cercare di incolparmi per le cose che hai fatto. Non è molto bello e provo a non farci caso, ma alla fine c’è solo una persona che ci può fare i conti.

Ti ricordi la settimana scorsa quando mi hai accusato di aver spento il forno mentre stavi facendo da mangiare, ma poi ti sei reso conto che non lo avevi mai acceso? Sì, te lo leggo negli occhi che ora ricordi. Mi hai accusato ripetutamente di averlo fatto e anche se ho spiegato che non potevo essere stato io perché ero impegnato in una chiamata nello studio, hai insistito a dire che l’avevo fatto. Hai continuato ad insistere, puntando il dito contro di me, e tutto perché stai perdendo la testa.

Cerco di non fartene una colpa per le cose orribili che dici, penso che tu diventi qualcun altro e non ti rendi conto di cosa stai facendo perché dopo non chiedi mai scusa e questo fa male. I tuoi amici dicono che sei freddo con loro, si sentono come se non ti conoscessero più e sono più preoccupati per te, beh, anche feriti, ma una volta ho iniziato a elencare loro la tua lista di malefatte domestiche, beh, sono stati molto amichevoli e comprensivi.

Hanno convenuto con me che è necessario fare qualcosa e mi hanno aiutato nel prendere informazioni su dove possiamo farti curare. È carino, onestamente, non preoccuparti che così tante persone sappiano quello che è successo, di questi tempi non vi sono pregiudizi con questi problemi. Mi hanno dato tutti il massimo supporto.

Capiscono quanto sia stato difficile per me aver a che fare con te in questi ultimi mesi e hanno detto che se avessi bisogno di qualcosa, dovrei solo chiederlo. È così bello sapere di avere questa rete di supporto. La tua famiglia è preoccupata, per entrambi, ma sanno che sto facendo il meglio che posso per te e che a volte bisogna mostrare un amore tenace. Non so quanto ci vorrà, ma prima di tutto ti esamineranno, e impiegheranno un paio di settimane e vedremo cosa verrà fuori da lì.

No, no, non penso che tu sia pazzo, misericordia, niente affatto, è solo una cosa temporanea, ne sono sicuro, ma dopo è andata troppo oltre, beh, suppongo che meno avessi detto di quell’incidente dello scorso venerdì meglio sarebbe stato. Quale incidente? Veramente? Sai quando hai rotto tutti i vetri della serra.

No, non sono stato io, sei stato tu. Ehi guarda, sto cercando di aiutarti, non c’è bisogno di diventare aggressivi, vedi, è esattamente quello di cui sto parlando, io sto cercando di aiutarti e tu inizi a reagire. Senti, chiamerò Lee, devo farlo? Ti ha visto e mi ha aiutato a capire che eri tu. Devo chiamarlo, sai che sosterrà quello che sto dicendo, vero, dopotutto è la verità.

Calmati, Gesù, è per questo che non ho sollevato prima la questione con te, per come avresti reagito, ma ad essere sincero, ne ho avuto abbastanza ed è proprio questa aggressività e cattiveria, e il tuo completo fallimento nel non ammettere mai che tu sei in torto che mi ha portato alla disperazione. Calmati, ti prego. Non sono stato io. sei stato tu. Smettila di dare la colpa a me, non è giusto.

Se continui, chiamerò gente e vuoi davvero fare un’altra sceneggiata per loro? Cosa intendo un’altra? Non lo capisci, vero? Forse sei peggio di quanto mi rendessi conto. Buon Dio, davvero non ricordi cosa hai fatto alla festa? Era così imbarazzante. Preferisco non pensarci.

Non sapevo dove nascondermi e nemmeno il tizio: eri dappertutto. Ho provato ad appianare la faccenda, a dare la colpa ai farmaci e cose simili, ma le occhiate che ho ricevuto mi hanno detto tutto ciò che dovevo sapere. Cosa vuoi dire era il contrario? Per favore, smetti di fare così. Devi accettare la responsabilità delle tue azioni che è andata avanti per troppo tempo. Troppo tempo.

Ah, ecco il campanello, sarà il personale dell’ospedale. Ti ho preparato una borsa.

Non essere così allarmato che sono qui per aiutarti e per prendermi una pausa da tutta questa pazzia.

Andrà tutto bene, lo prometto; promettimi solo una cosa, che cercherai di migliorare per il nostro bene, lo farai? Non voglio diventare pazzo anch’io.”

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Crazed

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📰 LA FALSA ESAGERAZIONE DELLA VITTIMA

Faremmo fatica senza quei duplici elementi di esagerazione e abbellimento che ci aiutano a rendere impressionanti i nostri risultati mediocri e spettacolari i nostri risultati decenti. Vanno bene per tutte le occasioni, una spolverata sana e liberale di esagerazione ci rende molto più attraenti e seducenti. Abbellire ciò che ho fatto mi assicura di apparire molto meglio di te e fa sì che io rimanga l’individuo superiore. Come il sale e il pepe durante i pasti, l’esagerazione e l’abbellimento non sono mai lontani dalla nostra tipologia. Rendiamo tutto più grande, più bello, più audace, più luminoso e più brillante. Amiamo magnificarci e moltiplicarci per comunicare quanto siamo grandi, eppure, da anime generose quali siamo noi della nostra specie, non sarebbe equo se non ti dessimo un’opportunità di far vedere che esageri e abbellisci, che fai di una collina una montagna e ingigantisci le cose a dismisura. Naturalmente, quando ti offriamo questa occasione, non ha nessun effetto auto-esaltante del nostro comportamento per noi, ma viene usata come opportunità per farti considerare isterico, inaffidabile e che se uno che sta cercando di incolparci ingiustamente. Usiamo l’esagerazione per gonfiare ciò che siamo ma anche come mezzo per attaccarti. Qui ci sono venti esempi di usare l’esagerazione e l’abbellimento per danneggiarti.

1. Sei ipersensibile
2. Pensi troppo a quello che è successo
3. Leggi troppo in quello che dico
4. Sei paranoico
5. Vedi cose che non ci sono
6. Te lo stai inventando
7. Devi essere melodrammatico, vero?
8. Non sei davvero così malato.
9. Reagisci in modo eccessivo.
10. Stai facendo storie per niente.
11. Hai perso il senso della prospettiva.
12. Vai troppo oltre a volte
13. Ora stai esagerando
14. Premi il pulsante anti-panico troppo presto
15. Stai tirando fuori qualcosa dal nulla
16. Reagisci in modo sproporzionato
17. Ti stai sovraeccitando per questo
18. Stai perdendo il senso delle proporzioni
19. Stai dicendo che due più due fa otto
20. Stai saltando a conclusioni

Quando senti queste frasi dette da noi, devi prendere coscienza del fatto che stiamo usando un commento del genere per deviare ciò che stai dicendo e cerchiamo di banalizzarlo insinuando che ne stai esagerando l’effetto o l’importanza. L’uso di frasi come queste, quasi fossero di riserva, ci dice che hai fatto centro su di noi con un duro colpo e dobbiamo ridurne prontamente l’impatto. Il modo più semplice per farlo è non solo di diminuire l’importanza di ciò che hai detto, ma di farti mettere in discussione il tuo comportamento facendo la conversazione su di te, piuttosto che su di noi. Ciò ti provocherà anche frustrazione. Ti viene negata l’opportunità di mandare avanti il tuo programma e questo aumenterà la tua risposta emotiva. Questo non solo ci dà carburante, ma fa sì che perdi di vista il tuo punto di vista mentre vieni deragliato a condurre la discussione in modo logico e contemporaneamente vieni spinto da noi nel territorio delle emozioni. Una volta che l’emozione si è impadronita del tuo pensiero, siamo molto più abili a sfruttarlo a nostro vantaggio. Riconosci questi commenti e comprendi il loro significato quando sei impegnato con la nostra specie in modo da essere in grado di ritirarti o neutralizzarne gli effetti.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

The False Exaggeration of the Victim

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👤 CHI È IL PAPARINO?

Mi ricordo quando ti ho incontrata la prima volta. È stato a ballare e naturalmente ho attirato la tua attenzione, volevo che tu catturassi il mio sguardo. Attiro sempre quelle occhiate di ammirazione bisognose quando mi muovo attraverso la folla ma sebbene queste fossero richieste e benvenute, ero focalizzato nell’assicurarmi che tu mi notassi. Sapevo che l’avresti fatto. Era solo questione di tempo. Lo è sempre. Ero seduto vicino ad uno dei banconi. Scelgo sempre questo bancone perché è sopraelevato permettendo a chiunque di vedermi e permettendo a me di vedere tutti ed era da questo punto vantaggioso che ti osservavo. Ti ho vista entrare in sala, il tuo vestito attillato quanto poteva esserlo già faceva voltare le teste e tu sorridevi, ammiccando e soffiando baci mentre scendevi i gradini nella pista da ballo come se tutti nel locale fossero stati lì per te. Eri sicura, d’accordo ma eri troppo sicura e posso vedere cosa ci sta dietro. Ho continuato ad osservarti mentre flirtavi con gli uomini nelle vicinanze, irrispettosa del fatto se fossero o meno con altre donne e sembravi ignara degli sguardi d’odio che ricevevi dalla manciata di fidanzate e o mogli dell’altra metà con cui flirtavi. Ero già interessato a te. Se avessi avuto un senso di (uomo) Ragno mi sarei informicolato.

La tua figura agile è entrata in pista e hai sentito che le luci colorate e i toni bassi erano tutti lì per te mentre cominciavi a ballare. Hai attirato l’attenzione di molti uomini e uno per uno hanno cercato di ballare con te. Potevo vederti sorridere tra te e te mentre giravi la schiena a quelli che non consideravi alla tua altezza. Ognuno di loro era ben vestito e attraente ma li hai rifiutati. Hai girato intorno alla pista finché ti sei avvicinata al tuo obiettivo, un bel tipo ma era più vecchio di quelli che avevi respinto ed era lui la tua scelta. Hai tirato il prescelto verso di te e hai incominciato a ballare con lui. Potevo vedere che il modo in cui ti strusciavi contro quest’uomo sulla pista era provocatorio e allusivo. Mantenevi il contatto visivo con lui, se l’avessi lasciato fuori dal tuo sguardo questo lo avrebbe fatto scomparire. I tuoi occhi bruciavano di sfrenato desiderio e il tuo ancheggiare e contorcerti era decisamente di natura sessuale. L’aggressività sessuale fluiva da te e questo ha catturato il mio interesse. Sei apparsa come un punto luminoso sul mio radar e sapevo che avevo bisogno di saperne di più.

Non è passato molto prima che questo compagno di ballo venisse accantonato e rimpiazzato da una prospettiva dal sapore migliore e più attraente. Io. Mi hai avvolto le braccia intorno al collo mentre ballavamo, incastrando la mia coscia tra le tue gambe, girandoti e premendo il tuo impertinente posteriore sulle mie parti basse ed era chiaro che volessi sedurmi. Sono stato al gioco, ricambiando i movimenti, lasciando che le mie mani scivolassero lungo il tuo corpo e infine guidandoti attraverso l’area bar per sederti vicino su un divanetto mentre ordinavo un drink per entrambi. È stata la prima volta che ti avevo vista da ferma e mi ha concesso di apprezzare in maniera appropriata il tuo aspetto. I tuoi capelli, di un biondo sporco non erano tagliati ma piuttosto mozzati, spuntavano fuori in una varietà di angolazioni che davano l’apparenza di noncuranza ma più probabilmente erano stati accuratamente tirati e attorcigliati al loro posto prima di applicarci un generoso strato di lacca per capelli. Ho dedotto che tu tenessi i capelli corti perché da bambina ti era stato negato il diritto di tagliarli. Devi averli avuti sempre lunghi e dorati, come i capelli di una principessa. Scommetto che tuo padre ti leggeva le storie su La Bella Addormentata Nel Bosco, Biancaneve e Raperonzolo mentre ti pettinava i capelli, dicendoti quanto bello fosse perché erano lunghi. Ho immaginato che li avessi voluti tagliare non appena cresciuta, la lunghezza è dura da mantenere ed inoltre troppo simbolica della sicurezza, l’educazione dei sobborghi e della classe media che hai ricevuto quando volevi essere ribelle. Scommetto che hai combattuto per tagliarti i capelli anche solo di pochi centimetri ma ti è stato proibito di farlo e ora questo stile di capelli punk, mozzati, quasi scannati è stato il saluto a due dita che hai dato al tuo passato. Mi urla la sua storia dato che la riconosco da un miglio.

Il tuo rossetto era di un rosso acceso, gli occhi incorniciati da un mascara nero, eye-liner e un ombretto grigio corazzata. Eri esile. Come uno stecco e ho riconosciuto l’ossatura. Mi hai guardato mentre succhiavi dalla cannuccia facendola scorrere dentro e fuori da quelle labbra contratte mentre tentavi, senza finezza, di suggerire cosa mi aspettava. Eri molto più giovane di me. Immagino almeno quindici anni di differenza. Nulla di vicino all’illegalità naturalmente, non è assolutamente una mia inclinazione, ma un sufficiente divario d’età che fosse notabile e certamente qualcosa che potevano commentare, Lui l’avrebbe commentato, se mi avesse mai incontrato. Se.

Ho visto i tatuaggi sulle tue braccia, grandi maniche dal design floreale e altri simili sulla tua coscia dato che nel sederti sul divano il tuo vestito già corto è salito. Potevo vedere che il disegno era intricato ed esteso lungo la tua coscia sinistra ma non mascherava completamente la linea delle cicatrici. Quelle nette e ordinate righe di incisioni erano state fatte sulla coscia, come tacche sulla testiera del letto. Ti portavano sollievo, temporaneo e momentaneo, ma ti facevano anche vergognare e quindi hai voluto l’inchiostro nel tentativo di mascherare quelle ferite nello stesso modo in cui sapevo che quella sicurezza estroversa, il flirtare e l’aggressività sessuale erano anch’essi solo una maschera. Quella luce sul mio radar splendeva più luminosa e potevo quasi annusare il carburante che sapevo che sarebbe fluito giù dalla tua coscia. Ho tenuto il tuo sguardo, quegli occhi inflessibili provavano a bruciare nella mia mente ma non andavano da nessuna parte, un lieve guizzo di confusione e poi si sono spostati su un’espressione che trasudava desiderio. Non avevi alcuna idea di in quale ragnatela fossi volata ma io sapevo esattamente cos’eri.

“A che ora ti passa a prendere tuo padre?” ho fatto la mia domanda quasi urlando per essere sentito sopra la musica.

Hai tossito, la cannuccia sparata fuori dalla tua bocca mentre spingevi lontano il bicchiere.

“Cosa? Mio padre? Non mi passa a prendere.”hai protestato. La tua espressione non era minimamente divertita ma piuttosto di sdegno e irritazione. Proprio come pensavo sarebbe stata.

“Certamente no. Perché dovrebbe venirti a prendere se stai venendo a casa con me?” ho aggiunto con un ampio sorriso. I tuoi occhi si sono spalancati e hai imitato il mio sorriso.

“Adoro i problemi con la figura paterna”, ho detto piano.

“Cosa?” mi hai chiesto incapace di sentire.

“Ho detto, ti avevo quasi persa” ho replicato in un tono più forte, “Stavo per tornare a casa.”

“Bene, è una fortuna che tu non l’abbia fatto”, hai risposto spostandoti più vicino a me, premendo quell’ossatura fragile e rotta contro di me, cercando il calore, lo scudo e la protezione che ti offrivo. Tu hai trovato il tuo nuovo paparino. Io ho trovato una potente nuova vittima.

H.G. TUDOR

Who’s The Daddy?

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📰 20 LAMENTI DI VITTIMA

Noi non pensiamo a noi stessi come vittime, fare ciò sarebbe da deboli e non siamo deboli. Tu la sei. Noi siamo migliori di te. Tuttavia ci sentiamo messi sotto i piedi, scontenti e perseguitati e sei tu che fai queste cose per farci diventare vittime. Evidenziando i nostri leggendari doppi standard, non ci consideriamo vittime in quanto questo non si accorda con il nostro senso di superiorità, ma ci piace ritrarre la mentalità di una vittima perché farlo serve ai nostri scopi. Ci sono molte cose che diciamo che evidenziano questa mentalità e quando le senti dovresti sapere che stiamo cercando di farti reagire. Vogliamo rassicurazione, lode, un’ammissione di colpa da parte tua, conferma che siamo splendidi, una scusa e che tu faccia ciò che vogliamo. Giocare la carta della vittima ci permette di ottenere carburante dalla comprensione e dalla compassione, assistenza quando non vogliamo fare qualcosa, assoluzione dalle responsabilità e impedirti di fare qualcosa che non vogliamo che tu faccia. Qui ci sono venti lamenti di apparente vittimismo.
1. Mi rendi la vita così difficile.
2. Perché mi tratti così?
3. Non provi mai a capirmi,
4. Che ne sarà di me?
5. Cosa farò ora?
6. Come pensi che mi faccia sentire?
7. Sei destinato a prenderti cura di me.
8. Non è colpa mia.
9. Non posso fare a modo mio.
10. Perché devi essere così difficile con me per questo?
11. Non mi ascolti mai.
12. Lo fai sempre per te, mai per me.
13. Non fai mai quello che voglio.
14. Non mi ami come dovresti.
15. Non fai mai quello che voglio.
16. Non mi lasci mai parlare.
17. Mi tratti sempre come un pazzo.
18. Sei la ragione di tutti i miei problemi.
19. Stai cercando di rovinarmi la vita.
20. Perché mi fai questo?
Fai attenzione a questi commenti della nostra specie perché sono la prefigurazione di un’ulteriore manipolazione di te.

H.G. TUDOR

20 Cries of the Victim