SENTO ODORE DI VITTIMA

Io sono un predatore. Quelli della mia specie sono predatori. Noi prediamo le persone. Tutti hanno il potenziale per essere una vittima, ma ci sono quelli che si distinguono più degli altri. Eccola, quell’aura intorno a loro che mi segnala “vittima”. Preda adatta che deve essere attirata nel mio mondo, introdotta attraverso l’invitante porta e mentre è distratta la porta si chiude dietro di lei con una fatalità minacciosa. Le serrature girano, i chiavistelli scorrono e il portale è sigillato, ma lei non se ne accorge mai. Si preoccupa della polvere dorata che le viene cosparsa sugli occhi. Tutto troppo facile. Eppure, questo è ciò che verrà e noi siamo concentrati sul presente.

Lì brilla quell’aura, pulsante come un faro, una luce di benvenuto che potrebbe anche essere una scritta al neon che dice: “Vieni a prendermi”. La vittima si fa conoscere pochi istanti dopo aver incontrato il mio radar. È vero che esistono numerosi indicatori che la rivelano, ma il fatto è che si ha la consapevolezza istintiva che un individuo è una vittima ideale. Come lo so? Come lo sappiamo? Hai un odore diverso? Hai una “V” stampata sulla fronte? No, ma potrebbe anche essere così. È la capacità di assimilare tanti segnali che si trasmettono in un istante, raccoglierli, interpretarli e poi si arriva alla conclusione: “Vittima Ideale”.

Ti distingui. Davvero. In quella stanza, che sia il bar o la sala partenze, la sala d’attesa del dentista o la coda in qualche bar pretenzioso, la tua aura brilla intorno a te e mi dice che sei una preda. Potrebbe essere la tua andatura, il modo in cui tieni la borsa, il modo in cui parli se sei al cellulare, il modo in cui hai preso la bottiglia d’acqua e poi l’hai rimessa a posto e ne hai scelta un’altra o il modo in cui ti sei guardato intorno prima facendo un passo avanti. C’è una moltitudine di segnali che si combinano e mi vengono trasmessi. La mia mente fredda e rettiliana valuta le informazioni in un istante. È come un radar che spazia avanti e indietro, sapendo cosa cercare e cosa eliminare. Rifiuta le informazioni inutili e raccoglie quelle che si accordano con ciò che sto cercando. Tutto questo avviene in un attimo, ho scomposto altrove quegli indicatori, ma sul campo, nei terreni di caccia, avviene tutto con rapidità. Appari nel mio campo visivo e quei segnali arrivano veloci da te, simili a comete che sfrecciano verso di me e ogni indicatore viene poi assorbito, valutato e si giunge alla conclusione.

Vittima.

È come se avessi inspirato profondamente attraverso il naso e percepito l’odore della debolezza, il fetore della vulnerabilità e l’odore della suscettibilità. Il mio naso, il naso di un predatore, si è evoluto per distinguere quegli odori rappresentativi. Altri che non si sono evoluti nel modo in cui l’abbiamo fatto noi sentono l’odore degli hot dog cucinati, l’odore della lavanda nella brezza o l’odore pungente del catrame sciolto. È proprio vero che, essendo uno psicopatico, il mio senso dell’olfatto non è così forte. Ci sono alcune fragranze sottili che non percepisco quando qualcun altro con un naso molto più sensibile del mio può cogliere le tracce di un odore. È come se attraverso la mia evoluzione avessi scambiato la capacità di riconoscere le fragranze con la capacità di fiutare la vittima. Naturalmente non annuso letteralmente la vittima, ma si tratta piuttosto di individuarla attraverso la disposizione di vari indicatori che si precipitano verso di me in un batter d’occhio, finiscono per essere valutati e poi viene dichiarato l’esito.

Vittima.

Ciò che distingue i più efficienti della mia specie dagli altri è la capacità di essere consapevole dei valori della vittima. È fondamentale comprendere il loro stato emotivo e la loro prospettiva. Ci sono quelli che lo fanno attraverso l’empatia emotiva, che io non ho, ma utilizzo la mia fredda ed efficace intelligenza emotiva superiore. Identifico quella vittima attraverso le mie grandissime capacità di elaborazione delle informazioni sociali unite a quella gelida intelligenza emotiva. Ho la capacità inconscia di riconoscere quelli che sono più vulnerabili alla manipolazione, attraverso la valutazione iperveloce dei segnali che un individuo trasmette e io poi riconosco.

Vittima.

È un risultato edificante. Come il vampiro sente l’odore del sangue, io acquisisco la consapevolezza che una vittima mi è passata davanti, o è seduta a un tavolo vicino alla finestra o sta per pagare il suo panino. È in quell’istante che ha scoperto la gola davanti a me e tutto ciò che devo fare è lanciarmi in avanti e affondare i miei denti aguzzi nella sua morbida carne esposta e bere profondamente la sua essenza. Eppure questa è la via dell’horror gotico, il mio modo è molto più sofisticato. Sono fermo e irremovibile con la consapevolezza che si è presentata una nuova vittima. Delizioso!

La capacità di sfruttamento di questo individuo è illimitata. I vulnerabili sono lì per essere sfruttati. Gran parte della società non si impegna in un simile sfruttamento dei vulnerabili perché molti dei suoi membri possiedono empatia emotiva. Quella forza trainante che riduce e addirittura inibisce comportamenti come quelli in cui mi impegno abitualmente. L’empatia emotiva non è mai esistita dentro di me e non esisterà mai. Non c’è alcun ostacolo, nessuna restrizione e nessuna catena. La sua assenza aumenta la mia capacità di rilevare quelle caratteristiche attraverso l’elaborazione delle informazioni sociali di coloro che scelgo.

Valuto l’utilità di quell’individuo. Si fiderà? Quanto è aperto questo individuo? Cerca il buono negli altri? Quanto è probabile che voglia creare una connessione con me? Investe nelle relazioni? Quali vulnerabilità saranno disponibili per il mio utilizzo? Come risponderà alle mie esigenze? È una persona che non dà peso ai comportamenti insoliti? Questa persona razionalizzerà i segnali di allarme? Con quanta facilità questa persona ingoierà una bugia? Quanto è ansiosa di credere? Quanto spesso si rivolge a un potere superiore? Queste sono alcune delle domande onnipresenti e fissate che la mia mente si pone sempre e sulle quali la vittima viene rapidamente valutata.

Come un regalo in attesa di essere scartato, le possibilità sono numerose su come procedere per trarre vantaggio dall’identificazione di questa vittima. Io ho già il sopravvento e lo manterrò, ma lungo la strada mi divertirò a togliere gli strati di questo nuovo gioco. Sondarlo, analizzarlo e utilizzarlo.

È il modo in cui sono progettato che mi consente di identificare quella vittima in pochi istanti. Questa capacità di selezionare coloro che risponderanno alle mie esigenze in modo così efficace è parte di ciò che mi distingue dagli altri, ciò che mi fornisce il successo che gli altri bramano. La strada verso il successo può essere raggiunta essendo il migliore, il più veloce o imbrogliando. Io dico: perché non essere tutti e tre?

Devi scusarmi. Sento il profumo della cena…

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR