🎁 ASSISTENZA ALL’ANGELO

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Dall’inizio di quest’anno HG Tudor sta scrivendo un sacco di nuovi interessanti contenuti sotto forma di Pacchetti Assistenza e Bollettini Logici Audio che sono ancora più ricchi di contenuto rispetto ai precedenti articoli, però purtroppo ha deciso di cambiare politica: non li mette più a disposizione gratuitamente ma solo a pagamento, in più essendo in formato audio sono abbastanza impegnativi da comprendere anche per me che ho il livello ESOL C1 di inglese (per chi ha un semplice livello scolastico è addirittura impossibile), e costano un bel po’, quindi non posso permettermi di acquistarli tutti da sola.

Dopo aver riflettuto un po’ sul da farsi ho pensato di inserirli comunque nel blog e di chiedere aiuto a voi lettori che come me apprezzate e stimate HG Tudor creando questa pagina di raccolta fondi, che ho deciso di chiamare “Assistenza all’Angelo” ispirandomi alla raccolta fondi di HG Tudor “Angel Assistance”. Chiedo perciò, a chi vorrà, di sostenere il mio blog con una donazione di € 3 o € 5 che potrete versare usando l’apposito pulsante PayPal qua sotto.

Ai contribuenti verrà inviato un articolo a scelta che potrete trovare nell’apposito elenco qua , inoltre il ricavato verrà utilizzato per acquistare Pacchetti Assistenza e Bollettini Logici. Nella causale potete scrivere il titolo del pacchetto o bollettino di vostro interesse così potrò avere un’idea di quali acquistare per primi, oppure potrete segnalarmeli tramite mail all’indirizzo conoscereilnarcisista@gmail.com.

Qualora voleste acquistare direttamente un pacchetto o un bollettino potete farlo direttamente dal blog, magari avvalendovi dell’album https://www.facebook.com/pg/conoscereilnarcisista/photos/?tab=album&album_id=14065555740486 sulla pagina facebook che funge da vetrina,  e io provvederò a farne richiesta per vostro contro a Tudor, con cui ho già un accordo in tal proposito, e in alcuni giorni provvederò a fornirvi la traduzione. Ringrazio tutti quelli che mi sosterranno.

Donazione € 5

Contributo per Acquisto Pacchetti o Bollettini

€5,00

Donazione € 3

Contributo per Acquisto Pacchetti o Bollettini

€3,00

 

 

🎗MOSTRARE ORDINE RESTRITTIVO

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In certi casi, le azioni della nostra specie necessitano l’ottenimento di un’ingiunzione o di un ordine restrittivo per affrontare certi comportamenti. Ottenerne uno non è sempre così semplice come potrebbe sembrare, anche se molto dipende dal tipo di narcisista con cui si ha a che fare. Puoi spesso contare su una contromisura che è progettata per confondere le acque, intimidirti e / o essere usato come merce di scambio per farti desistere dalla tua azione. Ci si può aspettare la costruzione di prove a sostegno della nostra richiesta. Tuttavia, supponiamo che tu sia riuscito a ottenere l’ingiunzione o l’ordine restrittivo e che non ci sia stata alcuna richiesta incrociata da parte nostra, Obbediremo all’ordine restrittivo che ti sei assicurato?

Non pensare che sia una questione semplice per noi quella di valutare se dovremmo obbedirvi o meno. Devi tenere a mente che ci sentiamo in diritto di fare ciò che ci piace, quando lo vogliamo, dove lo vogliamo e con chiunque scegliamo. Questo include te, probabilmente più che chiunque altro. Operiamo da una posizione di superiorità presunta e non riconosciamo o rispettiamo alcun limite. La presenza di un ordine restrittivo è vista come una terribile e ingiustificata imposizione alla nostra capacità di fare ciò che deve essere fatto. Al fine di capire se ci atterremo ad esso, devi capire come si situa nella dinamica narcisistica. Questo cambia a seconda del tipo di narcisista contro cui hai fatto l’ordine restrittivo.

L’Inferiore. Il Narcisista Inferiore pur avendo un minor autocontrollo, il che significa che la sua furia è più incline ad esplodere, ha anche meno energia e motivazione per imbarcarsi in un riaggancio. In tali circostanze, chiunque consegna l’ordine restrittivo è facile che riceva l’iniziale contraccolpo mentre l’ira dell’Inferiore esplode nel ricevere questa critica. L’erogazione di una simile catena alla sua abilità di fare ciò che gli va equivale ad una critica notevole. Molti ufficiali giudiziari consegneranno l’ordine senza fornire carburante. Lo stesso vale per il giudice, se il narcisista sta partecipando in aula per impugnare l’applicazione. Puoi aspettarti un’esplosione immediata in tali circostanze e l’Inferiore si sfogherà con quelli nelle vicinanze.

Una volta che questa furia si è acquietata, obbedirà all’ordine? L’esistenza dell’ordine agisce per alzare la barra per quanto riguarda i Criteri di Esecuzione del Recupero. Questo rende più difficile la prospettiva di estrarre carburante con successo e quindi anche se c’è un Attivatore di Recupero, l’esistenza dell’ordine restrittivo fa sì che sia meno facile che i criteri vengano soddisfatti. Ecco perché è necessario comprendere come l’ordine restrittivo si inserisce nella dinamica narcisistica.

Le circostanze in cui è facile che il Narcisista Inferiore rompa un ordine restrittivo sono: –

1. Se lo critichi ed accendi la sua furia, ad esempio se lo contatti per telefono. L’innesco dell’ira implicherà che non abbia alcun riguardo per l’ordine e ti dia la caccia per cercare carburante e gestire la ferita che tu gli hai causato. Potrebbe essere che all’Inferiore sia proibito stare nelle tue vicinanze, ma puoi comunque contattarlo se richiesto (se effettivamente in realtà lo vuoi); o
2. Fai qualcosa che abbassa la soglia dei Criteri di Esecuzione del Recupero. Quindi se all’Inferiore succede di vederti da qualche parte, forse per un caso, la presentazione di carburante potenziale in questo modo fa sì che i criteri vengano soddisfatti più facilmente, avrà luogo un riaggancio e l’ordine restrittivo verrà rotto.

L’Inferiore non è preoccupato degli svantaggi della rottura dell’ordine restrittivo.

Il Medio-Rango. Di tutte le scuole di narcisisti, il Narcisista Medio-Rango è quello che è più probabile che obbedisca all’ordine. Questo perché la sua indole passivo-aggressiva non lo conduce a contravvenire all’ordine, combinata con l’innalzamento della soglia dei Criteri di Esecuzione del Recupero come descritto sopra. Dovresti anche notare che ha funzioni cognitive maggiori quindi è ben consapevole degli svantaggi nel contravvenire all’ordine restrittivo e gli effetti conseguenti sulla sua libertà che quindi limiterebbero il suo potenziale di guadagnare carburante. Se il Medio sta per rompere l’ordine, lo farà utilizzando un delegato in sua vece per approcciarti. Questo non verrà fatto in modo aggressivo, ma piuttosto come una recita drammatica implorandoti di fermare questa azione non necessaria e “non possiamo semplicemente parlarci l’un l’altro come persone civili?”. È uno stratagemma tramite una terza parte per farti abbassare la guardia in modo che un riaggancio possa essere effettuato e senza alcuna conseguenza. Se accetti, il recupero non sarà maligno, cercherà carburante positivo al fine di gettare un ponte per continuare a tornare e riprovarci.

Il Superiore. La soglia dei Criteri di Esecuzione del Recupero viene innalzata ma il Narcisista Superiore ha maggior energia e astuzia per far fronte a questa modifica. Ha anche un maggior senso che tutto gli sia dovuto. Il Superiore è ben consapevole riguardo al rovescio della medaglia di contravvenire ad un tale ordine che sarà contro di lui. Saprà che avrà impatto sulle sue possibilità di ottenere carburante e anche che danneggerà la facciata. D’altra parte è motivato e considera la comparsa di un tale ordine come una sfida personale per esibire la propria astuzia e i muscoli manipolativi. Il Superiore non sarà in grado di resistere all’opportunità di giocare ma lo farà in modo da minimizzare i rischi per sé. Avrà l’arroganza di dare per scontato che non verrà preso, ma manca della stupidità di contravvenire ad esso ciecamente. Piuttosto, utilizzerà ogni genere di tattiche per rompere l’ordine ma tramite altri che non hanno alcun legame con lui, si baserà sulla negazione plausibile e la minaccia di rompere l’ordine, per provocare sgomento nella vittima. Il Superiore non vorrà subire gli svantaggi, è cauto riguardo a questo, non vuole che la sua posizione ne sia influenzata e che influenzi la sua facciata accuratamente costruita, ma la tentazione del carburante e il desiderio di vincere superando in astuzia l’ordine restrittivo di norma si rivelano troppo forti. Se c’è un’attivazione e i Criteri di Esecuzione del Recupero vengono soddisfatti, il Superiore riaggancerà ma lo farà in maniera intelligente. Non ci saranno armi volgari e ottuse coinvolte. Il suo obiettivo sarà infrangerlo ma attraverso una manipolazione intelligente, l’uso di altri ed evitando completamente le ripercussioni su di sé.

H.G. TUDOR

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☆ Benvenuti nel mio blog ☆

Per motivi legati alla privacy preferisco non scrivere il mio vero nome e cognome in questa sede. Mi firmerò STELLA SHELF UNMASKERS, detta SIPSS, in quanto questo è stato il ruolo scelto per me dal narcisista che ha ispirato questo blog e il mio impegno in questa causa. Dopo la mia esperienza con questo soggetto narcisista ho sentito la necessità di studiare a fondo l’argomento del narcisismo al punto che ne ho fatto una missione, e avvalendomi della mia elevata conoscenza della lingue inglese ho deciso di tradurre gli articoli presi dal blog di H.G. Tudor “Knowing the Narcissist”. Tudor è un personaggio a cui è stato diagnosticato un narcisismo maligno, ma che con l’aiuto dei suoi psichiatri ha deciso di descriverci le dinamiche comportamentali e ideologiche delle persone affette da narcisismo patologico secondo il suo punto di vista assolutamente affidabile visto che lui stesso è un narcisista. In questo blog tradurrò personalmente i suoi articoli, che pubblicherò periodicamente in modo da crerare la versione in italiano del blog “Knowing the Narcissist” in tutto e per tutto fedele all’originale. Al momento sono disponibili solo una parte degli articoli, ma sto lavorando quotidianamente per tradurli tutti. Faccio presente che il mio compito è esclusivamente quello di fornire la traduzione degli articoli. Per ogni chiarimento in merito ai contenuti o per consultazioni private potete contattare direttamente l’autore H.G. Tudor sul suo blog che troverete nell’apposito link in calce ad ogni articolo. Detto ciò ritengo opportuno fare alcune considerazioni:

☆ Io non sono una traduttrice professionista e sono disposta ad accettare suggerimenti per un eventuale miglioramento delle traduzioni e proposte di collaborazione perché il lavoro da svolgere è veramente tanto.

☆ Alcune parole o espressioni possono risultare modificate rispetto al testo letterale, ovviamente non mi sono mai distaccata dal significato; questo è stato fatto di proposito per rendere più agevole la comprensione del testo, ed è reso necessario per adattamenti tra la lingua inglese e quella italiana che come è noto presentano alcune differenze di struttura e di sintassi.

☆ Gli articoli tradotti porteranno la stessa immagine di copertina ed il titolo che compare negli articoli originali di Tudor tradotto in italiano; li raggrupperò in album suddivisi per argomenti e saranno consultabili nella sezione “Foto”. Cliccando su ogni immagine si aprirà il relativo articolo. Ogni articolo, essendo non scritto da me ma da HG Tudor, riporterà in calce il nome dell’autore e il link da cui potrete consultare il testo originale, nel pieno rispetto delle regole di copyright.

☆ Nella lingua inglese, com’è noto, non vi è una marcata distinzione dei termini tra maschile e femminile; io per convenzione della lingua italiana ho tradotto tutto al maschile, sia quando si parla del narcisista che quando si parla della vittima. Da tener presente che i concetti possono applicarsi a entrambi i sessi: può esserci un narcisista uomo e una vittima donna, o al contrario una narcisista donna e una vittima uomo; oppure vittima e narcisista possono essere dello stesso sesso in caso di orientamento omosessuale.

☆ Detto questo, spero di dare il mio, seppur modesto, contributo a questa importante causa.

Con affetto ♡

☆ STELLA SHELF UNMASKERS ☆

📰 ASCOLTIAMO MAI?

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Potresti non pensarlo ma noi ti ascoltiamo davvero. Ammetto che può sembrare strano perché tu pensi che il nostro modo di comportarci implichi che non sia possibile che ti ascoltiamo. Non prendiamo atto di ciò che dici perché continuiamo a fare le stesse cose che facevamo prima. Continuiamo a ripetere un commento come se non avessimo mai sentito la tua risposta la prima volta. Ci ricordi l’ora in cui ci incontreremo e arriviamo tardi o non lo facciamo affatto. Potresti venire perdonato per aver pensato che siamo pessimi ascoltatori. La realtà è che siamo ottimi ascoltatori. La verità è che scegliamo di ascoltare in modo diverso.

Quando ci urli in faccia, avanzando la tua argomentazione in modo energico risponderemo a quello che stai dicendo, di solito con diniego e deflessione. Non siamo interessati a ciò che stai dicendo, siamo preoccupati di ascoltare i tuoi sentimenti. Vogliamo sentire la rabbia strozzata e ribollente che si manifesta nelle tue parole, perché in questo modo sappiamo (oltre a vedere il tuo viso contorto e arrossato) che hai reagito alla nostra provocazione e di conseguenza ci stai fornendo carburante. Se ti stai lanciando su di noi insulti, chiamandoci di tutti i nomi e rimproverando il nostro gusto di vestirci, il peso e l’intelligenza, non veniamo feriti da queste critiche perché il fatto che stai sputando veleno, urlando di rabbia o urlando di gioia mentre ci insulti significa che stai fornendo emozione che equivale al carburante. I nomi aspri si dissipano semplicemente perché non li sentiamo. Stiamo sentendo l’emozione di ciò che viene detto, questo è ciò che conta. Puoi studiare l’insulto più originale che il mondo abbia mai conosciuto, ma se ce lo lanci contro con emozione, tutto ciò che sentiamo è la tua reazione emotiva. Ti sei mai chiesto perché stiamo sorridendo quando litighi con noi? È perché ci stai dando quello che vogliamo: carburante. Oh, e anche perché sappiamo che sorriderti ti farà infuriare ancora di più.

Ti ascoltiamo con notevole attenzione durante le fasi iniziali della seduzione. Facciamo in modo che ogni pezzetto di informazioni, ogni frammento di conoscenza che ci aiuterà a sedurti e legarti strettamente a noi venga udito e assorbito, archiviato pronto per l’uso al momento opportuno. Ogni volta che ci riveli un nuovo ristorante che hai trovato o un nuovo spettacolo che è appena cominciato e che ti piace, ne prendiamo nota. Quando ci parli dei tuoi amici, ascoltiamo in attesa di portarli anche sotto il nostro incantesimo. Quando ascoltiamo in questa circostanza pensi che siamo attenti e interessati a te. In effetti, lo siamo e la tua reazione a questo è di lodarci, fornendoci in questo modo carburante, e di sentirti attratto da noi, legandovi in tal modo a noi. Il nostro interesse tuttavia non è quello che normalmente percepireste, perché è avvalorato dall’uso che possiamo fare di ciò che ci dici, al fine di proseguire col nostro programma.

Ti ascoltiamo anche per capire come i nostri comportamenti ti influenzano. Ascoltiamo la lode e la gioia che zampillano da te e notiamo ciò che abbiamo fatto che ha causato questo. Quando ti sottoponiamo alla svalutazione, assorbiamo il carburante che rovesci verso di noi, ma ascoltiamo anche come ti sta influenzando. Ci parli di come fa male, di come non riesci a dormire, di come ti senti ansioso, di come ti senti male, di quanto sei spaventato, di come non capisci. Non ci importa come ti senti ma più di tutto siamo interessati a te che ce lo dici. Questo costituisce il feedback basato sulle nostre varie manipolazioni. Mentre raccogliamo il carburante dalla tua supplica piena di lacrime, ci rendiamo anche conto di come ciò che abbiamo detto ha avuto un effetto su di te. Ti ascoltiamo mentre ci spieghi come ti senti perché non lo sentiamo da soli. Abbiamo bisogno di imparare da te in questo senso. Abbiamo bisogno di imparare così possiamo imitare è quando insorge la necessità. Dobbiamo imparare che se qualcuno avverte un senso di perdita, allora piangerà. Di conseguenza, se prevediamo di perderti, una reazione appropriata sarebbe piangere. Abbiamo imparato da ciò che ci hai mostrato e da ciò che ci hai detto. Vedi, ti ho detto che prestiamo attenzione a te. Ti ascoltiamo anche così sappiamo esattamente quanto è stata efficace la nostra manipolazione. È quello che ci stai dicendo che indica un grado di dolore e tristezza trascurabile o è più consistente? Non lo sappiamo da soli perché noi non proviamo tristezza. Quell’emozione ridondante ci è stata strappata o non ha mai permesso di svilupparsi fin dall’inizio. Di conseguenza, per capire cosa rende triste qualcuno, un po’ triste o tremendamente triste, dobbiamo osservare le tue reazioni e ascoltare quello che stai dicendo. Non stiamo ad ascoltare perché siamo preoccupati e perché vogliamo trovare una soluzione al tuo stato di tristezza. Non ci serve assolutamente a niente. Quello che stiamo facendo è ascoltare i particolari della tua infelicità in modo da poterla replicare. Possiamo riprodurre sia il fatto di fingere di sentirci infelici quando capita l’occasione adatta e anche replicarlo per rendere qualcuno infelice ai fini del controllo e della raccolta di carburante.

È attraverso l’ascolto che noi perfezioniamo le nostre capacità manipolative. È attraverso l’ascolto che impariamo tutto su di te, cosa ti piace e cosa non ti piace, quali sono le tue speranze e quali sono le tue vulnerabilità che possiamo sfruttare. Attraverso l’ascolto capiamo come ti senti così possiamo imitarlo. È attraverso l’ascolto che siamo in grado di comprendere come sei influenzato da ciò che facciamo. Sì, passiamo molto tempo a parlare, a dire al mondo di quanto siamo splendidi, e questo naturalmente è vero, ma saresti sorpreso semplicemente per quanto ascoltiamo. Solo perché potremmo non stare ascoltando basandoci su ciò che tu ritieni essere importante non significa che non stiamo ascoltando affatto. Lungi da ciò.

Di conseguenza, la prossima volta che ci implorerai di ascoltarti per una volta o che ci supplicherai di “ascoltare ciò che sto dicendo”, scoprirai che lo stiamo facendo e arriverai a rimpiangerlo.

H.G. TUDOR

Do We Ever Listen?

📰 MAI PIÙ

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Ho perso il conto delle volte in cui mi è stato detto “mai più”. L’ho sentito dire ancora più spesso da altre persone che hanno incontrato la mia specie. Sono del tutto tranquillo quando sento questa frase perché so che, anche se le tue intenzioni sono di non ripetere mai più quella danza con me o con qualcuno della mia specie, succederà. Potremmo essere andati via per un po’ di tempo ma torneremo e quando lo faremo riporteremo in vita tutti quei meravigliosi ricordi mentre cerchiamo di riportarti indietro nella nostra realtà. L’attaccamento emotivo che creiamo è così grande che anche se ti guardavi allo specchio ogni mattina e dicevi a te stessa “Mai più”, faticheresti a resistere. Non puoi fare a meno di chiedermi se questa volta sarà diverso. Non vuoi dire di no per paura che qualcun’altra goda del nostro incredibile e meraviglioso amore. Lo vuoi tu. Hai imparato la lezione ed essendo un’empatica introspettiva (oltre che opportunamente condizionata da noi) incolperesti te stessa di certe cose. Ti convincerai, perché vuoi assaporare ancora una volta quel bacio ipnotizzante, che siamo cambiati e che questa volta sarà diverso. Perché qualcun’altra dovrebbe provare questo amore meraviglioso? Non è giusto. Hai visto il lato positivo e quello negativo. Ti sei guadagnata i gradi, quindi è giusto che tu riesca ad averci di nuovo, vero? Questo è quello che vuoi. Quando per la prima volta ce ne siamo andati e hai visto (perché volevamo che tu vedessi) che avevamo trovato qualcun’altra, la cosa ti ha distrutto. Nonostante l’orrore pieno della tua danza con noi hai odiato il fatto che qualcun’altra ora si crogiolasse nella nostra luce gloriosa. Volevi avvertirla non perché ti importava di quella persona ma perché ci volevi indietro. Ci volevi per te. Hai sentito un senso di ingiustizia che lei ora fosse con noi. Ti saresti svegliata chiedendoti se le stavo dicendo le stesse cose che avevo detto a te. Ti sei chiesta come avrebbe reagito a quell’amore fiammeggiante e celestiale che un tempo avevi vissuto tu. Sarei per lei la stessa persona che ero per te? Continuavi a ripeterti che era solo una questione di tempo prima che a lei capitasse lo stesso destino che hai subito tu, eppure i post e le immagini hanno raccontato una storia diversa. Hai iniziato a preoccuparti. Sono cambiato? Sono diventato una persona migliore dopo di te? Lei era in grado di compiacermi in un modo che non potevi fare tu? Dovevi sapere. Avevi giurato mai più ma ora mi hai voluto indietro. Hai voluto che lei se ne andasse e mi rendesse libero per essere di nuovo tuo così da poter applicare le tue lezioni apprese e tutto sarebbe stato di nuovo meraviglioso. Non mi meritava, vero? Ma tu sì. Tu hai fatto questi sacrifici. Mi hai aperto il tuo cuore nonostante le pugnalate che vi hai diretto. Hai scontato il tuo tempo e hai diritto alla tua ricompensa. Non questa Jane-ultima-arrivata. Vuoi darci la possibilità di dimostrare che possiamo farcela. Vuoi dimostrare che hai portato un’influenza positiva. Vuoi dimostrare che la bestia può essere ridotta all’obbedienza nel modo più compassionevole. Puoi dire mai più ma non lo intendi veramente. Non nel profondo del tuo cuore.

Al contrario, quando noi diciamo “Mai più”, lo intendiamo senza alcun dubbio. La tua vita non sarà mai più la stessa dopo aver incontrato noi. Non ti sentirai mai più in grado di fidarti di qualcuno dopo essere stata assoggettata al nostro regno acido. Non sarai mai più in grado di annusare certi profumi, ascoltare certe canzoni e vedere certi posti senza scoppiare in lacrime. Non amerai mai più qualcuno nel modo in cui hai amato noi. Non desidererai mai più qualcuno così tanto e in modo così intenso come desideravi noi. Non sarai mai più in grado di sentirti calma e rilassata, poiché da troppo tempo sei stata sottoposta a un elevato stato di ansia. Non proverai mai più quell’euforia che hai avuto una volta con noi. Quindi quando dici mai più non lo intendi mai veramente, ma ciò di cui non riesci a renderti conto è solo di quante cose non saranno mai più le stesse per te.

H.G. TUDOR

Never Again

💳 CAPIRE L’EMPATIA EMOTIVA: LA DIFFERENZA TRA EMPATICO, NORMALE E NARCISISTA

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Cos’è l’empatia emotiva e chi ce l’ha? Qual è il suo ruolo nell’ambito di empatici, persone normali e narcisisti?

Per assicurarti di capire cosa ti è successo in relazione al tuo coinvolgimento con il narcisista E per permetterti di difenderti da futuri coinvolgimenti e ferite, questo Pacchetto Assistenza ti fornirà una vasta gamma di informazioni che includono: –

• Comprendere l’Empatia Emotiva e di cosa si tratta
• Comprendere come funziona l’Empatia Emotiva nell’ambito di empatici, normali e narcisisti
• Cosa fa l’Empatia Emotiva?
• Come gli empatici e le persone normali possono essere dannosi e perché?
• Come riconoscere l’Empatia Emotiva
• La relazione tra Empatia Emotiva ed Empatia Cognitiva
• Diversi scenari dettagliati che ti dimostrano in termini chiari e comprensibili le interazioni tra empatici, normali e narcisisti in relazione al conflitto e alla sua risoluzione
• Diversi scenari dettagliati per aiutarti a capire la differenza di reazione tra coloro che sono coinvolti in un conflitto
• Diversi scenari dettagliati che dimostrano la risposta di empatici, normali e narcisisti in modo da farti capire come avvengono le manipolazioni istintive
• Diversi scenari dettagliati che mostrano come la Ferita e il Carburante di Sfida alimentano il concetto di Empatia Emotiva ed Empatia Cognitiva

Questo Pacchetto Assistenza migliorerà la tua comprensione di una componente chiave del comportamento umano e, soprattutto, farà sì che tu riconosca come si comporta un narcisista nel contesto dell’empatia emotiva in modo da poterti difendere.

HG TUDOR

Capire l’Empatia

Servizio di Traduzione Subordinato all’acquisto di altri servizi

€25,00

 

 

 

✉ UNA LETTERA AL NARCISISTA N. 1

Letter 1“Non c’è proprio niente che ho bisogno di dirti. Ma ci sono alcune domande per le quali sarebbe divertente avere le risposte. Per favore dimmi: come ci si sente ad essere stato sconfitto?

Io ero una delle due IPSS da scaffale che hai tenuto in funzione. Dopo che ho capito cosa eri, ho condiviso questa conoscenza con l’altra. Ho sentito che ti era caduta dalla grazia e che tu stavi già cercando di distruggere la sua reputazione mentendo e dicendo che stava rubando attrezzature. L’ho avvertita. Inutile dire che non ti parlerà più. Non saprai mai con certezza se chi l’ha informata ero io. Non sapevi che sono stata io a dirglielo, vero?

Io io io. Tu mi hai sedotto. Abbiamo avuto una piccola storia d’amore e alla fine hai promesso sesso, ma quell’ultima parte non è mai accaduta. Mio marito non è disturbato dal fatto che abbiamo avuto una breve avventura perché mi aveva dato il permesso di averne una. Lui e io abbiamo aperto la nostra relazione due anni fa … non ti ricordi di avermi estratto quel piccolo dettaglio? Hai iniziato aggiungendo un elemento romantico alla nostra amicizia che durava da sette anni, non appena mi hai tirato fuori quella chicca. In seguito mi hai mentito sull’avere il consenso di tua moglie. Mi hai anche nascosto la sua gravidanza, ed è stato allora che me ne sono andata. Ma è qui che tu pensi, di nuovo, di avere ancora potere. Di nuovo ti sbagli.

Non ho bisogno di dire a tua moglie di quello che è successo perché so che la sua reazione ti darà solo il carburante di cui hai bisogno. So che l’hai messa incinta come un modo per legarla a te in modo permanente. Lei finanziariamente non può permettersi di andarsene e non vorrà allevare un altro figlio in una famiglia con un solo genitore. È per questo che l’hai scelta, vero? Dicendole di noi la porterei solo più vicino a te. Penso che tu stessi contando su quello. Non glielo dirò.

Non mi sorprenderebbe se glielo dicessi tu, comunque (e dessi tutta la colpa a me). Dopotutto, vuoi una zuffa tra donne. Lo so, tesoro, lo so. È incredibile come io sappia tutto questo, non è vero? Come ci si sente a sapere che non ci sto cascando? Riuscirai ad avere solo una donna che ti urla contro, anche se so che vorresti che fossero due. Ma fatti coraggio. Sai quanto puoi abusare di lei emotivamente e ancora tenerla attorno. L’hai quasi capito con me. Ma la conoscenza non equivale all’intelligenza. Il fatto che io sia fuggita e il modo in cui sono fuggita mi dimostra che tu non sei intelligente quanto me.

È proprio qui che risiede lo scioglimento dell’intreccio. Durante quella relazione tiepida e unilaterale, sei stato abbastanza stupido da cercare di costringermi fisicamente a baciarti in ufficio. Ho rifiutato perché io non mischio il lavoro col piacere e non ero così interessata a te in quel momento. Hai un alitosi terribile e il tuo desiderio di estrarre le mie tonsille usando la tua lingua è piuttosto inefficiente e poco romantico. Dopo che ho chiuso e ho scoperto cosa eri, sapevo che saresti tornato ancora.

Ho fatto sapere all’azienda di quella prodezza coercitiva che hai fatto. Hai tentato di costringermi a fare qualcosa che non volevo fare e l’hai fatto in orario di lavoro (io ero fuori orario; tu non lo eri!) Questa è intimidazione sessuale, indipendentemente da quanto fossimo coinvolti. In quel momento tu hai pensato che fosse divertente. Io penso che sia esilarante che la HR e io abbiamo pronti per te i documenti delle molestie se mi cercherai ancora. Chi sta ridendo ora? Mi piacerebbe sapere: Qual è stata l’espressione sul tuo viso quando hai ricevuto l’e-mail da me che ti informava che non dovevi mai più salutarmi al lavoro altrimenti avresti dovuto affrontare un attacco di molestie? Mi hai risposto, pregandomi di incontrarti per sistemare tutto. Il tuo sangue ribolliva a leggere la parola “no”?

Al momento io ho l’ultima parola, ma so che non sarà l’ultima parola da parte tua. È l’ultima che riceverai mai da me. Tutto ciò che devo fare per ferirti è semplicemente non fare nulla. Mio caro, tu eri nell’esercito. Com’è che io sono diventata la maestra di strategia e tu sei quello che è “circondato e disarmato”? Dillo. Come ti fa sentire?”

Cordelia

H.G. TUDOR

A Letter to the Narcissist – No. 1

 

 

 

 

👤 MALEVOLENZA

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Vi sono momenti in cui l’odio, il vetriolo e la malevolenza non possono più essere contenuti. Devono essere scatenati. Molto spesso, ciò si verifica in conseguenza dell’accensione della furia che si manifesta come una risposta al ferimento che si verifica perché siamo stati criticati. La furia accesa potrebbe, con quelli di noi che hanno soglie più alte di controllo, essere tenuta a bada, specialmente se siamo consapevoli dell’impatto che potrebbe avere sulla facciata. A volte, non possiamo esercitare quel controllo e da noi si scatena una furia accesa o fredda, per cercare di provocare una reazione da te e da altri che attirerà carburante che, a sua volta, sanerà la ferita così la furia nel tempo si smorza.

Poi ci sono le volte in cui c’è bisogno di espandere le ferite, causare dolore, scioccare e scagliarsi.

Non si tratta di un incontrollato e casuale vomito di odio, un derviscio che si scaglia intorno a lui o lei, che attira sguardi di orrore, dolore e fastidio. Una reazione così frenetica è associata alla perdita di controllo che avviene attraverso l’accensione della furia. Questo è un esercizio calcolato per attingere carburante negativo allo scopo di lasciare che questo mondo terribile e infido e i suoi servi traditori sappiano che c’è un odio ardente nel nostro nucleo, uno stato permanente di antipatia maligna e velenosa per tutti intorno a noi. Non abbiamo alcun interesse a indossare una maschera di fascino o magnetismo. Non c’è il desiderio di presentare una facciata in tali occasioni. Il nostro malcontento ribollente e selvaggio deve emergere ed essere impresso come un marchio su tutti coloro che sono abbastanza sfortunati da incrociare il nostro cammino.

Può iniziare in qualsiasi momento della giornata. Può darsi che al risveglio lo sentiamo lì, la contaminazione corrosiva della malevolenza che deve essere lasciata affiorare. Potremmo, nei periodi di minore esperienza, pensare che la fornitura di carburante positivo farebbe diminuire e svanire questa sensazione, ma non è così. Per qualche ragione, qualche ragione oscura e profonda, sarà sufficiente solo carburante negativo. L’ho sperimentato in diverse occasioni. Ora me ne rendo conto. È il desiderio di distruggere, ferire, mutilare e so che fino a quando non avrò bevuto in profondità il carburante negativo che scaturisce da tali azioni, non potrò fermarmi e permettere a questa sensazione di svanire. Posso sentirla dentro di me – non è furia, ma piuttosto un odio viscerale e potente per tutto e tutti. Una sensazione biliare si è radicata nel mio nucleo e devo obbedire. È allineata alla onnipresente fame di carburante, ma solo quello negativo la placherà. È come se un antico torto potesse essere riconciliato solo attraverso l’applicazione di torti ripetuti, come se quel crimine storico dovesse essere ripetuto e replicato nel presente e così facendo, dandogli una tale esposizione e diffusione, viene raggiunta la liberazione.

Qualcosa di malvagio di tanto tempo fa quando deve essergli permesso di manifestarsi ora.

E così è uno dei giorni dei comportamenti malvagi. Il saluto del mattino del vicino viene accolto ordinandogli di “farsi fottere” o invitandolo a tenere d’occhio quella “puttana di sua moglie e i suoi visitatori pomeridiani”. La sua risposta scioccata è vista da una visuale periferica, con le prime gocce di carburante negativo che gocciolano su di me mentre mi dirigo verso la mia macchina e vi entro. L’effetto bozzolo della magnifica macchina non serve per rimuovere la malevolenza. Durante il viaggio verso l’ufficio, quelli che parlano alla radio vengono come d’abitudine criticati per l’idiozia – non possono sentirmi ma non importa – devono sempre essere informati. La finestra si abbassa e lancio un urlo a una coppia di giovani donne che camminano lungo la strada, seguito a ruota dal singolo insulto di “troie” mentre le sorpasso. Il ciclista è messo alla gogna per essere un “ciarlatano in lattice”, la persona che sta aspettando sulle strisce pedonali salta indietro mentre non riesco a resistere dall’indicarle il dito mentre riparto.

Immerso nel traffico lento, cerco di catturare l’attenzione dell’autista dietro o di fronte e provocarlo con gesti delle mani.

“Dai, dai, esci,” sibilo tra me, sperando che esca dalla sua macchina e mi sfidi. Fallo e basta, dammi la provocazione che sto cercando e posso scatenare ancora di più questa malevolenza che sta crescendo in me. Oggi forse vede ciò che balena nei miei occhi cupi e non fa altro che reagire con gesti suoi prima che il traffico si sblocchi e noi ci allontaniamo.

Il barista nel bar chiede il mio ordine e il mio nome con quel suo modo di fare ridicolo. Tutto quello che desidero è il tè, non qualche ostentazione artefatta di un grande ho cho o un caffè ridicolo che viene shakerato, aromatizzato, sciroppato e cosparso. Do il nome di “Farquhar” e lo dico con un tono che gli dice che se osa, se fottutamente osa chiedermi come si scrive quel nome, prendo alcuni di questi muffin costosissimi nella vetrina e li infilo a forza nella sua bocca sputacchiante, uno per uno. Lui non chiede e il suo soffocamento nel dolce viene evitato.

Naturalmente quando arriva la bibita, vedo “Farkwar” scarabocchiato a lato con la calligrafia di un bambino di cinque anni. Sollevo la tazza e parlo,

“Mi scusi,” dico freddamente. Il barista si volta e mi guarda. Già l’esitazione lo attanaglia.

“Sì?” Chiede.

“Per caso sei una specie di epsilon semi-deficiente.” Dico. Anche se dovrebbe essere una domanda, suona più come una dichiarazione mentre indico lo scarabocchio sulla tazza. Non dice nulla, incerto su cosa dire e su cosa farò.

“È sbagliato? Mi dispiace”, propone.

Sostengo il suo sguardo, il mio oscuro bagliore penetra dentro di lui mentre medito fissando la sua lunga barba. Distoglie lo sguardo da me al pavimento in un paio di secondi. So che tutti gli altri in questo negozio mi stanno guardando. Bene.

Scuoto la testa.

“Avresti dovuto impegnarti di più a scuola, cazzo di quarto di dollaro,” annuncio e mi giro, spingendomi oltre quelli dietro di me. Non ci sono proteste.

E va avanti così. Alla receptionist viene detto che appare sciatta quando entro in ufficio. Al subalterno dell’ufficio viene ringhiato di togliersi di mezzo. Trovo colpe in tutto ciò che fanno quelli che lavorano per me. Faccio piangere un associato annichilito mentre lo sottopongo a una predica di cinque minuti sulle inadeguatezze del suo resoconto, e lo bandisco dalla mia stanza come se lo esiliassi dal mio regno. È la terza persona che è entrata nel mio ufficio ed è stata sottoposta alla mia malevolenza e non siamo neanche a metà mattina.

La mia segretaria sporge la testa dalla porta.

“Va tutto bene?” Chiede.

Mi fermo e alzo lo sguardo dal mio computer e sfodero il fascino del sorriso.

“Assolutamente fantastico. Non potrebbe andare meglio. Prima classe. Punta in alto. Superbo.” Confermo mentre snocciolo una serie di sinonimi per dire che va tutto bene. I più verranno marchiati con la mia malevolenza oggi, ma non lei. Lei è un fedele Luogotenente e questa volta è esente, inoltre, quale modo migliore per incasinare davvero le menti di quelli che sono sotto di me è far dire alla mia segretaria,

“Con me era gentile”, se tornano strisciando cercando di scoprire cosa c’è che non va.

Le e-mail ricevono risposte brusche. Coloro che telefonano sono sottoposti a una feroce analisi della loro proposta che li lascia senza parole. Le istruzioni vengono sbraitate, le ingiunzioni emesse e gli idioti fatti a pezzi. La malvagità rimane, alimentando i comportamenti sgradevoli e spiacevoli ma senza mai sfuggire al controllo. È come se questa malevolenza si rendesse conto di fare qualcosa di buono a mantenere un po’ di disciplina, per far sapere alle persone che devono guadagnarsi la mia grazia e il mio favore, che dovrebbero stare in allerta, attenti e consapevoli che la loro posizione elevata può essere rimossa in un istante. In pochi sfidano, i più si fermano inorriditi, allarmati e feriti. Quelli che reagiscono, vengono poi sottoposti a una malevolenza feroce e vengono intimiditi fino a quando non si allontanano, bofonchiando e continuando a lanciare insulti. Non importa, è tutto carburante negativo.

In un altro luogo questa malevolenza si sarebbe manifestata con la messa in atto della violenza fisica. I pugni e i calci tirati a quelle intrattabili statue di cera quale componente della comprensione che questo è ciò che accade in una tale arena. In un altro luogo ancora, questa malevolenza emergerebbe attraverso la crudeltà e l’umiliazione di quello che mi si suppone più vicino nell’ambiente più intimo. In un altro luogo, questa malevolenza apparirebbe come l’episodio della palla da demolizione, che non lascia nulla in piedi.

Ma oggi accade in questo luogo e questo implica che l’abuso verbale, gli insulti, il linguaggio selvaggio, gli sguardi minacciosi e le risposte acide sono i modi appropriati in cui la malevolenza si fa sentire e trae il carburante negativo.

Alcuni dei destinatari sono estranei e le nostre strade non si incroceranno più. Altri possono trattarmi con diffidenza fino a quando non compare il solito fascino e vengono messi a loro agio. I più sanno che è meglio farlo apparire in un altro giorno quando è terminata l’accensione della furia. Occasionalmente ci sono quelli che continueranno. Una richiesta di scuse, un risentimento espresso attraverso canali formali e persino una denuncia alle autorità. In quei rari casi la questione viene affrontata con il ripristino della persuasione e del magnetismo. Viene offerta una ricompensa per evitare il problema, il fascino annulla la sfida oppure viene fornita una scusa apparentemente sentita dal cuore. Sono, dopotutto, solo parole e, naturalmente, il sollievo, il piacere e la gratitudine manifestati dall’altra persona è tutto carburante positivo, accolto come opzione alternativa. Non c’è nessuno che sia stato destinatario della malvagità che non possa essere rimesso in riga ancora una volta. Tutte le persone hanno un prezzo.

Quando questa malevolenza compare in questa forma, il radicato e antico diritto che esercita il suo bisogno di essere trasmesso, dopo un giorno di commenti caustici, raffiche violente e sorrisi sarcastici, con il carburante negativo ingoiato, torno in me e c’è un beneficiario di tutto questo vetriolo. Avendo permesso alla malevolenza di essersi fatta conoscere, di averla lasciata sgranchirsi le gambe e flettere i muscoli, si ritira, per ora e mentre arrivo a casa tua o torno alla nostra, per una volta ricevi il lato positivo di questo contrasto. Anche se tu, come fonte primaria, stessi subendo la svalutazione, ti verrà concessa una tregua improvvisa e la risurrezione del periodo d’oro. La tua sorpresa e gioia per il suo ritorno produce il carburante positivo in quantità significative che si riversa su di me, sostituendo la malevolenza ormai ritirata. Il tuo carburante positivo è ora richiesto e quindi la svalutazione viene interrotta perché sei considerato un santuario di gioia rispetto a quelli che mi hanno infastidito, irritato e si sono incrociati con me durante il giorno. Potrebbe non durare a lungo, ma almeno per oggi, è stato dato sfogo alla malevolenza e ora tu ricevi i benefici della sua applicazione sostenuta.

Anche quando sono malevolo, sono bravo.

H.G. TUDOR

Malice

📰 IL FREDDO SGUARDO MORTO

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Dovresti considerare di essere piuttosto fortunato a ricevere questi assaggi sul funzionamento della mia mente. Di solito non sei in grado di scrutare nella mente oscura della mia specie e di me. Come individuo empatico, coltivi la capacità di comprendere il modo in cui le altre persone pensano e come si sentono. Questo ti fornisce un certo grado di intuizione ed è applicabile a molte delle persone che incontri. Tu usi questa capacità allo scopo di fare cose buone e capisco perché lo fai. Nonostante questa capacità, tuttavia, per noi non funziona. Non sei in grado di stabilire che cosa passa per la nostra mente o cosa potremmo pensare, non serve essere capace di tutto, per essere in grado di farlo. Questo perché noi non ci atteniamo alle normali regole e convenzioni di tutti gli altri. Non percorriamo il sentiero molto usato, ma prendiamo quelle strade che sono lontane dai sentieri battuti. Questi percorsi sono aggrovigliati, non presenti sulle mappe e pericolosi, e sono progettati in modo tale da impedire ad altri di seguirli. Non vogliamo che tu sappia cosa stiamo pensando.

Questo perché non abbiamo alcun desiderio di trasmetterti alcun vantaggio nel cercare di sfuggire ai nostri impatti e rendere più difficile per noi ottenere carburante da te. Dobbiamo nascondere le nostre menti e renderle impenetrabili ai tuoi tentativi di leggerle. Dobbiamo operare attraverso la segretezza e i comportamenti occulti in modo che tu non ci vedi mai arrivare, in modo che tu non sai mai cosa succederà dopo e in modo che tu non abbia opportunità di sfuggirci. Non solo avvolgiamo le nostre menti in questo modo attraverso il nostro rifiuto della logica e l’adozione di comportamenti che sono al di fuori di quelli considerati normali, ma ci assicuriamo anche che tu non possa leggere attraverso i nostri occhi.

Molte persone guardano agli occhi come un dispositivo per valutare più accuratamente ciò che qualcuno potrebbe pensare o forse sentire. Se stiamo spiegando qualcosa a qualcuno e vediamo confusione negli occhi di quella persona, sappiamo che dobbiamo adottare un metodo più chiaro nella nostra spiegazione. Se stiamo trasmettendo alcune notizie e vediamo un’espressione addolorata in quegli occhi, sappiamo (se eri tu che stavi facendo il commento) di dover alterare il modo in cui viene espresso per renderlo meno doloroso o per fare o dire qualcosa che offra supporto. Naturalmente, quando vediamo ciò, semplicemente accresciamo il dolore per estrarre una reazione da te.

Questa debolezza degli occhi nel consentire ad un’altra persona di valutare come qualcuno si sente e quindi accertare ciò che sta pensando non è qualcosa che possiamo tollerare. Questa è vulnerabilità e non ci piacciono affatto le vulnerabilità. Abbiamo abbastanza cose da affrontare, senza che ti permettiamo di vedere ciò che sono. Di conseguenza, al fine di assicurare che la nostra mente sia impermeabile alla tua ispezione, assumeremo uno sguardo freddo e morto nei nostri occhi per renderli impenetrabili o semplicemente ti rimanderemo col riflesso ciò che senti e ti fuorvia. Quando adottiamo questo sguardo freddo, potrebbe essere progettato per indurre in te un senso di terrore, ma ha uno scopo primario. Questo scopo è quello di creare uno scudo in modo che tu non sia in grado di accertare ciò che stiamo pensando e quindi la nostra mente complottante è al sicuro dall’influenza esterna e può procedere coi suoi piani. Qualora dovessimmo riflettere su ciò che ci mostri, lo facciamo per indurti in errore, ma anche per impedirti nuovamente di avere la possibilità di capire cosa sta succedendo nelle nostre menti oscure. Le nostre menti sono il cuore delle nostre operazioni. Le nostre menti controllano tutto al fine di raggiungere il nostro obiettivo di assicurare il carburante e, in quanto tale, questo prezioso dispositivo non deve essere in alcun modo compromesso da persone come te e dalla tua intromissione.

Dobbiamo assicurarci che le nostre menti siano separate, limitate e protette dai tuoi tentativi di leggerci. Se fossi in grado di farlo, ti porteresti via uno dei nostri vantaggi. Noi sappiamo cosa stai pensando e sappiamo cosa farai dopo, perché tu sei un empatico e non solo mostri apertamente il tuo cuore ma anche la tua mente. I tuoi occhi ci permettono di capire ciò che stai pensando e sentendo. La tua mente potrebbe anche essere trasparente o trasmettere i suoi pensieri su uno schermo piatto affinché tutti possano vederli. Sei facile da capire e studiare, ecco perché ti abbiamo scelto. Un destino simile non deve capitare a noi e questo è il motivo per cui ci assicuriamo per tutto il tempo che le nostre menti siano impermeabili alla tua penetrazione.

H.G. TUDOR

The Cold Dead Stare

👤 SOLA

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Mi piace quando sei sola. È il mio posto preferito per te. Quando ci incontriamo la prima volta se accenni al fatto di sentirti sola o mandi un patetico tweet compiangendo la tua solitudine, allora lo userò contro di te. Tanto valeva aprirsi il petto con un coltello e mettersi a gridare “Vieni a prendermi”. Le donne in stato di solitudine sono massivamente suscettibili ai miei approcci quando decido di sommergerti nel mio bombardamento di lusinghiere e premurose attenzioni. Queste donne stanche del loro stato di single si crogiolano nel solitario isolamento del mio interesse per loro. La bandiera rossa potrà anche sventolare segnalando il pericolo ma non la vedrai o se la vedrai penserai “che carina”.

Potrai anche sentirti desiderata e speciale ma tutto quello che sto facendo è muoverti. Ti sto trasportando dalla tua solitudine al mondo reale di isolato splendore della mia falsa realtà.
Una volta che ti ho posizionato lì mi occupo di farti tagliare fuori dalla famiglia, amici e conoscenti. Tu concorderai con la mia opera denigratoria delle persone che una volta ti erano care e vedevi regolarmente. Vuoi più di quello zucchero che sto versando su di te. Per farlo hai bisogno di trascorrere più tempo con me e meno con chiunque altro. Non è certo un sacrificio, non credi? Ogni voce di dissenso è marginale rispetto all’intelligente campagna denigratoria contro queste persone (attenta- questa stessa campagna verrà usata contro di te tra non molto). Tu sei un’impaziente co-conspiratore felice di scaricare queste persone (come puoi essere così crudele?) con la ripetuta promessa premio di ottenere maggiori intossicanti attenzioni da parte mia.

Una volta tagliati tutti questi legami, sei mia. Dipendente da me per qualsiasi cosa. Non hai nessuno su cui contare e ti puoi sempre focalizzare su di me. Mentre faticosamente tenti di compiacermi sempre di più, la realizzazione del tuo isolamento diventa sempre più evidente. Tu puoi sentire di nuovo i rampicanti della solitudine avvolgersi intorno a te. Lo so che sentirai questo e so che farai di tutto per aggrapparti a me, la tua vita è su una zattera, il tuo barlume di speranza nella terra selvaggia. Tutto pur di non rimanere sola. Mi spiace ma è troppo tardi. Il tuo isolamento è sigillato dal momento in cui sei rimasta ad ascoltarmi. Sei così sola, nessuno può sentirti urlare.

H.G. TUDOR

Lonely

📰 TROPPO TARDI PER DORMIRE TROPPO PRESTO PER ALZARSI

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Giri la testa e ci sono i numeri elettrici beffardi che si illuminano mostrando 4:02 a.m. Ci hai aspettato, in vista del nostro ritorno. Volevi assicurarti che non fossimo troppo ubriachi ed eri pronto a fornirci un grande bicchiere d’acqua e a chiederci come è andata la serata. Non eri del tutto sicura di dove eravamo andati o con chi, perché le nostre risposte erano vaghe, qualcosa di borbottato sugli amici e un nuovo bar, ma sapevi che era meglio non continuare a chiedere. Sai che se vogliamo dirti i dettagli, lo faremo, altrimenti è meglio restare zitti. Non è sempre stato così. In effetti, una volta non uscivamo mai senza di te. Preferivamo anche stare con te, godendoci una piacevole serata di buon cibo, vino e un film, oppure andavamo a letto presto, dove ci avvinghiavamo l’uno all’altra, mentre ci esploravamo e ci deliziavamo. Passi una mano sul lenzuolo liscio e lo senti freddo. Non c’è stato il calore di un corpo a riscaldare il letto accanto a te. Una volta avevi la facoltà di girarti e vederci lì distesi, contenti e tranquilli, con un lieve russare che usciva dalle nostre bocche mentre eravamo sdraiati supini sulla schiena. Ora devi evocare l’immagine per vederci lì, visto che è passato così tanto tempo da quando ci hai visti lì.

Alla fine ti sei diretta a letto a mezzanotte e nel tuo solito modo eri preoccupata che non fossimo ancora tornati a casa ma esibendo quell’atteggiamento ragionevole per cui sei nota, hai preferito dire a te stessa che ovviamente ci stiamo divertendo e che avresti fatto meglio a salire di sopra e andare a dormire. Solo che non ci riesci. Chiudi gli occhi e tutto ciò che vedi nella tua mente sono le immagini di noi che ce la spassiamo con altre donne. Non riconosci i loro volti, ma sono giovani, dalla pelle liscia, vestite in modo succinto e avvinghiate intorno a noi, un ammasso di carne che si contorce con noi al centro. Vorresti non aver pensato così, ma questo è ciò che si forma sempre nella tua mente ogni volta che facciamo tardi. Vorresti non aver considerato ciò che potrebbe accadere, ma a dire la verità non ti abbiamo dato l’attenzione o le rassicurazioni che ti davamo una volta. Ora senti che ti stiamo prendendo in giro mentre rivolgiamo la nostra attenzione su qualcun altra. Ti volti e guardi di nuovo l’orologio e vedi che sono passati appena cinque minuti. Dove siamo? Chiameresti ma sai che non ha senso. Il telefono sarà stato spento o sarà in modalità silenziosa infilato in una tasca da qualche parte per assicurarsi che non ci siano interruzioni. Vorresti che la tua paranoia fosse solo quella, ma sai che non c’è una buona ragione per stare fuori fino a tardi. Non c’è mai. Le prove sono aumentate progressivamente mentre queste escursioni notturne aumentano di frequenza da mensile a settimanale. Hai sentito il forte profumo su di noi quando finalmente siamo apparsi e siamo scivolati silenziosamente sotto le lenzuola. In altre occasioni hai notato l’odore di sapone o gel doccia poiché è chiaro che abbiamo tolto l’odore riconoscibile del sesso dalle nostre parti basse, dalle nostre dita e dalle nostre bocche. A volte sentendoci entrare in casa sei venuta fuori e hai acceso la luce nel corridoio, inquadrandoci in piena luce mentre stavamo lì in piedi. Ci guardavi e notavi che in realtà eravamo un po’ troppo composti, i capelli lisciati a posto, la maglietta infilata dentro come se avessimo preparato il nostro aspetto prima di tornare. Quel mezzo sorriso che abbiamo sempre indossato mentre ti guardavamo non ti è mai stato d’aiuto.

Eri solita fare le domande,

“Dove sei stato?”

“Che ora pensi sia?”

“Cosa diavolo stavi facendo?”

Ma sei sempre stata ignorata. Indipendentemente dall’atteggiamento adottato, dalla preoccupazione che potevamo aver avuto un incidente, sconvolta dal fatto che ci eravate mancati, rabbia per la nostra mancanza di considerazione tornando così tardi (o così presto dipendente da come la considerate) non è mai stata generata la reazione che volevi. Non abbiamo mostrato vergogna, nessuna colpa, nessun dispiacere. In realtà, era proprio l’opposto, una spavalderia arrogante mentre stavamo assorbendo la tua uscita di emozioni. Questo ti ha sempre sorpreso. Hai pensato che ce la saremmo svignata o saremmo andati oltre, dicendoti di stare zitta, ma no, siamo rimasti in piedi e ti abbiamo lasciato scaricare. Ancora più derisione e sempre con quello strano sguardo nei nostri occhi, come se stessimo osservando la preda, e quell’inclinazione volgare della bocca. A cosa pensavamo davvero quando ci hai dato una bella strigliata o pianto per quanto era tardi e abbiamo implorato di sapere cosa stavamo facendo.

Ora non ha senso. Resti a letto nella speranza che arrivi il sonno ma non arriva mai. Tante domande ti girano nella mente.

Dove siamo?

Con chi siamo?

La baciamo come siamo soliti baciare te?

La amiamo?

Fa male ma non puoi lasciar perdere. Vuoi che ci spieghiamo, che ti diamo la conferma della nostra infedeltà e ammettiamo le numerose trasgressioni, ma non succede. Alla fine compariamo, scivolando accanto a te ma sempre in qualche modo riuscendo a trasmettere quell’aria di non farci domande, facciamo come ci pare. Ogni volta sembra che sia sempre più tardi fino a che ora siamo arrivati al punto di impedirti di dormire ma non vale mai la pena di alzarsi. Resta l’ansia, che ti travolge mentre sei presa tra volerti confrontare con noi e non volerlo fare, perché fare un passo del genere equivarrà ad ammettere che c’è davvero qualcun’altra. Per ora, accetti le spiegazioni che ti diamo il giorno seguente.

“Ho incontrato alcuni amici che non vedevo da un po’, quindi si è fatto tardi”.

“Profumo? Sì, c’era una signora che conosco tramite il lavoro del bar e che aveva addosso un sacco di profumi.”

“Senti odore di sapone? Bene, mi lavo le mani dopo aver usato il bagno lo sai.”

“Ho perso la cognizione del tempo.”

“Mi stavo divertendo e volevo continuare, è un crimine?”

I commenti sono sempre fatti senza guardarti direttamente, ma ti lanciamo uno sguardo obliquo come per controllare se ti stai bevendo le nostre bugie. Adesso riconosci i segnali, ma ancora ti aggrappi alla speranza che non sia vero, che le bugie siano la verità e che non ci sia nulla di cui preoccuparsi. Tu vorresti non esserti sentita in questo modo ma tu ci ami ancora e non vuoi perderci, tu temi il vuoto di un mondo senza di noi e così accetti questo stato di essere dimenticata mentre noi abbracciamo la notte. Sei rassegnata alla tua condizione di rimanere sveglia, agitata e preoccupata, sapendo che probabilmente sei lontana dalla nostra mente. Non puoi farci nulla per il modo in cui ti senti, ma a volte, mentre giaci nel letto gelido, i primi accenni dell’alba oltre le tapparelle, vorresti non esserti sentita affatto così. Forse allora questo immobilismo svanirebbe, questa esistenza tra qualcosa e niente, la sospensione del non sapere ma neanche essere ignoranti. Questo è ciò che ti affligge di più. Questo vivere in mezzo. Questo sopravvivere negli spazi, albergare negli interstizi, occupare l’entroterra tra le cose. È estenuante. Se solo tu potessi rimuovere il tuo immobilismo e raggiungere un posto o l’altro. Ora come ora, ti giri e guardi l’orologio ancora una volta e vedi che ora è troppo tardi per dormire e troppo presto per alzarsi. Ancora una volta sei nel mezzo.

H.G. TUDOR

Too Late To Sleep, Too Soon To Rise

📰 ANGELI CON LA FACCIA SPORCA

191103A Angels With Dirty Faces.jpgSei circondato da Angeli con la faccia sporca anche se non sei in grado di vedere quella lurida sporcizia che li incrosta. Sei ignaro del tocco che ti macchia e delle impronte sporche che battono il percorso avanti e indietro. Questi individui sono l’amico paziente che ascolta il tuo racconto di dolore, il medico gentile con gli occhi scintillanti che risiede a Bedside Manor, l’addetta alla cura rilassante che chiacchiera con gli anziani e gli infermi, il diligente lavoratore di carità e il gestore del forum che pretende di guidare te, la vittima, fuori dal labirinto di abusi narcisistici.

L’Angelo con la faccia sporca è un individuo che è assolutamente convinto della sua innata bontà e soprattutto ha un desiderio inestinguibile che il mondo sappia che è una brava persona, che si interessa, che capisce.

Questa facciata di virtù e integrità è fondamentale. È il modo in cui crede veramente di essere perché questo è ciò che il mondo deve sapere di lui. Non è il modesto impiego di educatrice d’infanzia che bada coloro che stanno sotto la sua responsabilità e sorride dentro di sé a un lavoro ben fatto. Non sono gli sguardi timidi di un’infermiera diligente quando viene elogiata dai parenti grati. Non è il sorriso paziente e l’umile risposta del terapeuta che tiene in mano la sua carica sconvolta dalla terza crisi dell’anno. L’Angelo con la faccia sporca ha la torreggiante convinzione di essere bravo e tu faresti meglio a crederci perché se non lo fai, beh, allora questo ti rende una persona cattiva.

L’Angelo con la faccia sporca non è l’ Inferiore della nostra specie. No. Non ha la capacità di emulare empatia. A lui non importa e non è neanche programmato per fingere che gli importi. È troppo rudimentale e brutale, troppo preso dal tentativo di saziare i propri bisogni per preoccuparsi di guardare fuori dalla sua sfera. Non capisce di cosa deve preoccuparsi e neanche è in grado di farlo. Non è il Superiore della nostra specie. È vero, l’abile Narcisista Superiore sarà facilmente in grado di imitare quelle espressioni e parole di interesse e non va oltre il loro uso occasionale ai soli fini di gestire la sua agenda del giorno, ma è noto per questa empatia falsa? No, questo disgusta il Superiore. Non desidera esser visto come premuroso, il che lo lascia agli altri, la sua grandezza viene dalla realizzazione – che si tratti di profitti, grandi opere d’arte, film e letteratura sensazionali, retorica gloriosa sul podio, record atletici che spezzano polmoni, danze ipnotiche, inebrianti convegni sessuali e così via. I Superiori desiderano essere noti per la realizzazione pionieristica, la cura e le coccole sono al di sotto di loro.

L’Angelo con la faccia sporca è molto prerogativa del Narcisista di Medio Rango. Lui o lei crede veramente di essere una brava persona. Vuole che anche tu lo sappia e devi accettarlo, bene, perché è vero. Pensa di preoccuparsi delle altre persone, pensa di fare un buon lavoro ma deve essere riconosciuto per questo, e deve manifestarsi ripetutamente. Vuole il riconoscimento. Vuole che tu gli dica quanto è bravo perché aiuta le persone, che vede che capisci che è onesto e rispettabile. Naturalmente tutte questi riscontri sono il carburante che per istinto brama anche se non è in grado di riconoscerlo. Non vede nulla di sbagliato nell’essere riconosciuto, evidenziato e premiato per il suo eccellente lavoro, dopotutto, non basta parlare a più persone delle cose buone che stanno facendo?

Ci sono quelli della scuola del Medio Rango che sono ossessionati da una simile immagine. A loro importa essere visti come quel pilastro della comunità locale, l’educatore la cui cura pastorale non è seconda a nessuno e l’organizzatore di braciate di beneficenza e di raccolte per ricerca sul cancro all’interno dell’ufficio. Dove c’è una buona causa, ci sono buone probabilità che tu trovi un Angelo con la faccia sporca.

Questi individui sono ovunque e difficili da individuare perché, naturalmente, credono ciò che mostrano al mondo. Il Superiore è consapevole della facciata carismatica che propone che maschera la ribollente malevolenza, e sorride con quel freddo sorriso da rettile mentre vede ancora più sonnambulismo nelle sue mani. L’Angelo con la faccia sporca non ha quella consapevolezza. Lui o lei ha una funzione cognitiva sufficiente a creare un’apparenza di bontà, a sembrare che si preoccupi, a mettere in atto ciò che crede di essere e ciò fa in modo che essi si mimetizzino con notevole facilità tra tutti voi. La natura fiduciosa delle persone, sia normali che empatiche allo stesso modo fa sì che non vedranno alcun motivo per dubitare delle apparenti credenziali umanitarie di queste persone. Quello che vedi è ciò che ottieni, giusto? Vedere per credere, vero? Questa persona è premurosa, disponibile e buona, quindi dev’essere sicuramente così, dopotutto, chi mai si presenterebbe con una facciata e si comporterebbe diversamente? Comunque, come sei arrivato a constatare, non solo è quello che fa il nostro genere, lo spessore della facciata varia a seconda della scuola del narcisista, ma la sua frequenza è molto più grande di quanto si pensi.

Quindi, come trovi la sporcizia sotto la purezza? Come fai a sapere se quella persona sente veramente quell’empatia emotiva, è buona nel cuore e nella mente e non fa solo parte di una facciata? Ci sono due detergenti che rimuovono la facciata adesiva e fanno uscire la sporcizia che si annida al di sotto.

Il primo riguarda il riconoscimento. Come ho detto sopra, l’Angelo con la faccia sporca deve avere un riconoscimento. Osserva cosa succede se manchi di riconoscere il contributo di quella persona o se lo concedi a qualcun altro. Un individuo empatico può essere ferito dal fatto che i suoi sforzi non sono stati riconosciuti, ma lo terrà principalmente per sé, non desiderando sembrare villano o in cerca di attenzione. Potrebbe dirlo a un’altra persona per ovviare all’errore, ma sicuramente non farà una tragedia perché viene trascurato. L’eroe non celebrato è una medaglia che è più che contento di indossare. Una persona normale magari si irriterà e può alzare la voce ma non reagirà per aver mancato di accordargli un riconoscimento sufficiente per ciò che ha fatto.

Però il Medio-Rango che è l’Angelo con la faccia sporca a cui non viene dato un riconoscimento non sarà in grado di contenere gli effetti di questa ferita. L’incapacità di lodarlo, di dargli un merito per i suoi sforzi, di constatare che persona gentile e meravigliosa è, finirà per ferirlo e questo si manifesterà con l’accensione della rabbia. Essendo un Medio Rango, la mancanza di riconoscimento produce principalmente rabbia fredda. Di conseguenza, attenzione a questi segnali: –

1. Si lamenta con altre persone come parte di un lungo gioco di compassione – “Non posso credere che Mary abbia dimenticato di ringraziarmi per i miei sforzi di finanziamento, voglio dire, lei sa che lo faccio ogni anno e tutto quello che volevo era che lei dicesse grazie. Non è chiedere troppo vero? Non mi credevo che si disturbasse il sedere ad essere d’aiuto.”

2. È di cattivo umore all’evento

3. Somministra un trattamento del silenzio alla persona che ha trasgredito

4. Fa commenti passivo-aggressivi sui social media o di persona.

5. Convince terze parti a rammentare a quella persona di riconoscere quello che ha fatto

6. Rifiuta di offrire ulteriore assistenza fino a quando non riceve una scusa per la “disattenzione”

7. Sminuisce gli sforzi degli altri nello stesso ambiente

8. Minaccia di unirsi a un’impresa concorrente

L’indole di affettuoso, empatico e di persona che dimostra questa bontà è, come ho detto, intesa come uno sforzo discreto, una vocazione in cui l’atto stesso è già la ricompensa che non richiede alcuna standing ovation o ripetute lodi ed eccessivi ringraziamenti. Non è richiesto un riconoscimento. Se viene concesso, l’individuo empatico o persona normale lo accetterà gentilmente, ma non è un problema se non viene concesso. Gli individui disinteressati non cercano questo riconoscimento, ma l’Angelo con la Faccia sporca deve averlo e se non lo ha, riconoscerai le reazioni tra quelle citate sopra e la sporcizia comincerà a comparire.

Il secondo metodo di esposizione è quello della sfida. Una persona empatica riconosce che le persone hanno punti di vista e opinioni, che è importante che esse siano in grado di articolarle e che non vengano falsate. Ho imparato molto su questo approccio nelle mie interazioni con gli altri e sono affascinato dalla loro capacità di permettere questo. Consentiranno agli altri di dichiarare la propria opinione, avanzeranno le loro ma riconosceranno che le due possono esistere fianco a fianco. È una genuina tolleranza, non fatta per lo spettacolo o per i complimenti, ma nata dalla decenza empatica di far sentire le voci degli altri. Non è così per l’Angelo con la faccia sporca. Se metti in dubbio il metodo con cui lui dispensa la sua apparente attenzione, se sei in disaccordo con le sue opinioni, se suggerisci che c’è un modo migliore, allora vedrai il rivestimento angelico ritirarsi e lo sporco sottostante affiorare molto in superficie.

Quando viene sfidato in questo modo, l’Angelo con la faccia sporca sente minata la sua superiorità e quindi, dal momento che è un Narcisista di Medio Rango sotto mentite spoglie, questo attacco alla sua superiorità percepita accende la sua furia e deve respingere l’attacco. Dovresti osservare quanto segue: –

1. Verrai diffamato e verrà parlato male di te a terze persone per le tue audaci critiche all’Angelo con la faccia sporca “dopo tutto quello che ho fatto” e “solo perché è geloso di quello che faccio” e “tutto quello che sto cercando di fare è aiutare le persone ed è così che vengo trattato.”

2. Dirigerà i Luogotenenti e la Congrega per attaccare il trasgressore. Ciò si manifesta soprattutto in un contesto online in cui le persone “saltano addosso” all’accusato e il regno agisce per conto del Medio Rango, dopotutto, lui o lei preferisce che altri facciano il lavoro sporco.

3. Invalida la visione del trasgressore e lo fa senza riferimento ad alcun punto sostanziale, ma dicendo che è sbagliato, perché è sbagliato.

4. Va all’attacco direttamente contro il presunto trasgressore.

5. Si mostra ferito e mortificato.

6. Attiva un gioco di compassione

7. Accusa il trasgressore attraverso la proiezione, la più frequente è etichettarlo come narcisista.

8. Isola il presunto trasgressore attraverso l’ostracismo familiare o sociale, la cancellazione dai social media, la revoca delle competenze o dell’impiego.

L’Angelo con la faccia sporca è un individuo pericoloso perché la sua facciata gli permette di infiltrarsi in posizioni di relativa autorità e da lì quando i suoi sforzi non vengono riconosciuti e / o altri educatamente mettono in discussione o sfidano il suo modo di fare le cose, piuttosto che ascoltare e mettere in pratica i consigli, farà uscire la sporcizia e la userà per diffamare e corrompere il malcapitato e coloro che sono sinceri nelle loro intenzioni. Questa sporcizia rende l’acqua torbida a tal punto e così convincenti sono le performances del Medio Rango in questi contesti che coloro che hanno fatto un torto finiscono per diventare il capro espiatorio, vengono messi alla gogna e cacciati. Naturalmente, ottenere un risultato del genere non fa altro che rinforzare l’idea di Angelo con la faccia sporca che lui ha assolutamente ragione e che ciò che ha fatto è stato giustificato.

Conoscerai questi Angeli con la faccia sporca. È ora di fare un po’ di pulizia.

H.G. TUDOR

Angels With Dirty Faces

📰 PARLIAMO DI EX, BABY

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Quando ti invischi con la nostra specie in una dinamica romantica è molto raro in effetti non ritrovarsi a sentir parlare dei nostri ex. Che sia un’ex moglie, un ex fidanzato o un ex partner, l’argomento dell’ex è uno di quelli che appare con notevole frequenza. Effettivamente, potresti non aver mai incontrato queste persone ma sentirai di conoscerle bene quasi quanto te stesso, il risultato del tempo speso a parlarti di loro.

All’inizio del tuo asservimento, è altamente probabile che siamo già in una relazione sentimentale con qualcuno. Inizialmente potrebbe non esserti detto nulla a riguardo, possiamo riferirci a loro perché utilizziamo la loro esistenza come fattore di ingrandimento per incrementare le nostre opportunità di attingere carburante da te e legarti a noi. Potrebbe essere che la loro esistenza venga riferita una volta che tu sei invischiato, quando realizziamo istintivamente che non ti allontanerai o possiamo riferirci a loro quasi come un ripensamento nel momento in cui ci siamo dis-impegnati e ti abbiamo reso Fonte Primaria Intima.

Sia che ti diciamo la verità sul fatto che eravamo sposati o nascondiamo l’esistenza del compagno fino ad un secondo momento e poi ci sciogliamo precisamente nel momento in cui rompiamo con loro, non è un argomento che consideriamo particolarmente rilevante. Ciò che ci importa e che continueremo a raccontarti di loro.

Durante il tuo periodo d’oro, che sarebbe quando ti abbiamo selezionato come obiettivo e sedotto o quando ti abbiamo incorporato, l’ex verrà rappresentato nitidamente e in modo davvero oscuro. Ti diremo di come questa persona sia davvero una persona orribile. L’ex imminente (quello o quella che stanno per diventare ex) è la persona di cui parleremo di più, specialmente se vogliamo dipingerci come un super eroe nel sopportarli o un poveretto da martirizzare. L’ex o gli ex attireranno una (o più) delle seguenti etichette:-

1. La stronza pazzoide – È selvaggia, imprevedibile e chiaramente fuori di testa. Abbiamo provato ad aiutarla, ad essere comprensivi e far capire che c’è qualcosa che non va, ma a dispetto delle nostre migliori intenzioni semplicemente lei non riesce a vederlo. Non ha introspezione e qualunque cosa abbiamo fatto ci è stata risbattuta in faccia.
2. L’ orco controllante – Non ci lascia mai fare nulla. Controllava sempre dove eravamo, con chi eravamo, cosa stavamo facendo, ci sentivamo come se ci fosse stato messo addosso un dispositivo di localizzazione e tutto ciò che volevamo fare era una battaglia già in partenza;
3. Il dipendente da sostanze – che si trattasse di alcol, benzodiazepine, erba, abitudini di costoso shopping, gioco d’azzardo, cibo spazzatura, non importava, queste persone avevano una terribile dipendenza da cui naturalmente abbiamo cercato di guarirli ma questo non li avrebbe aiutati;
4. Il folle geloso – cercava sempre di accusarci di avere relazioni, vedere altri uomini, flirtare ed essere ossessionate dall’attenzione altrui;
5. Un narcisista – L’ex era sicuramente uno di quelli (possiamo aver letto a riguardo e suonava bene o in realtà l’ex ci ha chiamati così una volta quindi glielo ributtiamo in faccia) e questo significava che lui o lei fossero persone orribili verso di noi, oh le storie che potremmo raccontarti riguardo a questa terribile condizione e in effetti lo faremo;
6. L’abusante violento – lui o lei mi attaccherebbero, ho dovuto chiamare la polizia così tante volte per trattare con lui, un passante una volta mi ha dovuto salvare dopo che aveva cominciato a prendermi a pugni in strada, sono un bel tipo quindi so cavarmela ma è stato comunque sgradevole avere qualcuno che ami che ti prende a calci nelle palle.
7. Ossessionato РSemplicemente non mi darebbe nessuno spazio per me stesso e perfino ora, nonostante le abbia detto che ̬ finita, non mi lascia in pace, non intendo spaventarti ma probabilmente al momento mi sta stalkerando, semplicemente sembra che non riesca ad accettare che ̬ la fine.
8. Il criminale РCombinava ogni genere di impresa criminale, rubava macchine, vendeva droghe, faceva rapine, semplicemente era davvero troppo. Non so perch̩ facesse tutto questo quando guadagnavo abbastanza soldi per entrambi ma semplicemente continuava e alla fine era troppo quando ha cercato di coinvolgermi;
9. La famiglia Addams – Lei era proprio strana. La sua famiglia doveva stare con noi tutto il tempo. Abbiamo traslocato da loro per risparmiare l’affitto ma poi quando alla fine siamo andati altrove per conto nostro, ogni volta che tornavo dal lavoro qualche membro della sua grande famiglia sarebbe stato lì ed era come se ci fossero sempre almeno tre di noi nella relazione e beh, sono certo che fossero un po’ troppo amorevoli ed appiccicosi se capisci quel che voglio dire.

Ci sono decine di etichette in più che sono sicuro che potresti aggiungere. Il fatto è però che scoprirai che parleremo di questa persona quotidianamente, offrendoti l’ultimo aneddoto riguardo alle degenerazioni e i comportamenti anomali di questa persona. Ricevi una disamina forense di cosa questa persona ha detto e fatto mentre richiamiamo talmente in dettaglio che puoi vederlo nella tua mente.

Questa insistenza sull’ex naturalmente viene messa in atto per numerosi scopi:-

1. Attirare solidarietà da parte tua riguardo a come siamo stati trattati;
2. Fare appello alle tue doti empatiche per consolarci, aiutarci e amarci dopo questa terribile esperienza;
3. Fare appello al tuo desiderio di superare il tuo rivale passato mostrando che tu sei un partner di molto migliore rispetto a questa persona e quindi a sua volta noi otteniamo più benefici dal tuo desiderio rafforzato;
4. Farci sembrare una brava persona che ha provato ad aiutare l’ex;
5. Farci sembrare una persona rispettabile che ha perseverato;
6. Far sì che non ti piaccia l’ex così che risponderai in maniera ostile se dovessi incontrarle sulla tua strada;
7. Assicurarci che l’ex non abbia credibilità nel caso in cui tentassero di andare fuori dal seminato cercando di avvertirti riguardo a noi;
8. Creare una scusa pronta per ogni cattivo comportamento che possiamo mostrare se la maschera dovesse scivolare (“mi dispiace, è chiaro che sono rimasto traumatizzato dopo il modo in cui Kate mi ha trattato”)
9. Attingere carburante da te nei termini della tua solidarietà, rabbia, odio per ciò che quella persona ci ha apparentemente fatto;
10. Supportare la diffamazione che avremo fatto mentre ci preparavamo a dis-impegnarci dal precedente Partner Intimo Fonte Primaria.

All’inizio sarai compiaciuto di sentire questi rapporti sui bollettini giornalieri contro il tuo ex rivale dato che questo servirà a respingere qualunque paura tu possa avere sul fatto che potremmo tornare indietro o che potremmo soccombere ad un approccio da parte di questa persona per riconquistarci. Più ci ascolti riversare disprezzo su di loro, più ti senti felice e più diventi sicuro. Parleremo di loro mentre ci assicuriamo la tua alleanza verso di noi, ricordandoti sempre di questo spettro che promette di essere il fantasma alla festa.

Una volta che sei stato incorporato allora spesso smetteremo di parlare di loro perché li abbiamo concretamente cancellati dalla nostra mente come conseguenza dell’instaurazione del periodo d’oro che ora stiamo godendo con te. Però, se c’è una ragione per loro di continuare ad apparire nella nostra sfera di influenza (l’ex continua a contattarci per capire perché ci siamo dis-impegnati da loro, per sbrigare la restituzione di una proprietà, per partecipare agli accordi sui contatti con i figli, per far fronte a problemi legati al divorzio) allora continueremo a menzionarli. Non avremo interesse ad interagire con queste persone perché vogliamo relegarle al passato ma se continuano a comparire allora continueremo a menzionarle con lo scopo di attingere ulteriore carburante da parte tua, riferendoci alla Diavolessa o all’Orco.

Di conseguenza, il bollettino giornaliero, calunnie, insulti e così via riguardo all’ex seguirà questo schema:-

1. Estesi riferimenti mentre iniziamo la seduzione verso di te non appena l’ex entra negli stadi finali della svalutazione;
2. Le menzioni continuano una volta che tu sei stato incorporato se l’ex appare nella nostra sfera di influenza.
3. Gli accenni si fermano concretamente una volta che l’ex sta alla larga e comincia l’Instaurazione del Periodo D’Oro.

Raggiungere il punto tre d’altra parte significa che avrai sperimentato discussioni ed osservazioni in abbondanza riguardo all’ex dato che tutto è stato passato al setaccio nei più piccoli dettagli. Se ci fosse una nuvola di parole per questo periodo di tempo tra te e noi, “tu” ed “ex” rivaleggerebbero l’un l’altra per la supremazia.

Tuttavia questa frequenti riferimenti all’ex non sono ancora finiti.

Una volta che inizia la tua Svalutazione come Partner Intimo Fonte Primaria allora l’ex (o gli altri ex) inizieranno ad essere menzionati (o menzionati nuovamente) ma naturalmente tutti le insinuazioni, gli insulti e le calunnie a questo punto verranno spazzati via perché ora l’ex (o gli ex) verranno visti in una luce “candida” comparata alla tua posizione in una luce “oscura”. Di conseguenza, verrai confrontato e messo in contrapposizione con questo ex quotidianamente e secondo gli aspetti a cui si fa riferimento in una o più delle possibilità seguenti:

1. L’unica – lei era l’unica che ci abbia veramente capito e quanto la rivogliamo indietro;
2. Il super dio del sesso – lui era dinamite tra le lenzuola e brami ancora una volta quell’eccitazione, confrontata con il fiasco con cui stiamo ora;
3. La mamma dell’anno – è così brava con i bambini, molto meglio di te Malvagia Matrigna (ovviamente i bambini potrebbero benissimo confermarlo perché lo pensano realmente (non è certo la scoperta del secolo) o sono stati manipolati da parte nostra a pensarlo).
4. La dea domestica Рlei faceva risplendere e teneva in ordine questo posto, portava meravigliose cene in tavola ed appariva sempre al meglio. Guardati, sei un disastro, non sai cucinare e questa casa ̬ una discarica. Cosa ho fatto?
5. Il re dei soldi – ragazzi quanto lavorava, portava dei bei soldi e si prendeva cura di me. Tu cosa fai? Niente o hai un lavoro sottopagato (confrontato con il suo).
6. La santa – lei non mi avrebbe mai trattato in questo modo, tu mi hai raggirato per mettermi con te e mi hai portato via da una donna così meravigliosa, ti odio per questo;
7. Vita sana Рlui curava il suo corpo, mangiava nel modo giusto, non beveva troppo e guarda come ti comporti tu, mangi schifezze e fumi (hai mangiato un hamburger negli ultimi sei mesi e fumi forse due sigarette al giorno Рma non importa perch̩ il pensiero scisso si ̬ manifestato ancora una volta).

Ripeto, ci sarebbero molte altre etichette per la persona che una volta era il Diavolo Incarnato ma che ora è Tornato Sul Piedistallo. A peggiorare le cose quando provi a sottolineare il modo in cui li etichettavamo e con cui ci riferivamo a tutti i terribili comportamenti dell’ex, ti accuseremo di inventarti le cose, essere geloso, proiettare i tuoi personali comportamenti e così via cosa che ti lascerà ferito e assolutamente confuso riguardo a che accidenti succede.

Parleremo di ritornare dall’ex cosa che ti lascerà allibito quando ribatterai che questa persona ha fatto cose orribili (secondo noi). Negheremo che le abbia fatte, attenuandone l’impatto o facendo riferimento al fatto che l’ex è cambiato (ovviamente questo poi ti allerta del fatto che abbiamo interagito con loro dietro le tue spalle cosa che spesso è vera dato che li abbiamo riagganciati). Se l’ex risponde al nostro tentativo di recupero e viene sedotto nuovamente allora certamente sai già cosa ti sta accadendo quando parliamo con loro, non è vero? Sì, proprio così, ti daremo quelle etichette che una volta davamo a loro mentre parliamo di come siamo stati imbrogliati, di come siamo stati indotti in errore, di come la nuova Risorsa Primaria Intima  in realtà ci abbia detto bugie riguardo all’ex e che siamo stati presi da queste.

Non è mai colpa nostra. È sempre di qualcun altro.

La triangolazione è la parte principale della dinamica narcisistica. Ci concede due forti linee di carburante, fa sì che le parti combattano per noi, le fa lavorare duramente per mantenerci (o attirarci via) quando percepiscono che c’è una minaccia. È un’eccellente manipolazione che funziona ogni volta.

Pertanto, adoriamo essere capaci di parlare di ex, baby.

H.G. TUDOR

Let’s Talk About Ex, Baby