I narcisisti aborrono l’intimità.
Perché? È una risposta istintiva e necessaria. L’intimità crea attaccamento. Come ho spiegato in L’Attaccamento È La Sede Della Sofferenza, noi attacchiamo le nostre vittime a noi, ma non ci attacchiamo a voi. Se ci attaccassimo alle nostre vittime non potremmo prosperare e sopravvivere, perché i nostri bisogni di carburante non verrebbero soddisfatti nella misura in cui devono esserlo. Dobbiamo essere in grado di andare avanti, senza impedimenti, senza vincoli e senza freni. Dobbiamo essere liberi da qualunque cosa ci rallenti e ci impedisca di raggiungere Gli Scopi Primari.
La necessità di poter “scaricare” i nostri apparecchi con un solo gesto di ghigliottina alimenta questo rifiuto dell’attaccamento e, di conseguenza, segue che dobbiamo rifiutare l’intimità. L’intimità crea legami, crea connessioni, ponti e accoppiamenti: va bene quando serve a legare voi a noi, è consentito; ma non deve e non può essere reciproco.
Prendi, per esempio, una Fonte Primaria Intima in difficoltà (un coniuge, un partner, un fidanzato/una fidanzata) che non ci fornisce più il carburante, i tratti caratteriali e i benefici residui necessari alla nostra sopravvivenza. Questa persona è stata idealizzata, è stata svalutata e ora si è verificato un innesco di disimpegno. Dobbiamo rifiutarla in blocco: non possiamo tergiversare, trattenendola e mantenendola come Fonte Primaria Intima quando non “funziona” più.
Ciò è altamente probabile che causi, in tutti i narcisisti (salvo il Superiore, e anche per noi comunque crea problemi), una crisi da carburante. Una crisi da carburante sorgerebbe perché il narcisista continuerebbe a interagire con un apparecchio che non sta rendendo e, se fosse in qualche modo attaccato, dedicherebbe troppo tempo per un ritorno troppo scarso. Non resterebbe tempo per attingere carburante dalle fonti secondarie e terziarie per compensare le carenze di questa Fonte Primaria Intima. Il risultato sarebbe una crisi da carburante o, quantomeno, una riduzione del livello di carburante che renderebbe il narcisista meno efficace e gli farebbe avvertire in modo più massiccio la presenza di quell’abisso di oblìo sempre presente.
Il narcisista potrebbe avere una Fonte Secondaria Intima Candidata pronta in attesa, pronta a essere incoronata Fonte Primaria; ma finché la Fonte Primaria Intima in carica rimane, questo nuovo apparecchio “funzionante” non può ancora essere agganciato in modo stabile al narcisista. Così il narcisista si ritrova con una Fonte Primaria Intima malfunzionante senza poter attingere pienamente al carburante abbondante (e agli altri benefici) della Fonte Primaria in-attesa. Una condizione terribile.
È questo lo scenario che l’intimità minaccia di generare. Se l’intimità viene ammessa, creerà viticci che ci legano a te e renderà molto più difficile “scaricarti” con un semplice interruttore o la pressione di un pulsante. Rifiutando l’intimità, la minaccia dell’attaccamento viene neutralizzata. L’intimità, l’intimità autentica, non può mai verificarsi: noi ne siamo incapaci, ed è per questo che deve esserci un rifiuto totale. Il nostro narcisismo fa sì che l’intimità autentica non metta mai radici.
E allora che dire di quei narcisisti che mostrano intimità nei giorni inebrianti della seduzione: quei tocchi teneri lucidati dalla sfumatura ardente del periodo d’oro, quegli abbracci, quei delicati sfioramenti pelle contro pelle, l’abbraccio lieve di labbra dischiuse su labbra dischiuse? So che molte di voi lo hanno vissuto e, in effetti, anch’io ho messo in atto tali comportamenti molte volte: non dovrebbe dunque creare intimità e quindi rischiare l’attaccamento, mettendo in pericolo la nostra esistenza?
Non tutti i narcisisti mostrano tale intimità: questo è il primo punto. È molto meno probabile nella scuola degli Inferiori. È invece evidente tra i Medio-Rango e i Superiori. Perché compare, se l’intimità per noi è abominevole? Semplice: come per ogni cosa “narci”, il nostro narcisismo ci spinge a fare qualunque cosa sia necessaria per ottenere ciò che serve alla nostra esistenza e supremazia. Se significa rispecchiare il tuo entusiasmo nel salvare cuccioli, lo faremo; se significa mostrare entusiasmo per la cucina asiatica fusion, lo faremo; se significa cantare Celine Dion… be’, forse fino a quel punto non arriveremo. T
Tuttavia, se l’intimità è un dispositivo necessario (e lo è quasi sempre) per assicurare la seduzione di un bersaglio, allora il nostro narcisismo abbassa e sopprime la nostra repulsione innata per l’intimità in vista di un guadagno maggiore: cioè la tua seduzione e il tuo intrappolamento.
Fin qui, tutto bene: usiamo l’intimità per intrappolare. Ma questo, allora, dove ci lascia rispetto al rischio di attaccamento e alle conseguenze sui nostri bisogni?
L’intimità spesso appare durante la seduzione. Non viene provata: viene somministrata, perché comprendiamo quanto la vittima la desideri, quanto sia utile a sostenere l’illusione e a portarvi sotto controllo. Naturalmente la sua applicazione è interamente istintiva (salvo un calcolo aggiuntivo quando c’è un Superiore) ed è ottenuta copiando ciò che si è visto prima e ciò che si osserva altrove: tra le altre persone, nei libri, nei film, in ciò che gli altri raccontano in varie forme. L’intimità viene fabbricata e applicata con un’abilità tale da far sembrare genuina questa tenerezza contraffatta… ma non lo è.
È superficiale, soltanto una patina. Sì, a tutti gli effetti sembra qualcosa di autentico. È certamente reale perché non te la stai immaginando, ma non è genuina e, poiché il tuo pensiero emotivo cresce grazie al coinvolgimento ripetuto e prolungato con noi, tu non gratti sotto la superficie e accetti che ciò che vedi sia ciò che stai davvero ricevendo.
Dunque, poiché non è una risposta emotiva ma una risposta appresa, l’attaccamento difficilmente si crea. Tuttavia il nostro narcisismo non ha ancora finito: deve assicurare che non vi sia alcun rischio di attaccamento. Di conseguenza, la Fase Uno consiste nel prevenire l’attaccamento applicando l’intimità in modo completamente superficiale. La Fase Due è la svalutazione.
Con la svalutazione, l’intimità viene ritirata. Gli abbracci scompaiono, del tutto, oppure vengono sostituiti da contatti brevi e rigidi come cartone. Il bacio lungo e indugiante ti viene tolto e non viene rimpiazzato, oppure viene sostituito da un bacetto rapido sulle labbra, sulla guancia o sulla fronte. Non ti terremo più la mano, non ti fisseremo più negli occhi, non permetteremo più alle nostre dita di seguire i contorni del tuo corpo facendoti formicolare la pelle.
La svalutazione e, con essa, la rimozione della falsa intimità, sono un’ulteriore salvaguardia: anche se ci fosse una minima possibilità che l’intimità crei attaccamento, viene eliminata del tutto. La svalutazione prepara la strada a un eventuale disimpegno (se si verifica un innesco), in modo che il disimpegno sia rapido, efficace e in un colpo solo.
Immagina uno scivolo di fuga. Per essere efficace deve essere libero e sgombro. Se la vegetazione (l’intimità) cresce su questo scivolo, potrebbe bloccarlo del tutto impedendo una fuga pronta, oppure potrebbe rallentarla e ostacolarla. Dunque, la falsa intimità fa sì che la crescita di questa vegetazione sullo scivolo sia minima, lenta e molto meno probabile. La svalutazione è il lanciafiamme che arriva a bruciare via ogni vegetazione che avanza: così, quando arriva il momento della fuga (il disimpegno), essa risulta totalmente efficace.
Perciò, il nostro narcisismo rifiuta l’intimità vera, applica l’intimità falsa e poi rimuove quest’intimità falsa attraverso la svalutazione. Di conseguenza, il rifiuto dell’intimità fa sì che l’attaccamento non avvenga. Pertanto, quando i nostri bisogni impongono che tu te ne vada e venga sostituito da un altro, oppure che tu venga semplicemente lasciato andare e ci si affidi agli apparecchi già esistenti, il disimpegno è rapido, assoluto ed efficace. Non sprechiamo né tempo né energie, consentendo che le nostre risorse siano indirizzate interamente verso gli scopi primari e, soprattutto, verso l’acquisizione di carburante.
L’intimità deve essere respinta per facilitare la nostra esistenza e il nostro successo.
H.G. TUDOR – “Why Does The Narcissist Must Reject Intimacy” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
