Il modo in cui parla la nostra specie è una lingua a sé. Il linguaggio narcisistico all’inizio sembra un normale modo di esprimersi, con le stesse inferenze, interpretazioni e connotazioni che ti aspetteresti sentendo frasi come “ti amo” e “mi dispiace”.
Non ti renderai conto che gran parte di ciò che diciamo ha un significato diverso, almeno finché non sarà troppo tardi. Una volta padroneggiato il linguaggio narcisistico, però, diventa subito evidente ciò che ti viene davvero comunicato.
Comprendere questa nostra “doppia lingua” è un’abilità utile: non solo ti porterà chiarezza su ciò che ti è stato detto in passato e su ciò che davvero si intendeva, ma ti aiuterà a capire come gestire il narcisista nella tua vita d’ora in avanti, se mai ti capiterà di interagire di nuovo con lui o lei.
Il linguaggio narcisistico nasce perché noi operiamo in una realtà diversa dalla tua. Percepiamo i fatti in modo differente e dunque alle nostre parole è collegata un’interpretazione alternativa. Conosciamo il contesto di ciò che diciamo, così da farlo sembrare pertinente alla situazione e alla conversazione, ma ciò avviene solo grazie alla nostra capacità di imitare e di dire ciò che dovrebbe essere detto. Noi sappiamo che cosa intendiamo davvero quando diciamo queste cose. Intendiamo qualcos’altro.
Questo ci permette, più avanti, di eludere qualunque responsabilità se cerchi di dirci che abbiamo detto qualcosa. Possiamo negarlo e, se ammettiamo di averlo detto, la nostra ammissione sarà sempre e soltanto nel contesto di ciò che volevamo significasse. Usiamo parole ed espressioni come un mantello per coprire ciò che ti stiamo effettivamente dicendo; e prima capirai cosa ti stiamo davvero comunicando, prima raggiungerai una chiarezza che dissolverà la nebbia della confusione e ti consentirà di decidere come rispondere al meglio.
A titolo di esempio, ecco una serie di frasi che sentirai spesso dalla nostra specie, con sotto ciò che in realtà ti stiamo dicendo.
Non penso che ti doni.
Sembri assolutamente ridicola.
Non ho guardato nessun’altra per tutto il tempo che sono stato fuori.
Ho baciato parecchie persone. Non ho idea di chi fossero.
Devi credermi.
Ti sto dicendo una bugia.
A cosa stai pensando?
Non ti dirò nulla finché non ti avrò decifrata, così saprò quali parole dirti.
Non ti fidi di me?
Le tue insicurezze mi irritano e mi deliziano. Mi infastidisce che tu creda di potermi controllare. Mi piace che tu sia in ansia, e sono io a ridurti così.
Lo prometto.
Ti sto solo dicendo ciò che vuoi sentirti dire.
Saremo sempre insieme.
Mi appartieni. Ti prenderò e ti lascerò quando mi pare.
Non riesco a smettere di pensarti.
Penso a te e a lei. Ah, e anche a lei. E a lei.
Non mi capisci.
Tutto ciò che ti ho detto è una bugia: non c’è da stupirsi se non capisci.
Mi piaci.
Fai quello che voglio.
Ho bisogno di un po’ di tempo per me.
Passerò la notte con la tua migliore amica.
Siamo solo amici.
Abbiamo già fatto sesso e lo rifaremo.
Sono così confuso.
Adesso voglio un’altra persona.
Non abbiamo nulla in comune.
Non ne abbiamo mai avuto: l’ho solo fatto sembrare così.
Per me sarai sempre speciale, qualunque cosa accada.
Il tuo carburante vale sempre la pena di essere recuperato: ecco perché sono tornato.
Non era niente di serio.
Sì, abbiamo fatto sesso.
Non l’ho fatto.
Oh sì, l’ho fatto.
Mi piacerebbe rivederti.
Hai ancora carburante da darmi.
Restiamo amici.
Voglio stabilire un motivo credibile per tornare e ferirti.
Non ricordo davvero.
Ricordo fin troppo bene, ma non ho intenzione di ammetterlo.
Sono rotto / spezzato.
So che suona bene e ora sono abbastanza disperato da cercare di trattenerti così.
Lei per me non significava nulla.
Il suo carburante significava tutto. Più del tuo.
Devo essere stato ubriaco.
Ero ubriaco. Lo sono spesso. Ma sapevo benissimo cosa facevo, perché lo volevo.
Sto solo dicendo ciò che penso.
È meglio che tu mi stia a sentire, e alla svelta.
Non sto cercando di litigare.
È ora di carburante.
Vorrei sapere cosa dirti per farti stare meglio.
Non ne ho la minima idea e non me ne importa.
Cambierò.
Sei una sciocca.
Voglio diventare una persona migliore.
Sei ancora più sciocca di quanto pensassi.
Rendi sempre tutto incentrato su di te.
Dovrebbe essere tutto incentrato su di me.
Non ho idea di chi sia quella.
Ho fatto sesso con lei almeno sei volte.
Non riconosco quel numero.
Lo riconosco eccome. Perché mi sta chiamando quando le ho detto di non farlo?
Non sto con nessuno.
Sto con qualcuno, ma stasera non è un ostacolo.
È tutto piuttosto complicato.
È una balla.
Non volevo che accadesse.
Oh sì, lo volevo eccome. E lo rifarò.
Mi ci hai costretto tu.
Sono troppo debole per assumermi la responsabilità.
Non devi farlo, se non vuoi.
Addio.
A volte non so chi sono.
Suona profondo. Le piacerà.
Ti amo.
Mi aspetto che tu faccia ciò che voglio. Amo il tuo carburante.
H.G. TUDOR – “Found In Translation” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
