RESPONSABILE

È risaputo che la nostra specie non si assume responsabilità. Non dobbiamo rendere conto a nessuno. Non siamo mai colpevoli. Niente è mai colpa nostra. Siamo liberi di agire a nostro piacimento, facendo ciò che vogliamo senza preoccuparci di ripercussioni o conseguenze. La responsabilità non rientra tra le nostre considerazioni. C’è un considerevole deficit da parte nostra quando si tratta di assumersi responsabilità.

Tuttavia, la natura aborrisce il vuoto, e quindi, dal momento che creiamo un’assenza di responsabilità, sorge spontanea la domanda: chi subentrerà ad accettarla? Chi si assumerà un carico maggiore di colpe rispetto a quanto gli spetterebbe? Chi colmerà il vuoto della colpevolezza? La risposta, naturalmente, è: «Tu», e questo è uno dei motivi principali per cui resti incatenata a noi. E noi, ovviamente, lo sappiamo benissimo. È una delle ragioni per cui scegliamo persone come te.

Essendo un individuo empatico possiedi molti tratti che ci attraggono. Uno di questi è la tua forte bussola morale, che ti porta a “fare la cosa giusta” e ad assumerti la responsabilità delle tue azioni. Questo, già di per sé, è allettante per noi. Ma tu vai oltre. Sei benedetta o maledetta (a seconda di come la vedi) dal fatto di essere eccessivamente responsabile. Non solo accetti la colpa quando è davvero tua, ma ti assumi anche la responsabilità al posto nostro. E questo è estremamente allettante. Ma come nasce questa tendenza a essere iper-responsabile?

Da un lato, è un tratto intrinseco che è parte della tua natura empatica. Ti senti profondamente responsabile per gli altri e lo fai perché vuoi aiutare. Non credi sia giusto sottrarsi alle responsabilità o voltare le spalle a chi ha bisogno. Espandi il tuo senso del dovere perché ritieni che, in quanto persona perbene, sia tua responsabilità assistere, sostenere e aiutare gli altri.

A questo si aggiunge il fatto che noi ti costringiamo a sentirti responsabile per noi. Neghiamo la nostra responsabilità, quindi tu avverti immediatamente il bisogno di colmare quel vuoto. Più avanti tornerò sul perché senti questo bisogno. Inoltre, ti attribuiamo la responsabilità attraverso la proiezione e lo spostamento di colpa.

«È sempre colpa tua».

«Mi hai fatto arrabbiare, è colpa tua».

«Guarda cosa mi hai fatto fare!»

«Avresti dovuto sapere che mi avrebbe dato fastidio».

Questa continua proiezione e spostamento di colpa ti condiziona ad accettare la responsabilità per ciò che noi abbiamo fatto o non fatto. I più consapevoli tra noi sanno che, ripetendo costantemente questo doppio messaggio – noi non siamo responsabili/è colpa tua – tu finirai per crederci. Sei incline all’autoanalisi e, pur di trovare soluzioni, mantenere la pace ed evitare di camminare sui gusci d’uovo, ti addossi la colpa.

Un osservatore esterno e obiettivo vedrebbe chiaramente che una determinata azione è colpa nostra, eppure tu te ne assumi la responsabilità al posto nostro.

«È colpa mia, avrei dovuto saperlo».

«Era stanco, per questo mi ha urlato contro. Avrei dovuto lasciarlo riposare».

«Dovevo ricordarmi che non gli piace il pesce».

«Va tutto bene, ci sono abituata, non mi preoccupo perché sa essere meraviglioso con me, lo sai».

«Lui è fatto così, io raccolgo i pezzi, è questo il mio ruolo».

Il rinforzo costante del concetto che sei tu la colpevole, unito alla tua naturale propensione ad accettare responsabilità, ci permette di scaricare su di te qualsiasi colpa, con la certezza che tu la accetterai.

Questo apre la strada a una serie di ulteriori manipolazioni contro di te basandoci sulla tua accettazione della colpa. Dal momento che accetti di essere in torto, allora siamo del tutto giustificati nell’urlarti contro, nell’ignorarti con freddezza, nell’impedirti di uscire o nell’avere una relazione. Avere te come persona da incolpare ci è estremamente utile per mantenere la nostra percezione di superiorità e ci fornisce la giustificazione per punirti, ottenendo così ulteriore carburante negativo.

Questo eccessivo senso di responsabilità si estenderà anche al fatto che inventerai scuse per noi dopo che saremo usciti infuriati da una riunione di famiglia. Sarà la nostra segretaria a chiamare un cliente per scusarsi dopo che siamo stati scortesi con qualcuno. Sarà un fratello a minimizzare il nostro comportamento oltraggioso e a trovare qualcosa che possa spiegarlo senza attribuirci la colpa che ci spetta. Accetti che la colpa sia tua e diventi il nostro portavoce quando interagisci con altre persone, ritrovandoti così a dover difendere l’indifendibile. Non che riceverai alcun ringraziamento per tutto questo, ovviamente.

Perché allora senti tutto questo bisogno di essere eccessivamente responsabile per noi? Da dove deriva questa caratteristica? L’ho visto nella mia stessa famiglia con mia sorella. Fin dalla tenera età sei stata sottoposta a continue accuse per colpe che non erano mai veramente tue. Questo ti ha portato a credere che dovesse esserci qualcosa di sbagliato in te e che non fossi abbastanza brava.

Per affrontare questo senso di inadeguatezza, che molto probabilmente è stato instillato in te nell’infanzia, hai sviluppato un’eccessiva tendenza a compensare e hai deciso che l’unico modo per essere abbastanza brava fosse quello di diventare il ricettacolo di tutte le colpe, indipendentemente dalla reale responsabilità. Sei stata convinta di meritare questo abuso, questa colpa, e che sia tuo dovere assumerti la responsabilità di ciò che facciamo e di ciò che non facciamo, affinché tu possa sentirti una persona di valore.

È più facile accettare la colpa piuttosto che combatterla, perché questo ti permette di conformarti al ruolo che ti è stato assegnato. Essere sempre colpevole ti ha portato a pensare di meritare tale trattamento e, nel tentativo di trovare un equilibrio con questa condizione, hai finito per accettare ancora più colpe, così da adeguarti a quello che ritieni essere il tuo ruolo.

Noi sappiamo che hai bisogno di sentirti responsabile. È un elemento centrale della della personalità empatica e noi lo sfrutteremo incolpandoti sempre, scaricando su di te ogni responsabilità e sottraendoci a qualsiasi colpa. Non ti loderemo per questo atto altruistico di assunzione di responsabilità, ma  coglieremo piuttosto l’opportunità per usarlo come giustificazione per trattarti ancora peggio. Tu sei colpevole. Per questo, meriti di essere punita. Tu lo accetti e la continua ripetizione di questo schema non fa altro che rafforzare e ampliare il tuo senso di responsabilità nei nostri confronti.

È come se a scuola ti avessero dato sei bacchettate per qualcosa che non hai fatto e tu chiedessi:

«Per favore, maestro, posso averne ancora?»

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR