PERCHÉ SÌ NON È SEMPRE LA COSA MIGLIORE

Molte persone hanno difficoltà a dire di no. Porta con sé una connotazione di negatività, ostacolo e delusione. Le persone preferiscono di gran lunga dire di sì. So che tu e la tua specie faticate davvero a dire di no. Preferisci essere vista come una persona del tipo “posso farlo”, positiva e accomodante.

Trovi difficile dire di no anche perché non ti piace vedere la delusione sul volto di chi riceve la risposta. Questo ti fa sentire in colpa e, di conseguenza, o eviti di dirlo fin dall’inizio o cambi idea dopo averlo detto.
Occasionalmente, trovi rifugio nella terra dell’incertezza.

«Ci penserò».

«Vedremo».

«Ci rifletto e ti faccio sapere».

«Devo controllare una cosa, ma credo vada bene».

Vuoi dire di no, ma scopri di non riuscirci e allora ricorri a una di queste risposte insipide e alla fine finisci per dire di sì. Noi sappiamo che questo è un tratto comune del tuo genere, qualcosa su cui contare e su cui fare leva. Sappiamo che non ti piace dire di no, quindi insistiamo e ti blandiamo per essere certi che tu dica di sì. Non commettere l’errore di pensare che abbiamo bisogno della tua approvazione o convalida. Niente affatto. Noi facciamo ciò che vogliamo.

Ci piace sentirti dire di sì perché sottolinea il nostro potere su di te. Possiamo sempre fare in modo che tu dica di sì. A volte lo fai subito (soprattutto se ti abbiamo condizionata nel modo giusto). In altre occasioni serve un po’ di persuasione e nei casi rimanenti dobbiamo tirare fuori il nostro kit della manipolazione per ottenere il risultato desiderato, ma lo otteniamo sempre. Sei fatta per dire di sì, ti programmiamo per dire di sì e lo fai anche quando è chiaramente dannoso per te. Senti il bisogno di compiacere, e questo bisogno è massimo quando si tratta di noi.

Per contrasto, noi siamo ferventi discepoli della parola “no”. È una parola di forza. È autoritaria e di comando. Chi sa dire di no ha tempra, forza e resilienza. Noi lo diciamo regolarmente. Non ci turbano le espressioni deluse, i sospiri di disappunto o le suppliche. Anzi, se ci implori e ci supplichi, continueremo a dire di no, seduti a goderci il carburante che ci fornisci con il tuo comportamento. Imploraci, minacciaci, corrompici e tempestaci di richieste – anzi, di vere e proprie pretese – di dire di sì, e ogni volta ti respingeremo con un fermo no, assaporando la tua crescente rabbia, frustrazione e dolore.

Noi non associamo la parola «no» alla negatività. La vediamo come una parola positiva. Una parola che ci permette di imporci e mantenere la nostra superiorità. Possiamo usarla per controllarti e tenerti al tuo posto. Siamo pienamente consapevoli che chiunque riceva un «no» automaticamente si sentirà ferito, perché gli è stato negato qualcosa.

«No, stasera non voglio venire a cena con te».

«No, stasera non puoi prendere la macchina».

«No, domani sera non puoi uscire con i tuoi amici».

Ci vuole coraggio e integrità per dire di no. Tu provi un conflitto nel dirlo perché sei abituata a essere sfruttata e data per scontata. Puoi provare a mascherarlo presentandoti come una persona sempre disponibile e di aiuto, ma la realtà è che finisci per essere usata. Nota come nei casi sopra, in cui ho detto di no, non ho fornito alcuna spiegazione per il mio rifiuto, ho solo detto di no.

Questo richiede vera forza. Non ho bisogno di dare spiegazioni per la mia decisione. È la mia decisione, la risposta è no, punto. Posso farlo perché non sono influenzabile. Posso farlo perché non mi sento in colpa quando vedo la delusione altrui. Questo mi permette di ottenere di più ed evitare di essere gravato inutilmente.

Puoi imparare molto dal mio uso della parola “no”.

Solo, non pensare mai di usarla contro di me.

Quello è un grande no.

H.G. TUDOR – “Why Yes, Is Not Always Best” – Traduzione di PAOLA DE CARLI