PERCHÉ IL NARCISISTA DIVIDE GLI APPARECCHI IN COMPARTIMENTI?

In quanto narcisisti, spesso ci impegniamo nella compartimentalizzazione. Questo articolo riguarda come e perché compartimentalizziamo i vari apparecchi all’interno della nostra matrice di carburante.

Noi vediamo la nostra vita come una serie di compartimenti. I compartimenti sono collegati, e vi è un arco che porta da uno all’altro, ma questo arco è stato murato da noi, e solo noi conosciamo la parola segreta che può aprirlo e permetterci il passaggio al compartimento successivo. Tu proverai a cercare un’apertura per passare da un compartimento all’altro, ma la tua ricerca sarà vana.

Reciterai tutte le parole magiche che ti vengono in mente, da “apriti sesamo” a “abracadabra”, ma nessuna funzionerà. Il motivo è semplice: vogliamo che tu resti nel tuo compartimento fino a quando decideremo di tornare. Non vogliamo che tu interagisca con gli altri compartimenti, perché questo renderebbe difficile per noi controllare ogni area. Un maggiore bisogno di controllo richiede più energia, e ciò significa meno energia a disposizione per raccogliere carburante, cosa che non posso permettere.

Un idilliaco quadro domestico si trova in un compartimento, dove interpreto il ruolo di marito premuroso e padre affettuoso. All’osservatore esterno che guarda la scena attraverso il plexiglass, tutto appare come armonia e buoni sentimenti. Ma quell’osservatore non può sentire le urla, né le tue lacrime mentre sei bersaglio dell’ennesimo sfogo.

Le grida di paura e le invettive velenose non escono da quel compartimento. E tu non puoi fuggire per raccontare altrove cosa sta realmente accadendo lì dentro. Appena io passo al compartimento successivo, il muro si richiude dietro di me in un lampo, e tu resti intrappolata, esattamente dove voglio che tu sia.

Naturalmente, al mio ritorno, ti racconterò cosa succede negli altri compartimenti, così sarai costretta a sorbirti i miei aneddoti sulla mia grandezza nel lavoro e i racconti sulla nuova “amica” che ho conosciuto, in modo da creare in te gelosia triangolata.

Nel compartimento del lavoro, appaio come un vincente, un dominatore. Eppure, chi ha subito i miei insulti brutali e ha dovuto farsi carico del mio lavoro mentre io vado in giro a fare il brillante, non può uscire da quel compartimento per contaminare l’immagine accuratamente costruita che ho proiettato all’esterno.

I soci del circolo di golf, che trovano insopportabile il mio millantare e mi hanno visto segnare un punteggio inferiore a quello reale, non possono infangare il mio nome davanti ai miei ammiratori di un altro ambiente. Io esco dal golf club e mi fiondo al bar, dove incanto i miei seguaci con un’altra storia sul mio favoloso -5 che mi ha fatto vincere la gara. Mi lodano, ignari della verità.

Vita domestica, lavoro, amante, amici, circolo, famiglia e molto altro: tutto viene assegnato a compartimenti ben distinti. In ognuno di questi, io sono un dio. Regno sovrano, libero di fare ciò che voglio, così da poter portare le mie storie eroiche da un compartimento all’altro, e nutrirmi dell’ammirazione che ne ricavo.

Trascorro molto del mio tempo assicurandomi che gli abitanti di ogni compartimento sappiano dell’esistenza degli altri, naturalmente per moltiplicare il carburante che ricevo. Tuttavia, raramente permetto che si incontrino di persona. Un incontro diretto potrebbe portare qualcuno a “chiudere il cerchio” e a capire cosa si cela dietro le mie campagne orchestrate di divide et impera. A non deve mai parlare con B, che non deve assolutamente dire a C cosa è successo davvero.

Devo mantenere intatto il mondo che ho costruito, dove queste persone non sono altro che bambole in una casa delle bambole gigante e compartimentata. Le posiziono, ci gioco, creo scenari da raccontare con orgoglio nella stanza accanto. Se mai riuscissero a evadere e a seguirmi da un compartimento all’altro, così da confrontare ciò che ho detto con ciò che è accaduto realmente, sarei rovinato.

A volte succede. E allora quel compartimento va dato alle fiamme, cancellato dalla storia e privato di esistenza. Alla prossima occasione, sarà ristrutturato, ridipinto, e vi collocherò nuove bambole. Devo controllare tutto ciò che mi circonda.

Ognuno al proprio posto e un posto per ognuno.

H.G. TUDOR – “Why Does The Narcissist Compartmentalise Appliances?” – Traduzione di PAOLA DE CARLI