PERCHÉ DOVRESTI TEMERE LA DIFFAMAZIONE

È molto probabile che tu sia stata al centro di una campagna diffamatoria. È raro che la nostra specie non ricorra a questo strumento quando ha a che fare con la persona che ricopre il ruolo di Fonte Primaria di carburante. I vantaggi di avviare una campagna diffamatoria sono molteplici e, in molti casi, essa diventa un’arma indispensabile per il mantenimento delle apparenze, del carburante e del controllo.

Poiché siamo creature parsimoniose quando si tratta di spendere le nostre energie, scegliamo di mettere in atto le manipolazioni che ci garantiscono il massimo rendimento con il minimo sforzo.

Le campagne diffamatorie sono tra le più efficaci in questo senso, per le seguenti cinque ragioni:

1. Credibilità

La campagna diffamatoria viene condotta in modo estremamente convincente. Viene messa in atto rapidamente, perlopiù senza che tu ne sia a conoscenza, e lo facciamo in modo tale che le nostre parole appaiano come verità assoluta e indiscutibile. Siamo maestri nel persuadere e nel far passare per vero e corretto ciò che in realtà non lo è. Coglieremo alcuni aspetti del tuo comportamento, qualche dettaglio delle tue azioni o frasi che hai detto e chele persone ricordano.

Forse una volta ti sei ubriacata a una festa e continuavi a cadere (è stato un episodio isolato, aggravato dal fatto che non avevi mangiato prima di bere le grandi quantità di alcol che ti avevamo rifilato), ma questo sarà sufficiente a costruire un’immagine di te come un’alcolista abituale e fuori controllo.

Se sei conosciuta per essere molto emotiva, specialmente quando sei stanca, ti dipingeremo come istrionica e instabile. Prendere una briciola di verità, estrapolarla dal contesto, ingigantirla e distorcerla è una delle nostre tecniche più efficaci nella creazione di una campagna diffamatoria.

«Si, temo di non farcela più con Jenny, il suo abuso di alcol è ormai fuori controllo. Ho cercato di coprire tutto per il tuo bene, non volevo che ti preoccupassi, ma non so più cosa fare. Ti ricordi quella festa da Jonathan? Sì, esatto, quando non riusciva neanche a stare seduta… Ormai succede ogni sera».

Noi parliamo con una tale sicurezza e convinzione che nessuno osa metterci in discussione. Le persone tendono a credere a ciò che viene loro riferito dagli altri. È un meccanismo sociale essenziale, perché se tutti fossero sospettosi e mettessero in dubbio ogni parola e intenzione altrui, nulla potrebbe funzionare. Noi sfruttiamo questa predisposizione naturale e, grazie alla nostra natura sicura e dominante, riusciamo a orchestrare campagne diffamatorie estremamente efficaci e credibili.

2. La Facciata

La facciata di rispettabilità che abbiamo costruito con cura, grazie alla quale il mondo esterno ci vede come persone buone, affidabili e rispettabili, ci fornisce un supporto essenziale quando mettiamo in atto una campagna diffamatoria. Allo stesso modo in cui prendiamo spunto dal tuo presunto problema con l’alcol, dai tuoi scatti d’ira o dalla tua eccessiva dipendenza emotiva per costruire un quadro di problemi molto più gravi, ci affidiamo alla nostra facciata per dimostrare che noi non siamo il problema. Come possiamo esserlo? Agli occhi dei tuoi amici, dei vicini e della tua famiglia, siamo quel tipo generoso, affabile e premuroso che non può che essere un buon marito e padre. Saluta sempre tutti, è educato, ha un buon lavoro, è ben visto nella comunità, è presente, e così via. La creazione di questa facciata non è solo un mezzo per ottenere carburante, ma è una delle ragioni fondamentali per cui le nostre campagne diffamatorie risultano così efficaci.

3. Ti fai del male da sola

Tu cadi dritta nella nostra trappola con molti dei comportamenti che metti in atto quando scopri di essere stata diffamata. Invece di cercare prove indipendenti e imparziali da presentare con calma e lucidità, permettendo alle persone di trarre le proprie conclusioni, perdi il controllo, con lo sguardo stralunato e piena di rabbia, ripetendo ossessivamente:

«È lui, non io! Non lo vedete? Dovete essere ciechi o stupidi per non accorgervene!».

Questo non ti farà certo guadagnare simpatie. Nessuno ama essere criticato. Sminuendo la loro capacità di giudizio, li metti sulla difensiva, e questo rende ancora più facile per loro schierarsi dalla nostra parte. Chi crederebbero più facilmente? L’individuo calmo e composto, che negli ultimi mesi ha costruito un’immagine irreprensibile e ora chiede aiuto per affrontare il tuo presunto problema, oppure la persona agitata, con gli occhi stralunati, il viso rigato di lacrime, che urla e protesta? Non è una scelta difficile.
Naturalmente, noi ti spingiamo a reagire in questo modo attraverso la nostra costante manipolazione. Inoltre, sappiamo bene quanto ti ferisca essere dipinta per ciò che non sei, e in uno stato di esasperazione e tensione come il tuo, non riuscirai a gestire la situazione con lucidità o in modo costruttivo. Questo non fa altro che rendere ancora più efficace la nostra strategia. In un certo senso, sei tu stessa a fornirci le prove per dimostrare che abbiamo ragione.

4. Sei Sfinita

Collegato a quanto sopra, vi è il fatto che quando inizia la campagna diffamatoria, con ogni probabilità, avrai già subito un prolungato periodo di svalutazione che ha lasciato il segno. Sarai esausta a causa delle nostre tattiche per privarti del sonno. Sei ansiosa. Sei ipervigile. Non riesci a pensare lucidamente, sopraffatta dalla stanchezza e dal gaslighting a cui ti abbiamo sottoposta. La tua autostima è stata demolita. La tua capacità di pensare in modo critico è stata compromessa. L’insieme di tutti questi fattori ti rende del tutto impreparata a combattere questa battaglia con noi, una battaglia per il controllo delle menti e dei cuori di chi osserva. Noi siamo arrivati per primi. Tu dovrai sempre combattere in salita, con pochissime risorse a cui aggrapparti. Ti abbiamo isolata dalle tue reti di supporto. Nella migliore delle ipotesi, questo significa che non avrai nessuno a cui chiedere aiuto quando ne avrai più bisogno. Nella peggiore, coloro su cui pensavi di poter contare si schiereranno dalla nostra parte. L’incapacità di reagire – da noi causata – rende la nostra campagna ancora più efficace.

5. Avversione al conflitto

Le persone non amano il conflitto. Odiano quando una coppia divorzia. Non è tanto perché provano dispiacere nel vedere due persone con cui andavano d’accordo separarsi. Piuttosto, è il loro egoismo a prevalere: non vogliono trovarsi nella posizione di dover scegliere tra l’uno e l’altro, e preferirebbero evitarlo del tutto. Desiderano che tutti vadano d’accordo e, quando noi raccontiamo loro di aver fatto di tutto per far funzionare le cose, ma che sei stata tu a impedirlo, il loro naturale bisogno di armonia li porta a giudicarti negativamente. Ti etichettano come la piantagrane. Le persone hanno la loro vita da gestire e vogliono che tutto il resto scorra senza intoppi attorno a loro. Se tu sei la causa di questa rottura dell’equilibrio, accadrà inevitabilmente che questi presunti osservatori imparziali prenderanno le nostre parti e vorranno tagliarti fuori perché sei tu ad aver turbato la pace. Sapendo che è così, ovviamente, la tua reazione sarà ancora più forte, alimentando il circolo vizioso e rafforzando la nostra narrazione. Ancora una volta, questa mentalità collettiva gioca un ruolo fondamentale nell’efficacia delle nostre campagne.

Diffamata

Le Campagne Diffamatorie

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR