LE ESTESE VERITÀ NARCISISTICHE – N. 5: “Ogni canzone che ti mando è esca”.

L’uso della musica nella dinamica narcisistica tra la nostra specie e le nostre vittime è comune. Compare in tutte le varie fasi della dinamica, ma viene utilizzato soprattutto — e con maggiore efficacia — durante la seduzione. Questo utilizzo rappresenta un eccellente microcosmo dei nostri comportamenti nel loro insieme:

1. Viene usato per fare leva sui tuoi tratti empatici di devota d’amore;
2. Utilizziamo qualcosa creato da qualcun altro e lo facciamo passare come espressione nostra;
3. Non proviamo l’emozione trasmessa dalla canzone, quindi troviamo un tramite (la canzone stessa) che la emuli per noi;
4. È facile da fare, quindi consente di risparmiare energia;
5. Possiamo usare lo stesso approccio più e più volte, persino le stesse canzoni.

Pertanto utilizziamo spesso la musica per attirare le nostre vittime. Ho già scritto diversi testi sull’uso della musica nella seduzione e quindi non intendo farlo nuovamente qui. Utilizzerò invece questa Verità Narcisistica ampliata per parlare dell’uso dell’esca nel sedurti.

Tutto ciò che facciamo quando cerchiamo di sedurti è esca.

Nulla viene fatto o detto “tanto per”. Le nostre azioni, i nostri gesti, le nostre parole, le nostre espressioni fanno tutte parte di questa esca progettata per attirarti verso di noi e assicurarsi che tu rimanga impigliato al nostro amo penzolante.

Molto di questo è istintivo. Abbiamo la capacità di rispondere in modo tale da continuare a produrre esca per attirarti. C’è anche una componente di calcolo, poiché valutiamo le informazioni che abbiamo raccolto su di te e determiniamo quale sia il modo migliore per attirarti, quale approccio sia più appropriato e più redditizio. Tuttavia, quando interagiamo con te, reagiamo anche in modo istintivo, così da dire e fare cose che ti risultano gradite.

Tra queste, naturalmente, la principale è la capacità di rispecchiare. Dobbiamo farlo, come ho spiegato altrove, il che significa che, con un’impostazione predefinita basata sul bisogno di rispecchiarti, reagiamo automaticamente in modo per te attraente. Rispondiamo in modo simile ai tuoi gusti e alle tue avversioni, ed è una reazione naturale che deriva da questa esigenza intrinseca di rispecchiarti. Spesso accade e basta, perché così siamo programmati.

Non avere dubbi: durante le prime interazioni con noi, tutto ciò che facciamo con te è progettato per attirarti. Certo, stiamo anche traendo carburante dalle tue risposte entusiaste ai nostri messaggi appassionati, da quel tuo ampio sorriso quando ci vedi mentre ci stai aspettando al bar, o dalla tua gioia quando ti sorprendiamo con un regalo.

Questo delizioso carburante positivo che ci fornisci continua a dirci che stiamo facendo bene a continuare a disseminare esche, creando quella scia di briciole che ti conduce nel nostro mondo, per poi chiudere il varco dietro di te, trattenendoti lì una volta che sei diventato stabilmente inserito.

Nessuna di queste azioni — complimenti, gesti o attività — viene fatta per il semplice gusto di farla. Non proviamo “divertimento” o “piacere” nel portarti a cena, andare a remare insieme o giocare a squash. Stiamo ottenendo carburante e posando l’esca per intrappolarti. È tutto ciò che conta.

Potresti chiederti: ma sicuramente ti piace giocare a squash, e non è ancora più piacevole farlo con qualcuno di cui apprezzi la compagnia? È una domanda legittima, ma nasce dal tuo punto di vista. Tu fai le cose perché ne trai piacere intrinseco. Stai con qualcuno perché lo trovi premuroso, divertente, stimolante mentalmente, bravo in ciò che fa e quindi ammirevole, e così via. Tutto questo, per noi, non conta nulla se non è collegato al carburante.

Potrei apprezzare giocare a squash? Sì. Perché? Per vincere e quindi ottenere carburante dall’altra persona, che sia attraverso i suoi complimenti per la mia abilità, l’ammirazione per i colpi giocati o la frustrazione per essere stata sconfitta. Potrei apprezzare giocare a squash con te? Sì. Perché? Perché mi fornisci carburante durante la partita, ma soprattutto perché so che a te piace giocare a squash e quindi lo utilizzo come esca nella mia seduzione nei tuoi confronti.

Deve esserci uno scopo.

Tutto ciò che ti diciamo. Tutto ciò che facciamo per te e con te. Durante la seduzione, ogni cosa deve avere lo scopo di attirarti e fornirci carburante. Non viene fatto tanto per fare. Sarebbe un’attività vuota e uno spreco di energia, che invece deve essere conservata e impiegata nel modo più efficace possibile per continuare a ottenere carburante. Durante la seduzione, queste attività vengono svolte per attirarti verso di noi. Questo è lo scopo. Se una frase o un’azione non serve a questo, non ha alcun senso.

Durante questa seduzione vogliamo passare così tanto tempo con te perché possiedi qualcosa che desideriamo: principalmente il carburante, ma anche quei tratti caratteriali e i benefici residui. Questi sono gli scopi. Potresti esporre un’argomentazione brillante sui vantaggi della depenalizzazione delle droghe, ma per noi è utile solo come tratto caratteriale da sfruttare oppure perché assumiamo deliberatamente il ruolo dell’avvocato del diavolo, così che la tua frustrazione mentre continui a discutere ci fornisca carburante.

Potresti essere mentalmente stimolante, ma questo è rilevante solo nella misura in cui a quella stimolazione si accompagnano carburante, tratti caratteriali e benefici residui. La stimolazione mentale, da sola, non è sufficiente.

Questo processo sistematico di adescamento è necessario a causa del bisogno di carburante. Dobbiamo avere la certezza che tu ci fornirai carburante e sarai un apparecchio pienamente funzionante e affidabile. Per ottenere questo, dobbiamo fare affidamento sull’esca, e non è sufficiente contare su ciò che già esiste. Questo comporterebbe un rischio troppo elevato. È necessario massimizzare le probabilità: per questo cerchiamo coloro che sono più suscettibili e poi utilizziamo la nostra gamma di manipolazioni per creare l’illusione che garantisca che l’esca venga accettata.

Sì, può anche darsi che i più elevati tra noi siano in grado di ottenere la tua dedizione senza abbellimenti ed esagerazioni, ma perché mai dovremmo correre un rischio del genere? Non quando c’è così tanto in gioco. Tu potresti dire:

«Sii te stesso e ti ameremmo comunque».

Ho visto e sentito questa frase molte volte, ma per molti della nostra specie sarebbe un errore fatale. Per altri, più evoluti e già dotati di talento, non è comunque sufficiente affidarsi a questo e correre rischi. Il risultato ottimale deve essere raggiunto, e questo significa fare affidamento sull’attirarti, sedurti, adescarti attraverso falsità, finzione e costruzione.

Quando ti è stato ripetutamente detto che non sei abbastanza, andrai a cercare qualcuno che lo sia, vero?

H.G. TUDOR – “The Expanded Narcissistic Truths – No. 5” – Traduzione di PAOLA DE CARLI