NON POSSO AMARTI PIÙ

Ti ho sempre adorato. È vero. Non te ne sei mai accorta. Come avresti potuto? Ho mantenuto la mia adorazione confinata in qualcosa di distante, qualcosa di remoto, vivendo sempre nella speranza che un giorno avrei potuto riversarla tutta su di te.

Da quanto tempo dura questa condizione? Direi da più di dieci anni.

Sì, da così tanto tempo. È successo quando sei entrata in azienda per la prima volta. Lavoravamo in reparti diversi, ma un giorno ti ho vista arrivare e da quel momento ho provato questa adorazione per te.

Era forte e potente, scaturiva dal profondo di me. Ho capito all’istante di cosa si trattava e sapevo che dovevo offrirla a te.

Non avevo idea di quando si sarebbe presentata quell’opportunità, di quando avrei potuto finalmente offrirti questa adorazione potente e infinita. Tu non lo sapevi, ma sono riuscito a copiare la tua foto dal sito web dell’azienda e passavo il tempo sdraiato sul letto o seduto su una sedia a fissarla, chiedendomi quando avrei potuto darti ciò che meriti.

Ho immaginato di ascoltarti mentre eri sdraiata accanto a me, mentre sussurravi il mio nome, la sensazione della tua mano nella mia, la gioia di condividere esperienze.

Questa adorazione è rimasta, ribollente e crescente dentro di me. L’ho coltivata e alimentata per tutto questo tempo.

Questo dimostra senz’altro quanto sia potente e quanto tu sia speciale per me. Sì, lo so che non ne avevi idea. Come avresti potuto? L’ho tenuta per me, perché volevo riservarla tutta a te.

Ovviamente, ci sono state altre persone in questi dieci anni, ma erano solo un allenamento in vista del momento in cui avrei potuto offrirti quell’adorazione.

Ero affezionato a quelle che avrebbero dovuto essere persone significative, ma non illudiamoci né tu né io: non si sono nemmeno avvicinate a suscitare l’adorazione che provo per te.

Non mi ha sorpreso. Ho capito fin dal primo istante in cui ho posato gli occhi su di te che eri tu quella giusta.

Non potevo fare la mia mossa finché non mi fossi messo alla prova. Sai, ero stato deluso così tante volte in passato. Credevo di sapere e di capire cosa fosse la vera adorazione. Ero stato ingannato da impostori e avevo scoperto che promettevano tanto, ma mantenevano così poco. Non dubitavo di te, ma dovevo esserne certo.

Di conseguenza, ho mantenuto le distanze, adorandoti da lontano e mettendo alla prova la mia resistenza. Ogni giorno in cui mi negavo la possibilità di darti la mia adorazione era un altro giorno in cui mettevo alla prova la sua resistenza, e restava intatta.

Ho superato la prova. Mi sono posto molte domande e ho scoperto di non essere manchevole. Questa volta era reale. Era vera e sincera adorazione, niente di più e niente di meno. Mi sono reso conto che, man mano che i mesi diventavano anni, più aspettavo, più ne sarei stato sicuro e, inoltre, come un grande whisky che invecchia, più il tempo passava, più questa adorazione diventava potente.

Ho capito che permettere a questa adorazione di crescere e rafforzarsi, metterla alla prova, determinarne i limiti e le eventuali carenze avrebbe significato, in definitiva, che sarei stato in grado di dispensare adorazione come nessun altro avrebbe mai potuto. Potevo darti ciò che meritavi e, in cambio, tu mi avresti dato ciò che volevo e di cui avevo bisogno.

Può sembrare strano, ma c’è stato quasi un momento in cui ho pensato che forse non ti avrei mai offerto questa adorazione.

Mi sono chiesto se non fosse meglio tenerla dentro di me.

Custodirla, dal momento che mi interrogavo sempre se, dopo un altro giorno di attesa e di prova, si sarebbe dissolta. Ma poi ho capito che, dato che ti adoravo così tanto, non potevo più tenerla nascosta. Che persona sarei se non ti avessi dato proprio ciò che meritavi?

Avrei deluso sia te che me stesso. Ecco perché ho fatto la mia mossa. Non c’è stato un evento preciso che abbia scatenato questo bisogno di avvicinarmi e offrirti questa adorazione. Non c’è stato alcun impulso, se non la consapevolezza che il momento era arrivato.

Non c’era più nulla da guadagnare nel mantenere questa adorazione confinata dentro di me. Dovevo liberarla e riversarla su di te. Dovevo versarla su di te, farla traboccare e avvolgerti completamente. Avevo bisogno di offrirti questa adorazione perfetta, permetterti di goderne, di deliziarti e di sapere che questo è esattamente ciò che continuerò a darti.

Come potrebbe essere altrimenti? Ho aspettato così a lungo per donartela che non può esserci altro esito se non questo stato permanente di adorazione, che ci permetterà di diventare una cosa sola e di preservare per sempre questa condizione.

Dieci anni possono sembrare lunghi, ma sono solo un battito di ciglia se paragonati all’adorazione infinita che ti darò e che ci terrà uniti.

Non crolleremo, non cadremo.

Te lo prometto, come l’ho già promesso a lei il mese scorso, a un’altra il mese prima, e a un’altra ancora l’anno scorso.

H.G. TUDOR – “I Cannot Love You More” – Traduzione di PAOLA DE CARLI