Pubblicato il Lascia un commento

πŸ‘₯ NASCONDERTI DA TE STESSO

Un’altra seduta con il dott. E. Mentre ero seduto nel suo studio mi chiedevo quanto fosse stato speso finora per quella presunta terapia. Poche migliaia di sterline, senza dubbio, e ho immaginato che sia il Dr E che la Dr O sarebbero stati piΓΉ che contenti di continuare queste consultazioni data la loro natura redditizia. Il cinico che era in me rifletteva sul fatto che le risorse finanziarie erano tali che loro avrebbero esteso questa durata della terapia per tutto il tempo che potevano. Questo non mi riguarda. Non ero io che pagavo e di solito mi piaceva il battibecco con i bravi dottori. Mi divertiva. Tuttavia, dato che rimuginavo sul fatto che il richiamo dello sporco lucro fosse ciΓ² che aveva motivato il Dr E e la Dr O, mi sono reso conto che almeno davano l’impressione di volermi aiutare. So dalle svariate sedute che molto riguardava il fatto che acquisissi consapevolezza e intuizione al fine di prendere decisioni informate su ciΓ² che volevo io, piuttosto che un’impostazione prescrittiva da parte di questi primari, ma io ho capito che a loro in realtΓ  importava. Volevano aiutarmi. Questo naturalmente era il motivo principale per cui ero contento di continuare a presentarmi e di essere sottoposto alle loro domande; questi due esaminatori di HG esibivano tratti empatici e quindi si dimostravano attraenti per me. La mia tolleranza per il loro ripetuto sondaggio di aree della mia vita che preferivo mantenere chiuse e sbarrate Γ¨ sorto perchΓ© mi hanno fornito l’attenzione che Γ¨ cosΓ¬ vitale per la mia esistenza. Sapevo anche che lΓ¬ c’era un’ammirazione anche per me. Era evidente nel modo in cui i due mi guardavano, specialmente la dottoressa O. Sapevo che, in quanto studiosi, ammiravano la mia maniera di essere cosΓ¬ sincero riguardo al modo in cui mi comportavo. Potevo vedere come ammiravano il modo in cui sono stato creato. Sapevo che a loro non piaceva, come puΓ² piacere uno come me, dato l’abuso che ho perpetrato liberamente come un contadino che sparge i semi, ma avevano quella profonda ammirazione per questa efficiente macchina che era stata spogliata di tutte le emozioni non necessarie e super-caricata con determinate caratteristiche al fine di funzionare alla massima efficacia. Di conseguenza, anche i medici mi fornivano ciΓ² di cui avevo bisogno e il nostro rapporto poteva continuare all’infinito. Continuavano ad essere affascinati da me e volevano aiutarmi. Io, a mia volta, ero contento di impegnarmi in questo rapporto perchΓ© mi forniva qualcosa che richiedevo. L’accordo era reciprocamente soddisfacente, anche quando i dottori divagavano in territori che era meglio lasciar stare.

“Ciao HG come stai?” Chiese il dott. E. Io esitai. Di solito non si informava su come stavo. Altri avrebbero tirato fuori una simile domanda di solito non interessati alla risposta, ma si limitavano a mostrare una formalitΓ . Il dottor E non ha fatto una domanda del genere e il fatto che lo faccia ora mi mette in guardia.

“Sto benissimo, grazie per la tua gentile richiesta,” risposi con un sorriso. Non indagai su come stava lui; Non ero interessato e non dovevo fingere un tale interesse.

“Bene. Andiamo subito al sodo, chi sei tu? “

“H G Tudor”.

“Infatti lo sei. C’Γ¨ altro?”

Mi fermai. Vedo, dottor E, che stiamo andando in profonditΓ  oggi vero? Molto bene, staniamo dove vuoi andare.

“La domanda su chi sono io Γ¨ una cosa che dipende dal contesto”, iniziai. Il dott. E iniziΓ² a prendere appunti.

“Come una persona definisce se stesso Γ¨ ciΓ² che sospetto sia dove vuoi davvero arrivare.” Guardai il dottor E per un segno di affermazione, ma non c’era.

“Ho un’idea di chi sono io? Come c’Γ¨ arrivato? So chi sono o cerco di farmi definire dagli altri? Sono un’identitΓ  indipendente che Γ¨ stata plasmata dalle mie stesse decisioni o sono un prodotto degli altri e delle loro esperienze? Sono consapevole di chi sono o devo ancora scoprire tutto ciΓ² che sono?”

“Tutte domande interessanti, ma lasciami tornare alla mia domanda iniziale”, interruppe il dottor E, “chi sei tu?”

“Chi sono? Sono molte cose per molte persone. Amico, amante, capo o confidente sono etichette che sono applicabili a me. Conquistatore, seduttore, vittima e profanatore sono altre che sono ugualmente applicabili. Carismatico, raffinato, intelligente, interessante, stimolante, di successo e affascinante sono anche le caratteristiche che si uniscono per creare ciΓ² che sono.”

“Capisco. Diresti quindi che sei sicuro di sapere chi sei?”

“SΓ¬.”

“Pensi che se facessi questa domanda alla tua famiglia e ai tuoi amici, ai tuoi colleghi o persino alla mia segretaria, darebbero risposte simili a quelle che mi hai dato tu?”

Sbuffai.

“I bugiardi si annidano nelle file di quelli che hai descritto e non hanno altro che malevolenza nei miei confronti. La loro perfidia Γ¨ cosΓ¬ grande che posso avvertire il suo fetore mentre sono seduto qui. Chiedi con ogni mezzo ma non ti sarΓ  dato nulla se non una sequela di bugie. Insulti e attacchi alla mia buona natura.”

“Quindi tutti ti insulterebbero?”

“No, non tutti, ci sono quelli che mi conoscono per quello che sono.”

“Si potrebbe dire che tutti ti conoscono per quello che sei?”, InsistΓ© il dott. E.

“No. Ci sono quelli che hanno in programma di abbattermi e sono loro che pensano di conoscermi ma hanno costruito un’idea di ciΓ² che sono ed Γ¨ un’idea falsa che viene usata per servire i loro nefandi propositi. Altri riconoscono la mia grandezza e si accontentano di accoglierla.”

“Ma non potrebbe essere il caso che a queste categorie di persone capiti di comprendere semplicemente diversi elementi di te. I tuoi ammiratori conoscono l’H.G. che Γ¨ generoso, interessante e affascinante. Quelli che consideri come denigratori forse conoscono una parte diversa di te, il profanatore e il conquistatore a cui hai fatto riferimento, cosΓ¬ questo li induce a considerarti in una luce meno positiva?”, Chiese il dott. E.

“No. Il profanatore e il conquistatore sono artifici creati da coloro che cercano di farmi del male. Lascia che lo facciano e io sarΓ² ciΓ² che pensano che sia. Non Γ¨ piΓΉ di quanto meritino. Creano una simile mostruositΓ  con la loro perfidia e attacchi ingiustificati, cosΓ¬ lasciamo che conoscano la bestia, lasciamo che sentano il loro alito caldo e fetido in faccia, il graffiare dei loro artigli contro la loro pelle che cede e il pieno orrore del potere sul loro essere. Loro lo creano, lasciamoli subire,” sputai, la semplice considerazione di quelli che mi avevano fatto un torto facendo innescare la mia furia.

“Non potresti possedere tutti quegli attributi? Non potrebbe essere che li hai tutti e la gente ne vede alcuni prima di altri?”

“No”, dissi con fermezza. Il dottor E annuΓ¬ e tacque.

“Cosa penseresti se ti dicessi che penso che tu ti stia nascondendo da te stesso?”

Distolsi lo sguardo dal dottor E e mi concentrai su una foto sul muro. Non questo, non ricominciare da capo. Non permettergli di ottenere un appiglio H.G. Respingi l’attacco, espelli l’intruso, caccialo.

“Non mi nascondo.”

“Ma potresti non capire che lo stai facendo?”

“No.”

“Potrebbe essere che non sai chi sei?”

“No.”

“Potrebbe essere che tu lo sappia, ma preferisci non prenderlo in considerazione?”

“No.”

“Questo argomento di discussione ti sta mettendo a disagio?”

“No.”

Spostai lo sguardo di nuovo verso il dottor E. Forza, continua a cercare di colpire le mie difese, non ci riuscirai. Conosco il tuo gioco Dr E. So dove stai cercando di portarmi ma io non ci andrΓ².

“Ottimo. Torniamo al modo in cui consideri te stesso, approfondisci questo”, InvitΓ².

Il senso di sollievo mi investì, ma non diedi alcun segno esteriore del suo effetto. Sorrisi, esultante per aver respinto questo sondaggio ancora una volta ed eccitato dalla prospettiva di parlare più nei dettagli della mia materia preferita; me.

H.G. TUDOR

Hiding From Yourself

Rispondi