NARCISISTA Vs SUPER EMPATICO – PERCHÉ LE SOMIGLIANZE?

I lettori abituali del mio lavoro sanno che ho fornito un quadro teorico che è il più completo per comprendere i narcisisti e gli empatici, i quali hanno una relazione simbiotica tra loro.

Per permetterti di comprendere meglio queste classificazioni di individui, le ho suddivise in varie Sotto-scuole e Quadri. Questo ti consente di capire meglio i comportamenti rilevanti, di comprendere meglio te stesso e di capire meglio la particolare sotto-scuola di narcisista con cui ti sei coinvolta.

Accade spesso che certe persone si presentino come appartenenti a un certo tipo e, a causa dell’uso della parola super, non sorprende trovare individui che credono di essere super empatici. In alcuni casi hanno ragione. In altri, possono essere empatici, ma pensano di essere super empatici quando in realtà non lo sono. E in altri casi ancora, abbiamo un narcisista inconsapevole attratto dal concetto di super empatico. Ma è anche vero che esistono somiglianze tra i due.

A prima vista, narcisisti e super empatici sembrano poli opposti. I primi sono privi di vera empatia emotiva, manipolativi, guidati da insaziabili bisogni di carburante e da un’intrinseca superiorità, da un bisogno di controllo che attraversa tutte le loro interazioni con gli altri. I secondi irradiano decenza, possiedono istinti di guarigione e forza morale. Eppure, esistono sorprendenti somiglianze superficiali e comportamentali che mostrano una reciproca attrazione, intrecci prolungati e confusione percettiva.

Questi paralleli derivano da una posizione condivisa lungo lo spettro, da intensità rispecchiate, difese simili, adattamenti e dalla seducente illusione di compatibilità. Comprendere queste somiglianze apparenti non solo chiarisce perché i super empatici spesso diventano bersagli privilegiati, ma dà loro strumenti per affrontare queste dinamiche senza cadere nel dubbio di sé.

La sovrapposizione spettrale crea il primo livello di apparente similitudine. Sia i narcisisti sia i super empatici possono emanare una fiducia innata. I narcisisti la usano come arma durante la seduzione, proiettando una facilità nei rapporti con gli altri che maschera il vuoto interiore. I super empatici, al contrario, irradiano genuina decenza e acutezza emotiva: attirano gli altri con una fiducia non basata sul bisogno di manipolare o controllare, ma comunque evidente e presente.

Eppure, utilizzeranno quella fiducia per offrire supporto mirato agli altri, difendendo la giustizia senza mai ostentarla. A chi osserva dall’esterno, sia il narcisista sia il super empatico appaiono coinvolgenti senza sforzo. La fiducia del narcisista sembra magnetica; quella del super empatico calda e accogliente.

Internamente, tuttavia, la somiglianza si approfondisce. I super empatici possiedono un mondo interiore feroce, complesso e orientato agli obiettivi, parallelo al costante impulso narcisistico verso la superiorità.
I super empatici rispecchiano le persone in base al loro comportamento, riecheggiando la proiezione narcisistica, ma fondandosi sull’empatia emotiva e non sullo sfruttamento.

Questo rispecchiamento non è manipolativo: è adattivo, permette al super empatico di relazionarsi all’empatia fredda del narcisista senza perdere se stesso. Tuttavia, il risultato è una parità percettiva. Entrambi appaiono esternamente sicuri di sé, resilienti e, in alcuni casi, “più grandi della vita”. Questo confonde gli osservatori, che scambiano i tratti narcisistici controllati del super empatico per vero narcisismo. L’illusione si intensifica nella fase di seduzione, dove l’attrazione reciproca prospera sulla percezione di affinità.

Come ho spiegato, i super empatici sono attratti dai narcisisti non per bisogno di dipendenza, ma perché la proiezione di fiducia del narcisista — la sua apparente soddisfazione di sé, il suo sembrare a proprio agio nella propria pelle — riflette i punti di forza del super empatico.

I super empatici vedono qualcosa di sé in quella facciata, interpretando il carisma dominante del narcisista come allineato ai propri doni di guarigione. Il narcisista, a sua volta, percepisce l’abbondante potenziale di carburante del super empatico, radioso di empatia e decenza, e investe un maggiore impegno per intrappolarlo, vedendo la sfida come un potenziamento dell’ego.

Questa reciprocità crea una dinamica di apparente uguaglianza. Entrambi si coinvolgono profondamente, riversando energie di natura diversa che però sembrano reciproche. I super empatici, trattenendo i propri tratti finché non si fidano, rispecchiano il fascino del narcisista, creando un circuito di validazione.

I narcisisti sono gli unici che “bruciano” con la stessa intensità, a modo loro, dei super empatici.
E per il super empatico questo è irresistibile. Per il super empatico, il narcisista appare un contrappunto degno: intenso, intuitivo, persino redimibile. Per il narcisista, il super empatico rappresenta una conquista di alto valore.

Questa fase nasconde le differenze fondamentali. Il “dare” del narcisista è artificio orientato al carburante; quello del super empatico è connessione autentica. Eppure la somiglianza esteriore — quell’intensità vibrante, che mette alla prova i confini — li aggancia entrambi, portando i super empatici a razionalizzare, tramite il pensiero emotivo, segnali d’allarme come una passione simile alla loro. Quando l’interazione prosegue nella svalutazione, emergono somiglianze comportamentali più evidenti, soprattutto riguardo alla resilienza e alle risposte esplosive.

I narcisisti svalutano per estrarre carburante negativo e riaffermare il controllo, usando manipolazioni come gaslighting, silenzi punitivi e campagne diffamatorie per erodere l’autostima della vittima. I super empatici resistono più a lungo di altri sottotipi: il loro materiale interno, più robusto, rallenta il crollo.

Di fatto, i super empatici provocano rumore: sfuriate, recuperi, triangolazioni, mentre il narcisista combatte per mantenere il controllo. Questo rispecchia l’avversione del narcisista al silenzio, che usa come punizione, ma che non tollera ricevere. Sia narcisisti sia super empatici dimostrano un’irriducibile autodifesa:

– il narcisista attraverso affermazioni dominanti,
– il super empatico attraverso il tracciamento di confini chiari, come una linea nella sabbia contro l’abuso.

Il culmine di questa somiglianza è la supernova empatica: il termine che descrive la risposta esplosiva del super empatico. Scatenata da abusi cumulativi — tradimenti, violenza, furti — la supernova vede il super empatico oscurare la propria empatia, liberando tratti narcisistici subordinati in un’esplosione di manipolazione, critica e ritiro di carburante.

A differenza del collasso del codipendente o dello sbiadire graduale dello standard empatico, questa è una azione mirata: ritiro di carburante, rispecchiamento tattico, ferite mirate che scalfiscono le difese del narcisista. È un’ondata di inversione di carburante, dove l’orgoglio e la combattività del super empatico alimentano un’offensiva difensiva che riecheggia la furia accesa del narcisista nel ripristinare la propria superiorità.

L’intensità varia: i super tratti predominanti generano scoppi devastanti che possono mettere al tappeto narcisisti inferiori; quelli minoritari arrivano dopo, ma comunque sconvolgono.

Per il narcisista, è come combattere contro uno specchio.
La ferocia controllata del super empatico riecheggia le manipolazioni sfrenate del narcisista, ma senza malizia verso innocenti.
Questi tratti sono innati, non acquisiti: vengono usati per riconquistare libertà, eppure, in intensità, sembrano indistinguibili dalla furia del narcisista.

Gli osservatori possono confondere i due, vedendo entrambi come instabili o autoritari, soprattutto perché i super empatici, dopo la supernova, possono assumere un atteggiamento più freddo e distaccato, simile al disimpegno narcisistico.

Il rispecchiamento difensivo si estende ad altre interazioni, amplificando la sovrapposizione percettiva.
I super empatici studiano il narcisista come un copione, provocando risposte prevedibili per contrastarle: un distacco strategico simile al recupero narcisistico.

Ci sono situazioni in cui, in una vendetta, devi chiederti: “È motivata dal bisogno di giustizia del super empatico o dal bisogno di vendetta del narcisista?”. Entrambi possono sembrare simili e perseguire i loro scopi con implacabile determinazione.

Entrambi rifiuteranno la posizione di vittima, anche quando esiste:

– i narcisisti per diritto di superiorità,

– i super empatici per integrità e desiderio di liberazione.

Questa comune riluttanza a perdere crea potenziali stalli, in cui il narcisista può vedere nel super empatico un rivale degno, soprattutto se è un Narcisista Superiore. Ma la somiglianza è ancora una volta un’illusione. I super empatici privilegiano la crescita e usano gli incontri per ottenere rivelazioni. Il narcisista cerca il controllo attraverso la sottomissione.

In sostanza, narcisisti e super empatici hanno somiglianze perché sono attrattori carismatici, guerrieri resilienti e reattori esplosivi le cui difese detonano nei conflitti intensi. Lo splendore reciproco della seduzione, le resistenze speculari della svalutazione e l’eco narcisistica della supernova alimentano un’affinità pericolosa che spesso intrappola i super empatici in cicli che potrebbero altrimenti spezzare.

Questa somiglianza è il più grande richiamo del narcisista e il più grande avvertimento del super empatico. Riconoscerla permette la fuga, non l’implosione. Il super empatico, infatti, usa i propri tratti come scudi contro le ombre e come fari verso la libertà.

In molti casi, poiché entrambi mostrano tratti narcisistici, i comportamenti possono sembrare simili e dunque un narcisista e un super empatico possono apparire uguali dall’esterno. Ma, come sai dalle mie descrizioni delle due categorie, le differenze sostanziali sono enormi.

H.G. TUDOR – “Narcissists and Super Empaths – Why the Similarities?” – Traduzione di PAOLA DE CARLI