Capitano ogni anno e tu sei arrivata a temere l’arrivo sia dei tuoi compleanni che dei miei. Se sei onesta fino in fondo, preferiresti che non arrivassero nemmeno. Trascorri la giornata camminando su gusci d’uovo in attesa dell’inevitabile discussione e dell’ammonizione che riceverai. L’annuale senso di delusione si ripeterà ogni volta; tu speri che in qualche modo cambierà, ma non succederà mai.
Iniziamo con il mio compleanno. Tu spendi tempo e denaro per rendere il mio compleanno un avvenimento piacevole e memorabile. Io impiego una certa dose di energia per far sì che sia memorabile, ma per le ragioni sbagliate.
Organizzi qualcosa di particolare per l’occasione e ti impegni a fondo per organizzare una festa a sorpresa o un viaggio in un posto che pensi che mi piacerà. Setacci cataloghi e Internet per cercare di trovare quel regalo che speri mi strappi un sorriso. La maggior parte delle persone normali sarebbe contenta con la metà dell’impegno che metti tu per rendermi felice il giorno del mio compleanno. Io no.
L’occasione può comportare una giornata speciale fuori e un regalo spettacolare, ma proprio come l’anno scorso e quello prima ancora, finirà con un litigio e con noi che ci scaglieremo contro di te.
In apparenza, si potrebbe immaginare che, almeno per una volta, riusciremo a trascorrere la giornata senza causare qualche tipo di dramma. Dopo tutto, la giornata è tutta per noi. Esattamente come piace a noi e come vogliamo che sia. Le persone ci augurano buon compleanno, ci mandano biglietti, ci fanno regali e tu corri di qua e di là facendoti in quattro per noi (anche più del solito).
I riflettori sono puntati su di noi. Beviamo tutto questo carburante, ma ne vogliamo ancora di più. Ogni singolo secondo deve ruotare attorno a noi. Non aspettarti un grazie da parte nostra, né per te né per chiunque altro ci faccia un regalo. Ricorda, noi abbiamo il diritto di riceverli.
Potremmo aver ricevuto regali da venti persone, ma tu sai bene che l’unica persona su cui ci accaniremo sarà quella da cui non abbiamo ricevuto il regalo che ci aspettavamo. Diventa il fulcro della nostra irritazione. I regali splendidi e sentiti vengono accantonati mentre inveiamo contro quest’unica persona che non ci ha comprato qualcosa.
Non importa se ci manda un biglietto, non importa se noi non le abbiamo fatto il regalo per il suo compleanno (e non lo abbiamo mai fatto) e non importa se nessun altro si aspettava che questo parente lontano mandasse un regalo. Solleveremo la questione, lo ripeteremo, e ce ne lamenteremo.
Guai a te se non ci fai l’esatto regalo che ci aspettavamo. Se sbagli, te lo faremo notare e ci scaglieremo contro di te. Non è possibile che tu ci ami, dato che non ci hai fatto il regalo giusto. Ignoriamo opportunamente il fatto che quello che ci hai portato è un regalo meraviglioso e che in realtà ci piace. Non è questo il punto. Non è il regalo che volevamo e sarai sottoposta alle nostre osservazioni taglienti.
Se a furia di sforzi estenuanti riesci, contro ogni previsione, a indovinare ciò che vogliamo (non aspettarti che ti aiutiamo dicendotelo, ci aspettiamo che tu lo sappia per telepatia) e ci facessi il regalo giusto, non aspettarti sorrisi e ringraziamenti. Dobbiamo fare una scenata e, piuttosto, osserveremo:
“Vedo che finalmente ci hai azzeccato. Ma non compensa certo tutti gli anni in cui hai sbagliato, vero?”
Non puoi mai vincere quando si tratta di farci dei regali. Vorremo sempre umiliarti, a prescindere da ciò che hai fatto e dagli sforzi e dalle spese che hai sostenuto. Saremo sempre insoddisfatti e lo dimostreremo rimproverandoti davanti a tutti alla festa o uscendo furiosi dal locale per un presunto affronto. Ogni anno sentirai risuonare nelle tue orecchie la stessa accusa pungente:
“Mi hai rovinato il compleanno. Di nuovo”.
Quando si tratta del tuo compleanno la situazione è altrettanto brutta. Fingeremo regolarmente di dimenticarcene. Non ti far ingannare dai nostri ripetuti e apparenti vuoti di memoria. Abbiamo menti che ricordano tutto e il potere della nostra memoria è spettacolare. Sappiamo che il tuo compleanno è all’orizzonte e, come avviene per la maggior parte delle cose che ci riguardano, questo genera in noi due reazioni.
Da un lato proviamo risentimento per l’imminente anniversario perché è un giorno rivolto a un individuo, cioè a te. Non è rivolto a noi, e questo non lo sopportiamo. È raro che tu permetta a te stessa di avere i riflettori puntati addosso (ormai sei così abituata a doverli puntare su di noi che rinunci all’idea che possano mai essere puntati su di te), ma nutri la stupida idea che, tra tanti giorni, magari potresti farlo proprio per il tuo compleanno.
Noi lo troviamo insopportabile. Questo è un giorno che sarà incentrato su di te e quindi noi dove prenderemo il nostro carburante? Il suo avvicinarsi ci riempie di terrore e orrore.
D’altro canto, il tuo compleanno ci fa piacere perché sappiamo, che malgrado ogni precedente delusione, continui a sperare che magari quest’anno le cose siano differenti. Preghi il tuo Dio personale che per grazia, almeno una volta, la giornata possa trascorrere senza incidenti e tu possa divertirti.
Non ti interessa fare qualcosa di particolarmente speciale, magari solo una cena fuori, e il regalo non deve essere costoso, purché dimostri che sia stato scelto con un minimo di attenzione. I tuoi pensieri si basano sulla speranza piuttosto che sull’aspettativa. Le cose non cambieranno perché noi dobbiamo rovinarla. Dobbiamo farti sentire sconvolta e umiliata. Per raggiungere questo obiettivo ci sono diverse cose che faremo il giorno del tuo compleanno:
1. Ce ne dimentichiamo completamente. Se alle sei di quella sera accenni al fatto che è il tuo compleanno, inveiremo contro di te spiegandoti che siamo stati occupati al lavoro o che c’è stata qualche altra questione urgente che ce l’ha fatto passare di mente. Ce ne dimentichiamo deliberatamente e non accetteremo che tu critichi la nostra omissione.
2. Organizziamo qualcosa di sfarzoso, ma sappiamo che in realtà non è qualcosa che apprezzerai. Come sempre, tu fai buon viso a cattivo gioco e stampi un rigido sorriso sul tuo volto. Noi sappiamo ciò che stai realmente pensando, perché sappiamo che non è qualcosa che ti piace. Anzi, è più probabile che abbiamo organizzato qualcosa che piace a noi. Lo facciamo affinché tutti possano vedere che gesto grandioso e bello abbiamo compiuto e ci nutriamo della loro ammirazione. Ci permette anche di punzecchiarti ripetutamente insinuando che non ti piace. Ti spingiamo ad ammettere a mezza bocca che non è proprio ciò che ti aspettavi e poi esplodiamo in una furia piena di indignazione fustigandoti per essere ingrata dopo tutti gli sforzi che abbiamo fatto.
3. Compriamo un regalino simbolico e ti facciamo notare che il tuo 43esimo compleanno non è proprio qualcosa da celebrare, non sei d’accordo? Non è certo una tappa fondamentale. Poi usiamo questa occasione per sottolineare l’avanzare della tua età ed evidenziare i tuoi vari difetti.
4. Ti organizziamo un bel compleanno, ma lo roviniamo puntando di nuovo i riflettori su di noi. Arriviamo tardi, flirtiamo con un’ospite, oppure creiamo qualche dramma in modo che tutti guardino noi e non te. Ci lamentiamo con i camerieri quando siamo a mangiare fuori in famiglia senza alcun motivo reale, solo per fare una scenata e riportare i riflettori su di noi.
5. Ricordiamo il tuo compleanno, lo trascorriamo facendo ciò che vuoi e siamo gentili con te fino al tardo pomeriggio, quando deliberatamente tiriamo fuori un litigio per un nonnulla. Il carburante che otteniamo da questo comportamento è ancora più dolce perché prima ti abbiamo fatto sentire speciale, il tuo atteggiamento diffidente si è sciolto dato che in apparenza abbiamo fatto tutto ciò che ti piace. Stiamo aspettando. Aspettiamo che tu ti senta appagata e felice e poi ti butteremo giù, in modo che la tua reazione emotiva sia molto più intensa.
Questo comportamento non viene riservato solo al tuo compleanno, anche se ci piace rovinare il tuo compleanno più di tutto il resto. Lo facciamo con il compleanno dei nostri figli, amici e familiari. Non sopportiamo che i compleanni siano dedicati ad altri e odiamo vederli felici. Nel nostro mondo, a nessun altro è concesso un compleanno: crediamo che ogni giorno sia il nostro compleanno e che tutti debbano riconoscerlo comportandosi di conseguenza.
Sappiamo che preferiresti che il tuo compleanno fosse cancellato dal calendario. È sempre un giorno orribile, in una forma o nell’altra, e vorresti che non ci fosse. Noi, invece, lo evidenziamo con un grande cerchio rosso nel calendario della nostra mente e annotiamo accanto a quella data le parole: “Giornata Speciale del Carburante”.
H.G. TUDOR – “Birthday Blues” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
