LA BEFFA DELL’IMITAZIONE

Io amo copiare. Devo copiare. È tutto ciò che so da quando posso ricordare. È la mia impostazione naturale imitare quelli intorno a me. Devo inserirmi, devo appartenere e il modo più efficace per raggiungere questo è replicare tutto ciò con cui vengo in contatto. Se interagisco con un accademico stimato, ascolterò i suoi successi e poi li farò passare come se fossero miei, mentre stacco i suoi brillanti riconoscimenti e li applico a me stesso.

Se dovessi passare del tempo con un individuo sportivo eccezionale, allora i suoi sforzi da record saranno rubati a mio beneficio e sfoggiati come miei personali a sostegno della mia convinzione della mia eccezionale abilità. Autore? Sì, anch’io ho scritto libri. Modello? Sì, eseguo alcune pose di tanto in tanto. Chef? Dovresti provare il mio piatto d’autore, è paradisiaco. Tutti quelli con cui ho a che fare mi offrono l’opportunità di copiare un elemento della loro personalità, personaggio o persona così che io posso poi presentarlo come mio e in questo modo risplendo più radioso e divento una prospettiva ancora più attraente per coloro nelle cui vite mi sono infiltrato con disinvoltura.

Questa abilità nel mimetismo mi consente di entrare e uscire come un fantasma dalla vita delle persone. Conosco le norme sociali che sono applicabili e attraverso un esame attento e la messa in pratica sono in grado di passare come uno come te. Sono un facsimile di un individuo onesto, simpatico e coinvolgente, e questo mi consente di accedere ai miei obiettivi senza generare alcun allarme. La mia impiallacciatura di rispettabilità è stata modellata da tutti quelli con cui interagisco, raccogliendo rattoppi, brandelli, frammenti e pezzi fin quando vengono cesellati insieme e li arrangio su di me permettendomi di andare e venire come mi pare.

È comunque con te che mostro la stupefacente mimica di cui sono un maestro. Una volta che ti ho selezionato come mio obiettivo, ho già appreso molto su di te. Con quella che alla fine sarà riconosciuta come una disinvoltura inquietante, replicherò una predilezione per tutte quelle cose che ti piacciono e un disgusto per tutte quelle cose che non ti piacciono.

Ripensaci e ricorderai facilmente quanto amo l’equitazione proprio come te, che mi piaceva nuotare in mare aperto proprio come te e la mia passione per le opere di Geoffrey Chaucer che coincidevano con le tue. Quegli interessi che ti erano cari sono divenuti interessi che mi erano cari.

Il tuo apprezzamento per un’eccellente bottiglia di Chateau Margaux è stato accompagnato dalla mia capacità di ricordare le opportune note di degustazione ed elencartele come se fosse il mio apprezzamento. Imitavo il modo in cui sedevi, copiando il tuo linguaggio del corpo perché so, da una vasta pratica che questo apre la strada al legame con te. Imitavo i tuoi schemi linguistici per formare una connessione subconscia tra di noi.

Mi piaceva il blu perché a te piaceva il blu. Ho scoperto che ascoltare musica soul era un’offesa alle mie orecchie, ma ho continuato a fingere di gradirla visto che ti piaceva così tanto. Mi piace davvero l’assortimento del bar Crustacea ma la tua antipatia per i frutti di mare ha fatto sì che anch’io allontanassi aragosta e ostriche. Quante volte hai osservato ad alta voce, a me o ai tuoi amici,

“Abbiamo così tanto in comune”.

“Ci piacciono così tante delle stesse cose, è meraviglioso”.

“Condividiamo così tanti interessi, lo adoro”.

“Siamo una coppia perfetta. Ad ogni livello. Siamo davvero anime gemelle”.

Certo che lo siamo. Ho fatto in questo modo perché volevo essere tutto ciò che volevi. Ho preso la tua lunga lista di simpatie e antipatie, il tuo catalogo di amori e di odi e il tuo grimorio di speranze e paure e ho copiato ogni singola pagina. Sono una fotocopiatrice che cammina e ho copiato tutto quello che volevi per far sì che la mia seduzione su di te avesse successo, fosse coinvolgente e assoluta.

Eppure, i miei stupefacenti poteri di mimetismo non erano finiti qui. Bontà, no, c’era dell’altro in arrivo. In una svolta particolarmente sgradevole a questa mia malevola abilità, imiterei le tue reazioni alla mia svalutazione su di te, ma questa volta non sarebbe un facsimile completo, farei una leggera modifica alla mia copia così che tu possa essere ulteriormente indebolito.

Quando stavi lì a piangere per la frustrazione e bevevo a fondo il delizioso carburante che mi fornivi, mi coprivo gli occhi con le mani, facevo arrivare finte lacrime sulle mie guance e producevo un rumore di singhiozzi per umiliarti ulteriormente. Qui ti stavo facendo sapere che avevo copiato tutto ciò che era successo prima, e ora copio di nuovo ma non con la perfezione che esibivo una volta.

Consento al pungiglione del sarcasmo e alla beffa malevola di infiltrarsi nella mia copia del tuo comportamento in modo da aumentare la tua ferita e il tuo disorientamento. Mi urlerai contro e io urlerò in risposta usando le parole esatte prima di alzarmi in piedi e ridere di te distrutta dalla frustrazione, incapace di trovare una risposta. Potresti battere i piedi in preda all’esasperazione e io farei lo stesso, ma con uno sguardo di sdegno in grande stile sul mio viso.

Ci sono stati momenti in cui avresti gridato. Un grido terrificante mentre le mie manipolazioni viziose prendevano piede, e mentre cercavi di raggomitolarti e speravi di poter semplicemente sparire e scappare da questo incubo, io mi piegavo vicino a te e imitavo il tuo urlo nel tuo orecchio creando questo falsetto fabbricato di angoscia per far aumentare la tua. Ogni reazione alla mia svalutazione su di te ha avuto la possibilità di essere affrontata da una mia risposta simulata al fine di aumentare la tua sofferenza e dimostrare che non ho considerato le tue reazioni con alcuna sincerità o preoccupazione.

Sono il maestro dell’imitazione, il re della copia e il duca della duplicazione.

Sono una fotocopiatrice che parla e cammina.

Sono entrato in classifica alla Rank Xerox.

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR