IMBROGLIARE PER PROSPERARE

Perché imbroglio? Ho perso il conto delle volte in cui mi è stata posta questa domanda. Mi perseguita fin dalla giovinezza, la stessa domanda sospesa nell’aria come se fosse stata pronunciata da un accusatore spettrale che non mi abbandona mai. Facevo giochi di società con i miei fratelli e invariabilmente finivano a berci perché venivo accusato di barare.

Naturalmente non l’ho mai ammesso. Una simile ammissione sarebbe da deboli e so che una volta che si ammette qualcosa ci viene riservato lo stesso trattamento. Quando ho barato con successo giocando a Monopoli (facevo il banchiere e le banconote finivano invariabilmente nel mio mucchio), a Cluedo (davo un’occhiata alle carte prima di inserirle nella busta), a Scacchi (distraevo il mio avversario e muovevo i pezzi in una posizione più vantaggiosa) e Scale e Serpenti (facevo sobbalzare il tavolo e dopo mettevo i pezzi in posizioni leggermente diverse, ad esempio spostando il mio pezzo oltre il grande serpente al centro), mi sono crogiolato nella mia vittoria.

Per me, i mezzi giustificano sempre il fine. Se quelli che giocano erano così stupidi per accorgersi di cosa stavo facendo o non avevano l’astuzia per fare lo stesso, beh, era un problema loro, no? Nessuno ti dà un vantaggio in questo mondo. L’ho imparato da giovane e l’ho imparato in fretta. Se temi che il tuo esercito soccomba sul campo di battaglia, allora cambia campo di battaglia. Il tuo avversario in una partita di calcio è più forte e più alto di te? Tiragli un calcio forte all’inizio della partita o torcigli violentemente il capezzolo quando sta per arrivare un calcio d’angolo. Presto questo gli farà perdere il passo e inciderà sulla sua prestazione.

Le mie prime esperienze mi hanno fornito solide fondamenta mentre crescevo e abbracciavo il mondo. Tutto è terra di conquista e la storia non ricorda mai il perdente. Irrompere nel luogo dove venivano tenuti i documenti degli esami per dare un’occhiata in anticipo? Perché no? Avvisare gli altri candidati in attesa per un lavoro che tu vincerai sicuramente, dato che giochi a golf con la persona che terrà il colloquio, e guardarli mentre se la svignano perché non vogliono perdere tempo inutilmente.

Test antidroga? Facile, conosco un pediatra che mi venderà urina pura di neonato per evitare qualsiasi problema. Sottrarsi a un accordo? Lamentarsi del servizio anche se è stato esemplare? Insider trading? Sì, sì e sì. Se non lo faccio io, lo farà qualcun altro e avrà successo dove avrei dovuto averlo io, e questo non posso permetterlo. La mia naturale intelligenza e il mio carisma mi aiutano a ottenere ogni vantaggio possibile con mezzi giusti e più spesso con mezzi illeciti.

Prima di puntare il tuo santo dito contro di me, guarda te stesso. Non hai mai consegnato alla polizia quel denaro che hai trovato per strada, giusto? Quando un commesso ti ha dato più resto del dovuto sei  rimasto in silenzio. Quante bugie innocenti hai detto? So che hai usato l’indirizzo di un parente anziché il tuo per assicurarti che tuo figlio ottenesse un posto in quella scuola prestigiosa. Ti sei dato malato quando non riuscivi ad affrontare il lavoro dopo una pesante serata all’insegna dell’alcol?

Sì, penso che tu l’abbia fatto. Ti ho visto parcheggiare nel parcheggio per disabili al supermercato quando pioveva. Tu hai imbrogliato ripetutamente e sei peggio di me. Io almeno ammetto di farlo. Diavolo, riconosco persino di doverlo fare per ottenere ciò che voglio, ma tu no. Neghi di aver fatto qualcosa di sbagliato o mitighi il tuo comportamento dichiarando che lo fanno tutti gli altri e quindi perché non dovresti farlo anche tu?

Non so perché tu lo faccia. Forse perché ti annoi e vuoi procurarti un po’ di eccitazione. Questo non ti rende troppo diverso da me, vero? Il bisogno di eccitazione, il bisogno di provocare una reazione. Io so perché lo faccio. Prima di tutto io ho il diritto di avere successo e devo essere visto sempre come vincente.

In secondo luogo, le espressioni di disappunto e di proteste indignate per la mia condotta (soprattutto perché sono intoccabile) mi procurano un’ondata di potere, dato che mi forniscono carburante.

Ora, devi scusarmi; ho alcuni mercati monetari da truccare e chiudono tra un’ora.

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR