Hai mai avuto un’esperienza di pre-morte?
Forse c’è stata un’occasione in cui stavi per attraversare una strada molto trafficata e qualcuno ti ha tirato indietro proprio mentre un camion articolato sfrecciava davanti a te. E se avessi fatto un passo in più, saresti stata spalmata sull’asfalto come marmellata, raggiungendo immediatamente lo status di defunto.
Forse ti sei trovata in una situazione in cui hai sofferto una malattia particolarmente grave e sei stata a pochi istanti dalla morte, ma l’intervento di professionisti qualificati ha impedito che ciò accadesse.
Esistono molte circostanze in cui una persona può aver avuto un incontro ravvicinato con la morte. Ne ho avuti anch’io, ma di questo vi parlerò in un’altra occasione.
Ma cosa accade nel caso del narcisista?
In che modo un’esperienza di pre-morte può avere un impatto su di lui a livello interno? Potrebbe essere il catalizzatore di un cambiamento? Oppure verrebbe semplicemente vista come la conferma dei suoi poteri divini? E come potrebbe poi essere utilizzata esternamente dal narcisista? Sono queste le domande che esamineremo in questo articolo.
Iniziamo dal fondamento stesso dell’evento. È importante riconoscere che, poiché abbiamo a che fare con un narcisista, esistono tre possibili scenari riguardo all’esperienza di pre-morte.
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Non è mai realmente accaduta, ed è quindi un artificio generato dal narcisismo.
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C’è stato un lieve contatto con la morte, nulla di particolarmente spettacolare, ma viene utilizzato in modo esagerato sia nella descrizione dell’evento sia nel suo significato. Per esempio: il narcisista ha riportato una semplice lesione all’occhio, ma racconta l’episodio come se una punta di trapano gli fosse penetrata nell’occhio arrivando quasi a perforare il cervello, causando una morte cerebrale immediata.
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È avvenuta realmente, e il narcisista ne fa uso.
Questo si inserisce perfettamente nella matrice della verità, della mezza verità o di qualcosa che non ha nulla a che fare con la verità, come già sai dal mio lavoro precedente e dall’articolo che porta questo titolo. Se non l’hai letto, leggilo.
Il narcisista utilizzerà:
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la verità così come tu la comprendi,
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oppure qualcosa che contiene un granello di verità e la esagererà e arricchirà,
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oppure racconterà una menzogna totale, basata su nulla, ma che il narcisismo lo porta a credere come vera.
Pertanto, è essenziale tenere presente che qualsiasi presunta esperienza di pre-morte del narcisista, sia in relazione all’evento stesso sia all’impatto che avrebbe avuto su di lui, potrebbe non essere mai accaduta o essere una completa esagerazione.
Supponiamo che il narcisista abbia vissuto un’esperienza di pre-morte.
Dal punto di vista del narcisista, è reale. Come ho appena spiegato, potrebbe essere completamente inventata, abbellita o autentica. Tienilo a mente.
Come potrebbe quindi influire su di lui internamente?
Una possibilità è che il narcisista minimizzi l’evento. Questo avviene perché il narcisismo deve proteggere il senso di invulnerabilità del narcisista e neutralizzare la minaccia al controllo rappresentata dall’esperienza di pre-morte.
Il fatto che il narcisista sia stato quasi travolto da un camion articolato rappresenta una minaccia al controllo e quindi deve essere ridimensionato.
È improbabile che il narcisista intraprenda una riflessione su se stesso come individuo vulnerabile. Al contrario, tenderà semplicemente a liquidare l’accaduto e a proseguire normalmente le sue attività, coerentemente con la sua convinzione intrinseca di essere speciale e immune alle comuni fragilità umane.
È anche possibile che il narcisista esternalizzi la colpa, attribuendola ad altri — un coniuge, un conducente, o persino a forze divine — mentre si posiziona come vittima suprema.
Questo è il modello mentale prodotto dal narcisismo per neutralizzare la minaccia al controllo e creare una base per l’utilizzo esterno dell’evento, come vedremo a breve.
Sopravvivere a un evento simile tende anche ad amplificare il senso di invincibilità del narcisista, che lo interpreterà come una prova della propria eccezionalità. Ad esempio:
«Sono sopravvissuto a un tornado che ha raso al suolo la mia casa e ne sono uscito illeso. Nulla può toccarmi».
Questo si manifesta come una sorta di complesso divino, in cui il narcisista si sente ancora più autorizzato.
Queste reazioni si allineano con il distacco dalla realtà già esistente, in cui il narcisista abita un mondo interno di fantasie anziché trarre insegnamenti dal mondo esterno.
Ci può essere anche la possibilità che l’evento spinga il narcisista a intraprendere una strada alternativa, cosa che fornirà una base specifica per l’uso esterno dell’esperienza.
Ciò che non accadrà, però, è che il narcisista pensi:
«Mio Dio, stavo per morire. Forse è il momento di cambiare. Mi è stata data una seconda possibilità dal grande architetto lassù. Ho vissuto una vita di cattiveria e sgradevolezza. Chiaramente ho uno scopo sulla Terra e cambierò il mio modo di essere». Il narcisista non ha alcuna auto-riflessione di questo tipo.
L’unico modo in cui il narcisista considererà un’esperienza di pre-morte — che si tratti di un intervento chirurgico quasi fatale, di un camion che stava per travolgerlo, di un pezzo di prosciutto che stava per soffocarlo — sarà:
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minimizzarla per annullare la minaccia al controllo,
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spostare la colpa su qualcun altro,
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e rafforzare il proprio senso di importanza o invincibilità.
Ma non finisce qui.
L’esperienza di pre-morte, reale o inventata, offre poi al narcisista l’opportunità di utilizzarla esternamente.
Il narcisista racconterà di aver avuto un incontro con la morte al coniuge, agli amici, ma aggiungerà sempre qualcosa.
Nel raccontare la storia, il narcisista triangola gli apparecchi con l’evento.
«Non crederai mai a quello che è successo. Ero su un aereo, tutti gli altri sono morti e io ne sono uscito illeso». Oppure:
«L’aereo è uscito di pista all’atterraggio. Sono stato fortunato a non morire». Oppure ancora:
«Mi sono svegliato e la casa era in fiamme, ma sono riuscito a scappare prima di essere sopraffatto dal fumo. Avrei potuto morire».
Qualunque sia la storia, il racconto viene fatto nel perseguimento degli Scopi Primari:
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affermare il controllo sull’ascoltatore,
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ottenere carburante attraverso la reazione emotiva.
Ammirazione per la brillantezza del narcisista nel sopravvivere.
Sollievo: «Grazie al cielo sei ancora qui».
Simpatia: «Dev’essere stato terribile».
Tutte queste reazioni forniscono puro carburante positivo.
Per questo motivo, l’esperienza di pre-morte è particolarmente preziosa per il narcisista.
C’è poi un altro aspetto: l’esperienza extracorporea.
Alcuni parlano di:
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una profonda sensazione di pace o amore,
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una rapida revisione della vita,
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incontri con parenti defunti o figure spirituali,
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una luce brillante o un tunnel.
Questo è un terreno di caccia ideale per il narcisista.
Molte di queste esperienze extracorporee sono probabilmente la manifestazione del narcisista che sfrutta l’evento di pre-morte.
In alcuni casi si tratta di allucinazioni generate dal trauma o dai farmaci.
In altri, di convinzioni sinceramente vissute.
In altri ancora, di racconti grandiosi:
«Gesù mi ha detto: non è ancora il tuo momento, torna sulla Terra e continua a fare del bene.»
Che il narcisista abbia avuto o meno un’esperienza di pre-morte, il narcisismo vorrà utilizzarla, specialmente nei narcisisti di tipo Inferiore e Medio-Rango.
È un doppio colpo:
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«Stavo per morire» → simpatia o ammirazione.
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«Ho avuto un’esperienza extracorporea» → fascinazione, soggezione, controllo.
Questo permette al narcisista di:
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andare in programmi televisivi,
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parlare alla radio locale,
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finire sui giornali,
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raccontarlo per mesi o anni,
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persino guadagnarci.
Il narcisista può aver vissuto un’esperienza di pre-morte. Ti ho spiegato l’impatto interno su di lui e i vari modi in cui la utilizzerà esternamente, inclusa la creazione del racconto dell’esperienza extracorporea.
H.G. TUDOR – “The Narcissist and the Near Death Experience” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
