IL NARCISISTA CORROMPE: L’ASCOLTATORE

Molte persone ascoltano poco. Ascoltare per un consistente periodo di tempo richiede concentrazione e sforzo. Molti mancano della disciplina e del rigore richiesto per essere una persona di questo tipo, le loro menti vagano, sono occupate nel pensare a ciò che vogliono dire, la puntualizzazione che desiderano fare o si preoccupano perfino di cosa mangeranno per cena. Restare concentrati considerando ciò che qualcuno sta dicendo richiede focalizzazione e sforzo. Essere un buon ascoltatore è uno dei tratti che appartiene alla gente del gruppo empatico.

Sei benedetto dall’abilità di stare seduto e mostrare una pazienza notevole mentre accetti che qualcuno parli con te. Nell’ipotesi più semplice, permetti alla persona di parlarti dei suoi progetti per decorare casa. Un simile argomento potrebbe essere considerato noioso, ma non per quelli del gruppo empatico. Sei interessato a ciò che ti viene detto e questo si combina con la tua disponibilità ad accettare che gli altri dicano la propria.

Il tuo sguardo si esprime come se la materia in oggetto che è importante per questa persona, fosse importante anche per te. Non minimizzerai la telecronaca, non considererai la conversazione banale o archivierai l’osservazione di chi sta parlando nella cartella “Noioso” della tua mente.

Non necessariamente starai seduto a fare tappezzeria mentre questa persona sta parlando, ma sei capace di regolare le tue risposte in modo da non interromperla. Piuttosto, persuadi le persone a condividere, non in modo da poter carpire informazioni per usarle contro di loro, ma invece per favore la tua consapevolezza personale con l’intento di essere in grado di rispondere in una maniera più efficace e utile.

La tua abilità d’ascolto non è ridotta solo ad accettare che qualcuno ti dica cosa pensa dell’ultimo film di Tom Cruise o quanto la loro vacanza che toccava varie Isole Greche sia stata un successo. La tua capacità di ascolto è al suo meglio quando ti impegni a sentire la gente che parla delle proprie speranze, i propri problemi e ciò che causa loro angoscia e ansia.

Sei specializzato nell’adottare un atteggiamento che permette a queste persone di scaricarsi con te parlando di tutto e di più. Tu dispieghi elementi visivi non verbali che dimostrano che stai prestando attenzione e che stai elaborando ciò che ti viene detto per fornire, al momento opportuno, delle preziose risposte, osservazioni e intuizioni.

Questo si collega al fatto che non solo sei un brillante ascoltatore, ma sai anche quando parlare e quando rimanere in silenzio. Non interrompi quando non è necessario, anzi sarai in grado di valutare quando devi parlare. Tu puoi tenerti le informazioni, segnalare alcuni punti e metterle da parte, assimilando il flusso di fatti e opinioni che viene emesso nella tua direzione fino al momento in cui arriva il momento appropriato per rispondere.

La tua natura empatica nel suo complesso si combina con questa abilità di ascolto per creare un ambiente sicuro dove chi parla sente di potersi fidare di te. Lui o lei in tua presenza hanno quasi la compulsione di confessarsi, rovesciare le proprie colpe, confidarsi e spiegare. Generi un’atmosfera dove chi parla sa di poterti dire ciò che ha nella mente e che tu non sarai giudicante. Si sentono rassicurati in tua presenza, certi che non solo saranno ascoltati ma che saranno anche sentiti.

Effettivamente, la capacità di essere un buon ascoltatore, nelle persone empatiche, è l’antitesi della nostra specie. Generalmente noi siamo scarsi ascoltatori, salvo quando identifichiamo tale necessità e solo nel caso in cui abbiamo visto che c’è un beneficio che può essere maturato tramite questo attento ascolto. Solitamente, il Narcisista Inferiore scoprirà che i suoi pensieri caotici appaiono a casaccio e deve rilasciare queste affermazioni perché se non fa così potrebbe essere avvelenato tenendo all’interno quelle parole tossiche.

Ciò significa che i suoi pensieri sono tutti riguardo a ciò che sta dicendo, che è sul punto di dire e non ti sta ascoltando. Il Narcisista di Medio-Rango sembra essere un ascoltatore, sa almeno crearne l’immagine, ma non lo è. È troppo preoccupato di assicurarsi che ciò che deve dire verrà ascoltato e troverà risposta. Mentre parli non sta ascoltando ciò che hai da dire, ritiene le tue parole un ostacolo e, come tutti quelli della nostra specie, tutto ciò che sente è l’elemento di carburante in ciò che viene detto.

Se gli stai urlando quanto sei arrabbiato con lui, non sta ascoltando il contenuto ma piuttosto si sta godendo il carburante che gli viene fornito e sta pensando a cosa poter dire dopo per mantenere questo flusso brillante. Per quanto concerne il Narcisista Superiore, disprezza ciò che hai da dire, come potrebbe essere interessante per lui qualcosa che dici a meno che riguardi lui e fornisca carburante. Quando hai a che fare con la nostra specie, potresti accorgerti che ti stai ripetendo dato che vedi che sembriamo essere altrove. Inoltre, ci saranno casi in cui negheremo che tu ci abbia detto qualcosa e la nostra negazione sarà inflessibile. Tu sai di avercelo detto e che a suo tempo abbiamo risposto confermando ciò che ci avevi detto. Però, ora stiamo negando che tu ci abbia detto l’ora dell’incontro o dove andare a prendere un pacco.

Naturalmente ci saranno volte dove ti avevamo sentito e poi neghiamo ciò che stai dicendo al fine di mantenere il controllo e frustrarti (di solito prerogativa dei Narcisisti Superiori) ma in molte occasioni gli Inferiori e i Medio-Rango non ricorderanno realmente ciò che è stato detto e la negazione è basata sul fatto di credere autenticamente che tu non abbia detto loro qualcosa, perché non hanno ascoltato e non hanno assimilato ciò che è stato detto, perché non avevano interesse in ciò che stavi dicendo in quel momento. Potrebbero aver considerato ciò che volevano dire, con chi altro volevano parlare, cosa avrebbero fatto dopo e molti altri fattori, che tutti insieme sono risultato in un totale fallimento nell’assimilare ciò che avevi detto. Di conseguenza in un secondo momento si verifica la negazione e una delle più estenuanti.

La tua abilità di essere un ottimo ascoltatore implica anche che ti aspetti dagli altri che ricambino la cortesia ascoltandoti. Non si tratta del caso in cui sei esigente e pretenzioso riguardo l’essere ascoltato, tutt’altro, tu ti accontenti di permettere agli altri di parlare per più tempo e più spesso rispetto a te. Però ti aspetti che quando parli tu venga ascoltato e il nostro ripetuto fallimento nel farlo per te diventa una ripetuta fonte di frustrazione e irritazione.

Il fatto di essere un eccellente ascoltatore diventa per te un peccato, perché noi ti trattiamo come un consigliere, tranne quando non siamo interessati ad ascoltare nulla da te. Il Medio-Rango e specialmente il Superiore della nostra specie godono a imporre interminabili monologhi in cui esponiamo il nostro punto di vista (spesso rubato da cose sentite da altri) con l’intento di farti crogiolare nella nostra brillante retorica. Dalla nostra poltrona faremo monologhi come se stessimo facendo il Discorso di Gettysburg. Tu ascolterai perché è ciò che fai e noi sfruttiamo la tua capacità di ascolto e poi di ascoltare ancora come pubblico rapito e grato. Il tuo sorriso, il fatto che annuisci di tanto in tanto e gli occhi spalancati per l’apprezzamento (quando ti degniamo di un’occhiata) sono conferme della nostra levatura e della nostra efficacia nel dare spettacolo.

Da te ci aspettiamo che ci ascolti mentre dominiamo la conversazione a una cena annuendo entusiasta, facendo rumori di apprezzamento ed essendo solidale e che lo farai per via del fatto che, in quanto eccellente ascoltatore, senti che è più che giusto.

Ci aspettiamo che tu rida agli aneddoti che abbiamo già detto centinaia di volte, e lo farai diligentemente. Tu credi che sia giusto e corretto concederci il nostro palco e noi sfruttiamo fino in fondo questa tua disponibilità. Il tuo peccato si manifesta attraverso il permesso di farneticare verso di te. Tu credi che abbiamo il diritto di dire la nostra, non importa quanto rumorosamente e non ci interromperai, anche se possiamo vedere la paura e il dolore nei tuoi occhi. La tua capacità di ascoltare fa sì che verrai regolarmente esposto alle nostre parole al vetriolo e costretto a sentirle, ascoltarle uscire e rispondere, anche se tutto ciò che vogliamo è il tuo carburante sotto forma di risposta. Diverrai frustrato, anche se tenterai di nasconderlo, per la nostra incapacità di ascoltarti, per la nostra mancanza di interesse nelle tue opinioni e il modo in cui ti interrompiamo parlandoti sopra.

Vogliamo che tu ascolti, sia attento e che ci ammiri. Vogliamo che tu faccia una lista, restando attaccato alle nostre parole perfino quando ti rimproveriamo. Tu hai un profondo senso del dovere nel farlo, sentendo che alla fine potremmo anche esprimere un concetto valido, dirti qualcosa che dà una svolta e offre un momento di chiarezza in mezzo a questa prolissa tiritera. Non arriva mai. È una cascata di parole mentre parliamo di noi stessi, della nostra magnificenza (Superiore), disgrazia (Medio-Rango) o sdegno (Inferiore). Questa retorica a cascata e il tuo obbligo di sentirla inizia a chiedere un pedaggio poiché tu ti consumi per il nostro egoismo, la nostra ottusità e la brutalità delle nostre osservazioni quando sono dirette verso di te.

Alcuni dicono che parlare sia peccato.

Nel mondo degli empatici, ascoltare è peggio.

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR