In alcuni casi questa è una domanda molto facile a cui rispondere, perché il comportamento del narcisista verso i figli è palesemente ripugnante. Per esempio: i bambini vengono picchiati, subiscono abusi sessuali, vengono urlati, trascurati. In tali circostanze, la fonte primaria intima — invariabilmente l’altro genitore o il patrigno/matrigna — si rende conto che il narcisista chiaramente non ama quei figli.
Tuttavia, in molti casi le cose non sono così nette. Il narcisista sembra particolarmente coinvolto con i figli: gioca con loro, li incoraggia nello studio, partecipa agli eventi scolastici, li segue nella musica o in altre attività extracurriculari, apparentemente dà consigli per la carriera, provvede al loro sostegno economico.
Anche quando la relazione con la fonte primaria intima si è conclusa, e c’è stato un divorzio o una separazione con una co-genitorialità in corso, il genitore narcisista può ancora comportarsi in un modo che appare come un sostegno finanziario, morale ed educativo. Può mostrare interesse per i successi sportivi o scolastici dei figli.
E questo rende le cose più difficili. La vittima si chiede:
«Con me ce l’ha a morte, ma con i figli sembra così affettuoso e premuroso».
E ciò genera confusione. Spesso porta la vittima a pensare che sia colpa sua, di aver provocato quel comportamento nel narcisista, perché con gli altri — e in particolare con i figli — non si comporta allo stesso modo. Questo è molto disorientante per la vittima, che vive una realtà mentre ne osserva un’altra.
Un altro effetto è che la vittima arriva a dubitare che quell’individuo sia davvero un narcisista, perché sembra sinceramente dedicato ai figli, premuroso, amorevole e apparentemente felice di passare tempo con loro.
Un simile comportamento è tipico dei narcisisti di Medio-Rango o Superiore, ed è parte della facciata.
Tutti i narcisisti operano attraverso una facciata, anche se di tipo diverso: alcuni hanno la facciata della persona perbene, altri dell’aiutante altruista, altri ancora della superiorità. Ma alla fine tutto si traduce nell’apparire come un buon genitore.
La creazione di quella facciata, però, serve anche come strumento di triangolazione con la vittima principale — ossia la fonte primaria intima o l’ex fonte primaria intima.
Ricorda: per il narcisista i figli sono apparecchi e, per la maggior parte, fonti secondarie non intime.
In alcuni casi un figlio può diventare una fonte primaria non intima e, nei casi di abuso sessuale, persino una fonte secondaria intima o una fonte primaria intima.
Nella maggior parte dei casi, senza abusi sessuali, il figlio rimane una fonte secondaria non intima.
Questo significa che deve essere controllato come qualsiasi altro apparecchio nella matrice di carburante del narcisista. Significa anche che fornisce carburante, tratti caratteriali e benefici residui.
I figli sono molto utili al genitore narcisista quando ottengono successi, perché possono essere sfruttati:
«Ha talento nel calcio grazie al mio allenamento», oppure
«È intelligente perché ha preso i geni da me».
Così il figlio serve uno scopo ed è relativamente facile da controllare, soprattutto quando è molto piccolo.
Ricorda: la maggior parte delle fonti secondarie non intime viene trattata bene dai narcisisti, perché fanno parte della facciata. Non vengono frequentate con continuità (quindi la loro fornitura di carburante non diventa stantia) e sono meno inclini a minacciare il controllo. Perciò la svalutazione non è necessaria.
Naturalmente il narcisista può mettere in atto comportamenti svalutanti verso i figli, ma lo fa presentandoli come disciplina, correzione o guida. Spesso questi passano inosservati.
Inoltre, il narcisista trae vantaggio dal porsi come genitore più permissivo o più affettuoso, costringendo l’altro genitore (non narcisista) a essere quello severo. Ciò genera risentimento nei figli verso il genitore non narcisista, che il narcisista poi sfrutta.
Tutti questi elementi giovano al narcisista:
-
può affermare il proprio controllo mostrandosi come il genitore giocoso, gentile o indulgente;
-
ottiene carburante dalle reazioni emotive dei figli;
-
acquisisce tratti caratteriali;
-
rafforza la facciata di genitore amorevole.
Ma bisogna capire che, essendo un narcisista, non possiede empatia emotiva. Questo significa che non possiede tratti empatici e, quindi, è incapace di amare. Quello che viene dimostrato ai figli è solo una forma benigna di manipolazione: pazienza apparente, guida, spese economiche, aiuto con i compiti, allenamento sportivo.
Ma è fin troppo facile per la vittima, intrappolata dal narcisista, pensare:
«Questo è autentico. Questo è amore».
In realtà è manipolazione, sempre volta a raggiungere gli Scopi Primari.
Il pensiero emotivo della vittima peggiora la situazione:
-
la porta a dubitare se abbia ragione nell’aver identificato il narcisista;
-
la spinge a parlarne con amici (e quindi a continuare a pensare e parlare del narcisista, alimentando l’addiction);
-
la induce a dubitare di sé stessa.
La verità è questa: il narcisista non ama e non può amare i propri figli. Qualsiasi apparenza contraria è solo una facciata, o un modo per trattare i figli come strumenti utili a ottenere gli Scopi Primari.
Anche nei casi in cui non vi sia un trattamento apertamente negativo, questo non significa amore. Pensa al rapporto del narcisista con gli amici: spesso ne ha, e senza litigi. Ma non significa che li ami o li apprezzi davvero: è sempre un rapporto transazionale.
«Ti considero amico perché così posso controllarti, ottenere carburante, tratti caratteriali e benefici residui. Perciò mi conviene trattarti bene: sarò divertente, interessante, farò favori».
Lo stesso vale con i figli.
Col tempo, emergono i segnali dell’assenza di empatia emotiva, anche nei narcisisti di Medio-Rango o Superiori:
-
mancate visite o appuntamenti coi figli;
-
disciplina eccessivamente dura;
-
ritiro di privilegi;
-
punizioni verbali o fisiche sproporzionate;
-
interferenze nelle amicizie o relazioni sentimentali dei figli (che minacciano il controllo del narcisista);
-
iper-invadenza: dire sempre cosa fare, impedire loro di sperimentare indipendenza.
Dunque, anche quando un genitore narcisista appare affettuoso o modello, la realtà è che non ama i figli.
Li tratta come oggetti, come parte di una transazione, proprio come fa con qualsiasi altra fonte secondaria.
Se stai vivendo difficoltà con un narcisista in relazione ai figli, puoi trovare un valido supporto nei maxibollettini Divorziare dal Narcisista, Come Educare un Figlio con un Narcisista e Protettore di Bambini, disponibili su questo sito. Molte persone li hanno usati e li hanno trovati estremamente utili, efficaci e senza eguali.
E se ti serve un aiuto personalizzato, puoi organizzare una consulenza audio con HG Tudor: è un tema che tratta regolarmente per fornire soluzioni efficaci e tempestive, sia in sede legale che nella vita quotidiana, per proteggere i bambini e gestire le dispute. Ha già aiutato molte persone e sarà lieto di aiutare anche te.
H.G. TUDOR – “Do Narcissists Love Their Children?” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
