DIECI SEGNALI DI TRIANGOLAZIONE

La triangolazione è uno strumento base di manipolazione nel nostro arsenale. La triangolazione è un modo conveniente per descrivere una tresca, farsi una scopata occasionale, flirtare, giocare a distanza, investire in una nuova prospettiva, concedersi una distrazione, trastullarsi e così via. La realtà è che la triangolazione offende i principi del motivo secondo cui due persone sono in una relazione ed è un metodo di manipolazione che viene usato per ottenere carburante, causare confusione ed esercitare controllo.

La ragione principale per cui lo facciamo è perché siamo capaci di ricavare due fonti di carburante da due apparecchi diversi. Qualche volta il carburante è positivo in entrambi e altre è sia positivo che negativo. Questo è edificante e rinvigorente. Potresti essere triangolato con una persona o un oggetto.

Potrebbero esserci triangoli all’interno di altri triangoli. La triangolazione fornisce carburante ma ci permette anche di generare caos e impegnarci in tattiche di distrazione dove tu e l’altra persona vi attaccate a vicenda, non rendendovi conto (o forse non volendo far vedere di aver capito per la paura di essere considerati dei perdenti) che siamo noi che abbiamo causato la triangolazione.

Solitamente non sarai consapevole di essere stato triangolato con l’altra persona. È più facile che manteniamo te e l’altra persona separate e che ci godiamo del tempo con lei e poi del tempo con voi. Otteniamo carburante da entrambi e nessuno di voi sa dell’altro.

Non vediamo alcun problema nel comportarci in questo modo. Non siamo mai responsabili; abbiamo il diritto di fare come ci pare. Non facciamo distinzione tra di voi perché per noi siete semplicemente apparecchi e quindi interamente intercambiabili. Prima che decidiamo di alzare la posta in gioco e svelarti del tuo avversario, così da amplificare le tue reazioni e risposte, potresti riuscire ad accorgerti che sei stato triangolato da certi segnali che sono presenti.

Questi sono più evidenti nell’Inferiore e nel Medio-Rango della nostra specie, dato che potrebbero mancare delle funzioni superiori nel ricordare ciò che hanno fatto o detto e occasionalmente fanno dei passi falsi, evidenziando quindi il segnale.

Se ci chiedi spiegazioni su questi segnali racconteremo delle frottole, persuadendoti che non vuol dire niente, questa persona è un’amica, c’è un’anomalia nel telefono, lo ha fatto qualcun altro, ti stai immaginando le cose, stai esagerando e come nostra abitudine negheremo e proietteremo e se ce n’è bisogno addirittura attaccheremo nel tentativo di proteggere il nostro investimento sia in te che nell’altra persona. Se assisti a questi segnali, non provocarci a riguardo.

Ci darai solo un modo per attingere carburante da te, confonderti e uscirne. Se vedi questi segnali, ora sai cosa significano. Vieni triangolata. Qui ce ne sono dieci.

1. Il nostro cellulare duplicherà i messaggi. Mandiamo lo stesso messaggio a te e all’altra persona, spesso entro pochi secondi dal primo.

2. Ti compreremo un regalo doppio avendotelo già dato uguale una settimana o due prima.

3. Ti diremo qualcosa che ti abbiamo già detto prima, più o meno parola per parola.

4. Faremo riferimento a qualcosa che hai detto sebbene tu non l’abbia mai detto (è stata l’altra persona a dirlo).

5. Faremo riferimento a qualcosa che apparentemente abbiamo fatto insieme, che tu non ricorderai. (Questo perché l’abbiamo fatto con l’altra persona).

6. Ti chiameremo con il nome di qualcun altro.

7. Potresti sentirci dire cose sottovoce come “lei non lo farebbe” “lei lo farebbe”.

8. Sbaglieremo nel riconoscere che tu hai fatto qualcosa per noi pensando che sia stata l’altra persona a farlo, per esempio un regalo a sorpresa.

9. Rimarcheremo che non vogliamo rifare una cosa anche se non l’abbiamo mai fatta con te. (L’abbiamo fatta con l’altra persona).

10. Faremo una domanda fuori contesto. Per esempio, chiederti come sta tuo padre ricoverato che invece non ha nulla. (Ovviamente è il padre dell’altra persona che è malato).

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR