Arriviamo avvolti nelle nostre vesti eleganti per abbagliare e incantare, eppure questo aspetto affascinante e seducente non è altro che un artificio progettato per soddisfare i nostri bisogni e tenere a distanza ciò che il mondo non dovrebbe vedere.
Sarò il fidanzato affascinante che ti porta la colazione a letto o il tiranno burbero che urla dal pianerottolo pretendendo di sapere perché la camicia giusta non è disponibile, nonostante ieri tu ne abbia stirate sette? Forse sarò il vicino cordiale che si ferma a fare i complimenti al vicino accanto per la sua nuova automobile, oppure graffierò la carrozzeria con una chiave sorridendo tra me e me mentre sento il carburante di pensiero scaturire dal suo sgomento che mi investe? Che ne dici del capo benevolo che si mostra magnanimo nella valutazione di un giovane dipendente, oppure sarò il dittatore spietato la cui invettiva, spruzzata di saliva, riduce il sottoposto alle lacrime? Amante passionale o compagno glaciale? Intrattenitore brillante che dispensa aneddoti o livido dispensatore di umiliazioni? Tante possibilità.
Eppure non si tratta soltanto di essere buoni o cattivi, c’è molto di più da aggiungere a questo. Racconterò ai miei amici quella storia su quando sono andato a pescare marlin alle Bermuda per impressionarli, anche se in realtà è stato mio fratello e io ho fatto mia la sua storia? Rivendicherò come mie le teorie di un collega accademico mentre discuto con gli studenti nel mio gruppo di tutorato? Fingerò di conoscere bene le opere di Bach solo perché ho dato un’occhiata alla playlist di musica classica della mia fidanzata? Quel frammento di conversazione ascoltato per caso sui pregi di soggiornare al Cavalieri Hotel di Roma e sulle “viste da togliere il fiato” diventa il mio soggiorno lì il mese scorso. Una recensione ben fatta di Trainspotting 2 letta sui quotidiani diventa la mia opinione, accolta con cenni di approvazione quando la racconto a cena.
Perché sentiamo il bisogno di essere qualcosa che non siamo? Questo varia a seconda della scuola da cui proveniamo, ma alla sua essenza resta questo fatto incontestabile: non vogliamo essere, né possiamo essere, ciò da cui passiamo il nostro tempo a fuggire. La maggior parte dei nostri simili non se ne rende conto. Non comprende che è stata creata una struttura con lo scopo di intrappolare. Intrappolare le vittime e continuare a tenere imprigionato il demone. Non lo sanno, credendo che la loro struttura SIA loro stessi e quindi, se ti comporti in modo da attaccare quella struttura attraverso la critica, la risposta è intensa, vulcanica e immediata. Coloro che costituiscono la maggioranza dei nostri ranghi sono incapaci di fare questa distinzione, incapaci di riconoscere ciò che hanno creato e ciò che stanno imprigionando, ma credono che la loro creazione sia loro stessi. Tale è il potere dell’illusione. Non hanno scelta nel determinare cosa saranno oggi. Sono governati dal bisogno istintivo di reagire secondo ciò che il carburante impone, e così il padre colmo di rabbia che distrugge il giocattolo preferito del figlio non ha scelto di farlo, ma è apparso perché era ciò che serviva per rispondere al fatto che il figlio fosse corso dalla madre e non da lui. Il figlio devoto che chiama fedelmente la madre anziana ogni domenica, senza mai mancare, nonostante lei lo tratti con distacco, è spinto a farlo per mantenere la sua facciata di rispettabilità e irritarti quando suggerisci che dovrebbe metterla al suo posto. L’uomo silenzioso ma affascinante, perfetto gentiluomo durante i vostri appuntamenti, è una costruzione nata dal bisogno ed è un comportamento programmato per ottenere la seduzione. In qualunque modo questi nostri simili si presentino, è sempre una conseguenza del bisogno — carburante, facciata, acquisizione di benefici residuali — e non importa se passano da demone ad angelo nel giro di un minuto: è ciò che deve accadere.
Inoltre, la ripetuta rigurgitazione di menzogne per alimentare la struttura con lo scopo di attrarre è una risposta istintiva. La menzogna viene creduta perché il Narcisista Inferiore o Medio percepisce la propria struttura come ciò che è realmente, e quindi le vanterie impulsive, le esagerazioni evidenti e le bugie plateali su successi, status, lavoro, numero di amanti e quante volte si è visto un concerto degli U2 sono considerate verità. Metterli in discussione è pericoloso. Gli Inferiori e i Medi non hanno scelta nel modo in cui costruiscono la loro struttura e nel modo in cui reagiscono agli apparecchi che li circondano.
Il Narcisista Superiore esercita una scelta, ma sempre entro i limiti dell’obiettivo dominante, cioè: tutto è come il carburante lo richiede. Così, la decisione di umiliare un commesso è una scelta, ma è guidata dal bisogno di carburante. La decisione di non rispondere alle tue telefonate è una scelta, ma anche questa è subordinata alle esigenze del carburante. Noi Superiori abbiamo più sostanza dei nostri simili di rango inferiore: abbiamo risultati, capacità, successi, ma non è mai abbastanza. Bisogna essere migliori, più popolari, più attraenti, più forti, più realizzati, di più, di più, di più. Così, ciò che già esiste viene ritenuto insufficiente. Servono quindi abbellimenti, esagerazioni, aggiunte. Prendere qui, ottenere là, appropriarsi di questo e rubare quello per rendere quel mantello il più splendido mai creato. Tu potresti suggerire che dovremmo accontentarci delle considerevoli capacità che già possediamo, ma questo è il tuo punto di vista. Dal nostro, c’è sempre una montagna più alta da conquistare, e deve essere conquistata, perché se non continuiamo a spingerci in avanti rischiamo di perire.
Esercito un potere immenso. Posso essere qualsiasi cosa voglia e fare tutto ciò che desidero. Eppure, come affermò saggiamente Lord Acton,
“Il potere corrompe. Il potere assoluto corrompe in modo assoluto.”
Io possiedo un potere assoluto, ma è corrotto, perché è sempre soggetto a un’altra forza: il bisogno di carburante.
Appaio come un dittatore con un potere e un’influenza apparentemente illimitati, poiché scelgo di essere ciò che voglio essere.
Eppure ho capito di essere un governo fantoccio messo in piedi dal carburante.
H.G. TUDOR – “The Expanded Narcissistic Truths – No. 3” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
