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πŸ‘€ ANCORA UNA VOLTA

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Terribile vero? Giornate lunghe e vuote piene di nulla. Il calendario mentale che ogni giorno provoca il ricordo caustico di ciΓ² che abbiamo fatto con te il mese scorso e a quest’ora l’anno scorso. I dolci ricordi di quel glorioso periodo d’oro in cui tutto era immerso nella luce dorata, ricoperto di zucchero e al sapore di miele.

È stato solo un mese fa che ti abbiamo detto che, nonostante tutto quello che era successo, ti amavamo ancora? Hai cacciato indietro le lacrime mentre quelle meravigliose parole sono uscite dalle nostre labbra, proprio come era successo in tante occasioni verificatesi estaticamente in passato. SΓ¬, potremmo averle pronunciate dopo un’altra battaglia di scontro tra te e me, ma lΓ¬, in quell’istante, le parole sono state dette, i nostri occhi brillavano e in un istante ti abbiamo trasportato in quei giorni inebrianti e felici di quando ci siamo incontrati per la prima volta.

Un anno fa i ricordi arrivano densi e veloci, ognuno con un’ondata di eccitazione che viene immediatamente strappata via quando ti rendi conto che Γ¨ solo un ricordo. Il ricordo delle nostre labbra serrate insieme mentre stavamo in piedi in quella fredda sera di dicembre nella piazza della cittΓ , i ciottoli che brillavano e i rumori delle altre persone si confondevano sullo sfondo mentre iniziava la favola.

Mio Dio, che tempo meraviglioso era. La doppia combinazione di innamoramento e la corsa al Natale. Era magico. Nuovi amici che ti presentavamo, momenti eccitanti di risate e corse per le strade mano nella mano per fermarci in un vicolo e baciarci. Oh come ci baciavamo.

Le educate presentazioni alla famiglia e sgattaiolare da una camera da letto all’altra durante il periodo natalizio, avvolgersi l’uno nelle braccia dell’altro e muoversi insieme mentre tu annegavi nei nostri occhi e nella promessa che vi avevi visto.

Il primissimo regalo che hai ricevuto da noi. Ce l’hai ancora, poggiato sul comodino accanto al tuo letto, un doloroso ricordo di tempi migliori. Continui a baciare la testa del peluche ogni notte mentre i ricordi aumentano.

Puoi ricordare ogni singolo giorno come l’inizio della storia d’amore turbinante. Quando ci incontravamo durante l’orario di lavoro, la prima volta che sei stato a casa nostra, la prima volta che abbiamo cenato dai tuoi. Nuovi orizzonti, eventi di riferimento dal piΓΉ insignificante al piΓΉ importante, ma tutti importanti perchΓ©, in modo sistematico e inconsapevole, hai registrato questi eventi in modo da essere stato in grado di richiamarli ora.

Ora, mentre ti siedi a contemplare il vuoto, le nostre parole che siano amorevoli o aspre nient’altro che un’eco e il nostro fantasma che vaga su queste stanze che una volta risuonavano delle nostre risate, della nostra passione e delle nostre discussioni.

Tutto Γ¨ finito. La gioia e la gelosia si sono dissipate quando ce ne siamo andati da te e poi non c’Γ¨ stato nulla. Silenzio. Silenzio assoluto.

Non puoi sopportare questo nulla. Tutto Γ¨ diventato grigio. Non trovi soddisfazione in niente. Amici ben intenzionati hanno cercato di sollevarti da questa disperazione, ma nulla ha funzionato. Le proposte di uscite al cinema, al lago, al centro commerciale, a cena a casa loro; sono state tutte respinte perchΓ© niente sembra lo stesso. Non c’Γ¨ nulla ora. Niente odio, niente amore, niente passione, niente risate. Durante la notte qualcuno Γ¨ venuto a rubare il colore del mondo e se ne Γ¨ andato lasciando solo un grigio opprimente. All’epoca era un inferno ma avevi ancora le liti, le lotte e le accuse perchΓ© almeno allora potevi sentire qualcosa. Sentivi che ci tenevamo ancora perchΓ© dopotutto per quale motivo scoppiavamo in collera, sbattevamo le porte e gettavamo le cose se non provavamo qualcosa per te? Sicuramente Γ¨ stato proprio perchΓ© tenevamo tanto a te che abbiamo fatto tutte queste cose.

Sì, faceva male. Ma il dolore ti faceva sentire così bene.

Che si trattasse di fare l’amore spontaneo, il regalo imprevedibile, lo sconcertante litigio dal nulla o la litania di bugie che ti facevano strappare i capelli, almeno era qualcosa. La vita non era mai noiosa. Mai.

Ti sentivi vivo e su una scala che non avevi conosciuto prima. Tutto era più luminoso, più potente e più magnifico. Ogni giorno era pieno di promesse ed eccitazione. Lacrime di gioia o lacrime di disperazione, non importava perché ti facevamo sentire vivo e al di là di tutto ciò che avevi precedentemente sperimentato. Il mondo era diventato un posto abbagliante, vibrante ed eccitante. A volte salivi in alto, a volte cadevi a picco ma era tutto meglio di così, meglio di questo sterile deserto.

Le canzoni che una volta ti divertivi ad ascoltare sono un’offesa alle tue orecchie quindi preferiresti non ascoltare. I vestiti appaiono scialbi e poco interessanti, cosΓ¬ li lasci nell’armadio e scegli nell’equivalente dei vestiti di sacco del XXI secolo e continui a piangere la perdita di noi e della nostra elettricitΓ .

Il cibo Γ¨ privo di sapore, come cenere nella tua bocca, la conversazione di amici una nenia stantia che distogli appena accedi alla tua memoria e provi a riaccendere le brutte liti che avevi con noi prima che ci baciassimo. C’erano martello e tenaglie nel soggiorno e poi mani e lingue nella camera da letto. Passione in guerra. Passione nell’amore.

Desideri ardentemente un ritorno a quei tempi per sentire qualcosa, qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa Γ¨ meglio che essere intorpidito, svogliato e disconnesso. Il nulla Γ¨ tutto ciΓ² che c’Γ¨ adesso e il nulla non Γ¨ abbastanza buono. Vuoi sentire, vuoi quelle coinvolgenti, sensuali e ipnotizzanti montagne russe di un’esistenza ancora con noi. Non ti interessa che ti spezziamo il cuore e ti lasciamo singhiozzare, le volte in cui siamo tornati con l’amore che brilla nei nostri occhi e le scuse che uscivano dalle nostre labbra hanno fatto sΓ¬ che il sollievo ti attraversasse come un lampo e sembrava meraviglioso.

Questo Γ¨ opaco.

Questo Γ¨ noioso.

Questo Γ¨ il nulla.

Sai che ti facciamo del male ma almeno potresti ancora sentire qualcosa. Il dolore per la nostra infedeltΓ , il fastidio per i nostri flirt del venerdΓ¬ sera, lo shock per lo schiaffo pungente sulla tua guancia sinistra, ma c’erano cosΓ¬ tante cose che erano meravigliose e sorprendenti. La nostra conoscenza della musica, i concerti a cui portavamo, le volte in cui ballavamo insieme tutta la notte, le esperienze, gli eventi e l’estasi. Dolore o piacere. Male e Odio. Amore e desiderio. Hai avuto tutto e lo vuoi di nuovo.

Hai sentito gli avvertimenti dati dai tuoi amici di stare alla larga dalla nostra lingua velenosa. La tua famiglia ti ha ammonito di non accogliere mai piΓΉ quelle labbra bugiarde. I colleghi ti hanno confidato le loro preoccupazioni. Gli esperti ti hanno detto che non cambieremo, che continueremo a ripetere le nostre macchinazioni abusive contro di te, su e giΓΉ, dentro e fuori, tira e molla. Hai sentito tutto ciΓ², ancora e ancora e ancora, ma Γ¨ scialbo, noioso e banale.

Conosci i rischi. Conosci il dolore. Conosci il pericolo.

Ma tu vuoi sfuggire a questa non-esistenza.

Qualunque cosa sarΓ  migliore di questo purgatorio dimenticato da Dio.

Sì, il tuo dio personale ti ha abbandonato e ti ha lasciato nella cenere e nella polvere.

Ci vuoi di nuovo.

Tu vuoi il fuoco, il pepe, la passione. Buono o cattivo, lo vuoi di nuovo perchΓ© Γ¨ molto meglio di questo vuoto.

Vuoi di nuovo tutto questo

Ci vuoi di nuovo.

Fa male, ma il dolore è qualcosa che fa sentire e ferisce così dannatamente bene.

Ne hai bisogno di nuovo.

Hai bisogno di noi di nuovo.

Ancora una volta.

H.G. TUDOR

One More Time

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