Noi non tagliamo mai di netto. Non permettiamo mai la chiusura. Non c’è una conclusione chiara quando sei stata intrappolata dalla nostra specie. Non ti è concesso il taglio preciso e definitivo del bisturi del chirurgo, ma devi accontentarti della sega arrugginita che ha tentato un’amputazione, creando invece solo un macabro abominio, lasciando brandelli ancora attaccati e carne lacera e strappata.
Non importa quanto sia calda l’acqua della tua doccia, né con quanta forza tu strofini la tua pelle arrossata. Non importa quanto detersivo usi o se ti affidi a una spazzola o alla lana d’acciaio: non puoi rimuovere quel residuo. Noi rimaniamo. Noi persistiamo. Noi percoliamo e ci infiltriamo.
Questo, come gran parte di ciò che facciamo, è un atto calcolato per mantenere un legame tra te e noi. Noi non possiamo mai lasciar andare, quindi non vediamo perché dovresti poterlo fare tu. Il residuo che lasciamo e che non puoi rimuovere assume molte forme. Può essere il fatto che abbiamo scelto te in ambito lavorativo, costringendoti a vederci ogni giorno nello stesso ufficio, in mensa o mentre attraversiamo il parcheggio.
Un tempo, come in ogni favola, sorridevi e sentivi il tuo cuore saltarti in gola quando ci vedevi uscire dall’ascensore e rivolgere un sorriso solo a te. Ora, quando usciamo dall’ascensore e i nostri occhi freddi e morti si posano su di te, quel sorriso si è trasformato in un ghigno nauseante che si allarga lentamente sul nostro volto, perché sappiamo che il residuo del nostro impatto su di te è ancora lì, radicato nel profondo.
E così ti trovi ogni giorno a dover affrontare tutto questo. L’unica alternativa sarebbe andartene, ricominciare altrove. Eppure, anche se sai che probabilmente sarebbe la scelta migliore, qualcosa ti trattiene. È perché vuoi ancora vederci? Certo che sì. Puoi pure odiarci, ma non puoi fare a meno di guardare cosa stiamo facendo e concederti il lusso di osservare e ricordare.
In altri casi, il residuo potrebbe essere il denaro che ti dobbiamo. E così ti ritrovi a doverci contattare, anche se non lo vuoi, no, perché non solo lo desideri, ma ne hai bisogno. Abbiamo attinto così tanto da te che ti abbiamo lasciato in difficoltà economiche, e adesso devi recuperare quei soldi. Una parte di te vorrebbe lasciar perdere, sperando così di riuscire a cancellarci dalla memoria, ma la necessità ti impone di insistere.
Noi lo sappiamo bene. E quindi troviamo scuse, accumuliamo ritardi, tergiversiamo, tenendoti in sospeso e mantenendo vivo il legame tra noi. «Ti renderò i soldi entro la fine della settimana, promesso»; «Scusa, ma abbiamo dovuto cambiare la caldaia, quindi slitterà al prossimo mese»; «Il bonus non era così alto come speravo, dovrò darteli a rate nei prossimi tre mesi»; «Quali soldi? Non ti devo nulla». Ti teniamo sospesa, tirando le fila di quel legame che ancora ci unisce.
Se non si tratta di denaro, allora saranno oggetti. Lasciamo intenzionalmente nostre cose in casa tua, sapendo che ti troverai costretta a chiederci più volte di venirle a prendere. E, come con i soldi, troviamo ogni tipo di scusa: «Sono molto impegnato, magari la prossima settimana»; «Dovrei venire in macchina, ma al momento è dal meccanico». Se i nostri oggetti non sono rimasti a casa tua, allora ci siamo assicurati di tenere noi qualcosa di tuo, costringendoti a mantenere il contatto per riaverlo.
Selezioniamo con attenzione gli oggetti più costosi o con il maggiore valore sentimentale, così da impedirti di sostituirli facilmente. Devi continuare a chiederli. E noi rimandiamo il momento della restituzione: non siamo in casa quando vieni a prenderli, ti invitiamo a passare quando tu non puoi, “ci dimentichiamo” di portarli, e così via. Tutto per mantenere la connessione tra noi e aumentare il tuo turbamento, il tuo fastidio, la tua frustrazione. Vogliamo che il nostro residuo resti nella tua vita, così, quando decideremo di tornare, potremo recuperarti senza fatica.
Rimarremo nella tua stessa cerchia di amici. Con la nostra pelle notoriamente spessa, ci presenteremo continueremo a partecipare a cene e aperitivi, sapendo che ci sarai anche tu. Ti sentirai a disagio, infastidita dalla nostra presenza. Gli altri cercheranno di mediare e, ovviamente, noi manterremo la nostra facciata, fingendoci persone mature e civili dopo la fine della relazione. Se reagirai, potremo additarti come squilibrata, rancorosa, incapace di voltare pagina. C’è forse da meravigliarsi se ti abbiamo lasciato?
Mentre creiamo l’onnipresenza—nel suono di una canzone, in un profumo, in un gusto che ti riporta indietro—lasciamo anche il nostro marchio su di te. Ti macchiamo con il residuo della relazione, così che tu possa sentirti contaminata per sempre, segnata dal ricordo costante di essere stata coinvolta con noi. E, più di ogni altra cosa, ti facciamo capire, nel modo più chiaro possibile, che non sarai mai davvero libera. Nel nostro mondo, non si può mai essere cancellati.
Cancella il Narcisista – La Dipendenza – Triplo Pacchetto
Cancella il Narcisista – Come Fermare i Recuperi
Cancella il Narcisista – Esorcismo
H.G. TUDOR – “Closure Denied” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
