QUEL PROBLEMA DELL’ETÀ CHE AVANZA

Oscar Wilde in Dorian Gray disse che tutto era possibile, poiché possedeva bellezza e giovinezza. Io sono della stessa idea, e di conseguenza il pensiero di diventare vecchio mi ripugna. Tragicamente, non ho bisogno di usare la mia immaginazione per questo scenario (e francamente non lo farei), perché mi basta guardare mio zio Robert.

Si mette in piedi davanti allo specchio e inveisce contro la crudeltà che gli viene riflessa. La sua figura appassita, un promemoria del fatto che non è più il superuomo che ha sempre sostenuto di essere. (Certamente sembrava così quando ero bambino. Non ricordo i dettagli ma ricordo le storie delle sue avventure e dei suoi successi. Sembravano spettacolari ed esotici. Così avvincenti). Ora si rende conto che il fascino che un tempo emanava si è assottigliato e non ha più l’attrattiva di una volta.

Ogni giorno porta un acciacco fisico o mentale e si rende conto di essere un peso per chi gli sta intorno. Non accetterà questa transizione con grazia. Infatti parla “vecchi” riferendosi ai suoi coetanei ma non a se stesso. Lui si considera molto più giovane, anzi, lo sento spesso ripetere le cose che dico io. Mi è evidente, mentre l’autunno della sua vita lo avvolge, che desidera rimanere riflesso nel mio sole estivo.

I trucchi, il fumo e gli specchi che una volta utilizzava con consumata competenza lo hanno abbandonato oppure esservi stato esposto per una vita intera ha procurato una sorta di immunità a quelli che l’osservavano?

Ora vedono attraverso la magia che una volta era era in grado di tessere intorno a sé? Il suo inganno e il suo livore sono più evidenti che mai e so che ultimamente di rado riceve visite, sembra che la gente pensi che non abbia molto senso essere sottoposti ai suoi insulti e alle sue umiliazioni.

La sua mente affilata come un rasoio si è offuscata, probabilmente per gli eccessi dell’alcol a cui si abbandonava regolarmente (e che probabilmente fa tuttora) e i lineamenti nobili sono divenuti rugosi e distorti. Non riesce a evocare il fascino e la raffinatezza per attirare le persone nel suo mondo e deve invece affidarsi a provocazioni, ferocia e accuse acide. La sua potenza è stata esaurita e e per quanto provi a svignarsela, sta sprofondando inesorabilmente verso la normalità e la mediocrità.

Lo vedo di rado ma mi telefona regolarmente e io lo assecondo e lascio che si infuri al telefono per il suo stato pietoso derivante dalla sua condizione di degrado. Vale la pena ascoltarlo perché alcune delle sue sfuriate contengono battute scelte e d’epoca che annoto per un uso successivo. Quelle parole pungenti, se unite al mio fascino e alla mia brillantezza giovanile, funzioneranno a meraviglia.

Lo zio Robert non ha mai considerato cosa sarebbe successo quando la Signora Tempo l’avesse superato in corsa e la sua condizione attuale serve da salutare lezione per la nostra specie. I narcisisti di solito non invecchiano bene.

Fortunatamente io sono riuscito a vedere nel futuro e posso assicurarvi che non sarò vittima del destino dello zio Robert, ma d’altronde sono sempre stato più intelligente di lui, non è vero?

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR