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IL NARCISISTA VUOLE VERAMENTE CAMBIARE?

“Ma io posso cambiare”.

Una frase pronunciata così spesso da alcuni della nostra specie. È molto probabile che tu l’abbia sentita almeno una volta durante il tuo coinvolgimento con noi. Di solito viene pronunciata nel contesto di un recupero preventivo quando il narcisista percepisce un rischio concreto che tu stia per lasciare la Relazione Formale, mettendo così in pericolo l’erogazione di carburante da parte della fonte primaria.

Compare anche nel Grande Recupero Iniziale, per attirarti di nuovo dentro se sei riuscita a fare i primi passi verso la fuga. La sentirai nel Recupero Successivo Benigno anche se, col passare del tempo, è più facile che tu senta la frase cugina: “Ma io sono cambiato”.

Talvolta emerge anche nella fase di svalutazione, dopo un episodio spiacevole, come parte della  manipolazione ulteriore finalizzata a tenerti legata al narcisista e a garantirgli la tua erogazione di carburante. Di conseguenza, il suo utilizzo può manifestarsi in diversi momenti della dinamica narcisistica.

Per alcuni, quella frase contiene le parole magiche che l’empatico aspettava da sempre. Il desiderio innato dell’empatico di aggiustare, guarire e riparare anela a quell’ammissione da parte del narcisista: il riconoscimento che si possa cambiare comportamento, fare scelte nuove e diverse, imparare dagli errori, scegliere una strada migliore.

La dichiarazione di volontà di cambiare viene accolta con entusiasmo da certi empatici, che accettano quella frase in modo disinteressato, credendo che in ogni essere umano ci sia del buono, e che sia solo questione di riconoscerlo e adottare un approccio diverso.

Per gli altri, quelle parole sono accolte ma con cautela. Forse il comportamento svalutante è stato talmente profondo e brutale che la vittima è diffidente, ha paura di illudersi troppo presto. Il suo desiderio profondo di vedere un cambiamento– per il bene di entrambi – la spinge a voler afferrare quell’offerta con entrambe le mani e a metterla in pratica, ma… avrà davvero il coraggio di sperare?

Ebbene sì. Perché, in quel momento, anche se la logica fredda e razionale cerca di farsi spazio, viene sommersa dal pensiero emotivo, che urla: “Lui ha capito. Sa di aver sbagliato. Vuole rimediare. Vuole cambiare”. Il pensiero emotivo richiama le sue due sorelle gemelle: la Speranza e il Senso di colpa.

L’empatico, incatenato al concetto di speranza, desidera sinceramente che la persona che ama possa migliorare, diventare una persona migliore. Il senso di colpa sussurra: “E se fosse sincero? Se potesse davvero cambiare e non tu gli dai l’occasione… che persona orribile saresti a negargliela?”. Il pensiero emotivo, inevitabilmente, prevale.

Raramente una dichiarazione come “Ma posso cambiare” passa inosservata. Raramente il narcisista che pronuncia queste parole non riceve l’opportunità di dimostrare quel cambiamento. Solo chi è informato, chi riesce ad applicare una logica fredda e lucida, e a resistere all’ondata del pensiero emotivo, riesce a respingere il richiamo seducente di quelle parole. Tutti gli altri finiscono per concedere al narcisista un’ulteriore possibilità di mantenerli nella sua orbita.

Ma chi è, tra i nostri fratelli, a pronunciare questa supplica? Cosa si intende davvero con quelle parole? E, soprattutto, può davvero accadere?

Raramente sentirai questa frase dal Narcisista Inferiore. Lui non vede motivo per cambiare. Fa come vuole. Se ha distrutto casa o ti ha aggredita fisicamente, per lui è colpa tua. E una volta che la furia si è placata, il massimo che puoi aspettarti è un reset silenzioso: si fa finta di nulla e non si parla più di ciò che è accaduto.

Quella frase può scappargli solo in caso di grave crisi di carburante, e allora, disperato, la pronuncia per tentare di evitare la perdita della sua fonte primaria. Ma il giorno dopo, l’intenzione è già svanita, e qualsiasi ipotesi di cambiamento viene rigettata. La crisi è stata evitata, la ferita tamponata, la furia placata, e l’Inferiore, sentendosi legittimato, non cambierà nulla. Dopotutto, è tutta colpa tua, no?

Se gli ricordi quella promessa, la liquiderà con leggerezza: ti dirà che ne parlerà più tardi, che ha altro da fare, che deve andare al lavoro, che deve vedere qualcuno… E tu rimarrai in sospeso. Non tornerà sull’argomento. Temendo un altro episodio esplosivo, non insisterai, e la questione verrà archiviata.

Raramente sentirai questa frase anche dal Narcisista Superiore. Lui, proprio come l’Inferiore, non vede alcuna ragione per cambiare. Sì, noi sappiamo cosa facciamo, ma lo facciamo per necessità, perché è ciò che va fatto. I nostri bisogni, superiori ai tuoi, giustificano il nostro comportamento. E se tu non riesci ad accettarlo, pazienza: troveremo qualcun altro che lo farà. Dopotutto, noi siamo il premio, il campione, l’apice assoluto — è una tua perdita, non nostra.

Il Superiore non pronuncerà mai quella frase come parte di un Recupero Preventivo o simile, nel tentativo di fermarti prima che tu te ne vada. È vero: non vuole che la sua fonte primaria fugga. Questo non solo per motivi legati al carburante, ma anche e soprattutto per orgoglio e superiorità.

Tuttavia, la complessa matrice di carburante del Superiore (Vedi Capire La Matrice di Carburante) fa sì che, anche se la fonte primaria avesse l’audacia di scappare, egli abbia molte altre fonti su cui contare nel frattempo. Certo, non vorrà subire la ferita narcisistica provocata dalla fuga della fonte primaria, e farà il possibile per impedirlo — ma non userà mai la frase “Posso cambiare”. Ricorrerà invece a fascino e minacce, perché abbassarsi a implorare è sotto la sua dignità.

L’unico contesto in cui potresti sentire queste parole pronunciate da un Superiore, è quello in cui lui veda un’opportunità strategica: una nuova occasione di mostrare la sua abilità manipolativa, alimentando in te una speranza illusoria. Per esempio, potrà fingere di voler intraprendere un percorso terapeutico, non per cambiare davvero, ma per studiare se stesso (perché è una creatura così affascinante), per capire meglio i propri schemi (e usarli meglio) e per mettersi alla prova con terapeuti e specialisti, considerandoli sfide intellettuali da superare.

Se accetta di modificare il proprio comportamento o di cercare aiuto esterno, lo farà sempre imponendo condizioni, con l’obiettivo di portare avanti la propria agenda nascosta. Non userà mai quella frase come supplica disperata.

Eccoci quindi alla scuola narcisistica che utilizza questa manipolazione molto più frequentemente delle altre: il Narcisista di Medio-Rango. Il Medio-Rango ricorre a questa frase per diverse ragionii: –

1. Si percepisce come una brava persona. Dal suo punto di vista, è convinto di essere una persona fondamentalmente “decente”, e quindi, in quanto tale, è disposto a fare “la cosa giusta”: prendere in considerazione un cambiamento;

2. Si crede generoso e disponibile. È pronto a “fare quel sacrificio” se serve a salvare la relazione. (Ovviamente, è solo apparenza: il cambiamento non avverrà mai, ma lui ci crede sul serio nel momento in cui lo dice);

3. Si considera un’anima tormentata. Ha “il suo demone”, qualcosa che lo logora dentro, e dice di volerci lavorare. È il narcisista che ti parla delle sue ferite, delle sue fragilità, di quanto vorrebbe migliorare — ma non ci riesce da solo;

4. Ha bisogno di essere salvato. E tu sei la persona giusta per salvarlo. Non ha l’arroganza testarda dell’Inferiore, né la superiorità sprezzante del Superiore.

Cosa si cela dietro quei motivi?

1. La prospettiva narcisistica. Si considera una brava persona, e pensa che siano gli altri a causare i problemi. Ma, proprio perché è così buono, dimostrerà al mondo di esserlo affrontando le difficoltà che gli vengono attribuite. Non perché creda davvero di avere delle colpe, ma perché vede in questo una nuova occasione per dimostrare quanto sia virtuoso, e quanto siano gli altri ad avere dei problemi.

2. Questa è la prospettiva della vittima che emerge in lui. Il mondo è un posto orribile, e per quanto lui cerchi di aiutare gli altri, il mondo continua a schiacciarlo. Ma non importa, perché indovina un po’? Lui si rialzerà comunque, sarà quello che si sacrifica “per il bene di tutti”, l’eroe caduto che torna a splendere.

3. Questa è ancora la prospettiva della vittima. Lui non vede di essere disturbato, non riconosce di manipolare, non è capace di rendersene conto, perché non ha insight né consapevolezza. Tuttavia, considera tutta questa storia del “tormento interiore” come un ottimo espediente per ottenere carburante: compassione, premura, pietà… tutte emozioni che si riversano su di lui.

Non si tratta di un’ammissione reale di colpa, ma piuttosto di uno spostamento di colpa: è “il demone” dentro di lui a essere responsabile (qualunque cosa esso sia), non lui. Attribuire la colpa a te, ai vicini, al tempo, o a concetti astratti funziona sempre.

4. Ancora una volta, è la prospettiva della vittima, ed è parte del gioco della compassione. Il Medio-Rango vuole attirare pietà e tenerezza, ma anche essere venerato. È l’eroe caduto, salvato, che ora può risorgere — almeno nella fantasia magica che si agita nella sua mente.

Il Medio-Rango Centrale e il Medio-Rango Maggiore hanno una funzione cognitiva sufficiente per rendersi conto che il loro comportamento provoca problemi. Ed è proprio qui che molte vittime, comprensibilmente, si fanno ingannare: pensano che lui stia finalmente mostrando consapevolezza — e questo le porta a credere che non sia davvero un narcisista, oppure che lo sia, ma possa cambiare. Il Medio-Rango Centrale o il Medio-Rango Maggiore può anche ammettere che le sue azioni fanno male, ma non si prenderà mai la responsabilità del dolore che ha causato. Esempi tipici:

«So che quando sparisco per qualche giorno ti preoccupi da morire, MA ho bisogno di spazio perché mi tormenti sempre».

«Capisco che ti ferisce quando dico certe cose, MA sono sotto pressione al lavoro e tu non aiuti quando mi fai domande sul perché torno tardi».

Vede le conseguenze, ma non se ne assume la responsabilità. È configurato per non farlo.

Come sempre, la vittima inconsapevole accetta la spiegazione esterna come causa del comportamento tossico, oppure si auto-colpevolizza. Il colpevole, allora, diventa la pressione al lavoro o il fatto che la vittima “assilla” troppo.

Il Medio-Rango dirà di poter cambiare e in certi casi agisce anche in quella direzione, il che semina false speranze e fa sì che la vittima resti al suo posto, continuando a fornirgli carburante. È solo un’altra parte della manipolazione.

Può diventare più attento, smettere di somministrare trattamenti del silenzio, non usare più certi tipi di manipolazioni e per alcune settimane non tenere più il broncio. Questo è un Periodo di Tregua, che lui ha attivato perché tu hai fatto ciò che voleva: hai detto che non lo avresti lasciato. A quel punto, ti ha dipinta di bianco, perché hai ceduto al suo controllo e hai mostrato un comportamento “positivo”.

Hai fornito carburante, e il Periodo d’Oro ritorna. Ma è questo a motivare il suo cambiamento — non certo una vera volontà di non ferirti più. Il cambiamento avviene perché gli hai dato ciò che voleva, e il suo pensiero dicotomico ti ha reso di nuovo “bianca”. Questo tiene a bada la svalutazione… ma solo per un po’.

Naturalmente, la vittima ignara, vedendo un cambiamento apparente (ma senza sapere perché è avvenuto davvero), viene ingannata e crede che quei cambiamenti possano tornare. Quindi, quando più avanti sente di nuovo dire: “Ma io posso cambiare”, la speranza la sommerge — perché è già successo una volta, quindi “potrà succedere ancora”. E così, il ciclo continua.

Se torni alla Relazione Formale attraverso un Grande Recupero Iniziale o un Recupero Successivo Benigno, vieni di nuovo dipinta di bianco, e il Periodo d’Oro ritorna, creando l’illusione di un cambiamento reale. Fino a quando, come sempre, quel periodo si ossida.

Il modo subdolo e manipolativo con cui il Medio-Rango attua questi cambiamenti può assumere molte forme: cambia atteggiamento a casa, interrompe la tresca con la Fonte Secondaria Intima per tornare da te con un Periodo di Tregua, si mostra più presente, rispolvera un accenno del vecchio fascino.

Naturalmente, parlerà a terzi della sua “rinascita”, perché questo gli porterà carburante, manterrà la facciata, e rafforzerà la sua convinzione di essere una brava persona. E non solo: questo gli fornirà munizioni da usare contro di te in futuro, ad esempio dicendo: «Io i cambiamenti li ho fatti. Se ora le cose non vanno, è colpa tua».

Il Medio-Rango parteciperà volentieri alle sedute di terapia. Questo gli consente di ottenere diversi vantaggi:-

1. Dimostrarti che è disposto a cambiare e che è “una brava persona”;

2. Mantenere la facciata, ad esempio dicendo: «Dawn voleva che andassi in terapia e siccome la amo così tanto, era il minimo che potessi fare». (Ora dimmi quanto sono un marito meraviglioso).

3. Usare la terapia per portare avanti la propria agenda. Spesso la vittima non sa cosa viene detto in seduta, a causa della riservatezza. Perciò il Medio-Rango — convinto della propria innocenza e bontà — finirà col manipolare il terapeuta, e nella maggior parte dei casi ci riuscirà. In seguito, dirà alla vittima che in realtà è stato il terapeuta a dire che la vera abusante sei tu, e che lui è la vittima.

Questo può essere vero, una distorsione delle osservazioni del terapeuta ignaro, oppure una bugia completa. In ogni caso, la sicurezza con cui il narcisista lo afferma destabilizza profondamente la vittima. Se si sommano: quei piccoli “cambiamenti” iniziali che la vittima ha visto, la svalutazione della sua autostima, il suo pensiero critico eroso, allora non sorprende che la vittima finisca per essere confusa, o addirittura credere a ciò che lui racconta.

4. Il narcisista potrà usare la terapia come leva di potere: «Ho fatto quello che volevi, mi sono fatto aiutare. Mi hanno detto che non c’è alcun problema». (Ora sei in debito con me. E io mi assicurerò di riscuotere quel debito… più e più volte).

Il desiderio di cambiare è motivato da ragioni completamente diverse da quelle che tu immagini. Non è autentico. Il cambiamento è temporaneo, mai permanente, e ogni comportamento associato ad esso —
anche se può apparire sincero, anche se le suppliche sembrano sentite, anche se le lacrime scorrono (e il Medio-Rango sa come attivare il pianto a comando) — fa tutto parte della manipolazione.

Non possono cambiare. E non cambieranno.

Acquisisci questa consapevolezza. Comprendilo fino in fondo. Così, la prossima volta che sentirai “Ma io posso cambiare”, sarà la logica fredda e dura a prevalere, e resisterai all’illusione della speranza. Le persone sono per natura ottimiste. Gli empatici ancora di più. Ma il lato oscuro di questa speranza è la vulnerabilità, e la nostra specie — in particolare il Medio-Rango — conta su questo. E lo sfrutta fino all’ultima goccia.

H.G. TUDOR – “Does The Narcissist Really Want To Change” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

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