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📑 SEI DISTRUTTORI DELL’ANIMA SILENZIOSI

L’uso e l’imposizione del silenzio sono due delle armi più potenti nel nostro arsenale violento. Il silenzio è facile da somministrare e terribilmente efficace nel garantire i nostri obiettivi di conformità, controllo e carburante.

1. Il mio silenzio è sempre significativo

Puoi sederti tranquillamente perché non hai bisogno di dire nulla. Puoi rimanere in silenzio perché stai ascoltando qualcun altro o ti stai semplicemente godendo il silenzio. Noi non permettiamo che il silenzio venga usato in modo così passivo e ridondante. Il nostro silenzio è usato per esprimere disprezzo. Viene usato per attirare preoccupazione e causare angoscia dentro di te. Quando cadiamo in silenzio, quella pausa carica è un indicatore della furia che verrà scatenata contro di te. Il silenzio più lungo è l’imposizione della nostra rabbia fredda mentre sei messa in esilio da un trattamento silenzioso e prolungato. Quando ci sediamo in silenzio non stiamo assaporando la mancanza di rumore, stiamo pensando, pianificando e complottando, calcolando il nostro prossimo passo. I nostri silenzi sono armi, sono il nostro quartier generale delle operazioni, la nostra difesa contro il tuo ferirci critico. Usiamo il silenzio per ferirti, avvisarti, rimproverarti e indicarti che hai oltrepassato il limite. Ogni silenzio ha un significato, sarebbe negligente da parte nostra usarlo in qualsiasi altro modo.

2. L’assenza rende il silenzio più lungo

Lo spiegamento di un trattamento del silenzio assente in cui ci distacchiamo da te, invariabilmente senza alcun preavviso o indicazione, è una conferma per te che questo trattamento del silenzio non avrà vita breve. Il bisogno di assentarci ti manda un chiaro segnale che staremo via per un po’ di tempo. È progettato per portarti a inseguirci, provare a contattarci e implorare e supplicare in modo che tu ci rifornisca di carburante. Quando imponiamo un periodo di assenza scomparendo, stiamo dimostrando quanto facilmente siamo in grado di considerarti uscita dalle nostre vite. Potresti pure non essere in grado di contattarci, in quel caso noi raccogliamo carburante dalla consapevolezza che questa improvvisa scomparsa ti causerà considerevole costernazione e preoccupazione. Il trattamento del silenzio assente è anche un indicatore chiave del fatto che siamo impegnati nella seduzione di una nuova risorsa e che forniamo a questa persona il nostro falso amore e attenzione, che abbiamo tolto a voi.

3. Il gesto silenzioso

I nostri silenzi non sono generati solo da noi che non parliamo con te o che ci assentiamo per un periodo di tempo. Noi somministriamo il silenzio attraverso i gesti. Potremmo non presentarci quando abbiamo concordato un appuntamento con te, al fine di rafforzare il tuo modo di intendere così poco per noi e di avere un numero di impegni più pressanti a cui attendere che cenare con te in un ristorante. Lasciandoti sola a letto, il nostro lato del letto ora vuoto e freddo è anche un colpo di martello per la tua fiducia e autostima mentre scegliamo la stanza degli ospiti, il divano o il letto di un’altra piuttosto che scegliere di stare con te durante la notte. La telefonata silenziosa da un numero nascosto, usata quando ti stiamo recuperando, è progettata per metterti alla prova. Siamo noi a chiamarti così tardi? Deve essere, vero? Ma non puoi esserne sicura. Il fatto di non averti comprato un regalo per il tuo compleanno, creando un vuoto che avrebbe dovuto essere riempito spicca notevolmente e ci consente di darti il massimo dolore attraverso un gesto così silenzioso.

4. La presenza silenziosa

Dandoti le fredde spalle quando tutti gli altri si incontrano calorosamente e con entusiasmo, ti facciamo sentire completamente sola anche quando sei circondato da altri. Cerchi di continuare come se nulla fosse successo ma sai che la gente si starà chiedendo perché non stiamo parlando con te. Senti il rossore dell’imbarazzo mentre ancora una volta provi a parlarci e ricevi solo uno sguardo feroce e poi ci allontaniamo. Vuoi sfidarci ma come sempre sei tu che verrai criticata per aver costruito una scena. Vuoi rimproverarci per il nostro broncio infantile ma hai imparato che le conseguenze di farlo non valgono la pena di soffrire. Ovviamente sappiamo tutto questo e sappiamo quanto sia forte il nostro raffreddamento in compagnia degli altri.

5. Soffri in silenzio

Non devi mai parlare di quello che succede tra te e me con chiunque altro. Semmai dovessi farlo, commetterai un atto di atroce tradimento e la tua punizione per tale trasgressione sarà malevola e feroce. Non devi tradirmi e parlare di ciò a cui sei sottoposta. Devi sopportarlo per diventare una persona migliore, una che è arrendevole e obbediente. Capisci? Io so anche che temi le ripercussioni del parlare e questo impone il mio coprifuoco. So anche che ti senti obbligata a restare leale a causa del periodo d’oro e di come ti senti in obbligo di restare e cercare di risolvere le questioni, superare questo periodo difficile e riparare ciò che in qualche modo si è rotto. Il tuo infaticabile spirito vacilla sull’orlo dell’orgoglio malriposto al non raccontare storie e anzi minimizzare, incurante di ciò che ti viene lanciato, al fine di portare una soluzione ai nostri problemi. Non puoi avere successo ma non lo sai ancora. Per ora devi soffrire in silenzio.

6. Io parlo, tu rimani in silenzio

Non interrompermi mai, non parlare mai sopra di me, non rubare mai il mio fragore. Quando parlo tutti ascoltano perché quello che ho da dire è intelligente, grande e di enorme importanza. Faresti bene ad ascoltare per migliorare te stesso, compiacermi ed evitare di farmi arrabbiare. Tu sei la mia cassa di risonanza, Orazio al mio Amleto, un ascoltatore e in mia presenza parli solo quando è richiesto per onorare i miei risultati e lodare la mia grandezza. Verrai vista ma sentita solo quando lo ritengo necessario. Ad ogni modo chi vuole ascoltare ciò che hai da dire? Vieni invitata agli eventi solo per me. Sono amici con te solo perché sono miei amici. Nessuno è interessato a te Nessuno. Quindi stai zitta e ascolta.

H.G. TUDOR

Six Silent Soul Destroyers

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📰 LE OTTO ODIOSE ALL’UDITO

Quando tu parli, questo è ciò che noi sentiamo realmente. Sentiamo le parole ma l’effetto è diverso. Tu dici le parole in grassetto ma sotto c’è quello che in realtà sentiamo te dire a noi.

1. Ti amo

Ti ammiro. Ti adoro. Sei un dio. Sei un principe tra gli uomini. Nessuno lo fa meglio. Sei un re, un imperatore, un campione. Sei tutto ciò che ho sempre desiderato. Se non fosse per te sfiorirei e morirei. Voglio stare con te per sempre. Voglio baciare il terreno su cui cammini e rendere grazie minuto per minuto che qualcuno così scintillante, così speciale e così brillante come te abbia scelto me per stare al suo fianco. Ti darò carburante dolce, potente e rinvigorente ora e per sempre. Ora sono legato a te, fa’ ciò che vuoi.

2. Per favore lasciami in pace

Resta e puniscimi. Sono sleale e un traditore. Ti ho fatto un torto in così tante occasioni e merito tutto ciò che subisco. Sono debole, patetico e disgustoso e sono stupito dalla tua generosità nel restare con me. Ho fallito e sono così indegno che desidero strisciare in un buco e morire lì, ma devo affrontarti e accettare la mia punizione perché il mio comportamento infido non merita niente di meno. Continua a rimproverarmi e denigrarmi e ribadiscilo perché tu sei molto meglio di me.

3. Perché mi stai facendo questo?

Sto sfidando il tuo diritto di trattarmi in questo modo perché sto insinuando che non hai il diritto di farlo. Sto dicendo chiaramente che non sei superiore a me e non hai ragioni per comportarti in questo modo. Sto cercando di farti sentire piccolo e debole perché sono sleale e sono sempre alla ricerca di modi per impedirti di ottenere carburante. Sono un traditore, un elemento sovversivo che sta cercando di abbatterti e rovesciare questo impero che tu hai creato. Sto criticando il tuo diritto. La senti quella parola che odi tanto? Criticare. Devi continuare e punirmi.

4. Cosa ti piacerebbe per cena?

Sto cercando di irritarti facendoti capire che non lo so già. Lo sto facendo perché ti sto facendo capire che non ci penso prima, non organizzo e non faccio ipotesi per soddisfare ogni tua esigenza. Sai perché te lo sto facendo capire? Sai perché sto fingendo di non saperlo già? È perché voglio privarti del tuo stato speciale e superiore. Sì, questo è un altro dei miei atti sediziosi che è stato progettato per farti pensare e sentire che stai perdendo il tuo potere su di me. Funziona non è vero? Ti senti indebolito e ti stai chiedendo quali altre azioni infide intraprenderò. Perché non perdi la calma e scagli qualcosa? Questo me lo dimostrerà.

5. Penso che la maglia azzurra ti stia meglio

Ti sto dicendo che la tua scelta della maglia rossa è brutta. Sai perché è così? È perché non sai nulla di vestiti e moda. Anzi, sto andando oltre perché ti sto effettivamente dicendo che non sai niente e che io lo so meglio di te. Sì, puoi crederci? Piccolo vecchio stupido, io so più di questo presunto dio che mi sta di fronte. Come ti fa sentire adesso eh? Adoro farlo. Adoro sfidare le tue scelte e farti apparire stupido accanto a me, una persona apparentemente inutile. Fa male? Così ho pensato. Ecco perché lo faccio perché sto cercando di distruggerti con commenti come questo. Penso che dovresti precipitarti fuori dalla stanza e andartene da casa per un paio di giorni, così so chi è che comanda.

6. C’è qualcosa di sbagliato in te

Ti ho scoperto. So cosa sei. So che c’è qualcosa di marcio nel tuo stato. Sei deformato, malvagio e non la persona che fai vedere. Non sono più ingannato dalla tua bravura nell’esibirti e ho intenzione di raccontarlo a tutti. Conosco la verità di ciò che sei. Oh lo so, come faccio a conoscerla quando sono io quello che ha il problema. So che in realtà sono io quello pazzo e non faccio altro che renderti la vita un inferno, ma sto cercando di nasconderlo sotto il tappeto suggerendo che tu sei lo stravagante, il maniaco, lo svitato, il mostro turbolento dagli occhi selvaggi. Come oso farlo quando io sono quello che è palesemente malato e ha bisogno di aiuto. So che lo faccio, ma mi piace giocare a questo gioco con te, ma va bene, dovresti andare a dire agli altri ciò che sto facendo di nuovo e perché non provvedi a farmi visitare da un medico per dargli una vera e propria aura di autenticità?

7. Per favore non lasciarmi

Sono debole, patetico e inutile. Avrei dovuto saperlo meglio piuttosto che fallire nei tuoi confronti. Farò qualsiasi cosa, qualsiasi cosa per farti rimanere con me. Puoi trattarmi ancora peggio ora. Fammi quello che vuoi, io non sono niente in confronto a te. Dovrei essere punito per le mie trasgressioni perché sono così patetico rispetto alla tua grandezza. Non sono niente senza di te. Mi hai dato tutto e come un bambino viziato, sono stato così ingrato ma ho bisogno di te. Ecco l’ho detto. Ho bisogno di te proprio così tanto, perché sei fantastico e fai così tanto per me e io sono solo una persona orribile. Puoi trattarmi come spazzatura perché è ciò che merito ma perché non ti assicuri che io recepisca il messaggio uscendo e restando lontano per diverse settimane senza mai entrare in contatto. Questo dovrebbe dimostrare chi è il capo non è vero?

8. È finita.

Beh, l’ho detto ma non è quello che intendevo. Intendevo dire che io sono un idiota e dico cose che non intendo perché, siamo onesti, deve esserci qualcosa di sbagliato in me se voglio stare lontano da una persona come te, una persona così speciale, gentile e meravigliosa che ha sempre e solo provato fare la cosa giusta e una persona che ha sempre avuto a cuore i miei migliori interessi. Non lo intendo davvero. Lo sto facendo solo per attirare l’attenzione, ma ho bisogno che tu mi dica perché dovrei restare e sarebbe bello se piangessi un po’ anche tu, giusto per far sembrare che sei davvero sconvolto quando ti dico che è finita. Dai, fai uscire un paio di lacrime per mostrarmi che sei veramente umano e che riesci ad essere ferito dalla mia orribile minaccia. Oh, non essere preoccupato, so che ci sei arrivato per primo.

H.G. TUDOR

The Hateful 8 of Hearing

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📰 IL NARCISISTA TIENE TUTTO IN FAMIGLIA

La dinamica narcisistica e gli effetti della nostra specie sono onnipervasivi. Nessuna delle loro vite rimane intoccata da parte nostra. Che si tratti dello sconosciuto a cui sorridiamo in ascensore e da cui riceviamo un sorriso in cambio, guadagnando quindi un pizzico di carburante, dell’amico tenacemente leale che è in soggezione verso di noi e fa tutto ciò che vogliamo oppure dell’innamorata cotta e confusa fonte primaria che abbiamo scartato, noi siamo ovunque. Ci puoi trovare che passeggiamo per casa, nel tuo posto di lavoro, al bar, all’ospedale, nel tuo letto e anche nella tua famiglia.

Molto di ciò che viene scritto riguardo la nostra specie appartiene all’asservimento romantico di una vittima inconsapevole che si innamora pazzamente e profondamente di noi, soffre la crudeltà della svalutazione e poi viene gettata via senza alcuna spiegazione prima di essere recuperata e che il processo ancora una volta ricominci. È così perché questo tipo di dinamica narcisistica è la più devastante per via della forza dei sentimenti, la stretta vicinanza tra narcisista e vittima e il tempo di esposizione.
La scelta dell’obiettivo per essere fonte primaria intima viene considerato come il più ovvio coinvolgimento con la nostra specie e si inserisce nel modello standard di seduzione, svalutazione, scarto e recupero.

Naturalmente, come ho mostrato, c’è molto di più rispetto a questo modello standard, con il periodo della scelta dell’obiettivo, la seduzione iniziale e poi la seduzione del periodo d’oro, la zona sconosciuta, il periodo di tregua e così via. Inoltre, ci sono delle variazioni per quelli che sono  fonti secondarie intime o quelli che si ritrovano Fonti Secondarie Intime Sporco Segreto. Esiste anche la questione del circolo di amicizie interno ed esterno che sono fonti secondarie non intime che godono di un periodo d’oro prolungato e quelli che sono fonti terziarie che potrebbero sperimentare una breve esplosione seduttiva senza periodo d’oro o la cattiveria di un recupero maligno fin dall’inizio. Anche se la metodologia della nostra tipologia ha molte analogie, ci sono anche molte variazioni che dipendono dall’indole della fonte con cui siamo invischiati e questo è altrettanto applicabile alla famiglia.

I membri della famiglia per il narcisista sono quasi sempre fonti secondarie. La maggioranza sono non-intime ma in certi casi ci sono familiari che sono fonti secondarie intime.

Occasionalmente possono esserci situazioni dove un familiare è fonte primaria. Sono rare ma certamente non impossibili. Ripeto, sono quasi sempre non intime ma ci sono anche esempi in cui sono intime. Se il familiare è fonte primaria, c’è una maggior probabilità di rapporti intimi rispetto a quando è una fonte secondaria.

Gli esempi familiari sono vari. Potresti avere un genitore o un nonno narcisista, potrebbe esserlo un fratello, un cugino o tuo figlio i tuoi figli potrebbero essere narcisisti. Le famiglie allargate potrebbero anche essere portatrici di un parente acquisito che è un narcisista. La questione di un membro della famiglia narcisista è molto ampia, con molteplici combinazioni e in questo articolo affronterò alcuni degli aspetti chiave del narcisista in ambito familiare, fornendo una panoramica introduttiva, con articoli successivi che si focalizzeranno su aree specifiche di questa dinamica complessiva.

Nel caso di una relazione non-intima tra narcisista e un parente di sangue non c’è seduzione. Questo perché la relazione familiare ha già creato un legame e un senso del dovere che altrimenti sarebbe creato dalla seduzione. Il narcisista non ha bisogno di stabilire una connessione. In tutte le altre dinamiche con un narcisista, la vittima inizia come completo estraneo o estraneo. Potrebbero rimanere in quel ruolo ed essere sedotte unicamente per la fornitura di una scarica di carburante in un caso isolato o ripetuto. Pensa all’estraneo in ascensore o a qualcuno con cui flirtiamo su internet. Queste persone potrebbero diventare fonti secondarie trasformandosi in un amico o un collega e poi essere promossi a fonte primaria in seguito.
La promozione potrebbe essere rapida ma al fine di attirare la persona inizialmente deve esserci una fase seduttiva. Questo non accade con i membri della famiglia.

• Conosci il narcisista come tuo genitore o nonno e hai stabilito una connessione con loro dalla nascita.
• Conosci il narcisista come tuo figlio e hai stabilito una connessione fin dalla sua nascita.
• Conosci il narcisista come fratello o cugino e hai stabilito una connessione dalla tua nascita o dalla loro, a seconda di chi sia il maggiore.

Questa connessione crea un senso del dovere.

• Come genitore sei obbligato a prenderti cura di tuo figlio;
• Come figlio sei obbligato a stare sotto il controllo del tuo genitore;
• Come fratello o cugino, sei obbligato a stare in contatto con loro per via del legame di sangue.

Quindi il narcisista non ha necessità di sedurre i membri della famiglia per creare il legame. Il legame è già stato creato in quanto appartenenti alla stessa famiglia. Questo risparmia al narcisista molto lavoro.

L’eccezione è quando il narcisista desidera “elevare” la fonte a  fonte secondaria intima o a fonte primaria intima, ossia commettere un incesto e inevitabilmente di natura abusante. Perché accada questo, il narcisista deve intraprendere una seduzione per giungere al rapporto sessuale. Questo coinvolgerà manipolazioni per arrivare a questa costrizione, isolamento da altri membri della famiglia e influenze esterne e il chiaro utilizzo di incentivi e abbondanza di minacce in modo che l’attività incestuosa venga tenuta nascosta.

La dinamica tra un o una familiare narcisista e la sua vittima cadrà in una di queste categorie:

• Un periodo d’oro prolungato dove la vittima viene sempre trattata bene, in modo simile a come viene fatto per una fonte secondaria del circolo interno di amicizie. Questo è quando la vittima familiare viene trattata come fonte secondaria. A queste persone verrà accordato uno status d’oro o favorito. Quindi un fratello sarà il favorito, un figlio sarà il bambino prodigio, un genitore verrà favorito rispetto all’altro, un cugino verrà visto come preferito. La posizione di essere d’oro o preferito non è esclusiva. Per il narcisista è assolutamente ammissibile avere due cugini preferiti, due fratelli preferiti o essere un genitore che ha due bambini d’oro. Ciò che deve sempre avvenire quando c’è uno o più parenti preferiti o dorati, è che ci deve sempre essere un parente che fa da capro espiatorio che sia di “livello” equivalente. Quindi con il bambino o i bambini d’oro, ci sarà un figlio che fa da capro espiatorio, un figlio narcisista potrebbe favorire i propri genitori biologici prendendo come capro espiatorio la matrigna o il patrigno e così via. Questo è necessario perché il narcisista ha bisogno di qualcuno da confrontare per creare il favoritismo. Ricorda, noi vogliamo sempre utilizzare le contrapposizioni (pensare di stare sul piedistallo e poi essere gettato a terra, l’offerta di sesso meraviglioso che poi viene tolto ecc..) perché il contrasto è il catalizzatore per un dramma migliore, per reazioni emotive maggiori e di conseguenza più carburante potente.

• Laddove la vittima di famiglia viene istallata come fonte primaria, sperimenterà una sequenza simile a quella di una fonte primaria non familiare, ossia per iniziare c’è un periodo d’oro ma poi a tempo debito seguirà la svalutazione.

• Una svalutazione prolungata che è interrotta da Periodi di Tregua. È simile allo schema di comportamento conosciuto tra narcisista e fonte primaria. Qui il familiare vittima è sottoposto da parte del narcisista a delle manipolazioni che denigrano e di tanto in tanto sperimenterà sollievo dal suo stato ricevendo un Periodo di Tregua in cui alla vittima viene inferto un periodo d’oro. Però la distinzione qui sta nel fatto che la vittima familiare all’inizio non sperimenta il periodo d’oro. Non ce n’è bisogno dato che non c’è bisogno di sedurla, è già avvenuto tramite il legame familiare che esiste. Questo è quando la persona viene trattata come fonte secondaria familiare. La vittima verrà scelta come capro espiatorio e poi favorita. In questo scenario ci sarà un’indecisione tra due fonti. La fonte A è il bambino d’oro. La fonte B è il capro espiatorio. La fonte A poi diventa il capro espiatorio. La fonte B diventa il bambino d’oro prima che il tutto cambi nuovamente.

• Un periodo prolungato di svalutazione che non ha nessun periodo di tregua, ma la vittima ottiene qualche sollievo dalla svalutazione perché è una fonte secondaria e quindi il narcisista non fa riferimento a questa per il carburante con la stessa frequenza. Durante questi periodi quando il narcisista non sta attingendo il carburante, la vittima viene lasciata in pace. Però non c’è alcun comportamento positivo verso la vittima (come invece avviene quando c’è il Periodo di Tregua). Questo accade tipicamente tra narcisista adulto e vittima familiare adulta perché non vivono insieme e perché la vittima è una fonte secondaria, quindi il narcisista non fa richiesta quotidiana di carburante negativo contro la vittima. Comunque, qualunque sia l’interazione tra narcisista e vittima è sempre di natura negativa, la vittima è scelta come eterna pecora nera della famiglia, è sempre il capro espiatorio.

Una fonte primaria familiare subisce raramente lo scarto ma potrebbe essere retrocessa a fonte secondaria, nel momento in cui il narcisista si assicura una fonte primaria al di fuori della famiglia.

Una fonte secondaria familiare viene raramente scartata. Se assume dei comportamenti che sono visti come traditori e sleali da parte del narcisista, invece di scaricare la persona (cosa improbabile dato il legame familiare) la manterranno come eterno capro espiatorio.

Se una fonte familiare primaria o secondaria prova a scappare dal narcisista allora vi saranno dei recuperi che utilizzano le dinamiche familiari (altri membri della famiglia accondiscenderanno prontamente a diventare Luogotenenti- complici fedeli del narcisista) al fine di riportare l’individuo sotto il controllo del narcisista. La fuga solitamente è molto difficile per la vittima per via del fatto che il legame familiare esistente è particolarmente pesante per la vittima nei termini di colpa, desiderio di aiutare e senso del dovere verso i propri parenti.

I narcisisti utilizzano regolarmente Luogotenenti che fanno parte della famiglia ed è rarissimo trovare un narcisista che non ne abbia almeno uno. Questo potrebbe essere l’altro genitore laddove il figlio sia narcisista oppure se uno dei genitori è narcisista, potrebbe essere tra i fratelli (specialmente se gli è stato accordato lo status di bambino d’oro) che viene usato nella triangolazione con la vittima capro espiatorio.

I membri della famiglia sono quasi sempre membri significativi della facciata. Questo perché sono in negazione riguardo al comportamento del familiare, incapaci di accettare che un legame di sangue possa agire in tale maniera, preferendo non affrontare il comportamento, per diluirne gli effetti e minimizzarlo.

Questi sono solo alcuni degli elementi chiave della dinamica familiare narcisista e vari elementi e settori di questo verranno spiegati in dettaglio e analizzati a tempo debito.

H.G. TUDOR

The Narcissist Keeps It In the Family

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👤 LETTERA D’AVVISO

“Cara vittima.
Bene, ci siamo ancora. O piuttosto, ci sono ancora. Ho fatto riferimento a noi perché come ho detto nella mia prima lettera per te, io non faccio una vera distinzione tra te e tutte le altre, in questo modo ciò che deve ancora accadere in futuro mi sembra come se fosse accaduto con te, molte volte prima. Ciò che sta per accadere è qualcosa che ho fatto così tante volte in passato con così tante altre vittime quindi una cosa che devi tenere bene in mente è che non sei l’unica ad essere sottoposta a ciò che accadrà in futuro.
È stato bello così a lungo non è vero? Ti ho detto che ti avrei amato come mai nessun’altra e l’ho fatto. Okay, effettivamente io amavo la tua devozione, il tuo amore, la tua ammirazione e adorazione di me, ma a te è sembrato come se ti amassi in un modo che andava al di là di qualsiasi cosa tu avessi mai sperimentato in precedenza. Questo certamente ti ha reso felice. Ogni giorno mi dicevi quanto eri felice. Lo dicevi ai tuoi amici, alla tua famiglia, ai tuoi colleghi, al venditore di hot-dog, e a chiunque ti ascoltasse. Mi piaceva guardarti mentre facevi così. Mi faceva sentire bene. Mi faceva sentire potente. Così ero in grado di farti dire al mondo del nostro amore perfetto e della bontà con la quale mi hai amato in modo perfetto. Ogni giorno mi dicevi quanto mi amavi. Ti preoccupavi per me, mi proteggevi e mi aiutavi così tante volte. Dal lasciarmi usare la tua auto quando avevo rotto la mia al graffiarmi la schiena quando di notte sono sdraiato nel letto in procinto di dormire. Naturalmente non era tutto a senso unico. Io ti ho dato tutto ciò che ho potuto. Anche se l’ho fatto esclusivamente per ottenere il tuo carburante. Ho dato per ricevere. Non conosco nessun altro modo. Qualche volta tu mi hai parlato del tuo amore incondizionato per me. Non capivo cosa intendevi. No, è sbagliato. Capivo cosa intendevi ma faticavo a immaginarlo. Io ti amo con così tante condizioni, la principale è che in effetti io ti amo esclusivamente per il carburante che tu mi fornisci. Non per quella che sei. Ci metterai molto tempo a capirlo e ancora di più ad accettario in questo caso. Questo è il motivo per cui ti sto scrivendo questa lettera, in modo che tu possa leggerla e rileggerla per farti affondare. Dopo tutto nessun altro sarà in grado di dirti come stanno veramente le cose non è vero? Comunque, è stato splendido così a lungo. Di solito pretenderei che tutto stia sotto di me, dopo tutto non sono io splendido? C’è un fatto comunque, che tu hai tenuto di più la parte. Mi hai dato assolutamente tutto. Il tuo cuore, la tua anima e hai riversato ogni essenza del tuo essere nel concetto di noi. So che l’hai fatto perché potessi vedere che lo facevi. Dovevo farlo, perché avevo bisogno di questo per sostenermi. Più tu mi davi, più io diventavo splendido, così tu mi davi in cambio ancora di più. Era una spirale in ascesa verso l’alto. Due persone che lavorano in magnifica armonia. Tu perché credevi in noi. Io perché avevo bisogno del tuo carburante. Non che tu ti sia mai accorta di questo. Perché avresti dovuto? Ero diventato il partner perfetto, che ti riempiva di complimenti, che ti lodava e ti amava in questo modo – oh – così spettacolare. Era intenso, era radioso ed ero sicuro di essere divenuto tutto ciò che tu volevi da una relazione. Era un buon affare per entrambi. Ti ho fatto sentire ultra-speciale. Mi hai dato l’ ultra-carburante di cui ho bisogno. Ha importanza che io mi sia occupato di te basandomi su qualcos’altro? Direi di no, anche tu hai ottenuto ciò che volevi non è vero? Dovevo immaginare che avresti messo in discussione il fatto che era importante perché tu credevi veramente che io ti amassi per quella che sei e che doveva essere così. Posso capire perché tu pensassi questo.Tu sei nobile su questa cosa dell’amore non è vero? È la ragione per cui ti ho scelta naturalmente, questa e anche molte altre ragioni, ma questa ha giocato un grosso ruolo. Mi chiedo anche: se non fosse cambiato niente, se avessi continuato a trattarti sempre allo stesso modo come ho fatto per così tanto tempo, pur con motivazioni completamente differenti da quella che pensi tu, ti disturberebbe? Non lo sapresti naturalmente. Tutto ciò che sapresti è che io sto continuando a darti l’amore apparente che brami, nel modo che sei arrivata ad aspettarti e con un modo di fare che ti fa sentire così speciale. Io non penso che saresti particolarmente preoccupata se la questione restasse questa non è vero? Il fatto è che comunque ciò non succederà. Si, leggi correttamente. Ciò che è successo a lungo, così meraviglioso, è giunto effettivamente alla fine. Oh, ti sarà concessa ogni tanto qualche apparizione della persona che credevi che io fossi, allo scopo di tenerti con me, ma per tutti gli scopi e i propositi questo periodo d’oro di amore ineguagliabile è giunto alla fine.Non ti renderai conto di questo perché prima di tutto tu semplicemente non potrai accettare che qualcosa di così bello possa finire in questo modo. In secondo luogo non ti renderai conto del motivo per cui lo farò. Ti confondero’, ti sconcertero’ e ti stordiro’. Renderò ogni cosa confusa, amorfa, nebulosa, sfocata e indistinta cosicché non capirai quello che sta succedendo.
Perché farò questo? Beh, qualcosa è cambiato. Generalmente lo spiegherei, semmai ritenessi opportuno che ci debba essere una spiegazione (e io parto dal presupposto che non ti devo alcuna spiegazione perché io sono inattaccabile) che come al solito è colpa tua. Tu mi hai deluso. Io credo davvero che questo sia il motivo. Speravo che non fosse così. Desideravo che questo periodo meraviglioso potesse continuare per il resto dei nostri giorni insieme ma non è possibile. Ciò che una volta mi rafforzava e mi faceva sentire potente semplicemente non funziona più allo stesso modo. Non pensare che sei sola in questo avvenimento. Non lo sei. Tutte le altre mi hanno deluso allo stesso modo. È come se tu non ci stessi più provando. È come se ti fossi annoiata della mia genialità e non vedessi alcuna ragione per ammirarmi e adorarmi come facevi una volta. Questo mi ferisce. Le tue azioni o forse più appropriatamente la tua mancanza di attenzioni mi fanno sentire inferiore a ciò che sono. Questo mi fa sentire debole. Mi fa sentire senza valore e ciò mi fa infuriare. So che le altre in passato mi avevano detto che non era cambiato niente di ciò che sentivano per me, che mi amano semplicemente come hanno sempre fatto . Tuttavia anche se mi dicono questo io avverto che non è più così. Il potere che sentivo quando mi mostravi quell’amore e ammirazione o non c’è più o non è così forte. Non posso farci nulla. Mi sento così. Dato che non ho cambiato il modo in cui ti tratto, posso solo trarre la conclusione che questa alterazione del modo in cui mi sento è stata portata come conseguenza da te. Qualcosa nel tuo modo di fare nei miei confronti si è alterato. Forse non ti stai dando abbastanza a me, non mi stai manifestando l’amore, l’ammirazione e l’adorazione nel modo che mi da’ potenza. Potrebbe essere che qualche volta mi sembra obsoleto, che è successo, forse perché mi sei divenuta troppo familiare e perciò non ottengo la stessa reazione che avevo una volta al tuo modo di comportarti. So che questo mi è stato suggerito ma non so se è giusto. Per così tanto tempo ti sei comportata allo stesso modo con me, amandomi in quel modo meraviglioso, non mi sembrava stantio o esausto. Penso, più verosimilmente, che sia perché hai iniziato a trattarmi in modo diverso. Non sei performante al livello che richiedo e questo per me significa che non mi vedi più sotto la stessa luce e ciò mi offende. Mi sento criticato da questo tuo comportamento e perciò devo proteggermi. Vedi, non mi piace la critica. Infatti, la odio e per questo ho bisogno di agire tempestivamente per difendere me stesso contro questa critica. Questo è il motivo per cui devo fare ciò che viene dopo. Avevo sperato che non sarebbe accaduto. Avevo sperato che tu saresti stata L’Unica in modo da evitare questo. Avevo pensato che non mi avresti deluso, che avevo fatto le scelte giuste e preso le giuste decisioni così il nostro regno dorato sarebbe potuto continuare per sempre. Penso che ho sbagliato, anche se è qualcosa che non ammetterei mai apertamente, non voglio essere visto come sbagliato perché questo dimostra debolezza ed è l’ultima cosa che voglio tu pensi di me. Così, ci sono ancora, giusto per proteggere me stesso dalla tua critica implicita. Qualcun altro chiederebbe scusa per ciò che sta per accadere, ma, come scoprirai presto, io non mi scuso. Mi dispiace per me stesso che si è giunti a questo naturalmente. Sono pieno di autocommiserazione quando insorge la necessità. Così, questa è la fine del periodo d’oro che abbiamo avuto. Devo fare ciò che ho fatto così tante volte in passato e far male. Mi fermerò non appena avrò qualche progetto da compiere, ma scriverò ancora. Tu potrai desiderare di metterti un cappello di latta e allacciarlo. Questo è dove inizia la cattiveria.
Tuo deluso infuriato N. Arc X”

H. G. TUDOR

Warning Letter

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👤 CHI DORME NEL TUO LETTO?

Sono addormentato e tu no. Io sono lì. Addormentato, gli occhi chiusi in un beato riposo apparentemente non influenzato da ciò che abbiamo espletato prima. Il mio petto si alza e si abbassa con un ritmo lento, il mio respiro è rilassato e regolare. Potrebbe arrivare un momento in cui vuoi fermare quella respirazione. Potresti voler mettere uno di quei cuscini pieni sulla mia faccia pacifica e premere con tutta la tua forza e volontà. Potresti desiderare di comprimerlo contro la mia bocca e il naso, appoggiandovi tutto il tuo peso corporeo per evitare che le mie mani frenetiche strappino via il cuscino per poter respirare ancora una volta. Quel desiderio, anche se non lo farai, pochi hanno la forza di volontà di portarlo a termine, potrebbe anche comparire più e più volte e prima di quanto pensi. L’immagine di spegnere una vita così tossica attraverso l’applicazione concertata di una cosa così innocua come un cuscino. È improbabile che sia l’unica immagine che prende forma nella tua testa. Immagini di scivolare giù dalle scogliere, un colpo e scappi, un tostapane nella vasca da bagno, un veleno oscuro e non individuabile somministrato in un ambiente dove ci sarebbero più sospetti di Cluedo. Così tanti scenari assassini che si può ben arrivare a immaginare di dire esattamente come sei ora. Nel nostro letto. Nel bel mezzo della notte.

Dormo profondamente, il sonno dei retti e dei giusti. L’incidente precedente non mi ha turbato. O è che mi sono addormentato nello stordimento del bere, e i fumi dell’alcool mi hanno indotto in coma? Poi ancora, potrebbe essere l’effetto di alcuni psicofarmaci di cui mi avvalgo ripetutamente per cui sembro morto al mondo? Potrebbe essere una di quelle cose, ma qualunque cosa sia, io sono addormentato e tu non lo sei. Rimani sveglia perché non riesci a dormire. Sei seduta, le ginocchia raccolte al petto, gli occhi fissi su di me mentre la tua mente turbina. Tra tutti i pensieri tumultuosi, le considerazioni vorticose e i ricordi in aumento, un pensiero che domina su tutti gli altri, si ripete e si fa largo.

Chi è lui?

Cosa ha provocato una questione così seria? È stato un incidente isolato. Forse un selvaggio rimprovero quando tutto sembrava pacifico. Una giornata piacevole che improvvisamente è stata strappata dalla lingua acida che ha spruzzato commenti taglienti verso di te. Ti ricordi come sembravo. Non pareva che fossi io. Sono apparso posseduto. Gli occhi si sono oscurati, la fronte corrugata, la bocca attorcigliata e l’espressione impostata in una di odio. Non te lo saresti mai aspettato prima di ora. In effetti, hai trovato il modo in cui sembravo più spaventoso di quello che ho detto. Da dove è venuto? Stai lottando per ricordare come è iniziata la discussione. Qualcosa a che fare con il non ascolto, era così, ma che escalation ha avuto. L’irritazione è durata un attimo prima che la rabbia, la collera e la furia scoppiassero e tu ti trovassi a ritrarti da questa violenza verbale. Questo non era mai successo prima. Era stato tutto così meraviglioso. Sì, avevi sentito un paio di persone che ti avevano fatto notare il mio temperamento, ma in tutti quei mesi felici non l’avevi mai visto apparire neanche una volta. Anche durante i periodi di prova, sono rimasto calmo, sereno, quasi glaciale a volte quando la pressione saliva. Questo è stato uno dei motivi per cui mi hai stimato. La mia capacità di restare lucido. Quindi cosa è successo, solo poche ore prima? Chi era quello? Non sembravo io, ma dovevo essere io, non c’era nessun altro nella stanza.

Ora sei seduta nel silenzio della camera da letto. La luce bassa della lampada alla tua sinistra splende attraverso i miei lineamenti. Ora non c’è rabbia dipinta sulla mia faccia. Appaio come sembro sempre quando dormo, come se nulla al mondo potesse avere importanza. Sei spesso rimasta sveglia a vegliare su di me, felice di accarezzarmi il petto o la fronte, i miei occasionali mormorii di soddisfazione e il leggero rovesciamento della mia bocca che denota la contentezza che traggo dalle tue attente cure.
Così giaccio lì, proprio come farei ogni altra notte. A dormire. Calmo. Tranquillo. Sono lo stesso di come sono sempre ogni altra notte quando hai vegliato su di me. Eppure, ancora la domanda viene di nuovo. Chi era quello che è apparso prima?

Dopo l’esplosione, sono uscito e ti ho lasciato. All’inizio non sapevi cosa fare. Ti sei sentita scioccata. Una volta che ti sei ricomposta, hai telefonato alla tua migliore amica e hai spiegato cosa era successo, fornendole ogni dettaglio del meraviglioso giorno precedente e ogni particolare della tempesta che è esplosa in un istante.

“Oh, non è niente”, ha detto con la sua familiare voce rassicurante, “le coppie litigano, io e Pete abbiamo sempre delle discussioni. Lascialo raffreddare, andrà a posto. Ora, parlami di quel nuovo libro che hai menzionato l’altro giorno, va bene?”

La tua migliore amica ha spazzato via (il discorso). Forse aveva ragione. Dopotutto, tutte le coppie non inciampano a un certo punto? Certo. I tuoi genitori non l’hanno fatto, non spesso comunque, quindi forse hai un’idea irrealistica di come andare d’accordo. Nonostante le sue rassicurazioni sei rimasta preoccupata e hai chiamato tua sorella.

“Accidenti, è una sorpresa”, ha osservato dopo aver sentito il tuo racconto, “è sempre così adorabile, non pensavo che potesse fare una cosa del genere. Tornerà. Tornano sempre, probabilmente si sente un po’ un coglione per averti urlato contro e ha solo bisogno di andare a bere una birra o qualcosa del genere. Seriamente, non c’è nulla di cui preoccuparsi.”

Invece ti sei preoccupata. La successione di chiamate è stata fatta ad altri amici, tuo fratello e tua nonna. Hanno tutti tirato fuori rassicurazioni e hanno suggerito banalità per placare le tue preoccupazioni.

“Oh, non essere così sensibile, hai avuto la tua prima discussione, benvenuta nel club.”

“Scommetto che è stressato, probabilmente perché lavora troppo duramente, avevi detto che ha lavorato molte ore di recente. Scommetto che torna con delle scuse e dei fiori. Dagli solo un po ‘di spazio per un’ora o due. “

“Sarei impazzita se dovessi vivere con te sorellina, no, sul serio, si sta solo sfogando, voi due state bene insieme.”

“Oh tuo nonno aveva un brutto carattere ma non abbiamo mai dormito su una discussione. È così che siamo stati sposati per cinquant’anni. Ti aspetti troppo; ti devi impegnare in una relazione mia cara. “

Tutti pensavano secondo schemi simili. È parte integrante di una relazione. Fa male perché è la prima volta. Vuoi abbracciarmi e chiedermi scusa per esserti preoccupata così tanto, ma non vuoi disturbarmi. Ti rimproveri per aver riflettuto troppo su questo. Certo, pensi sempre troppo alle cose e come ti hanno detto tutti io sono tornato. Sono tornato dopo un paio d’ore, ho sorriso e ti ho preso tra le braccia come se nulla fosse accaduto. Non volevi parlare dell’incidente. Quel segno nero in un giorno altrimenti dorato e perciò non l’hai fatto. Il tuo sollievo al mio ritorno sorridente è stato così grande che non volevi lasciarmi andare e siamo rimasti abbracciati per diversi minuti. Il resto della serata è passato con la cena e un film prima di andare a letto insieme dove mi sono addormentato in un istante.
Non mostrai preoccupazione per quello che era successo. Non mi sono scusato ma non te ne sei preoccupata. Non avevi alcun desiderio di ritornare su ciò che era successo, almeno non volevi farlo con me, ma non sei stata in grado di evitare di farlo nelle ultime due ore quando ti sei seduta qui sul letto, guardandomi, facendoti domande e meditando. Quelle parole erano così velenose, quell’espressione così odiosa, anche adesso il ricordo ti fa sentire agitata. Eppure, tutti quelli con cui hai parlato ti hanno rassicurato e devono avere ragione, no, se tutti la pensano così? Persone che hanno avuto relazioni più lunghe di te. Loro chiaramente ne sanno qualcosa e tutti hanno minimizzato il fatto. Deve essere la tua reazione eccessiva a un bisticcio, un (bisticcio) spaventoso ma forse era tutto lì. Un una tantum. Un incidente isolato. Speri che sia perché non ti è piaciuta la persona in cui mi sono trasformato, neanche un po’. Non vuoi incontrarlo di nuovo. Non è la persona di cui ti sei innamorata. Lui non è la persona che adori e di cui ti prendi cura. Non è la persona con cui sei andata a vivere e vuoi stare per il resto della tua vita. Non ne hai preso atto. Chiunque fosse, il tuo letto non è il suo posto.

Lì dormo. A proprio agio. Tranquillo. Sereno. Pensi di conoscermi. Pensi di sapere chi dorme nel tuo letto con te.

Non ne hai idea.

È così che inizia e né tu né nessun altro sapete la verità di chi sta dormendo nel tuo letto.

H.G. TUDOR

Who Is Sleeping In Your Bed?

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📰 I NARCISISTI SANNO COSA STANNO FACENDO? – IL NARCISISTA INFERIORE

I narcisisti sanno cosa stanno facendo? Molte vittime risponderebbero un sonoro “sì” a questa domanda. Commenti come questi sono comuni:

– “È così strategico nel modo in cui mi manipola, sa benissimo ciò che sta facendo.”

– ” Oh lei sa come farmi uscire di testa, sa ciò che fa perché fa sempre dei sorrisetti mentre lo sta facendo.”

– “È un uomo intelligente, come può non sapere ciò che sta facendo?”

– ” Lei lo deve sapere quanto mi ferisce quando inizia a schiaffeggiarmi”

Però, non è nemmeno lontanamente così netto. Ci sono due fattori che governano la consapevolezza del narcisista. Primo, la scuola di narcisisti con cui sei coinvolto (Inferiori, Medi oppure Superiori) e secondariamente la questione del controllo.

La Scuola Inferiore

Il Narcisista Inferiore (inferiore minore, centrale e maggiore) attraversa la vita come una palla da demolizione. Questo è il suo modo, o la modalità principale. Non ti piace cosa sta facendo? Testone – accettalo – sei tu il problema. Fermare ciò che sta facendo? Aspettati un pugno in faccia. Provare a fargli prendere responsabilità per le proprie azioni? Buona fortuna, aspettati una violenta esplosione e un rigetto assoluto.

L’inferiore sa di averti dato un pugno in testa? Certo che lo sa. Sa che lo ha fatto come conseguenza del fatto che tu l’hai ferito e che la sua violenza fisica è la manifestazione della sua furia innescata? No, non lo sa.

L’Inferiore sa che ti sta tradendo con tua sorella? Certo che sì. Lo considera sbagliato? No. È consumato dalla colpa per ciò che ha fatto? No, non sa nemmeno cosa sia la colpa.

Il Narcisista Inferiore che denigra verbalmente uno dei suoi dipendenti al lavoro sa che sta bullizzando quella persona? No. Dalla sua prospettiva, quel lavoratore è inappropriato, è troppo lento, è arrivato tardi di nuovo, dice la parola sbagliata, non lavora abbastanza duramente e quindi la sua risposta è totalmente giustificata. Non fa ciò che lui vuole, deve aspettarsi di essere affrontato. Non è bullismo, è sistemare il problema.

L’Inferiore sa che i suoi commenti provocatori sul tuo aspetto sono dolorosi e vengono detti per ottenere carburante? No. Non ha empatia di sorta, nemmeno la (finta) empatia cognitiva e quindi non riconosce che ciò che sta dicendo è offensivo o potrebbe essere interpretato come tale. Non capisce perché stai piangendo dopo che ti ha detto che con quel nuovo vestito viola assomigli al Pillsbury Doughboy. Nella sua mente il commento era giustificato. Se lo spingi a spiegare perché ha fatto quel commento, aspettati l’utile risposta “Perché l’ho detto.” o “È così e basta, ok?”

Gli atti dell’Inferiore sono tutta una questione d’istinto e solo di istinto. Sì, se tu gli sei scappato potrebbe mettere insieme un piano per guidare fino a dove sei ora e dare un calcio alla porta e portarti fuori tirandoti per i capelli fino al luogo a cui a quanto pare appartieni – ma quel “piano” rimane una reazione istintiva. Sa cosa sta facendo, ma per via del bisogno di controllo, non vede il proprio comportamento come sbagliato, inappropriato o dannoso. È ciò che deve essere fatto.

Questa soverchiante e sempre presente necessità di controllo implica che l’Inferiore reagirà con un atto istintivo – che sia violenza fisica, sessuale, distruggere proprietà, spararti in faccia – ma non vede nulla di male in questo. Viene fatto per ottenere carburante, viene fatto per mantenerti nella sua matrice del carburante, viene fatto per affermare il suo bisogno di superiorità su di te, viene fatto per reprimere qualsiasi ribellione da parte tua e viene fatto per rigettare qualsiasi concetto di responsabilità per le sue azioni MA lui questo non lo sa. Non pensa “la spingerò giù dalle scale perché sta rifiutando il mio controllo su di lei e deve essere punita”. Semplicemente commette l’azione. Non pensa al perché lo sta facendo, lo fa e se gli viene chiesto perché allora potresti non ottenere nemmeno risposta, forse una scrollata di spalle o semplicemente un ringhioso “se lo meritava”. Se interrogato sul perché se lo meritava, si ritorna a “Perché se lo meritava.”

Questo comportamento è visto attraverso la differente prospettiva narcisistica. Tu, in quanto vittima, non hai questa prospettiva. La tua prospettiva immancabilmente ti fa pensare che il narcisista sappia ciò che fa. Questa vostra prospettiva si origina per due ragioni.

1. Sai perché fai le cose, conosci la logica sottesa alla maggior parte di esse (se non tutte) e le conseguenze e quindi ti aspetti che chiunque altro si comporti in un modo simile e quindi abbia lo stesso livello di consapevolezza; e

2. Il tuo pensiero emozionale ti spinge a credere che il narcisista sappia cosa sta facendo e il motivo perché questo poi fa sì che tu cerchi di ottenere che il narcisista affronti questo comportamento. Se lui o lei sanno cosa stanno facendo, allora sicuramente potranno ascoltare per ragionare, riflettere e riconoscere e scegliere un corso d’azione alternativo? in breve – possono cambiare. Come sai, questo desiderio di cambiamento, di guarire e sistemare è l’essenza della vittima empatica. Il tuo pensiero emozionale lo sa questo e quindi, al fine di mantenerti in relazione con il narcisista (che è tutto ciò che il tuo pensiero emozionale vuole che tu faccia) ti inganna a pensare che il narcisista sappia cosa sta facendo perché poi questo alimenta aspettative (ecco di nuovo questa terribile parola) che tu possa fare qualcosa a riguardo. Quindi, invece di andare via e rimanere fuori, tu rimani provando a ragionare con il narcisista, provando a fargli comprendere come le sue azioni hanno impatto su di te, che sono sbagliate e di come se solo cambiasse allora tutto andrebbe bene.

Di conseguenza, la tua prospettiva empatica ti porta a pensare che il narcisista sia strategico nel suo comportamento (da qui il motivo per cui così tante persone fanno un errore in buona fede quando pensano di essere state intrappolate dal raro Narcisista Superiore quando non lo sono state) e in realtà il comportamento del Narcisista Inferiore è sempre e solo istinto.

L’Inferiore non ha alcun concetto di colpa, nessuna idea di rimorso, nessuna coscienza. Non la può avere perché questo renderebbe quel meccanismo di difesa che è il suo narcisismo, inefficace e questo non può mai avvenire. L’Inferiore è liberato dalla conoscenza del perché agisce nel modo in cui lo fa, manca delle funzioni cognitive perfino per spiegarlo in qualche modo (che naturalmente se anche potesse sarebbe una bugia, ancora il narcisismo che lo protegge) e quindi ecco perché non ottieni alcuna spiegazione riguardo al suo comportamento o se ci riesci, sono di natura rudimentale e del tipo sbrigativo, brusco spiegato sopra.

Il Narcisista Inferiore è consapevole delle azioni che mette in atto – sa che ti ha dato un pugno, sa che ha spaccato il finestrino della tua auto, sa che ti sta stuprando nel sonno – ma non fa piani, non vede nulla di male in ciò che sta facendo (per via della necessità di controllo tramite il suo senso che t
utto gli sia dovuto, il rigetto di responsabilità, la sua assenza di coscienza) e non lo vede come manipolatorio o reprensibile. È solamente ciò che deve essere fatto, beh, perché è così, o no? Ora, smetti di fargli domande e fai come ti è stato detto. O sarà peggio per te.

H.G. TUDOR

Do Narcissists Know What They Are Doing? The Lesser Narcissist

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📰 SEMPRE NELLA MENZOGNA

Menzogna, invenzione e bugie sono i mattoni e la calce della nostra esistenza. Sono il pane e il burro che ci permettono di avere sostentamento. So che quando tu guardi indietro al periodo d’oro, fatichi sempre a capire che non era reale. Non riesci a comprendere come qualcosa che sembrava così giusto, così vero e così reale potesse essere in realtà qualcosa di così falso. Il nostro comportamento sembrava così genuino. Le nostre dichiarazioni di amore immortale così commoventi ed emotive, come poteva essere una facciata? Sì, ogni tanto pensavi che fossimo un po’ esagerati, ma lo trovavi toccante. Il motivo per cui sembrava così genuino è perché la nostra esibizione era così convincente. Questa esibizione era di un così alto calibro per due motivi. Il primo, perché ci siamo esercitati ripetutamente e possediamo una disinvoltura esperta nell’imitare il comportamento degli altri. Lo abbiamo fatto così spesso e con così tante persone che lo facciamo senza pensare. E nel secondo motivo vi è un’accurata transizione. Lo facciamo senza pensare perché crediamo che sia assolutamente la cosa giusta da fare. Non ci preoccupiamo di esibire una facciata falsa di fronte a te. Non siamo disturbati dal fatto che tutti i nostri sorrisi, baci e convenevoli sono costruiti. Non solo questo non ci pesa perché non siamo progettati per essere gravati da tali preoccupazioni, è anche perché abbiamo la completa ed assoluta convinzione che comportarsi in questo modo è la cosa giusta da fare. Noi abbiamo bisogno di sedurti. Abbiamo bisogno di irretirti e quale modo migliore di farlo se non con questa campagna di amore e desiderio? Dov’è il danno in questo? Ti portiamo dove vogliamo che tu stia, riceviamo mucchi di carburante delizioso e tu ti senti amato, desiderato e posto su un trono in cima a un piedistallo. Di sicuro è un vantaggio reciproco?

È davvero importante che la tua borsa sia una finta Louis Vuitton? Contiene oggetti, fa la stessa funzione e sembra la stessa, quindi dov’è il problema? Quel dvd Blu-ray non è un film con licenza originale, ma puoi sempre guardarlo allo stesso modo con quasi nessun deterioramento nella visione, quindi, di nuovo, qual è il problema? La nostra menzogna funziona per te e funziona per noi.

La nostra facciata nei confronti del mondo di essere affascinante, affidabile e meraviglioso nonostante quella particolare maschera che viene rimossa dietro le porte chiuse è solo un dispositivo necessario. Cosa importa che amici e familiari siano truffati? A loro piaccio, mi ammirano e mi credono così, quindi ancora dove sta il male in questo? Sì, potrebbero non credere a ciò che hai da dire su di me basandosi sulla mia facciata, ma la colpa è tua. Se avessi mantenuto il flusso di carburante questo non sarebbe dovuto accadere. Tutti gli altri là fuori stanno nella beata ignoranza e tu vuoi cambiare le cose. Vuoi che vedano ciò che tu dichiari essere il vero me. Perché? Tutto ciò che farai è turbarli e metterli in allarme. Non è meglio che rimangano avvolti nell’illusione, nella soddisfazione e nell’ignoranza, piuttosto che siano soggetti alla preoccupazione e al timore di cui sembri intenzionato a caricarli? Perché devi proiettare i tuoi problemi sulle altre persone?

Anche quando ti denigro e ti rimprovero anche questo è puramente inventato. Non penso veramente quelle cose orribili che dico e faccio. Le faccio solo perché devo. Devo tenerti al posto, sotto il mio controllo e a vomitare quel carburante negativo che bramo tanto. Se avessi mantenuto la fornitura di carburante di qualità decente, non avrei dovuto dirti queste cose per provocare una reazione. Lo faccio solo perché devo, non intendo niente di tutto ciò. Anche quando tu inneschi la mia furia le mie parole odiose e i perfidi commenti attraverso questa furia esplosiva si basano solo sulla necessità di proteggermi dalle tue terribili critiche nei miei confronti. Non lo dico sul serio, deve solo succedere. Capisci ora perché non è colpa mia? Non c’è una reale intenzione dietro ciò che dico e faccio, sono solo azioni che hanno lo scopo di assicurare che io ottenga il carburante di cui ho bisogno.

Dalla mia seduzione, alla mia facciata a tutte le altre persone e persino alla mia svalutazione di te, tutto si basa su una costruzione. Una serie necessaria di illusioni necessarie per preservare la mia esistenza. Non importa con chi ho a che fare, con chi interagisco o chi entra nella mia sfera di influenza, io lancio le bugie, le falsità e la perfidia. Tutto ciò che dico o faccio è fabbricato, ma ho un’assoluta convinzione della necessità di questo processo in modo che questo, unito a un’assenza di coscienza o di rimorso, mi permetta di sfornare bugie e illusioni come una linea di produzione di fabbrica.

Io sono sempre nella menzogna. E questa è la verità.

H.G. TUDOR

Forever on the Fake

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📰 CONTROLLARE È ADATTARSI – IL NARCISISMO E LA SUA CREAZIONE

Per gestire e affrontare i capricci della vita, gli esseri umani hanno sviluppato strategie di adattamento. Queste strategie di adattamento variano in termini di estensione del loro utilizzo, del loro impatto sull’utente, dell’impatto su altri e della frequenza della loro diffusione. Alcune strategie di adattamento sono considerate “sane” e altre “malsane”, e alcune possono essere un misto tra le due, a seconda dell’estensione e della durata dell’impiego.

Prendere le distanze è una strategia di adattamento. Puoi prendere le distanze da una situazione e dalle persone, ma un prolungato e ampio allontanamento può portare all’isolamento con i problemi connessi che tale isolamento può portare. L’allontanamento a breve termine può consentire il recupero, la ricarica e l’evitare il protrarsi di una situazione dannosa. L’allontanamento a lungo termine che è mirato a uno o più principali sostenitori del danno può portare alla sottrazione quasi completa da influenze tossiche e dannose. Il no contact, naturalmente, è una strategia di adattamento che include l’allontanamento come principio centrale di essa ed è la strategia di adattamento più efficace da applicare per quanto riguarda il recupero dal coinvolgimento con la nostra specie.

Piangere è un’altra strategia di adattamento. Il rilascio di tensione, il dolore trattenuto, i sentimenti di sofferenza spesso svaniscono come risultato di qualcuno che piange. Potresti sentirti dire “fai un buon pianto, ti sentirai meglio” e in effetti molte persone hanno attestato l’impatto benefico di farlo, perciò col pianto si ottiene la liberazione e spesso funge da segnale per invitare al conforto da parte di altri. È una strategia di adattamento messa in atto dalle persone per affrontare una situazione stressante, preoccupante o dolorosa.

L’autolesionismo è un’ulteriore forma di adattamento. La distrazione causata dalla reazione di dolore ai tagli (i tagli sono solo una forma di autolesionismo) consente ad un individuo di alleviare il dolore di certi altri sentimenti, si ottiene una liberazione, una distrazione e consente anche a quell’individuo di esercitare il controllo in circostanze in cui si sente incapace di esercitare il controllo (o nel caso in cui lo facesse lo farebbe sentire a proprio agio). L’autolesionismo pur essendo una strategia di adattamento è considerata una forma negativa di strategia di adattamento.

Espressione dei sentimenti Essere in grado di “parlarne” e “dai aria ai tuoi sentimenti” è pure una strategia di adattamento. La capacità di parlare con qualcun altro che semplicemente ascolterà, anche se non offre nulla in risposta o anche solo per parlare di te stesso su come ti senti (che sia in generale o in relazione a qualcosa di specifico) consente alle persone di provare un senso di liberazione, l’alleggerirsi da un particolare carico, e spesso porta chiarezza in termini di comprensione di se stessi e di trovare una via da seguire.

Esistono molte strategie di adattamento che gli umani mettono in atto: alcune sono consapevoli e altre avvengono inconsciamente.

Il narcisismo è una di queste strategie di adattamento ed è potente ed invariabilmente molto efficace, sebbene la sua efficacia dipenda dalla scuola del narcisista e da quale particolare risultato si sta tenendo in considerazione. Il risultato del nostro narcisismo è qualcosa che affronterò in un articolo separato.

Il narcisismo deve mantenere il costrutto (il falso sé) e imprigionare il demone (il vero sé). Collettivamente questa è l’Autodifesa del narcisista. Questa Autodifesa viene raggiunta attraverso Gli Scopi Primari (carburante, tratti caratteriali e benefici residui).

Centrale in questa Autodifesa e nel raggiungimento de Gli Scopi Primari è il controllo. Il narcisista deve in ogni momento avere il controllo del proprio ambiente e delle persone all’interno di quell’ambiente che ovviamente include te. Che tu sia un estraneo, un conoscente, un amico, un collega, un parente o un partner romantico. Che tu sia un vicino, un compagno, una sorella o un fratello, quell’uomo del negozio all’angolo o la fidanzata, tu rientri nella matrice di carburante del narcisista e devi essere sottoposto al controllo del narcisista.

Questo controllo deve essere esercitato ogni secondo di ogni singolo giorno. Ogni momento che passa deve essere posseduto e governato dal narcisista. Dobbiamo esercitare il controllo attorno a noi, deve essere completo e totale come se le nuvole stesse fossero tenute al guinzaglio da noi. Perché?

Perché una volta il narcisista non aveva il controllo.

Questa mancanza di controllo implicava che il narcisista si sentisse impotente, debole, vulnerabile ed esposto.

La combinazione di una predisposizione genetica e l’imposizione di questa mancanza di controllo ha dato origine al narcisismo come strategia di adattamento. Questi due ingredienti si sono combinati e hanno fatto “nascere” il narcisismo come mezzo per far fronte al mondo, alla mancanza di controllo che il mondo causa agli individui. Molte persone non hanno alcun problema con questa mancanza di controllo, altre possiedono strategie di adattamento alternative e poi ci siamo noi – i narcisisti. Circa uno su sei della popolazione umana di questo pianeta è diventato narcisista per far fronte a questa perdita di controllo.

Il narcisismo consente l’imposizione del controllo attraverso la manipolazione. L’imposizione del controllo ci consente di raggiungere gli Scopi Primari. Il raggiungimento degli Scopi Primari consente la nostra Autodifesa e quindi noi sopravviviamo e prosperiamo.

Il narcisismo è una strategia di adattamento.

Le persone credono che l’abuso sia l’ingrediente nella formazione di un narcisista. È un ingrediente, sì, ma ci sono due ingredienti nella formazione della nostra specie. Il primo ingrediente è la predisposizione genetica, se vuoi questo è il terreno fertile che fornisce la base per far crescere e prosperare il narcisismo. Il secondo ingrediente è la mancanza di controllo (di cui l’abuso fa parte di quella mancanza di controllo) e questo è il “seme” che è posto nel terreno fertile della predisposizione genetica e quindi il narcisismo “cresce” come strategia di adattamento. Per alcuni, il terreno è lì, ma non arriva mai nessun seme e quindi niente narcisista. Per gli altri, non c’è il terreno ma c’è il seme, ma di nuovo, mancando un ingrediente essenziale, non può esserci narcisismo.

La predisposizione genetica unita alla mancanza di controllo (in una fase formativa della vita) equivalgono al narcisista.

Che aspetto ha questa mancanza di controllo (in una fase formativa della vita – ovvero l’infanzia)?

• Abuso. Che sia fisico, emotivo, sessuale o psicologico, qualsiasi forma di abuso nei nostri confronti equivale a una mancanza di controllo. Non potremmo difenderci dagli abusi e quindi questa è una mancanza di controllo, su noi stessi e su coloro che hanno ricevuto danni abusivi nei nostri confronti. L’abuso è un atto di commissione – siamo stati picchiati, molestati sessualmente, ci è stato detto che eravamo inutili, insultati ecc.
• Isolamento. Sia che si tratti di essere stato chiuso in un ripostiglio sotto le scale, impedito di giocare con altri bambini, tenuto lontano dagli altri membri della famiglia, non essere ammesso a partecipare ad attività di gruppo di qualsiasi natura, somministrati trattamenti del silenzio e trattati come se non esistessimo, isolandoci e ostracizzandoci in qualche modo costituiva ancora una mancanza di controllo. Noi non siamo stati in grado di controllare le nostre interazioni, qualcun altro l’ha fatto per noi e a nostro discapito. Siamo stati controllati da un altra persona e quindi è mancato il controllo.
• Abbandono. Anche se possono non esserci stati atti di commissione abusivi, ci sono atti di omissione abusivi. Quindi non ci è stato fornito un ambiente sicuro, non ci è stato insegnato in modo efficace (riguardo a “fatti”, relazioni, comportamento, responsabilità), non siamo stati supportati emotivamente, non siamo stati nutriti, vestiti o protetti, non siamo stati protetti da un abusatore di commissione e/o potevamo vagabondare dove volevamo. Ancora una volta ci è stato negato il controllo su noi stessi perché non ci sono stati forniti i beni, le risorse e gli strumenti per ottenere un controllo effettivo sulle nostre vite e questa negligenza (mancanza di controllo) ci ha esposto a ferite, dolori, malattie, ferite, solitudine e/o atti di abuso attraverso la commissione.
• Il Bambino D’Oro. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato decantato e lodato. Era invariabilmente considerato un brillante e ardente esempio di genialità, anche quando non lo era oppure l’elogio era eccessivo per un risultato valido. Ciò implicava che non avevamo il controllo nel senso di conseguire risultati in modo valido. Avevamo la grandezza imposta su di noi senza essere pronti per essa, senza averla guadagnata e senza apprezzarla. Tutto ci è arrivato troppo facilmente e anche questo ha comportato una mancanza di controllo. Non avevamo alcun controllo sull’esito dei nostri sforzi, non sentivamo alcuna costrizione a raggiungere e ad applicare lo sforzo perché qualsiasi cosa avessimo fatto (cattiva, mediocre o buona) veniva accolta con apprezzamento, lode e generosità di “che genio”. Ci è stata negata la capacità di controllare il nostro destino.
• Sabbie Mobili. Laddove abbiamo sperimentato le Sabbie Moblli abbiamo avuto una mancanza di controllo perché l’ambiente intorno a noi in quella fase formativa mancava di costanza. Un giorno il sole splendeva e il giorno dopo, anche se tutto il resto sembrava rimanere uguale per noi, c’era un temporale. Il lunedì la nostra pittura è stata dichiarata “il remake di Rembrandt” (come nel Bambino D’Oro) e venerdì il nostro dipinto “è stato il lavoro di un deficiente che impugna una patata anziché un pennello”. L’applicazione del pensiero in bianco e nero da parte dell’aggressore ha creato un ambiente incerto, un abiente di tira e molla, di idealizzazione e svalutazione e non abbiamo avuto alcun controllo su quale versione ci sarebbe apparsa. C’era una mancanza di controllo nelle nostre vite attraverso l’incertezza, l’imprevedibilità e quelle sabbie mobili.
• Esaminatori B. “È buono ma non abbastanza buono.” “Puoi fare molto meglio.” “Non ti stai impegnando abbastanza.” “Stai deludendo te stesso, ma del resto stai deludendo me.” Queste frasi e quelle simili ad essa racchiudono la perdita di controllo percepita da coloro che sono “gli Esaminatori B”. Ogni volta che la collina veniva scalata e veniva raggiunta la cima, compariva improvvisamente un’altra collina. Lo sforzo era ok, abbastanza decente, accettabile, ma mai veniva accolto con approvazione. Andare avanti, imparare di più, essere più veloce, nuotare più forte, salire più in alto, splendere più luminoso. Non vi era alcun controllo perché non ci è mai stato concesso un momento per stabilirsi, per amare ciò che era stato raggiunto e per riflettere. Non siamo riusciti a stabilire i nostri parametri di realizzazione e soddisfazione, ma invece siamo stati sempre obbligati dagli standard di un altra persona che alla fine hanno dimostrato di essere standard non raggiungibili e quindi non abbiamo avuto controllo.
• Il Facsimile. Siamo stati formati per essere esattamente come l’aggressore. A volte questo era interamente per volere dell’aggressore e talvolta vedevamo come si comportava questo individuo e dicevamo: “Voglio anch’io quel potere” (di solito inconsciamente ma a volte, come nel mio caso, consapevolmente). Anche se puoi pensare che una decisione consapevole di copiare l’aggressore e quindi di prendere il potere fosse una forma di controllo, non lo era – questo era in realtà un prodotto del narcisismo già stabilito e quindi un sintomo piuttosto che una causa. Laddove l’aggressore ha fatto in modo di plasmarci come lui – formando le nostre opinioni, i nostri punti di vista, i nostri comportamenti, le nostre simpatie e antipatie, cosa indossavamo, cosa mangiavamo, dove andavamo, cosa facevamo, e in alcuni casi assieme a questo c’era una decisione inconscia di imitare e copiare quei comportamenti e quelle caratteristiche, ci è stato ancora una volta negato il controllo.

Quindi, sia che provenissimo da un ambiente indigente, da uno ambiente agiato, o da un ambiente apparentemente banale, ognuno di quegli ambienti aveva il potenziale di causare una mancanza di controllo nelle nostre vite. Prendi questa mancanza di controllo e aggiungila alla predisposizione genetica e così è nata la nostra strategia di adattamento del narcisismo.

Il narcisismo è diventato il nostro modo di affrontare il mondo.

Il narcisismo ci ha permesso di esercitare il controllo.

Una mancanza di controllo equivale a una mancanza di potere.

Una mancanza di controllo equivale a essere vulnerabili.

Una mancanza di controllo equivale a essere deboli.

Una mancanza di controllo equivale a essere senza valore, senza significato e senza importanza.

Quando ci manca il controllo, iniziamo a svanire e non esisteremo più.

Una mancanza di controllo ora ci riporta alla mancanza di controllo dopo.

Questo non deve mai accadere per troppo tempo perciò noi siamo stati formati da questa mancanza di controllo che si unisce alla nostra predisposizione genetica e per sopravvivere e prosperare non ci deve mai e poi mai mancare il controllo perché se questo persiste, beh, allora, è la fine.

Dobbiamo avere il controllo assoluto. E questo significa controllo assoluto su te, su lui, su lei, su loro ma soprattutto su TE.

H.G. TUDOR

To Control is to Cope

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📰 MALVAGIO – IMMAGINA SUPERIORE

Tu ti metti nella posizione delle altre persone. Noi mettiamo le altre persone dentro noi stessi. Tu lo fai come una questione di scelta per realizzare uno dei ruoli che contempli per te stesso. Certo, vieni colpito da un considerevole impulso, ma conservi comunque la capacità di decidere se lo farai. Noi no. Noi dobbiamo farlo. Non abbiamo scelta se desideriamo sopravvivere. Ti inviterei ad esercitare quella tua abilità.

Immagina di essere ferito dalle parole e dalle azioni degli altri. Immagina quella sensazione di pregiudizio che sorge a causa del comportamento deliberato e insidioso di qualcuno su cui siamo arrivati a fare affidamento. Dal servitore al collega, dall’amico all’amante, l’affronto che viene provocato dalle punture, dalle ferite e dai dolori. Immagina di soffrire quell’agonia anche se il trasgressore afferma di non aver inteso di provocarti una simile ferita e implora l’innocenza di ogni atto illecito. Immagina di renderti conto che hanno ragione a protestare, ma non toglie nulla a ciò che hanno fatto.

Immagina di essere dotato di abilità, brillantezza e talento, e in un istante essere messo a terra da una capriola all’indietro o dalla mancanza di riconoscimento. Immagina di essere legato a una reazione così tortuosa e di odiare di essere incatenato in questo modo. Immagina il desiderio di scagliarti contro l’autore del reato, facendoti beffa di lui per le sue mancanze, il suo chiaro paragone e le abilità inferiori, eppure quello stesso individuo patetico ha la capacità di ferire in modo così grave. Immagina la vergogna di disprezzare quell’individuo per il suo comportamento, pur sapendo che nelle sue mani possiede un tale potere. Immagina quei momenti di autentico orrore quando si riflette su ciò che quell’avversario poteva veramente fare se solo avesse potuto rendersene conto e che la consegna all’oblio poteva essere dietro l’angolo.

Immagina l’angoscia di sapere che il tuo benessere e la tua capacità di funzionare dipendono da un’intera schiera di altri individui che non hanno idea del ruolo che svolgono. Immagina come tale ignoranza viene considerata una benedizione e che ogni singolo giorno vengono resi ringraziamenti che rimangono avvolti in una simile ignoranza, perché se divenissero armati di conoscenza, quale distruzione potrebbero provocare. Immagina di sapere che sei incatenato all’unica cosa che genera un tale disprezzo e un odio biliare, la necessità di batterti contro quelle catene che legano finché non si spaccano, si rompono e cadono con l’arrivo di un altro. Immagina la speranza, l’aspettativa e il desiderio che il nuovo arrivo dimostri di essere il salvatore. Immagina di cercare sempre quell’unico vero accolito che porterà via i mali, sradicherà il rischio di annientamento e preferibilmente impedirà la necessità di imporre quelle catene pesanti oh così pesanti. Immagina il fervente tentativo di acquisire quel nuovo arrivo e il senso di deliziosa aspettativa mentre inizia a funzionare in accordo con quanto atteso e sperato dal desiderio.

Immagina il potere crescente che deriva da questo salvatore, il promesso, il perfetto. Immagina quel senso di potenza inarrestabile, ardente, la travolgente imponenza di sapere che i bisogni ora sono soddisfatti, che tutto va e andrà bene, che la funzione e la forma possono contare su questa spettacolare concessione. Immagina le possibilità di essere super-caricate da quest’altra persona significativa, significativa al massimo e che i mondi si scontreranno, gli imperi sorgeranno e l’ambita dinastia senza fine verrà creata.

Immagina l’orrore, la delusione, l’invidia e la furia quando quello perfetto si rivela essere un ciarlatano sedizioso che ha mentito, ingannato e cospirato. Immagina la rabbia incandescente che cerca la fuga. Immagina di conoscere le conseguenze di simile tradimento e l’incauta messa in atto di una tale furia cieca. Immagina di sapere che il controllo deve essere esercitato per preservare così tanto di ciò che è stato costruito. Immagina di sforzarti per mantenere la bestia entro il suo spazio limitato, le catene così perfettamente formati e apparentemente impermeabili alla debolezza o alla fragilità che ora appaiono deboli, arrugginite e non adatte allo scopo. Immagina la contemplazione di diventare nulla. Immagina che ciò che desideri che il mondo veda viene costantemente smantellato e dalla mano di un traditore. Immagina il senso dell’ingiustizia, della slealtà e dell’amarezza di essere annullato dalla stessa cosa che aveva promesso la salvezza finale. Immagina di sentire quel sussurro vigliacco che indica ciò che non dovrebbe essere intrattenuto o sostenuto. Immagina il gelido terrore di quella voce beffarda e fischiante e il disperato bisogno di zittirla. Immagina il turbine della necessità di ricostruire, acquisire e conquistare ancora una volta. Immagina lo sforzo erculeo necessario per riaffermare il proprio posto in questo mondo crudele e spericolato.

Immagina che in questi momenti ti venga ricordato ciò che c’era una volta e ciò che avevi giurato che non sarebbe mai più tornato. Ciò che hai cercato di seppellire in profondità e di tenerlo sepolto, rinchiuso, nascosto e raramente contemplato. Immagina i tormentatori che arrivano come ombre per tirarti e trascinarti verso quel tempo. Quel tempo che dovrebbe essere stato bandito e tuttavia in qualche modo aumenta sempre di più. Immagina di cercare di seppellirlo morto, ma sapendo che non lo permetterà e anzi quando i piani osceni e scandalosi dei nostri avversari, dei nostri concorrenti e dei nostri nemici rendono debole ciò che non dovrebbe essere visto come debole, che il cadavere respira ancora e cerca di risorgere, le sue fetide parole che viaggiano da tempi quasi dimenticati per far risorgere lui e portare giù noi.

Immagina di colpire a sinistra, a destra e al centro per riportare il controllo e l’ordine. Immagina che possa essere solo attraverso il caos esterno che l’ordine viene rinforzato all’interno e che la sofferenza degli altri è la colla, il mortaio e il legame che crea quella prigione ancora una volta. Immagina di affidarti all’angoscia e alla sofferenza per ricostruire e ricreare in modo che la voce viene silenziata e il decoro ristabilito.

Immagina quella mente ronzante che deve sempre esaminare, valutare e calcolare. Pianificando, tramando e complottando. Una meravigliosa attività frenetica che si concepisce e si sviluppa per andare sempre avanti. Immagina di sapere che la calma non è un’opzione. Immagina la consapevolezza del fatto che fare un passo del genere porterebbe solo a quella discesa lenta e che anzi è necessario lo slancio in ogni momento, in su, in alto, in avanti, senza mai uno sguardo all’indietro, un momento di ripensamento o il tempo di fermarsi a riflettere. Sempre a consumare, sempre a estrarre, sempre a raccogliere, a ottenere, a rubare, a prendere, a succhiare, a svuotare, a cacciare, a rivendicare, a conquistare. Un colosso incessante che disegna la luce dalle stelle, il buono dal benevolo, l’amore dal buono e l’anima dal tutto. Immagina quello e molto, molto di più.

Puoi immaginarlo?

Puoi esser questo?

Io posso.

Devo.

H.G. TUDOR

Evil : Imagine Greater

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👥 È TUTTO COLLEGATO

Così la tua rottura è stata dura e ti ha lasciato ferita, le lesioni fisiche ma soprattutto emotive e ti tieni rinchiusa ormai da mesi. Cercando l’isolamento come mezzo per affrontare il turbamento che hai vissuto e giurando di non uscire mai più. La tua determinazione è aumentata, con quotidiane liberazioni riguardo a ciò che ha fatto che si accumulano mentre ascolti un cumulo di azioni aberranti. Hai deciso di concentrarti su ciò che contava per te e quindi le relazioni sono state relegate nella parte posteriore della tua mente. Sentendoti più forte, le ferite che guariscono ma non ti hanno guarito, affronti ripetuti inviti dai tuoi amici benintenzionati, amici che ti hanno sostenuto in questo periodo sgradevole della tua vita, ad uscire dalla clandestinità e permettere a te stessa di brillare ancora una volta. Accetti e dopo una lunga preparazione esci fuori, come una creatura in letargo e ti unisci ai tuoi amici in quel bar che è stato ristrutturato ed è un’esca per tutte le belle creature.

Vedo che stavi lì al bar. Sei in piedi leggermente appartata dai tuoi amici come se cercassi di preservare il tuo spazio personale. Vedo che la conversazione è diretta verso di te e mi rendo conto che i tuoi amici ti stanno dando quello che io considererei un livello eccessivo di attenzione come se stessero ripetutamente controllando che tu stia bene. Occasionalmente le mani ti toccano il braccio in segno di rassicurazione e le teste si inclinano mentre i visi dolci emanano espressioni gentili. So che sei accudita. So che sei protetta e questo significa che sei stato ferita. Sento l’odore del sangue che è stato versato nel tuo passato e aspetto che vengano impugnati i telefoni per scattare varie fotografie in posa. È tempo di avvicinarsi.

Mi dirigo verso il bar e mi giro leggermente per osservare te e i tuoi amici mentre le foto continuano. Una cattura il mio sguardo e sorrido. Lei risponde sorridendo a sua volta e dà di gomito alla sua amica.

“Gradireste che ne faccia una a tutti voi?” Chiedo mentre mi sposto accanto a te. Seguono cenni di apprezzamento e mi viene consegnato un telefono dopo l’altro, mentre relego la tua foto di gruppo in una memoria digitale. Mi impegno in una conversazione educata ma giocosa con tutti voi, ma resto concentrato sulle tue reazioni. Sei esitante, ma ridi delle mie parole, apparentemente desiderando accoglierle, ma non sono sicuro se dovresti farlo. Tiro fuori il telefono e faccio una foto a tutti voi e poi altero la messa a fuoco in modo che la lente si posi su di te e solo su di te mentre scatto una raffica di foto prima di augurarvi una piacevole serata e di ritirarmi dai miei luogotenenti che mi aspettano. Non passa molto tempo prima che una ricerca della tua immagine mi abbia dato il tuo nome, e sono in grado di accertare alcuni dei tuoi interessi dal tuo profilo di Facebook incluso il fatto che sei una ballerina appassionata e hai vinto diverse gare di ballo. Faccio qualche ricerca sulle gare di danza per giovani uomini e mi preparo l’amo dicendo che sono stato un ballerino da giovane, anche se un infortunio calcistico mise fine ai miei crescenti progressi. Assorbo alcuni elementi chiave della terminologia e poi mi muovo verso di te. Do un colpetto al primo domino e questo inizia a cadere sul secondo.

Parliamo. Beviamo. Balliamo. Imparo più cose su di te. Mi piace giudicare dalle risposte dei tuoi amici. Mi assicuro il tuo numero e ti do il mio. Ti mando un messaggio cortese il giorno successivo. Un appuntamento a cena è assicurato. L’appuntamento va bene. Apprendo più cose su di te, e compilo il mio dossier su di te dal momento che un appuntamento di approfondimento è stato prontamente accettato. Ti sorprendo con biglietti per un balletto. Tu sei deliziata. I dominos continuano a cadere. La tua resistenza svanisce. Il terzo appuntamento è scontato e poi gli appuntamenti diventano più frequenti. Sono a casa tua. Sono nel tuo letto. Sono dentro di te. Tre settimane diventano tre mesi. I domino continuano a cadere mentre so tutto del tuo passato. So anche tutto del tuo presente grazie al mio spiare. Ti inghiotto nel mio mondo con i miei luogotenenti che ti accerchiano. Prendo il fumo e lo getto sugli occhi dei tuoi sostenitori, e intanto ne recluto due nel mio ovile. Ti elevo. Ti attiro. Ti adulo e ti incanto.

Il tuo tempo è con me. Il tuo telefono pieno del mio amore. I tuoi weekend sono riempiti da me. Io rimango da te e tu da me. Compare lo spazzolino da denti e poi la borsa da notte che rimane sul posto. Mi lavi i vestiti e poi sono più le volte che sto lì di quelle in cui non ci sono. Tolgo quelli che non servono dai tuoi contatti ma sembra che tu non lo noti. I tuoi occhi mi mostrano quanto sei incantata e intanto quei dominos continuano a cadere. Le vacanze vengono prenotate mentre comincio a invadere il tuo futuro. Ti controllo il telefono e invio messaggi. Leggo la tua posta ma non ti dispiace dal momento che lo faccio quando sei impegnata per aiutarti. Naturalmente. Le fettine di salame mentre impongo il mio mondo su di te e tu prontamente ti sottometti. Conosco tutti i tuoi amici, so tutto del tuo lavoro, dei tuoi hobby e della tua famiglia. Sono considerato il ricostituente ideale dopo “lui” di cui ridiamo e che io conosco, è uno dei miei fratelli, ma non te lo dico mai. Le tue giornate sono già programmate da me e tu mi dici spesso quanto sei fortunata. Io non sono d’accordo. Mi trasferisco ma mantengo la mia casa perché “il mercato non è adatto per vendere proprio ora”. Quella tana non andrà da nessuna parte. Il circolo sociale è stabilito. Tu sei euforica. Ti viene offerto il mondo e, come i dominos clack clack clack, tu accetti tutto. Compare l’anello e tu dici sì. Viene stabilita una data e vengono fatti i progetti mentre io ti dono il futuro. I tentacoli sono tutti intorno a te, le linee del carburante sono al loro posto ma, naturalmente, non te ne accorgi. Io sono con te, in te e attorno a te. Ti siedi a colazione ammirando l’anello luccicante al dito mentre osservi.

“Sai che sono passati sei mesi da quando ci siamo incontrati in quel bar? Chi l’avrebbe mai pensato?

Ti mando quel sorriso speciale e tu non riesci a notare i miei occhi che si scuriscono per un istante, perché devi ancora scoprire che una cosa tira l’altra.

H.G. TUDOR

It´s All Connected