📰 I DIECI OBBLIGHI DELL’EMPATICO

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Per manipolarti e controllarti, facciamo affidamento su determinati comportamenti che ti fanno agire spinto dalla paura. Paura di infortuni, isolamento, rovina finanziaria, perdita della tua casa o perdita dei tuoi figli. Facciamo anche affidamento sul tuo profondo senso dell’obbligo. A causa della tua onestà e dignità, senti bisogno di fare certe cose. Il tuo senso dell’obbligo è maggiore del normale e lo sfruttiamo nei seguenti modi:

1. Ti senti responsabile per noi

Gran parte di ciò che facciamo lo facciamo di nostra iniziativa. Infatti, quasi nulla è causato da te se visto attraverso la tua visione del mondo. Dal nostro punto di vista tu sei responsabile di tutto. È sempre colpa tua e noi proiettiamo e ti incolpiamo ripetutamente per condizionarti a sentirti responsabile per noi. Tu hai già un senso di responsabilità nei nostri confronti. Senti un senso di responsabilità praticamente nei confronti di tutti per il fatto che sei premuroso e compassionevole. Ciò aumenta quando si tratta di noi perché siamo il tuo partner intimo e tu credi che sia il partner intimo quello che si colloca tra i primi di coloro che meritano tale responsabilità. Aumenta ancora quando ti rendi conto che noi abbiamo alcuni difetti e senti il bisogno di assumerti la responsabilità per essi. In effetti, combina questo stato naturale con il condizionamento che causiamo e diventi qualcuno che è troppo responsabile per noi.

2. Senti che sei in debito con noi

Ancora una volta questa è una combinazione di natura e condizione. Ti è stato dato un periodo così meraviglioso durante il periodo della seduzione, fornito tanto sia di materiale che di emozionale, che senti che sei in debito con noi. Tu oltretutto sei una persona educata e di buone maniere e provi un desiderio naturale di ricambiare favori, ringraziare le persone per quello che fanno per te, e un senso di pagare il debito che è sorto. Crediamo anche che tu sia in debito con noi per tutto ciò che ti abbiamo dato durante la seduzione e di conseguenza sei obbligato a ripagarci per il resto della relazione e oltre. Combina questi due elementi e si crea un forte obbligo di esserci in debito, che siamo poi in grado di sfruttare a nostro vantaggio.

3. Ti dispiace per noi

Quella compassione naturale che le persone possiedono è disponibile a palate con una persona empatica come te. Non consideri mai qualcuno debole o patetico ma anzi sei dispiaciuto per loro. Non considereri una persona senzatetto come una macchia della società, ma piuttosto ti dispiace che si trovino in una situazione del genere e rifletti a come sono finiti dove sono e ciò che può essere fatto al riguardo. Ti rendi conto che i nostri comportamenti sono aberranti ma piuttosto che arrabbiarti per questo, ti dispiace che ci comportiamo in questo modo. Ti dispiace che non possiamo spiegarci, che ci scagliamo e ci comportiamo in modo così distruttivo. La compassione che trasuda da te non solo ci alimenta ma crea un obbligo da parte tua verso di noi.

4. Ti senti in colpa

Anche se sai che una certa linea di condotta è la soluzione migliore, vieni assalito dal senso di colpa che potresti ferire qualcuno, ostacolarlo in ciò che vuole o rovinarlo in qualche modo. L’amore crudele non è un concetto che vuoi abbracciare poiché il senso di colpa nel vedere qualcun altro star male, come conseguenza di qualcosa che hai fatto, è troppo grande. Questo senso di colpa ti costringe a percorrere strade diverse, spesso facendo cose che non sono le migliori per te, ma che comunque ti senti obbligato a fare fuori da questo considerevole senso di colpa che incombe su una persona empatica come te.

5. Senti il bisogno di guarirci

Sei un risolutore di problemi. Ti sei goduto il suono della musica quando eri più giovane e hai sempre pensato che se ti fosse stata data la possibilità avresti risolto un problema come Maria. Lo consideri il tuo ruolo guarire e aggiustare. Hai la mentalità incrollabile che tutti possono essere guariti. Ciascuno può essere reso migliore e quando sperimenti gli aspetti cattivi delle nostre macchinazioni e manipolazioni non ti ci sottrai. Invece, rimani in situ e scopri come rimediarvi. Questo obbligo di migliorare le cose e di guarire è una parte essenziale di ciò che sei ed è prontamente sfruttata da noi poiché sappiamo che è improbabile che tu vada altrove indipendentemente da quanto male vadano le cose.

6. Senti che è tuo dovere

Hai un forte senso del dovere. Dover essere un genitore eccellente, un amico solidale, un figlio o una figlia premuroso, un collega laborioso e un essere umano onesto sotto ogni punto di vista. Soprattutto consideri il tuo dovere nei confronti del tuo partner intimo come un dovere dove non importa quanto difficili possano essere le cose, tu non te ne andrai. Questo dovere è spesso imposto dai voti che hai preso e da una forte sfumatura religiosa nella tua personalità.

Il dovere è di primaria importanza e da quello sorge l’obbligo.

7. Senti il bisogno di essere conforme ai tuoi modelli

Così spesso il mondo sembra aver perso la sua bussola morale, così si rientra in un ristretto gruppo di persone che correggono i torti, combattono per i vulnerabili e difendono i deboli. Spesso vedi che le persone sono governate da quelle divinità gemelle di sesso e denaro e questo fa sì che le persone dimentichino chi sono e i modelli a cui una volta aderivano. Questo non fa per te. Non lo fai per essere lodato da altri ma lo fai perché non riesci a dormire bene la notte se non rispetti questi modelli per te stesso e nei tuoi rapporti quotidiani. Questo si traduce nel trattare le persone con pazienza, comprensione, compassione ed empatia, non importa quanto risulti difficile. Alcuni potrebbero suggerire che ti stai dando la zappa sui piedi.

8. Senti il bisogno di mantenere le apparenze

Non fai questo a tuo beneficio. Non sei come noi che creiamo un’immagine da mostrare al mondo. No, lo fai per mantenere le apparenze nell’interesse degli altri. Tieni insieme la famiglia per il bene dei tuoi figli, così non vengono turbati. Fingi di andare d’accordo con il fratello scontroso per il bene dei tuoi fragili genitori anziani. Ti sacrifichi per la squadra al fine di salvare le apparenze così tu affronti il dolore e l’esasasperazione in modo che non lo facciano altri. Questa necessità crea un obbligo in te, che siamo contenti di sfruttare, poiché sappiamo che ti terrà vicino e ti impedirà di parlare di ciò che facciamo.

9. Senti il bisogno di non arrenderti mai.

Non sei uno che si arrende. Non ti arrendi al primo incidente di percorso o alla prima nuvola nera. Tu vai avanti, sei tenace. Sei instancabile e perseveri. Ci dai dentro e senti che è bene farlo perché sai che il giusto premio alla fine arriverà. Tutto ciò che vale la pena fare vale la pena farlo bene. Tutto ciò che vale la pena avere richiede uno sforzo. Noi approviamo questo desiderio di attaccarti alle cose.

10. Senti la necessità di aver fatto del tuo meglio

Quando tutto viene sommato e valutato, alla fine della giornata, vuoi quella soddisfazione, solo per te, di sapere che hai fatto del tuo meglio e non avresti potuto fare di più. Rifletti sempre se avresti potuto fare qualcosa in modo diverso e più efficace. Sei autocritico e ti comporti in questo modo per adempiere al tuo ruolo scelto di brava persona. Questo ti obbliga a provare e riprovare.

Questi obblighi empatici hanno come risultato che tuo resti con noi più a lungo, che sopporti ulteriori nostri comportamenti offensivi e che perdoni più cose che facciamo rispetto a una persona normale. Noi sappiamo che questi obblighi ci sono e li sfruttiamo.

H.G. TUDOR

The Ten Obligations of the Empath

👤 IL BILICO

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Io ho un bilico. È molto speciale e permetto solo a persone speciali di salire su di esso. Bisogna essere speciale per vedere il bilico, a uno come te è permesso perché sei speciale. All’inizio non ti accorgi nemmeno di esserci seduto, ma ci sei. Naturalmente quando ti incontro, avrai una specie di fardello che ti opprime. Potresti essere solo, potresti essere in ripresa da un’altra relazione finita, potresti essere afflitto per un lutto. Potresti avere problemi di soldi, forse hai iniziato un nuovo lavoro che ti sta causando apprensione o i tuoi figli potrebbero rivelarsi problematici. Ci sarà qualcosa che ti sta assillando la mente e ti opprimerà. Anche quando al mondo esterno puoi sembrare felice e gioioso, ci sarà qualcosa. Cose di tutti i giorni, preoccupazioni più profonde e più significative o anche qualcosa di oscuro dal tuo passato, traumi infantili, un’azione terribile compiuta qualche tempo fa o una relazione difficile con il tuo carissimo papà. Forse è il peso dell’aspettativa o il peso schiacciante dello sconforto, ma alla fine ci sarà qualcosa che pesa sulla tua anima. Posso dirlo perché sei seduto sul mio bilico e lo stai appesantendo lasciandoti che tu resti seduto nel punto basso.

Naturalmente quando appaio tutto questo cambia. Non appena io salgo sulla parte rialzata del bilico, mi assicuro che il peso della mia integrità, la mia immensa serietà, la mia presenza importante e il mio grande amore abbassino la mia parte. Non posso fare a meno di farlo, poiché sono un uomo di sostanza e importanza. Ho una grande responsabilità sulle mie spalle dato che guido gli uomini, pionieri in nuovi territori, mi assumo rischi e mi occupo di così tante cose per conto di altri. Almeno questo è quello che dico a me stesso.

Il mio arrivo ti delizia perché ora salti in aria, portato in alto dal peso che è apparso dall’altra parte. Questo bilico è fantastico perché vai sempre più su, correndo per l’aria fino al firmamento. È emozionante e vertiginoso quando voli verso l’atmosfera rarefatta. Ti senti leggero, ti senti elevato e quei fardelli sono in qualche modo svaniti tale è l’effetto della mia presenza. Ti ricordi dalla tua infanzia quando alla fine hai raggiunto l’apice del bilico e ti sei preparato a venir giù di nuovo ma questo è diverso, sembra che non ci sia fine al tuo movimento verso l’alto. Puoi ancora vedermi sotto di te, che ti guardo con venerazione e delizia e questo non fa altro che aumentare il tuo senso di gioia. Ti chiedi se puoi fare lo stesso per me, se puoi mandarmi verso l’alto e provi a spingere verso il basso, ma è inutile, non riesci a raccogliere forza per nulla e continui a salire in alto.

Ti osservo salire alle stelle e i tuoi sorrisi, le risate e le lodi per il mio bilico meraviglioso mi piace, così ti permetto di continuare con la tua ascesa. Le tue esortazioni di ringraziamenti per questa meravigliosa cavalcata mi piovono addosso e io accetto tutto con gratitudine. Tuttavia, ciò che sale deve inevitabilmente scendere e con un violento impiego di forza, comincio a sparare verso l’alto verso il mio legittimo posto sopra di te. Stai improvvisamente cadendo. La tua discesa è rapida e improvvisa ed è sgradevole. Puoi vedere la terra correrti incontro e le tue urla arrivano lunghe e intense. Rido della tua angoscia e faccio sì che il bilico si muova ancora più violentemente mentre io salgo in alto e tu precipiti. Mi vedi davanti a te, che sorrido e rido come se non ci fosse nulla di sbagliato e la confusione ti attanaglia. Perché stai andando giù adesso? Perché sta succedendo così in fretta? Ti oltrepasso e ti saluto mentre tu ti aggrappi al bilico, preparandoti all’impatto, la paura e il terrore che ti avvolgono. Mi vedi ora sopra di te mentre chiudi gli occhi e attendi quell’improvviso tonfo mentre colpisci il terreno ancora una volta, ma non arriverà mai. Sei appena sopra il terreno, molto sotto di me, mentre mi senti versare disprezzo su di te dalla mia posizione elevata. Sembra così strano. Non sono più lontano da te rispetto a quando siamo saliti su questo bilico, eppure sembro così distante, così lontano da faticare persino a riconoscere se sono io. Non ti piace stare quaggiù. È orribile. Vuoi salire ancora una volta e così spingi forte con le gambe per guadagnare qualche presa che ti manda su e giù ma non succede niente. Spingi di nuovo ma non c’è risposta. Io ti sto chiamando, il mio gatto ti invita a scendere giù mentre tu provi ripetutamente a forzare il bilico verso l’alto, ma non serve a nulla. Lacrime di frustrazione si accumulano nei tuoi occhi mentre spingi e tiri il bilico, ma non succede nulla e poi, senza preavviso, senti un sussulto e ricominci a salire. Il sollievo si riversa su di te e cacci via le lacrime mentre quella sensazione di gioia e delizia ricomincia.

Vai su e giù, arrampicandoti per un momento senza sapere quanto in alto andrai prima di iniziare a crollare. A volte la discesa si interrompe a metà e vieni sollevato di nuovo, anche se solo per un secondo prima di scendere giù ancora una volta. È una situazione tumultuosa e ti senti stordito e disorientato. Diventa sempre più difficile sapere cosa succederà dopo oppure se andrai su o giù. Ti aggrappi, le nocche che sbiancano, cercando disperatamente di rimanere sul bilico perché non hai idea di cosa potrebbe accadere se tu provassi a scendere. Saresti catapultato in aria e verso la libertà? O precipiteresti sul duro terreno sottostante e ti frantumeresti in mille pezzi? Se solo il bilico si fermasse per un momento, così potresti orientarti. Hai bisogno di una pausa da questo movimento su e giù su cui non hai alcun controllo. Per tutto il tempo mi vedi di fronte a te, apparentemente deliziato da questa corsa. Come mai non mi sento nauseato o in ansia? Com’è che mi sto godendo così tanto questa corsa casuale? Un minuto è tutto picchi e poi sprofondi ai minimi storici prima che un improvviso strattone fermi la discesa. Hai necessità di scendere ma non hai il coraggio di farlo, quindi decidi di tenerti stretto, ma questo sembra incoraggiarmi.

Chiedi aiuto al gruppo di persone che puoi vedere raccolte qui sotto. Sai che possono vederti ma, mentre vieni abbassato verso di loro, con le mani protese per sollevarti da questa corsa da incubo, vieni improvvisamente strappato verso l’alto e via di nuovo. Sei così confuso. È meglio salire, quella meravigliosa sensazione di sollevamento ti investe, ma questo ti porta via da quelle persone che stanno cercando di aiutarti. Dì loro di aspettare che torni presto, ma li vedi allontanarsi mentre continui a salire di nuovo finché non sono scomparsi. Urli perché rimangano, ma è inutile. Sei isolato, solo e alle stelle ancora una volta.

Un’altra sbandata e stai cadendo ma questa volta la preoccupazione ti afferra il cuore. Non riesci a respirare e il terrore fa sì che l’urlo ti si blocchi in gola. Stai cadendo troppo veloce, più veloce che mai, precipitando verso il basso a siffatta velocità. Guardi dall’altra parte dove dovrei esserci io ma non c’è nessuno lì. Me ne sono andato. Sono sparito senza preavviso e annuncio. Non c’è nessuno rimasto a controllare questo bilico, e tu stai cadendo, cadendo, cadendo. La terra dura e sassosa ti sta correndo incontro. Sei in caduta libera e ci sarà un solo risultato.

H.G. TUDOR

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🎑 LA PRINCIPESSA EMPATICA E LA FERITA

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C’era una volta un narcisista di Medio Rango Maggiore che si faceva chiamare Prince (non la pop star defunta), ma piuttosto perché aveva deciso che lui era un Principe tra gli uomini. Decise che era ora di trovare una Principessa. Aveva avuto un sacco di queste principesse prima, dopo tutto, con il suo bell’aspetto e la sua mente acuta, era un buon partito e non era difficile per lui uscire in un territorio di caccia e irretirne una nuova. Scoprì tuttavia, che dopo un certo periodo di tempo, si era stancato delle loro adulazioni e lodi e si rese conto che aveva bisogno di qualcosa di più, qualcosa di meglio, qualcosa di sostanziale e duraturo dalle sue Principesse, ma poiché non era un Superiore, non capiva bene cosa.

Di conseguenza, si diresse verso uno specchio che aveva trovato e che gli rispondeva. Bene, quando diceva di averlo trovato, l’aveva rubato, ma poi, di nuovo, lui doveva prendere tutto perché dopo tutto era un principe.

“Specchio, specchio che ho rubato, dimmi di chi ho bisogno perché venga fottuto regalmente?”

“Oh ciao Conker Bollocks,” la faccia nello specchio sbadigliò, “Hai bisogno di una Principessa Empatica, amico. Dal momento che questa è una fiaba, sono sicuro che ne arriverà presto una.”

Più tardi quella notte ci fu una terribile tempesta e si udì bussare alla porta del castello. Un po’ inverosimilmente il vecchio Re andò lui stesso ad aprire la porta, anche se come Empatico Portatore si era trovato a correre in giro a fare tutte le faccende per la famiglia reale, e trovò una giovane ragazza inzaccherata.

Era in uno stato terribile a causa della pioggia e della tempesta. L’acqua le usciva dai capelli e dai vestiti; scorreva in cima alle sue scarpe e fuori dai talloni, ma la presentazione del diadema in cima a un cappello dell’Esercito della Salvezza la contrassegnò chiaramente come una donna empatica di distinzione reale.

“Mia cara”, dichiarò il vecchio re, “entra su, hai bisogno di un riparo?”

“Sì, per favore”, rispose la Principessa Empatica, “ho dato la mia stanza presso l’Esercito di Sally a un unicorno senzatetto, quindi non ho alcun posto dove stare.”

Proprio in quel momento apparve il Principe Narci e in un istante sentì che questa signora bagnata fradicia aveva un potenziale significativo. Le si avvicinò, e mentre lei stava lì grondante le fece venti domande per accertare i suoi tratti empatici, di classe e speciali. Tremante per l’eccitazione, il Principe Narci chiamò la Regina.

“Oh mamma, ho una nuova amica. Beh, dico nuova, ci conosciamo da dieci anni e io sono stato innamorato di lei per 8 di quegli anni, ma non sono mai riuscito a dirglielo. Può restare?”

La Regina Narci comparve alla vista.

“Le camere reali sono solo per i reali”, disse con un sogghigno.

“Oh, io sono una Principessa, la Principessa Empatica, vostra maestà,” rispose educatamente la ragazza mentre faceva una riverenza.

“Ti sembra di averne l’aspetto? Io penso di no.”

La Regina Narci percepì la competizione per le attenzioni del principe Narci e non gradì questa intrusione. Tuttavia percepì un’opportunità di triangolazione e potenziale carburante negativo.

“Dal momento che dici di essere una Principessa ed una principessa empatica tra l’altro, se questo è vero presto potrà essere possibile”, dichiarò la Regina Narci.

Scivolò via e schioccò le dita perché lo staff di sette piccoli uomini (che erano impegnati in un programma di Rimborso Communitario dopo certe aggressioni e crimini nella Foresta degli Empatici) la seguissero.

“Può restare mamma o no?”

“Potrebbe”, dichiarò la Regina Narci, “farò in modo che la Suite Amara venga rifiutata per lei.”

La Regina Narci si diresse verso la Suite Amara, i sette piccoli uomini al seguito. Ordinò loro di togliere le lenzuola e poi da una scatola tirò fuori una pietra dura e scura che sembrava assorbire tutta la luce delle lucerne a gas sparse per la stanza.

“Questa ferita concentrata determinerà presto se lei è davvero una Principessa Empatica. Se è l’empatica delicata e sensibile che afferma di essere, allora sentirà questo dolore attraverso qualsiasi cosa”, mormorò la Regina Narci a se stessa.

Collocò la ferita sul letto e poi schioccò le dita ai sette ometti perché vi portassero sopra venti materassi. Poi ordinò loro di mettere venti letti di piume sopra i materassi. Una volta fatto, fu posta una scala accanto all’enorme letto proprio mentre entrava la principessa Empatica.

“Dovresti dormire bene con quel grado di conforto,” disse la Regina Narci mentre se ne andava, seguita dai sette piccoli uomini.

Fredda e stanca, la principessa Empatica cominciò a salire la scala per andare a letto …..

Il mattino seguente la principessa Empatica giunse nella sala da pranzo reale per trovare il principe Narci e la regina Narci che mangiavano formaggio a pasta dura e uva acerba servita dai sette piccoli uomini. La Regina Narci aveva lasciato il Principe Narci nel suo piano, dato che aveva visto grandi benefici ad irretire la principessa Empatica tramite suo figlio e impegnarsi in una sfrenata triangolazione da quel momento in poi.

“Buongiorno,” disse la Principessa Empatica allegramente. I due narci la guardarono con sospetto.

“Come hai dormito?” Chiese il Principe Narci capace a malapena di contenere l’eccitazione.

“Oh terribilmente,” sospirò la principessa Empatica.

Il Principe ghignò.

“Ho chiuso a malapena gli occhi per tutta la notte. Il cielo sa cosa c’era nel letto. Mi sembrava di essere stesa su qualcosa di duro e il mio corpo questa mattina è nero e blu. È terribile, “continuò la Principessa Empatica.

“Nessuno, se non una vera Principessa Empatica, avrebbe una tale capacità di sentire il dolore in quel modo”, disse la Regina Narci mentre passava la sua lingua biforcuta sui suoi denti aguzzi.

“In effetti sono una Principessa Empatica, la Principessa Sue Per Empatica in realtà. Oh, ho sentito il dolore, d’accordo, ma non è stato quello che mi ha tenuta sveglia! “Disse all’improvviso la Principessa Empatica.

“Cosa?” Disse il Principe Narci.

“No, è stato questo!” Gridò la Principessa Empatica e da dietro le sue spalle tirò fuori un grosso strap-on d’oro con le parole “GROSSO Assistente del Principe” impresse lungo di esso.

“Ehm oh ehm mamma!” Mormorò il Principe mentre i suoi occhi si posavano sull’arma d’intrusione anale.

“Era stato lasciato nel letto. Sembra che tu abbia bisogno di questo per farcela, Piccolo Principe Pisciasotto,” sorrise la Principessa mentre spingeva lo strap-on verso la Regina fumante e girava i tacchi.

“Mamma!” Piagnucolò il principe Narci mentre la vergogna della scoperta minacciava il suo costrutto e lui cadeva a terra raggomitolato in una palla.

“Non sono tua madre,” sibilò la Regina Narci mentre usciva dalla sala da pranzo lasciando dietro di sé i sette piccoli uomini sconcertati.

“Questo significa che possiamo tornare da Biancaneve adesso?”, Chiese uno.

“Non lo so, ma ho intenzione di restare per un po’ con la sua principessa Empatica, lei è fortissima”, rispose l’altro e seguì la Principessa Empatica che se ne stava andando.

E così alcune persone vissero per sempre felici e contente.

H.G. TUDOR

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🎗MOSTRARE ORDINE RESTRITTIVO

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In certi casi, le azioni della nostra specie necessitano l’ottenimento di un’ingiunzione o di un ordine restrittivo per affrontare certi comportamenti. Ottenerne uno non è sempre così semplice come potrebbe sembrare, anche se molto dipende dal tipo di narcisista con cui si ha a che fare. Puoi spesso contare su una contromisura che è progettata per confondere le acque, intimidirti e / o essere usato come merce di scambio per farti desistere dalla tua azione. Ci si può aspettare la costruzione di prove a sostegno della nostra richiesta. Tuttavia, supponiamo che tu sia riuscito a ottenere l’ingiunzione o l’ordine restrittivo e che non ci sia stata alcuna richiesta incrociata da parte nostra, Obbediremo all’ordine restrittivo che ti sei assicurato?

Non pensare che sia una questione semplice per noi quella di valutare se dovremmo obbedirvi o meno. Devi tenere a mente che ci sentiamo in diritto di fare ciò che ci piace, quando lo vogliamo, dove lo vogliamo e con chiunque scegliamo. Questo include te, probabilmente più che chiunque altro. Operiamo da una posizione di superiorità presunta e non riconosciamo o rispettiamo alcun limite. La presenza di un ordine restrittivo è vista come una terribile e ingiustificata imposizione alla nostra capacità di fare ciò che deve essere fatto. Al fine di capire se ci atterremo ad esso, devi capire come si situa nella dinamica narcisistica. Questo cambia a seconda del tipo di narcisista contro cui hai fatto l’ordine restrittivo.

L’Inferiore. Il Narcisista Inferiore pur avendo un minor autocontrollo, il che significa che la sua furia è più incline ad esplodere, ha anche meno energia e motivazione per imbarcarsi in un riaggancio. In tali circostanze, chiunque consegna l’ordine restrittivo è facile che riceva l’iniziale contraccolpo mentre l’ira dell’Inferiore esplode nel ricevere questa critica. L’erogazione di una simile catena alla sua abilità di fare ciò che gli va equivale ad una critica notevole. Molti ufficiali giudiziari consegneranno l’ordine senza fornire carburante. Lo stesso vale per il giudice, se il narcisista sta partecipando in aula per impugnare l’applicazione. Puoi aspettarti un’esplosione immediata in tali circostanze e l’Inferiore si sfogherà con quelli nelle vicinanze.

Una volta che questa furia si è acquietata, obbedirà all’ordine? L’esistenza dell’ordine agisce per alzare la barra per quanto riguarda i Criteri di Esecuzione del Recupero. Questo rende più difficile la prospettiva di estrarre carburante con successo e quindi anche se c’è un Attivatore di Recupero, l’esistenza dell’ordine restrittivo fa sì che sia meno facile che i criteri vengano soddisfatti. Ecco perché è necessario comprendere come l’ordine restrittivo si inserisce nella dinamica narcisistica.

Le circostanze in cui è facile che il Narcisista Inferiore rompa un ordine restrittivo sono: –

1. Se lo critichi ed accendi la sua furia, ad esempio se lo contatti per telefono. L’innesco dell’ira implicherà che non abbia alcun riguardo per l’ordine e ti dia la caccia per cercare carburante e gestire la ferita che tu gli hai causato. Potrebbe essere che all’Inferiore sia proibito stare nelle tue vicinanze, ma puoi comunque contattarlo se richiesto (se effettivamente in realtà lo vuoi); o
2. Fai qualcosa che abbassa la soglia dei Criteri di Esecuzione del Recupero. Quindi se all’Inferiore succede di vederti da qualche parte, forse per un caso, la presentazione di carburante potenziale in questo modo fa sì che i criteri vengano soddisfatti più facilmente, avrà luogo un riaggancio e l’ordine restrittivo verrà rotto.

L’Inferiore non è preoccupato degli svantaggi della rottura dell’ordine restrittivo.

Il Medio-Rango. Di tutte le scuole di narcisisti, il Narcisista Medio-Rango è quello che è più probabile che obbedisca all’ordine. Questo perché la sua indole passivo-aggressiva non lo conduce a contravvenire all’ordine, combinata con l’innalzamento della soglia dei Criteri di Esecuzione del Recupero come descritto sopra. Dovresti anche notare che ha funzioni cognitive maggiori quindi è ben consapevole degli svantaggi nel contravvenire all’ordine restrittivo e gli effetti conseguenti sulla sua libertà che quindi limiterebbero il suo potenziale di guadagnare carburante. Se il Medio sta per rompere l’ordine, lo farà utilizzando un delegato in sua vece per approcciarti. Questo non verrà fatto in modo aggressivo, ma piuttosto come una recita drammatica implorandoti di fermare questa azione non necessaria e “non possiamo semplicemente parlarci l’un l’altro come persone civili?”. È uno stratagemma tramite una terza parte per farti abbassare la guardia in modo che un riaggancio possa essere effettuato e senza alcuna conseguenza. Se accetti, il recupero non sarà maligno, cercherà carburante positivo al fine di gettare un ponte per continuare a tornare e riprovarci.

Il Superiore. La soglia dei Criteri di Esecuzione del Recupero viene innalzata ma il Narcisista Superiore ha maggior energia e astuzia per far fronte a questa modifica. Ha anche un maggior senso che tutto gli sia dovuto. Il Superiore è ben consapevole riguardo al rovescio della medaglia di contravvenire ad un tale ordine che sarà contro di lui. Saprà che avrà impatto sulle sue possibilità di ottenere carburante e anche che danneggerà la facciata. D’altra parte è motivato e considera la comparsa di un tale ordine come una sfida personale per esibire la propria astuzia e i muscoli manipolativi. Il Superiore non sarà in grado di resistere all’opportunità di giocare ma lo farà in modo da minimizzare i rischi per sé. Avrà l’arroganza di dare per scontato che non verrà preso, ma manca della stupidità di contravvenire ad esso ciecamente. Piuttosto, utilizzerà ogni genere di tattiche per rompere l’ordine ma tramite altri che non hanno alcun legame con lui, si baserà sulla negazione plausibile e la minaccia di rompere l’ordine, per provocare sgomento nella vittima. Il Superiore non vorrà subire gli svantaggi, è cauto riguardo a questo, non vuole che la sua posizione ne sia influenzata e che influenzi la sua facciata accuratamente costruita, ma la tentazione del carburante e il desiderio di vincere superando in astuzia l’ordine restrittivo di norma si rivelano troppo forti. Se c’è un’attivazione e i Criteri di Esecuzione del Recupero vengono soddisfatti, il Superiore riaggancerà ma lo farà in maniera intelligente. Non ci saranno armi volgari e ottuse coinvolte. Il suo obiettivo sarà infrangerlo ma attraverso una manipolazione intelligente, l’uso di altri ed evitando completamente le ripercussioni su di sé.

H.G. TUDOR

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📰 LA DOZZINA DI SGOMENTI

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Voi siete gente di emozioni. Non solo provate una vasta gamma di emozioni, sia positive che negative, sperimentate frequentemente le emozioni. La vostra produzione emotiva è amplificata, intensa e superiore a quella delle persone “normali”. Permettete alle emozioni di governarvi, siete molto in contatto con esse e lotterete per tenerle sotto controllo, mascherate e nascoste. Queste qualità che si applicano all’empatico, al super empatico e al co-dipendente in quantità crescenti, vi rendono obiettivi ideali per noi. Questo è per due motivi. Il primo, naturalmente, è perché la vostra copiosa produzione emotiva è per noi un carburante delizioso e potente. La nostra linfa vitale. Voi siete necessari per sostenere la nostra esistenza, perché è attraverso di voi che siamo in grado di acquisire un senso di esistenza, il vostro carburante che alimenta ciò che siamo, ciò che desideriamo ritrarre e ciò che desideriamo bandire. Il carburante è il fattore più importante, ma non è l’unico fattore. La seconda ragione per cui esigiamo di connetterci con tali individui emotivi (e specialmente nel ruolo di fonte primaria intima) è che le vostre condizioni emotive ci permettono di esercitare un controllo su di voi. L’esercizio del controllo ci consente di mantenere il nostro senso di superiorità. Questa superiorità ci permette di paralizzarvi e mantenervi in questo stato emotivo. Quindi il ciclo continua fino al momento in cui la produzione emotiva scende al di sotto di quel livello che è accettabile per noi. Assicurandoci che voi rimaniate emotivi, vi impediamo di vedere la realtà di ciò che ti sta accadendo. Ci assicuriamo che il vostro processo decisionale non si basi su una fredda, dura logica. Vi viene impedito di andare avanti. Vi viene impedito di sfuggirci. Questo è il motivo per cui gran parte del nostro comportamento manipolativo è focalizzato a provocare risposte emotive da voi. Per il carburante e per il controllo. Dobbiamo controllare il nostro ambiente se vogliamo esistere e questo significa controllare i nostri apparecchi, incluso voi come fonti primarie.

Come con gran parte dell’intreccio narcisistico, la conservazione di uno stato emotivo si ottiene attraverso le misure che prendiamo ma anche come conseguenza di tratti che sono particolarmente evidenti nella vostra specie, rispetto alle persone normali. Queste azioni e caratteristiche si combinano attraverso le nostre interazioni quotidiane. Permeano tutto ciò che diciamo e facciamo. La nostra manipolazione si basa sull’esistenza di questi oggetti al fine di massimizzare il loro effetto e mantenervi in uno stato emotivo. Queste azioni e questi tratti sono presenti nell’intreccio tra la mia specie e la vostra specie, in modo che la danza continua, la presa viene mantenuta e l’emozione si riversa fuori. Cerchiamo di applicare queste azioni in tutte le nostre manipolazioni. Cerchiamo di capitalizzare questi tratti in voi. Contemporaneamente c’è una combinazione efficace che in ultima analisi vi crea sgomento e quindi lo stato emotivo che desideriamo ardentemente in voi. Qui ci sono dodici di queste azioni e tratti; sei da parte nostra e sei da parte vostra.

1. Generalizzazione. La usiamo per mantenere la nostra superiorità e sminuirvi. Generalizzando facciamo sembrare come se noi fossimo quelli che non possono sbagliare e voi siete quello che hanno sempre torto. Quindi faremo commenti come: –

“Non mi dici mai che mi ami.”

“Sono sempre io quello che deve risolvere le cose.”

“Tutti pensano che tu sia cattivo con me.”

“Non mi lasci mai fare quello che voglio.”

Un tale sommario e ampia gamma di accuse vengono emessi con totale convinzione al fine di avere un effetto considerevole su di voi.

2. Previsione futura. Voi siete portati a basarvi su ciò che pensi; il futuro dovrebbe essere basato su ciò che è già successo. Ciò significa invariabilmente che, poiché avete sperimentato la gioia e la meraviglia del periodo d’oro, vi aspettate che la relazione in futuro debba continuare su una linea simile, e quindi avete un’alta (e in ultima analisi non realistica) aspettativa nel riporre le vostre speranze e le vostre decisioni sul passato piuttosto che sul presente.
3. Trasgressioni passate. Ci divertiamo nel rivangare il vostro passato allo scopo di suggerirvi che avete fatto qualcosa di sbagliato. Se avete commesso qualche errore in passato (che sia di natura trascurabile o rilevante) siamo sempre capaci di ricordarlo e continueremo a scavare. Non seppelliamo mai nulla. Inventeremo anche trasgressioni del passato che percepiamo che avete commesso, dopo tutto, non state facendo ciò che vogliamo, non venite più idealizzati e quindi dovete aver fatto qualcosa di sbagliato, vero? Queste invenzioni saranno di natura vaga e amorfa.
4. Pensiero in Bianco e Nero. Una risposta vertiginosa e disorientante alle critiche percepite che ci lanci ripetutamente così che un momento prima sarai un eroe, e quello dopo uno zero. Non operiamo nel grigio quando si tratta della nostra visione di te e degli altri. Sei bianco o nero. Poi di nuovo bianco. Prima di diventare di nuovo nero. Spesso nello spazio di minuti.
5. Mente chiusa. Operiamo con una mente chiusa. Noi sappiamo meglio di tutti. Conosciamo le cose giuste da fare. Non ascoltiamo nessuno, meno di tutti voi, perché siete traditori, deficienti e pazzi. Questo ci impedisce di affrontare le vostre sfide e dirige ogni suggerimento ragionevole e credibile che potreste fare su una situazione che potrebbe minare il nostro senso di superiorità.
6. Pensiero Catastrofico. Vi impegnate in questo come conseguenza di una natura intrinseca di essere così, ma noi la suscitiamo e la coltiviamo attraverso il vostro condizionamento da parte nostra. Poiché le nostre reazioni quando vi svalutiamo sono sproporzionate (dal vostro punto di vista) vi abituate al fatto che quando qualcosa va storto, si metterà di sicuro molto male. Questo vi fa supporre sempre il peggio il che aumenta la vostra ansia e le vostre reazioni emotive.
7. Paura irrazionale. Di nuovo come conseguenza dei giochi mentali che mettiamo in atto con te, vi ritrovate a fare supposizioni, interrogarvi e ossessionarvi su tutto ciò che viene detto e fatto, il che vi porta ad acquisire una paura irrazionale. Troverete qualcosa di cui preoccuparvi nella minima osservazione o espressione. Una volta non l’avreste mai fatto, ma il vostro coinvolgimento con noi fa sì che ciò accada e con esso l’emozione fluisce.
8. Proiezione. Noi proiettiamo ripetutamente accusandoti di fare le stesse cose di cui noi stessi siamo colpevoli. Questa è una reazione istintiva da parte nostra e non è solo una forma di difesa, ma vi costringe anche a mettervi sulla difensiva mentre cercate di giustificare il vostro comportamento e vi trovate sconcertati perché venite accusati dell’atto stesso. La vostra reazione è di sconcerto, stupore, turbamento e fastidio. Tutto buono per la razione emotiva.
9. Spostamento di Colpa. Un altro comportamento tipico della nostra specie nasce dal nostro bisogno di evitare la colpevolezza di qualsiasi cosa, il che si accorda con il nostro senso di diritto. Quindi è sempre colpa di qualcun altro. Di solito vostra. Questo ci permette di castigarvi e vi fa reagire in modo simile a quando proiettiamo.
10. Non Guardare Mai Indietro. Noi siamo troppo impegnati a guidare dritto per contemplare il nostro ombelico e rimuginare sugli eventi. Non operiamo in questo modo, ma voi lo fate. La vostra propensione a riflettere, considerare e valutare implica che vi soffermate sulle questioni troppo a lungo e così facendo vi paralizzate.
11. Mea Culpa. Non solo vi biasimiamo per tutto, ma anche voi vi impegnate a incolpare voi stessi. Avete bisogno di trovare le risposte sul perché le cose accadono e se stiamo spostando la colpa e rifiutiamo qualsiasi suggerimento che ci viene dato, allora hai la propensione ad accettare il fatto che voi dovete essere in qualche modo in colpa. C’è di peggio comunque. Non vi limitate solo a scrollare le spalle e accettare che la colpa sia vostra, ma vi sbattete a cercare di capire di cosa si tratta, spendendo tempo ed energie a capire perché siete in colpa.
12. Il Guaritore. Il vostro desiderio di aggiustare tutto, di guarire e di fare del bene, implica che non potete andarvene prontamente da una situazione in cui fareste bene a farlo. Invece rimanete sul sentiero di fuoco, nella fornace, nel mezzo della battaglia mentre le manipolazioni continuano e con essa l’accresciuta emozione che ne consegue.

Una dozzina di ragioni. Sei da parte nostra. Sei parte vostra. Dodici azioni e condizioni che hanno come conseguenza il vostro stato emotivo continuato.

H.G. TUDOR

The Dozen of Dismay

📑 COSA PENSA DAVVERO IL NARCISISTA QUANDO C’È BISOGNO DI AIUTO

190826D What The Narcissist Really Thinks When Help Is Needed.jpgÈ una nostra caratteristica ben riconosciuta che non proviamo empatia. Sappiamo come mostrare empatia. Tu e altri l’avete mostrata in molte occasioni, così sappiamo quale espressione del viso adottare, l’inclinazione della testa, il linguaggio del corpo appropriato come una mano sul braccio o un braccio intorno alle spalle. Abbiamo ascoltato con molta attenzione, quindi comprendiamo le frasi da tirar fuori,

“Mi dispiace sentire questo.”

“C’è qualcosa che posso fare per essere d’aiuto; deve essere terribile.”

“Capisco cosa hai passato, credimi e dimmi solo come posso aiutarti”.

“So come ti senti.”

“Mi sentirei sconvolto anch’io se fosse successo a me.”

Ho visto persone come te in azione che esibiscono la loro natura empatica e ho setacciato anche internet per raccogliere anche lì alcune frasi appropriate. Metti insieme tutto questo e la nostra tipologia sarà in grado di esibire uno sfoggio convincente di empatia che ingannerà pressoché tutti. Vedrai questa falsa empatia esibita durante la seduzione quando desideriamo mostrarti come siamo una persona gentile, premurosa e comprensiva, così ti sentirai attratto ancora di più da noi. Conosciamo altrettanto bene i giusti destinatari di questa falsa empatia: i malati, gli anziani, i gatti randagi, i senzatetto, le vittime del terremoto, il bambino con lo stomaco gonfio perché non ha mangiato per giorni, i paesani dall’aspetto serio affollati attorno al nuovo investito e così via. Sì, conosco tutti quelli che hanno bisogno di alcune reazioni empatiche e le mostrerò di fronte a te, così tu sei sempre più attratto da me. Cosicché mi adatto.

È, ovviamente, tutto per sfoggio. Non la sento. Niente affatto. Non una virgola, uno granello o una scintilla di empatia. Mostrami un resoconto di qualche tragedia e i miei occhi scivoleranno sul testo mentre registro ciò che è successo. Dentro non sento niente. Non c’è risposta. Non mi dispiace per le persone coinvolte nelle conseguenze dell’uragano. Non immagino come dovrebbe essere per loro e come devono sentirsi. Certamente sono abbastanza intelligente per sapere come devono sentirsi, ma non mi metto nei loro panni. Non immagino come debba essere per loro. Non vi è alcuna tensione alle corde del mio cuore, un sentimento di turbamento, sconforto o persino rabbia per l’ingiustizia che possono aver sofferto. Naturalmente, mentre cerchi la mia risposta dopo avermi avvertito di questo ultimo disastro, formerò una fronte corrugata, scuoterò la testa e scriverò alcune parole appropriate per farti pensare che mi dispiace. Questo succederà, naturalmente, se voglio la tua reazione positiva ossia che osservi con approvazione la mia presunta compassione. Se non cercherò più carburante positivo da te, allora lo userò come un’opportunità per provocarti.

“E?” È in genere un buon punto di partenza per ottenere una reazione da parte di un individuo empatico a qualcosa di terribile.

“Cosa intendi con “e”? Queste persone sono senza casa e ferite. Vivono su una piccola isola e non hanno energia elettrica e acqua pulita”.

“Che cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? Non dovrebbero vivere lì allora.”

“Che cosa? Lo pensi davvero?

“Sì. È una loro scelta Devono arrangiarsi.”

Ciò invariabilmente provocherà un attonito silenzio o una protesta. Puoi seguirmi mentre mi allontano chiedendomi come posso non sentire nulla per queste persone. Puoi esprimere rabbia o indignazione e naturalmente questo è ciò che voglio che tu faccia. Il fatto è che non sento niente. Se vedo un appello di beneficienza in televisione, resto indifferente. Non ho nulla in comune con le persone che chiedono aiuto. Non riesco a identificarmi in alcun modo con il modo in cui devono sentirsi. È una totale disconnessione.

La situazione è diversa con coloro con cui interagisco e specialmente con quelli che sono un partner intimo quando ti sto svalutando. Se sei malato e vuoi un po’ di sostegno e quelle tre parole tremanti “tenera amorevole cura”, io non sento nulla. Sento un travolgente senso di disgusto e repulsione. Come sono arrivato ad accoppiarmi con una persona così patetico e debole? Perché ho accettato di vivere con qualcuno che sta starnutendo, tossendo e gracchiando? Stanno cercando di infettarmi, vero? Cercano di farmi scendere al loro livello. So qual è il loro piano e non mi farò ingannare. Non vedo alcuna ragione per cui dovrei sprecare tempo ed energie ad aver a che fare con una persona così. È un esaurimento delle mie risorse e c’è poco o punto carburante da ottenere. Inoltre, il senso di disgusto mi spinge ad allontanarmi da te. Non posso sopportare di vedere una tale debolezza, una tale malattia e una tale infermità. Devo scappare e così sparirò, a volte con una scusa e spesso senza per evitare questa scena orribile.

Quando sei turbato, forse per una brutta giornata di lavoro o per una discussione con un amico e stai piangendo a spiegare cosa ti turba, aspettati di ricevere una scrollata di spalle. Cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? È un tuo problema, non mio. Risolvi la situazione da solo. Se ti ostini a supplicarmi di ascoltarti e di aiutarti, allora mi irrito perché requisisci il mio tempo in questo modo. Non ti rendi conto che ho molto da fare con me stesso? Non posso rinunciare alle mie stesse macchinazioni e alla raccolta di carburante per giocare alla posta del cuore con le tue lagne e i tuoi piagnistei. Le tue patetiche preoccupazioni mi infastidiscono e puoi aspettarti che ti rimproveri per far crescere la tua disperazione, in modo da attirare almeno un po’ di carburante negativo dal tuo turbamento. In questo modo la situazione non verrà completamente cancellata. Se il tuo turbamento è ancora maggiore a seguito della perdita del tuo lavoro o di un lutto, non mostreremo alcun riguardo per i tuoi sentimenti e, anzi, sfrutteremo la tua disgrazia durante la nostra svalutazione. Coglieremo questa opportunità quando sarai vulnerabile ad estrarre ulteriore carburante. Questo è ciò che conta per noi. Sentiamo il bisogno di carburante. Non proviamo alcuna compassione o calore nei tuoi confronti e anzi il tuo egoismo nel concentrarti su te stesso quando dovresti essere presente con noi ci fa infuriare. Ti faremo notare che non ti sei mai preoccupato molto di quel membro della famiglia quando era in vita, quindi perché ti stai preoccupando ora che è passato a miglior vita? Piangi per il tuo licenziamento e ti diciamo che te lo meriti perché non stavi lavorando abbastanza assiduamente. Estrarremo quel combustibile negativo dalle tue lacrime, dalla tua ferita, dalla tua frustrazione e dalla tua rabbia e una volta che è stato ottenuto ti lasceremo con questo (tuo dolore). Abbiamo ottenuto quello che vogliamo e ci sono altre cose, in particolare altre persone con cui possiamo passare il tempo meglio, piuttosto che rimanere con te ed essere sottoposti alla tua pietà egocentrica. Sappiamo che consideri questo comportamento aberrante e senza cuore, ma non c’è speranza per nient’altro. Non proviamo compassione o empatia. Non abbiamo bisogno di fingere perché possiamo attingere carburante negativo, non abbiamo bisogno di renderti come noi o che tu ci ammiri e ci fornisci carburante positivo. Questo è come siamo stati creati. Questo è il freddo conforto che riceverai sempre da noi ogni volta che avrai un momento di bisogno, turbato o angosciato. Abituati a questo.

H.G. TUDOR

What The Narcissist Really Thinks When Help Is Needed

📑 5 RAGIONI PER CUI NON PUÒ FUNZIONARE CON UN NARCISISTA

Cinque ragioni per cui non può funzionare

1. Nulla del periodo d’oro è reale

Sembra come se ogni giorno fosse estate non è vero? Caldo e meraviglioso. Nessuna nuvola da pioggia da nessuna parte, solo un cielo azzurro fiordaliso. Nessuna nuvola a cui pensare. Tutto è fantastico. Facciamo tutto insieme. Siamo una coppia ad ogni livello concepibile. Mi piace ciò che piace a te. Ridiamo per le stesse cose. Apprezziamo gli stessi libri e film. So cosa stai per dire. Ci piace cucinare insieme, provare nuovi vini ed esplorare posti interessanti. Che sia foresta o schiuma del mare, città o villaggi entrambi ci divertiamo ad andare negli stessi posti e farlo insieme. Siamo anime gemelle. Non voglio nient’altro che te. Alla fine hai incontrato la persona che hai desiderato per tutta la vita. Non riesci ancora a credere quando fortunato sei ad aver trovato qualcuno come me, qualcuno che si prende cura di te, ti sorregge, ti ama e ti ricopre di attenzioni, complimenti ed affetto. Cosa faresti senza di me? Fai perfino fatica a ricordare come fosse la vita prima che comparissi, splendente ed eccitante. Non vorresti che finisse mai e permetti a questo effetto dorato di permearti fin nel profondo, di toccare ogni parte di te. Ogni fibra del tuo essere è rivestita del mio tocco d’oro. Nulla di questo è reale. Hai passato tutto il tuo tempo guardando in uno specchio avvolto in un’illusione. Non sono mai stato nulla di quelle cose. Ti ho solo mostrato ciò che volevi vedere, detto ciò che volevi sentire e ho fatto ciò che volevi sperimentare. Sono un imbroglione, un ciarlatano e un truffatore che fa scambi di falso amore rubando il tuo amore autentico. Non sono ciò che pensi io sia, non lo sono mai stato e mai lo sarò.

2. Nulla è mai abbastanza buono

Quanto fa in fretta l’impero dorato e scintillante a marcire e arrugginirsi, quelle torri luccicanti di vetro e cromo si distruggono e vanno in briciole. Ciò che una volta sembrava sarebbe rimasto in piedi per migliaia di millenni è giunto al crollo. Corri a destra e a sinistra, presente e amorevole, affaticandoti nel caos frenetico mentre cerchi di tenere tutto insieme. Non puoi accettare che stia succedendo e dai il massimo per fermare la cascata delle pietre e il legno che si frammenta in schegge ma è un’impresa impossibile. Non puoi più impedire a questo edificio di precipitare a terra per quanto tu possa resistere. La manifestazione di questo impero in rovina e i tuoi sforzi frenetici per ricostruirlo si presentano in come tenti e ritenti di compiacermi. Ogni giorno dai più di te stesso nel tuo desiderio di salvare ciò che tu, sbagliando, immagini che noi siamo. Costantemente erodi la tua integrità nel tentativo di compiacermi, farmi felice e fare tutto ciò che serve per far andare bene le cose di nuovo. Ogni volta che pensi di aver risolto, l’asticella viene alzata in alto e poi ancora più in alto. Tu continui a dare e io continuo a prendere. Ciò che funzionava la scorsa settimana ora viene disprezzato. Quello che un mese fa mi faceva dire che ti amavo ora invece mi irrita. Non voglio più stare con te o essere toccato da te. Non importa quanto duramente lavori, cucini, pulisci, tieni in ordine e ti prendi cura. Non importa quanti sforzi tu faccia nel mantenere la linea, vestirti in modo attraente e interessarti della mia giornata, incontri sempre e solo sguardi gelidi, disprezzo e maltrattamenti. Non ti arrendi, non ancora, ma non ti accorgi che questo è un buco che non potrà mai essere riempito.

3. Nulla mi impedisce di giocare a questo gioco

Le lacrime nei tuoi occhi non fermeranno la crudeltà. Quelle dolci lacrime luccicanti che rotolano sulle tue guance appaiono solamente come sangue per uno squalo a caccia. Il semaforo verde per continuare con la denigrazione e le perverse cattiverie al fine di provocare più emozione da parte tua. Oggi è il giorno del silenzio. Le spalle fredde e crudeli mentre tenti di immaginare cosa non va e cosa hai fatto. Domani è ancora tutto sorrisi per quanto tu non sappia nulla di ciò che è successo per cambiare tutto ma quando il sole scenderà ti rigirerai in un letto gelido e vuoto mentre svanisco ancora una volta. Sto seduto sulla sedia mentre sembra che guardi nel vuoto ma sto scorrendo mentalmente il mio Armamentario del Diavolo mentre penso alla prossima mossa. Sistemo i pezzi, tu, i miei amici, la mia famiglia, i vicini e l’uomo al negozio di panini. Tutte pedine della mia gigantesca scacchiera mentre decido dove dovresti andare. Provi ad imparare le regole, a stare in riga ed evitare trasgressioni ma questi giochi vengono giocati con una regola sola. Non ci sono regole. Mi affido alla mia abilità di giocatore mentre ogni giorni utilizzo una nuova macchinazione contro di te. Questi giochi ti faranno a pezzi e non puoi mai sperare di vincerli.

4. Nulla supera il carburante

Tutto gira intorno all’ottenere il carburante, da te, da lui e da lei. È una missione incessante per la mia linfa vitale che assicura che io sia sempre a caccia. Senza riposo finché trovo sufficiente carburante e poi pianifico la mossa successiva, questa necessità viene prima di tutto il resto. Gli eventi vengono interrotti, gli appuntamenti rimandati, i compleanni rovinati e gli anniversari dimenticati tutto al fine di acquisire il mio carburante. I tuoi bisogni vengono messi ben al di sotto dei miei, per il carburante è fondamentale. Non ho responsabilità tranne l’acquisizione di carburante quindi i figli, il lavoro, i soldi, la salute e l’armonia vanno nel dimenticatoio, trascurati e abbandonati per permettermi di cercare l’unica cosa che ha davvero importanza per me, farò tutto, dirò tutto e sarò tutto per ottenere quel carburante. Il carburante fa sì che io ti ferisca, fa sì che io seduca il tuo migliore amico, mi fa licenziare il ragazzo carino in ufficio, il carburante mi fa prendere il centro della scena alla rimpatriata. Il carburante è tutto.

5. Nulla cambierà mai

Ci sono quelli della mia tipologia che non sanno ciò che sono ed ogni tentativo di metterli davanti alla responsabilità della consapevolezza troverà resistenza con la velocità e l’istinto con cui si toglie la mano dal fuoco. Non sanno ciò che sono ma sanno che sei il nemico, cerchi di imporre un cambiamento quando non ce n’è bisogno, un aspetto del tuo tentativo di controllarli e punirli quando non hanno fatto nulla di male. Il cambiamento non è necessario e non accadrà mai con loro. Quelli di noi che sanno cosa facciamo non vedono ragione di cambiare. Siamo conquistatori, pionieri, leader e superuomini. Siamo esseri supremi e siamo sempre nel giusto. Modifica te stesso e adattati al mio nuovo ordine mondiale. Io sono più potente di te. Tutto questo per me funziona quindi perché dovrei cambiare? Non mi è richiesto di cambiare, io sono quello che decide, non sono quello su cui si decide. Io domino. Non sono dominato. Questo è come stanno le cose e deve essere così sempre. Fattene una ragione. Non cambierò e non posso cambiare. So ciò che sono ma l’ho scelto, chi non lo farebbe se è così trionfante e brillante come lo sono io? Nulla cambierà mai.

Inoltre, sono terrorizzato dal cambiamento.

H.G. TUDOR

5 Reasons It Cannot Work With A Narcissist

📰 I TRE ASPETTI DELL’EMPATIA

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Il concetto dell’empatia può essere diviso in tre tipi. Ci sono tre aspetti identificabili.

Prima di tutto c’è l’idea dell’empatia cognitiva laddove si può capire il punto di vista di un’altra persona. Io sono capace di capire il punto di vista di un’altra persona ma raramente accederò ad esso, a meno che non veda un guadagno ulteriore che possa essere ottenuto esprimendo il fatto che sto capendo il loro punto di vista. Perfino quando spiego di capire, è comunque improbabile che io lo accetti. I Narcisisti Inferiori e Medi sono incapaci di comprendere il punto di vista di quella persona perché si opporrà al loro, ostacolando ciò che vogliono ottenere e frustrando le loro finalità in seguito alla loro differente prospettiva. Mancano di funzioni cognitive per farvi fronte. Ovviamente, le persone empatiche sono esperte nel capire il punto di vista dell’altro ma andranno oltre. Mostreranno pazienza nel permettere che quel punto di vista venga articolato, faranno domande per estrarre questa opinione e la applicheranno alle loro situazioni ed esperienze personali. Gli individui empatici vogliono comprendere il punto di vista dell’altro. Non solo danno un palcoscenico per iniziare, ma permettono anche che venga trasmesso, espanso e applicato. D’altra parte non sorprende che questa empatia cognitiva si diffonda nei tratti empatici di pazienza, bisogno di comprendere, bisogno di conoscere la verità. Inoltre, avere una tale empatia cognitiva fa sì che la persona empatica sia molto più suscettibile all’insalata di parole, alla conversazione circolare, alle bugie e alle mezze risposte che la nostra tipologia fornisce. La persona empatica sopporta queste manipolazioni mentre lui o lei tentano di farsi strada nel pantano al fine di flettere la loro empatia cognitiva in modo da capire il punto di vista narcisistico. Naturalmente, dato che il nostro punto di vista agisce da una prospettiva completamente distorta e differente, avete poche speranze di realizzarlo.

Secondariamente, c’è anche l’interesse empatico laddove si è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, sentendo il bisogno di far fronte a questo stato emotivo e quindi mostrando l’appropriato interesse verso l’individuo. In tutte le tre scuole di narcisismo, la nostra capacità riguardo l’interesse empatico è distorta. Il Narcisista Superiore è sempre capace di eseguire la parte di riconoscimento ma non è mai stato creato con il senso della necessità di farvi fronte malgrado le nostre funzioni cognitive amplificate implichino che possiamo capire, attraverso osservazione ed esperienza, quale dovrebbe essere l’appropriata risposta d’interesse. Questo significa che possiamo riconoscere qualcuno in difficoltà, capire che hanno bisogno d’aiuto ma non sentiamo minimamente l’impulso di offrirlo. Però, siccome abbiamo due delle tre parti dell’interesse empatico, fingeremo preoccupazione basata sulla nostra comprensione, ma solo se vediamo che serve ai nostri interessi. Ecco perché, specialmente durante la seduzione oppure a beneficio della facciata durante la svalutazione, possiamo apparire interessati che qualcuno sia preoccupato o sconvolto. Non sentiamo alcun bisogno di assisterli, ma riconosciamo che farlo possa servire alle nostre necessità personali.

L’Inferiore è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, non sente la necessità di farvi fronte ed è incapace di mostrare l’interesse appropriato verso la persona. Di conseguenza, perfino durante la seduzione, l’Inferiore si presenterà come impassibile mentre ha a che fare con certi episodi emotivi e spesso lui o lei abbandoneranno la situazione. Durante la svalutazione, vedrà solamente il vantaggio del carburante da questo stato emotivo ed infatti invece di essere solidale, dato che non ne sente il bisogno, semplicemente esploderà ulteriormente.

Anche il Medio-Rango riconoscerà lo stato emozionale, non sentirà necessità di farvi fronte ed ha un repertorio limitato di falso interesse. Quindi in certi casi può fingere di essere interessato ed in altri non ha risposte e lascerà la vittima ai propri problemi e difficoltà inoltre ha abbastanza calcolo per affermare che deve essere urgentemente da qualche parte e quindi fugge dalla domanda di assistenza ed aiuto fatta dalla vittima.

Come è prevedibile, la persona empatica possiede intatti e in quantità intensa tutti e tre gli elementi di questo particolare aspetto dell’empatia. L’individuo empatico è in grado di riconoscere lo stato emotivo di un altro con notevole facilità, perfino se tenta di mascherarlo. Loro sentono assolutamente e riconoscono la necessità di fare qualcosa quando vedono la reazione emotiva di qualcuno. Questa compulsione è quasi irresistibile per le persone empatiche e sono anche pienamente a conoscenza di ciò che dovrebbero fare per rispondervi. Condivideranno la gioia, si congratuleranno quando qualcuno è felice per delle buone notizie, consoleranno quando qualcuno è infelice e li abbracceranno quando hanno il cuore spezzato. La persona empatica non è diversa con la nostra tipologia e vede la nostra risposta emozionale – sebbene di assortimento limitato- sente il bisogno di farvi fronte e sa anche come farlo. Quindi quando scarichiamo la nostra furia, il nostro odio, la nostra invidia e la nostra antipatia, la persona empatica per via del suo interesse empatico è sempre stimolata all’azione, raramente si sottrarrà alla sfida ed affronta i problemi perfino se comportano costi notevoli per sé.

Alla fine arriva il concetto di contagio emotivo. Questo è profondo e si potrebbe perfino considerare come un elemento spirituale delle persone empatiche. Non riguarda solamente la comprensione di un punto di vista o il riconoscimento e la risposta ad un bisogno emozionale, riguarda il fatto di sentire l’emozione come fa l’altro. Quindi se un amico è sconvolto dalla morte di un genitore, la persona empatica viene contaminata da questo lutto e sperimenta la stessa emozione come se fosse in lutto in se stessa. Questo non solo significa che zampillano di carburante cosa che naturalmente la nostra tipologia sfrutterà ma che sono alimentati dal riconoscere i bisogni e dal fare qualcosa a riguardo ancora più di ciò che gli verrebbe concesso tramite l’empatia cognitiva e l’interesse empatico. Il contagio emotivo esiste in tutti gli individui empatici ma è più intensa in alcune persone. In effetti, la sua intensità potrebbe perfino andare oltre al trovarsi vicino fisicamente alla persona che sperimenta l’emozione. Un soggetto in sintonia con il contagio emotivo guarderà un programma televisivo dove il personaggio principale è spaventato, e anche lui sentirà quella paura. Leggeranno un commovente articolo sul giornale riguardo ad un orfano in difficoltà e sentiranno quella disperazione allo stesso modo. È una parte di empatia immensamente potente e fa sì che la persona empatica debba rispondervi.

Noi non abbiamo tale contagio emotivo. È completamente assente e quindi non abbiamo nulla che potrebbe farci sentire qualcosa in modo da agire in base ad esso. Non c’è nulla qui. Il dramma dell’orfano non viene sentito da parte nostra e siamo completamente indifferenti. La paura dell’eroina in televisione viene vista con fastidio dato che la nostra fonte primaria sembra essere più interessata di questa persona che di noi. L’unico momento in cui consideriamo questo contagio emozionale di qualche utilità è quando è utile ai nostri scopi quando la persona empatica zampilla di carburante per via di esso e dirige i propri tratti empatici verso di noi. Noi non abbiamo questo contagio e non sentiamo nulla nel modo in cui lo faresti tu.

H.G. TUDOR

The Three Strands of Empathy

📑 FARE I CONTI CON L’EVIDENZA

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Prove. L’individuo empatico ha certi tratti che implicano che raccogliere prove e esibire quelle prove al narcisista e ad altre persone è molto importante. Una persona empatica è onesta, rispettosa, crede nella verità e deve averla in tasca. Questo non deriva da un senso di appagamento o dal mostrare quanto sia intelligente e virtuosa la persona empatica. L’empatico opera in questo modo perché:

1. Vuole che la verità sia conosciuta da terze persone;
2. Vuole dimostrare di essere corretto;
3. Vuole preservare la propria autostima mostrando la verità della situazione;
4. Vuole mostrare ad altre persone che il narcisista è in torto;
5. Vuol dimostrare al narcisista che ciò che il narcisista ha fatto o detto è sbagliato. Questo è spesso fatto per cercare di aiutare il narcisista, per guarire e per risolvere, piuttosto che per attivarsi al fine di attribuirsi un punteggio;
6. Viene fatto per preservare la sua salute mentale di fronte alla falsa realtà e alle relative manipolazioni che sono messe in atto dalla nostra specie.

Spesso una persona empatica impiega una notevole quantità di tempo per rendersi conto che spiegare semplicemente ciò che è accaduto alla nostra specie non la porta assolutamente da nessuna parte. Potresti sapere esattamente cosa è successo ma se il tuo ricordo degli eventi, non importa quanto accurato, non corrisponde a ciò che richiediamo, ci sfida, ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi o, peggio di tutto, costituisce una critica, faremo di tutto per distorcere la tua verità.

Uso la frase ‘la tua verità’ perché è sempre importante tenere presente che in ogni situazione c’è la Prospettiva Empatica e c’è la Prospettiva Narcisistica. Ad esempio, tu servi cibo per tutti e inizi con la persona più vicina a te e va a finire che il nostro tipo viene servito per ultimo. Dal punto di vista empatico, consideri questa azione la più pratica e la più educata. Dalla Prospettiva Narcisistica, la consideriamo come una critica; avremmo dovuto essere serviti per primi. Questa critica ci porta a essere feriti, ciò provoca l’accensione della nostra furia e potremmo uscire dalla sala da pranzo in preda a furia fredda o lanciare il piatto contro il muro come manifestazione di furia accesa, azioni che si verificano entrambe allo scopo di attingere carburante per guarire la ferita che è stata creata dalla tua critica nei nostri confronti.

Quindi, hai lo stesso evento ma due prospettive diverse. Se provassi a spiegarci che avevi servito le persone davanti a noi per praticità, tutto ciò che faresti sarebbe ripeterci la critica e accendere ancora una volta la furia. Avremo riguardo solo per la nostra prospettiva e nella conversazione che seguiremo ci impegneremmo in deflessione, proiezione, biasimo, insalate di parole e altre manipolazioni per respingere ciò che stai affermando. Dal tuo punto di vista sembra una cosa innocua, una reazione eccessiva da parte nostra, ma dal nostro punto di vista la nostra reazione è completamente giustificata.

Che dire di una situazione in cui sospetti che ti stiamo tradendo con qualcun altra? Supponiamo che tu ci abbia seguito e ci abbia visto far salire in macchina un’altra donna che abbiamo abbracciato e poi ci siamo diretti verso qualche luogo appartato, un hotel o un altro luogo a scopo di tresca. Non ti confronti con noi ma osservi e poi aspetti il nostro ritorno la sera. Decidi di rimanere calma e quando entriamo dalla porta dichiari,

“Mi stai tradendo con una donna dai capelli biondi. Ti ho visto mentre la facevi salire questo pomeriggio, la baciavi e poi ti ho seguito fino al Motel The Happy Ending e vi ho visti entrare in una stanza insieme.”

Se lo dicessi con rabbia, attingeremmo carburante dalla tua reazione. Riconosciamo che questa è un’opportunità per ottenere più carburante da te e quindi cercheremmo modi per provocarti ulteriormente. Tu ci stai anche sfidando. Anche se non si manifesta come una critica, continuiamo a non apprezzare il fatto che tu cerchi di sfidare la nostra superiorità e il nostro diritto a fare ciò che ci pare.

Se hai fatto questo commento in modo calmo e neutrale, non ci fornisci alcun carburante. Ci stai anche criticando.

Tu hai visto cosa è successo. Non è un sentito dire, ma hai assistito al nostro comportamento e ce l’hai detto, fornendo sufficienti dettagli per confermare la sua legittimità. Cosa potresti sentire in risposta? Ci sono molte risposte diverse.

Negazione “No, non l’ho fatto. Sono stato al lavoro tutto il pomeriggio.” Sì, saremo così sfrontati. Le bugie ci vengono facili.

Deflessione. “Sì, stavo facendo scendere una collega. Sta lì per alcuni giorni e abbiamo bisogno di parlare di un progetto. Conosci i nuovi piani per lo sviluppo nel Vecchio Quartiere, beh, adesso siamo coinvolti in questo e abbiamo bisogno di mettere insieme una proposta in un tempo molto breve.” Andiamo a parlare di qualcos’altro.

Proiezione. “Non stavo facendo niente di sbagliato, non come te e quel tipo, come si chiama, Mike, ti ho visto avvicinarti a lui la scorsa settimana quando ci sei andata a prendere un caffè.” Questo può o non può essere vero, non ha importanza. Serve a estrarre una reazione da te e ci consente di spostare la conversazione da ciò che abbiamo fatto.

Spostamento di Colpa. “Chi pensi di essere per seguirmi? Chi ti dà il diritto di farlo? C’è qualcosa che non va in te. Sono stufo di te che cerchi di controllarmi.”

Spostamento di Colpa. “E anche se vedessi qualcun altro, se tu uscissi più di una volta ogni morte di papa, non dovrei andare altrove, vero? Sono stufo di lavorare sodo e di entrare in questo genere di cagate.”

Scomparsa – Ci voltiamo, torniamo indietro e spariamo in qualche tana per alcuni giorni.

Negazione e Proiezione “Penso che ti sbagli, stai di nuovo immaginando cose? Continui a farlo.”

Deflessione e Gaslighting “Oh, niente di cui preoccuparsi, è nuova per la compagnia e io le stavo mostrando dove deve rimanere fino a quando il suo nuovo appartamento non sarà pronto. La conosco dall’Ufficio del Sud, quindi l’ho salutata con un bacio, ecco tutto. Ad ogni modo, ti ho detto che l’avrei fatto la scorsa settimana, non ricordi? Sì, ti ho detto tutto dopo cena, devi aver dimenticato di nuovo. Sembra che ti succeda spesso ultimamente.”

Assalto verbale “Chi cazzo pensi di essere? Sei una miserabile vecchia mucca. Vai in giro a guardare quello che faccio. Gesù, sei così fottutamente triste, sono stufo di te. Guarda in che stato sei.” Segue una sequela di insulti che possono degenerare nel rompere oggetti e persino attaccarti.

Non importa come cerchi di precisare che ci hai visto, tu sai cosa hai visto, tu sai cosa sembra l’altra donna, non ascolteremo quello che stai dicendo.

Se continui e lo fai in modo emotivo, tutto ciò su cui ci concentriamo è il carburante che ci stai dando e continuiamo a provocarti per ottenere più carburante.

Se lo fai senza fornire carburante, tutto ciò che sentiamo è la critica. Questo ci ferisce e ci costringe a cercare carburante da te (o se continui a non fornirlo saremo costretti a ritirarci e cercare carburante altrove).

Non accetteremo quello che stai dicendo, non importa quanto tu sia convincente e non importa quanti dettagli fornisci. Sarai accusato di inventarlo, di leggere qualcosa nel nulla, di prenderlo nel modo sbagliato, di essere confuso, di esserti sbagliato con tutte le altre manipolazioni sopra menzionate e anche altre.

E se ci fornirci alcune prove concrete? Cosa succede se possiedi l’evidenza di prove dal nostro telefono, in un documento, un’e-mail, una registrazione audio o un video? Decidi di mostrarci un video di quello che abbiamo fatto quel pomeriggio con la speranza e l’aspettativa che dobbiamo sicuramente ammettere ciò che abbiamo fatto. È lì, registrato e sullo schermo. Come risponderemo?

Ancora una volta, in base al modo in cui ce l’hai trasmesso, avrai fornito carburante (dicendoci che c’è di più) e ci hai sfidato o ci hai criticato. La nostra prospettiva ci dice che abbiamo bisogno di carburante, vogliamo carburante, dobbiamo affermare la nostra superiorità, dobbiamo mantenere il controllo, dobbiamo tenerti sottomesso e manipolato. Per quanto possa sembrare sorprendente, ci si può aspettare reazioni simili a quelle sopra e anche queste:

1. Ti diremo che il filmato è stato modificato per farci sembrare cattivi;
2. Diremo che il filmato non mostra l’intero quadro ed è preso fuori dal contesto;
3. Diremo che è qualcuno che ci assomiglia ma non siamo noi;
4. Cercheremo di eliminare il filmato;
5. Danneggeremo il dispositivo su cui è registrato il filmato;
6. Produrremo alcune prove diverse che rimandano a qualche trasgressione immaginata da parte tua e ci concentreremo su quella;

Se possiedi prove concrete di qualsiasi tipo, la sua produzione genera la stessa risposta sopra descritta perché la consideriamo da una prospettiva completamente diversa. Puoi aspettarti che le prove concrete vengano attaccate, manomesse o distrutte insieme alle innumerevoli manipolazioni che sono state descritte sopra.

Potresti pensare che mostrare alla nostra specie la nostra prova definitiva della nostra colpa ci farebbe alzare le mani e ammettere che siamo stati beccati. Non funziona così con la nostra specie. Siamo stati progettati per vedere le cose in un modo diverso in modo che reagiremo in modo da proteggerci dalle tue critiche (o per attingere più carburante e affrontare la tua sfida) e questo è ciò che vediamo e sentiamo – critiche e/o carburante. Questi meccanismi e manipolazioni si verificano perché:

1. Non siamo mai in colpa;
2. Siamo superiori a te;
3. Dobbiamo avere il controllo;
4. Siamo onnipotenti;
5. Tu sei inferiore;
6. Abbiamo il diritto di fare ciò che vogliamo;
7. Abbiamo bisogno di carburante; e
8. Odiamo le critiche.

Conserva le tue prove concrete per le terze persone. Risparmia il fiato e la tua sanità mentale.

L’unica cosa che potrai dimostrare è quanto siamo prevedibili, essendo narcisisti, quando ci troviamo di fronte a prove.

H.G. TUDOR

Dealing With Evidence

📰 COME RIDURRE LA FORNITURA DI CARBURANTE AL NARCISISTA

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Il carburante è la linfa vitale della nostra specie. Alcuni fanno riferimento a esso come nutrimento narcisistico (definizione decisamente troppo lunga e non rende l’idea di che cosa significa per noi) o l’orribile termine “alimentazione” (certamente più corto ma impreciso). Il carburante è qualsiasi risposta emotiva a qualcosa che abbiamo detto, fatto o causato. (…)

Se non possiamo ottenere carburante da un dispositivo allora questo ci obbligherà a cercare carburante altrove. A volte provoca una fuga immediata e a volte si può prendere tempo perché si verifichi questa fuga, ma accadrà.

Se la fornitura di carburante è molto bassa, poco frequente e/o acquisirlo risulta particolarmente difficile, comporta anche che il narcisista alla fine selezionerà dispositivi alternativi per la fornitura delle sue esigenze di carburante.

Di conseguenza, interrompere la fornitura di carburante è una componente chiave per raggiungere la tua libertà da noi. Il più ovvio percorso per fare questo è attuare un efficace regime di no contact. Se non siamo in grado di interagire con te in alcun modo, non possiamo ottenere alcun carburante da te e questa mancanza di carburante agisce nel favorire il mantenimento di un Alta Barra di Recupero e quindi il rischio di futuri recuperi basso. Adoperarti per un no contact totale deve essere sempre il tuo scopo.

Tuttavia, che dire di quelle situazioni in cui il no contact totale non è stato raggiunto o mantenuto? Che dire di quelle situazioni in cui vi è una interazione tra te e il narcisista, come gestisci queste situazioni in modo da fornire la minima quantità di carburante? Prima di tutto si dovrebbe capire che ciò che segue nel presente articolo non deve essere considerato come una alternativa al no contact. Non puoi optare per questo approccio. Non pensare di poter scegliere tra no contact totale e un’alternativa che è meno di un no contact – se lo fai, aspettati di fallire. Lo scopo di questo articolo è quello di coprire due situazioni in cui il no contact totale non si è verificato :-

1. L’imboscata. Puoi aver cambiato casa, bloccato i (suoi) numeri, cambiato i (tuoi) numeri, cambiato lavoro, abbandonato alcuni gruppi sociali a rischio e messo in atto diverse misure, il che ha portato ad un efficace no contact. Anche in questo caso, ti può semplicemente accadere di imbatterti nel narcisista mentre cammini per la strada, a un evento o anche da qualche parte dove non te l’aspetti. A meno che tu non viva da eremita in una grotta nella montagna non puoi stabilire che questo sia colpa del tuo regime di no contact e sei stato sfortunato perché ti è stata tesa questa imboscata. Il narcisista può aver programmato di farlo o può essere solo una coincidenza, ma in entrambi i casi, ti sei incontrato faccia a faccia con il narcisista; e/o

2. Legittima Eccezione al No Contact Totale. Permettetemi di chiarire questo punto, questi casi sono molto pochi ed effettivamente sporadici. Non si tratta di mantenere il numero del narcisista nel tuo “telefono e non bloccare tale numero nel caso in cui non vi sia una situazione di emergenza – che non è un’eccezione legittima. Non è andare nella stessa palestra alla stessa ora e nello stesso giorno che c’è il narcisista – puoi apportare delle modifiche per rafforzare il tuo regime di no contact a questo proposito. Le Legittime Eccezioni dovrebbero includere mantenere un impiego in cui lavora anche il narcisista in attesa della partenza per un nuovo impiego o un trasferimento in un altro posto.
Si potrebbe obiettare che tu potresti semplicemente lasciare subito il lavoro per ottenere il no contact e sì, che è un’opzione, e un’opzione che dovrebbe essere considerata dal momento che sei determinata a raggiungere un solido no contact, ma se non vi è alcun lavoro immediatamente disponibile, non si hanno risparmi e vi è un periodo di preavviso da rispettare, allora dovrai rimanere in una situazione in cui vi è un rischio di contatto. La Legittima Eccezione può riguardare anche la co-genitorialità con un narcisista dove non vi è un ordine di tribunale che stabilisce l’affidamento congiunto. La Legittima Eccezione riguarda andare in tribunale dove ci sarà pure il narcisista. Ricorda, anche la Legittima Eccezione non ti dà la scusa per interagire liberamente con il narcisista, infatti ci sono ancora molte cose che puoi fare, il che significa che è ancora possibile mantenere la totale assenza di contatto o un alto livello di no contact, ma questi sono argomenti per una discussione a parte. Questo articolo affronta quelle situazioni molto rare in cui capita di avere un contatto con il narcisista in modo da non dargli carburante o da dargliene molto poco.

Vorrei sottolineare che NON PUOI utilizzare questo articolo per interagire ripetutamente con noi e pensare di poterlo fare in modo tale che non abbia un effetto collaterale su di te. Se continui a interagire con il narcisista, il tuo pensiero emotivo si risveglierà e aumenterà e FINIRAI per perdere la razionalità e la resistenza. È necessario che tu riconosca e capisca questo, e vedi Mai Immune Sempre Resistente.

È importante che tu comprenda che l’interazione più pericolosa con noi, è qualsiasi diretta interazione fisica con noi. Perché questo?

1. La più grande quantità di carburante che ci fornisci proviene dalla diretta interazione fisica. Questo perché le parole che usi, il tono di quelle parole, il linguaggio del tuo corpo, la tua espressione del viso e il guardarti negli occhi si combinano tutte per fornirci enormi quantità di carburante. Pertanto, ove possibile noi vogliamo avere un’interazione di persona con te.
2. Tu sei di gran lunga più facile da manipolare di persona perché il tuo pensiero emotivo nasce grazie alla nostra vicinanza che poi ti indebolisce e fa cadere molto più rapidamente la tua resistenza nei nostri confronti. È più facile ignorare una nostra e-mail ma molto più difficile quando ti guardiamo, ti doniamo quel sorriso vincente che ti fa sciogliere appena il nostro familiare profumo si riversa sopra di te. Puoi pensare di poter resistere a questo (e alcuni potrebbero farlo per un po’), ma ho visto molte ricadute quando vi è interazione fisica con noi.
3. La tua gentilezza e onestà fanno sì che tu puoi anche lottare per ignorarci quando vi è una diretta interazione fisica. Il tuo pensiero emotivo ti farà dire ciao e almeno essere educato e quindi inizia l’affettamento del salame dato che ti abbiamo attirato ancora una volta.
4. Non importa quanto pensi di essere controllato in nostra presenza, puoi essere in grado di mantenere il tuo tono di voce calmo ma le tue immediate risposte emotive (le espressioni del viso, lo sguardo degli occhi, il linguaggio del corpo ecc.) forniscono carburante e queste per te sono praticamente impossibili da interrompere. Lotterai anche per mantenere il tuo tono di voce calmo quando parli con noi per molto più di un paio di minuti. Di conseguenza, ci darai sempre un po’ di carburante quando ti vediamo di persona. Ciò sottolinea la necessità di evitare il contatto fisico diretto con noi come una priorità.

Quindi come puoi ridurre la portata di carburante che dai al narcisista?

1. Metti in atto il no contact e fallo in modo totale. Mantienilo a un livello efficace.
2. Se è necessario che ci sia contatto fisico diretto col narcisista allora cerca di ridurre il numero di queste occasioni al minimo indispensabile. Devi andare al ricevimento scolastico serale dei genitori alla stessa ora o puoi scegliere un orario diverso?
Potete stare al lato opposto del campo per guardare il vostro bambino che fa sport? Hai davvero bisogno di partecipare a quella riunione dove ci sarà il narcisista – puoi evitarlo, mandare qualcun altro, partecipare per iscritto o ascoltare e interagire per mezzo di una chiamata in conferenza telefonica? Puoi stare seduto ad un tavolo diverso da quello del narcisista all’evento? Puoi cambiare il turno alla mensa per il personale in modo da non andare quando sai che c’è il narcisista? Sì, potresti non sopportare di dover effettuare questi adattamenti ma vale la pena farlo al fine di ridurre al minimo il rischio di fornitura di carburante e mantenere l’interesse del narcisista per voi ad un livello elevato. Ricorda, vogliamo un contatto fisico diretto per le ragioni sopra esposte.
3. Se un contatto fisico diretto avviene mediante imboscata, applicare il GOSO e esci e rimani fuori. Allontanati da noi e non dire niente. Non guardare sconvolto, spaventato o preoccupato. Molte persone pensano che se ti allontani da noi allora pensiamo di aver “vinto”. Sì, potremo dire ai cittadini che (‘ho visto Anne ieri ma lei è subito sgattaiolata via da me come un ratto spaventato”) ma questo è solo per la facciata. Se ci ignori e lo fai senza reazione (a parte andartene), questo ci ferisce enormemente e noi lo odiamo. Di conseguenza, potresti imbatterti in noi da qualche parte a quel punto la tua priorità è allontanarti da noi. Allontanati, inventa una scusa che devi andare da qualche parte se proprio hai bisogno di dire qualcosa, fingi di aver bisogno di andare al bagno, fingi di ricevere una chiamata – qualunque cosa necessaria a farti allontanare.
4. Se davvero, davvero non puoi scappare immediatamente, allora dovresti farlo al più presto. Nel frattempo parla con altre persone e non con noi (anche questo ci ferirà) ove è possibile. Se devi parlare con noi, mantieni un tono impatziale, evita il contatto con gli occhi, parla di argomenti neutri o argomenti che non dicano molto su di te (ricordati che noi staremo cercando carburante ma anche informazioni su di te da poter utilizzare). Di conseguenza, parlare del viaggio, della gita o di qualsiasi posto in cui ti trovi, la pop star di cui c’è il concerto, qualcosa che hai fatto di recente che non ti preoccupi di rivelare al narcisista non sarà usato contro di te. Non chiedere al narcisista come lui o lei sta. Se vuol parlare, lascialo fare e guardalo impassibile. Più lui parla più tu puoi concentrarti sull’estraniarti e sul non fornirgli reazioni, mentre pianifichi il tuo allontanamento dalle sue vicinanze.
5. Evita gesti espansivi e ampi, puntare, gesticolare, agitare i pugni, alzare le mani, ecc – tutto questo fornisce carburante. Anche tenere le mani unite dietro le spalle, o metterle in tasca; tieni la borsa o mettile sul tavolo e tieni le mani in quella posizione. Prendi qualcosa da tenere o toccare e dì a te stesso che hai bisogno di mantenere quella posizione o quell’oggetto fino a che non sei lontano dal narcisista.
6. Resisti a tutti i tentativi di attaccarci in qualche modo. Anche se puoi morire dalla voglia di dirci che bastardi siamo stati o per mettere i puntini sulle i su una o venti cose, finirai solo per perdere il controllo e ci fornirai il carburante.
7. Se il narcisista ti ha telefonato e hai risposto, metti subito giù il telefono. Non dirci di andar via, non fare domande, termina la chiamata immediatamente.
8. Se ci deve essere una qualche forma di comunicazione con il narcisista, o falla arrivare attraverso una terza persona – poiché questo rimuove quasi del tutto il carburante (in quanto sono parole di terze persone e non tue (a meno che la terza persona non faccia riferimento a te – cosa che dovrebbe evitare)) o fallo per iscritto. La scrittura dovrebbe essere il solo metodo di comunicazione in cui deve essere recapitato un messaggio del genere – ad esempio per quanto riguarda l’organizzazione genitoriale.
Mettendo la comunicazione per iscritto raggiungi i seguenti obiettivi:

• Ti concedi del tempo per “estirpare’ il linguaggio emotivo e quindi il carburante – parlare non ti offre questa funzione di modifica, e neppure essere davanti a noi;
• Hai un documento scritto nero su bianco che può rivelarsi utile in futuro
• Sarai più conciso
• Se fornisci il carburante ne fornirai solo una piccola quantità dato che la parola scritta ci fornisce la minor quantità di carburante che può essere fornita, rispetto ad altri metodi di comunicazione.

Questo è lo scopo di non avere nessuna interazione con noi. Se vi è un’interazione a causa di un’imboscata, allontanati il più velocemente possibile e se non puoi, gestisci le tue risposte come descritto sopra fino a quando non sei in grado di allontanarti. Per altre interazioni, riduci quelle fisiche al livello più basso possibile e piuttosto usa comunicazioni scritte. In questo modo ridurrai la fuoriuscita di carburante, alzerai la Barra di Recupero e ci farai morire di fame di ciò che vogliamo da te.

H.G. TUDOR

How To Reduce Giving Fuel To The Narcissist