👤 AMAMI ODIAMI NON IGNORARMI MAI

191106B Love Me, Hate Me, Never Ignore Me.jpgVoglio il tuo amore. Voglio il tuo odio. Voglio la tua gioia. Voglio le tue lacrime. Voglio ogni singola oncia emotiva che possiedi e voglio che sia diretta a me. È facile capire perché chiunque vuole essere amato, perché non è proprio quello che tutti vogliono? Amare ed essere amati. Ovviamente lo è. Ho sempre desiderato essere amato e non importa ciò che ho fatto, non importa quanto duramente ci ho provato, mi è stato negato. Spingiti più forte, vai avanti, lavora di più e lo avrai. Mi è stato promesso più volte questo guadagno e mi sono attenuto a questo. Mi sono sforzato e ho faticato e ho corrotto. Ho studiato, ho obbedito, mi sono allenato, ho corso e ho corso veloce, ho saltato e ho saltato più in alto di chiunque altro. Ho affrontato, ho sparato, ho spinto, ho nuotato, ho scritto, ho assecondato, ho risposto, ho letto e riletto. Ho fatto tutto ciò che mi è stato richiesto. Ti suona familiare? Naturalmente. Sai cosa vuol dire dare tutto di te e non essere ancora abbastanza. Sai come ci si sente a continuare a provare finché ti senti come se non avessi più niente da dare. Perché pensi che siamo così efficaci nell’estrarre questa sensazione da te? È perché la mia tipologia è stata istruita in questa tecnica per così tanto tempo che diventa una seconda natura.

Naturalmente sono stato elogiato. Sono stato incoraggiato. Sono stato supportato. Sono stato spinto. Mi è stato detto insegnato e ordinato. Sono arrivati gli applausi, ma c’era sempre un ammonimento.

“Questo è un risultato eccellente, la prossima volta prova a raggiungere il cento per cento.”

“Tempo brillante ma so che puoi farlo più velocemente. Hai solo bisogno di impegnarti di più.”

“È buono ma non buono come puoi fare tu. Tu sei migliore di quello.”

“Non male ma mi deluderai se non salirai in cima alla classe.”

Tuttavia, pur essendo un elogio con condizioni, era pur sempre un elogio e questo, unito ai miei sforzi, significava che non venivo mai ignorato. I risultati si accumulavano, venivano raccolti premi e ottenuti apprezzamenti. Verso l’alto, sempre verso l’alto. Di conseguenza, la tua lode e ammirazione significa molto per me. Era sempre il modello su cui venivo giudicato e ora è lo stesso. Desidero ardentemente l’adulazione e la passione, è per questo che lavoro così tanto da costringerti a darmele. Lo voglio, voglio essere visto, voglio essere riconosciuto e ciò significa che devo ricevere la tua attenzione intrisa di emozione. Non importa se mi stai urlando o se mi stai implorando di fermarmi, purché sia diretta verso di me. Questo è il motivo per cui tutto ciò che faccio è calcolato per ottenere una reazione.

Quando ti seduco, non devi mai ignorarmi. Ho investito troppo nella tua acquisizione per perderti per qualcun altro o per qualcos’altro. Il mio bombardamento su di te con messaggi e attenzione è fatto per attirarti a me, ma anche per assicurarmi che non ti avventuri da qualche altra parte e mi venga negata la tua attenzione. Questo è il motivo per cui ti scriverò e se non c’è una pronta risposta ti scriverò di nuovo, poi di nuovo, poi ti chiamerò e poi mi presenterò a casa tua. Ho bisogno di sapere che rispondi alla mia seduzione. Ho bisogno di controllarti. Ci sono troppe cose in gioco per permetterti di ignorarmi.

Quando inizia la svalutazione, ancora una volta ho bisogno dell’attenzione emotiva che viene da te che piangi, che urli e che sbraiti. Non mi disturba mai allo stesso modo in cui disturba te quando qualcuno ti urla contro. Io lo chiedo e l’unico effetto che fa è di farmi sentire potente perché so che sono in grado di sollecitare queste risposte da te in virtù delle mie manipolazioni. So senza dire nulla che tu mi implorerai e supplicherai di spiegare cosa c’è che non va, mi inseguirai, gli occhi spalancati per la confusione mentre mi implori di dirti cosa hai fatto di male.

Non sono schizzinoso per le emozioni che rivolgi verso di me. Bene o male le prenderò tutte. Il male, in effetti, mi fa sentire più potente, ma la dolce potenza delle risposte favorevoli e gli occhi ardenti di ammirazione sono ancor più accetti. Questo è uno dei motivi per cui faccio il tira e molla, rendendoti felice e gioiosa nei miei confronti e poi piena di dolore e rabbia. Il contrasto rafforza la mia onnipotenza perché io sono il burattinaio. Un momento riesco a farti ridere e poi con un colpo di interruttore ti ho in lacrime. Questo è potere. Questo è il controllo e questo è ciò che sottolinea la mia grandezza. Sì, so che consideri sbagliato questo comportamento. Ne sono perfettamente consapevole e non mi sono lasciato ingannare da alcuna pretesa del contrario. Sono pienamente consapevole che tale comportamento è considerato, cattivo, sbagliato e malvagio, secondo i tuoi valori, ma devi sapere che questa partita non viene giocata secondo le tue regole. Si gioca con le mie e io devo sempre vincere.

Dovresti essere sleale ed essere la persona cattiva che ho sempre sospettato tu fossi e ignorarmi, allora ti provocherò ancora di più per ottenere una reazione. Poche di voi si rendono conto che questo è lo scopo, almeno, non subito. Non sei in grado di comprendere questa improvvisa escalation, questa commutazione a causa della confusione in cui sei impantanata. Sono contento che sia così perché quando mi ignori, comincio a crollare. L’edificio che ho costruito inizia a incrinarsi, sgretolarsi e rompersi e io devo sfuggire al tuo tradimento e cercare le emozioni degli altri per compensare il tuo comportamento sovversivo. Se non riesco a portare il tuo amore o odio alla ribalta, non posso rimanere ignorato, perché questa sarebbe la mia condanna a morte e non ti permetterò di firmare quel mandato. Devo essere amato perché sono degno dell’amore più completo, devo essere odiato perché le mie opere sono quelle del diavolo e attirano la tua ira furiosa. Guarda sempre verso di me, dammi sempre le tue emozioni e non voltarmi mai le spalle. Fallo e tutto andrà bene. Almeno, per me, ma poi, comunque non ruota tutto attorno a me?

H.G. TUDOR

Love Me, Hate Me, But Never Ignore Me

✉ UNA LETTERA AL NARCISISTA N. 3

Letter 3

Ti perdono.

Dato che non si dovrebbe incolpare il cieco perché non vede, o il sordo perché non sente le melodie che cantiamo per te, non posso biasimarti per ciò che sei.

Capisco che provenga da un luogo di vergogna, di dolore e da un’infanzia privata dell’amore.

Come il granello di sabbia lacera il delicato interno di un’ostrica, la creatura ferita lo ricopre di bellezza per fare una perla; allo stesso modo, tu hai creato la tua immagine, la tua incandescente, sontuosa illusione per il mondo … Ma dentro c’è ancora quel granello di sabbia che ti graffia l’anima. Questo è ciò che tengo in mente quando menti così clamorosamente: è solo più rivestimento per la tua perla.

Quelli che dovrei incolpare se ne sono andati, e la mia vita è troppo preziosa e breve per sprecare tempo a odiare loro o te. Anche se potresti essere un istruttore volonteroso – se non bramoso – non ho alcun desiderio, nessuna inclinazione a imparare a odiare. Sono stata sempre l’allieva ribelle.

Ti amo.

Il mio cuore è vasto, con stanze in abbondanza; il mio amore non costa nulla e lo offro gratuitamente.

Ora capisco quanto tu abbia disperatamente bisogno dell’amore, lo offro volentieri per riempire il tuo vuoto come meglio posso … Ma è solo con l’amore che ti nutrirò.

Se richiedi rabbia, frustrazione, dolore, non sarai saziato da me. Tutto quello che potrei offrire è la mia pietà, ma la maschero bene, perché non desidero ferirti. Vedo il granello di sabbia, conosco il tuo modus operandi, ma non desidero rompere la tua perla, non mi dà gioia farlo.

Il mio cuore è forte.

È più resistente di quanto tu possa immaginare, e ogni nuovo assalto, ogni tempesta che potresti provare a imperversare contro di me irrompe come una brezza e mi lascia intera e intatta, confusa e a confonderti, perché il mio cuore non è fatto di muri e fondamenta: è un ampio, vasto oceano, le cui onde si infrangono, si ritraggono e scorrono, ma sempre piene e profonde, senza tempo e inarrestabili. Non puoi controllarmi più di quanto un’ostrica controlli la marea, ma ti lascio credere che tu sia il padrone delle onde, perché a te dà un po’ di pace e a me non fa male.

Non capisci, perla nelle mie profondità, ma io sì.

Il mio cuore è forte, ti amo e ti perdono.

H.G. TUDOR

A Letter to the Narcissist – No. 3

 

 

 

 

👥 VULNERABILE

Vulnerable

Ti ricordi quei primi giorni inebrianti in cui per la prima volta ho iniziato a sedurti? Certo che sì. Quei momenti sono stati impressi nella tua memoria e non possono mai essere cancellati, non importa quanto tu ci provi. Così meravigliosi erano quei mesi iniziali del nostro corteggiamento mentre iniziavamo la nostra danza insieme che non puoi fare a meno di ricordarli e sentire quella sfumatura agrodolce. Molte volte, quando hai combattuto con la tua svalutazione e scarto, hai ripreso a ricordare quei momenti magici mentre cercavi qualche tipo di conforto da essi. In qualche modo, mentre sedevi con le guance rigate di lacrime ti costringevi a sorridere attraverso la sofferenza mentre ti agganciavi a ricordare le cose che ti dicevo, quelle belle parole amorevoli e ipnotizzanti che attanagliavano il tuo cuore e lo portavano in cielo. Era impossibile resistere al bombardamento amoroso che ho scatenato su di te e allo stesso modo è impossibile per te bandire quei ricordi mentre ti siedi tra i detriti della nostra relazione chiedendomi cosa diavolo è successo. Puoi essere facilmente perdonato per cercare rifugio dalla sofferenza tra quei pensieri dorati. È la cosa ovvia da fare per provare a togliere il dolore lancinante che ora ti brucia. Naturalmente, questa è una cosa che ho pianificato ed è una conseguenza naturale di essere invischiato con me. Non provare alcuna vergogna nel fatto che continui a ricorrere a quei pensieri e li afferri mentre cerchi di alleviare la tua agonia. Continua a farlo. Tutti gli altri l’hanno fatto e tutti gli altri lo faranno.

Mentre torni tra quei meravigliosi pensieri e ricordi, ripercorrendo il nostro tempo insieme come un ciclo incessante dei nostri momenti “migliori”, ricordi cos’altro hai fatto durante questa seduzione? Riesci a ricordare qualcos’altro che stava accadendo mentre creavamo questi ricordi scintillanti? Sì, lo so che ricordi, come potresti dimenticare? È stata una delle tante cose che ho fatto per te che ti ha fatto avvicinare a me e ti ha fatto innamorare oh così profondamente dell’illusione. Che cosa ho fatto? Ti ho fatto sentire al sicuro. Ho creato quel santuario e ho aperto la porta e ti ho introdotto dentro. Ti ho mostrato come questo meraviglioso e splendente paradiso fosse inespugnabile per il miserabile mondo là fuori. Ti ho assicurato che stare qui con me significava che non ti dovevi più preoccupare di quelle cose. Mantenevo i gementi torturatori fuori dalla tua porta e mi assicuravo che quelle cose non ti disturbassero più. Era l’unica condizione per entrare in questo paradiso che avevo costruito per te. Parlami di quelle cose così posso proteggerti da esse. Non hai mai avuto qualcuno che abbia fatto un simile sacrificio per te prima d’ora. Il modo in cui abbiamo capito quanto quelle cose ti avevano colpito. Sembrava davvero che cogliessimo l’impatto che quelle cose avevano avuto su di te mentre ascoltavamo con pazienza e comprensione. All’inizio eri esitante, con il semplice atto di ricordare che era quello che ti causava sgomento. Non hai avuto problemi a confidarti, non che non fosse il problema. Avevamo bandito ogni preoccupazione che potevi avere nel confidarci questi segreti in pochi istanti, tale era il nostro fascino assicurato. No, quello che ti preoccupava era riportare quei ricordi oscuri, quelle fragili debolezze ancora una volta in superficie. Eppure mentre le parole uscivano dalla tua bocca e le lacrime le scendevano lungo le guance, sentivi l’effetto catartico di scaricare tutte queste cose su noi. Dalle preoccupazioni minori fino ai problemi radicati e che cambiano la vita, ce li avete trasmessi proprio tutti e ci è sembrato meraviglioso che tu l’abbia fatto. Il fardello è venuto via da te e per la prima volta in assoluto hai sentito la libertà da queste cose mentre cedevi lo scettro del comando a noi e noi l’abbiamo prontamente preso. Hai esorcizzato quei fantasmi e sei entrato nel nostro santuario esultante e felice di essere stato in grado di eliminare quelle cose da te e di ricominciare da capo con noi. Per troppo tempo quelle cose ti hanno trattenuto. Per troppo tempo hai camminato da solo su una strada rocciosa, curvo e piegato in due sotto il peso delle tue preoccupazioni. C’erano stati altri, ma non te la sentivi di condividere il fardello come facevi con me. Io ero diverso C’era qualcosa in me che ti faceva sentire come se tu potessi dirmi proprio qualsiasi cosa e io lo avrei affrontato. Avrei mostrato quelle ali angeliche e le avrei estese per circondarti e proteggerti. Non appesantito da quelle cose sei andato avanti meglio, ti sei sentito più forte e mi hai dovuto ringraziare per questo processo. La tua gratitudine e ammirazione fluivano incessantemente e io ero troppo felice di fare il bagno in questa fontana di lode sebbene, in linea col personaggio che avevo creato, accettassi i tuoi complimenti con umile riconoscimento. Sei entrato nel mio santuario e mi hai detto tutte le tue debolezze.

Ciò è stato ottenuto in modo tale da non farti provare vergogna a dirmele. Questa era un’altra differenza. Sapevi che non ti avrei giudicato per quelle. Sapevi che non ti avrei considerato sciocco o stupido perché avevi certe preoccupazioni.

“È come le consideri tu che conta, non come le vedono tutti gli altri.”

Ti ricordi quella frase e come l’hai accolta con grande gioia, grato che alla fine qualcuno avesse capito e si fosse reso conto come affrontare le tue preoccupazioni. La tua fiducia in me era assoluta e ho persino fatto sembrare che io gradissi davvero le tue debolezze e che ti davo grande conforto.

Tutto quello che facevo mentre tu eri seduto lì in quelle tante occasioni in cui hai condiviso le tue preoccupazioni, le tue vulnerabilità e debolezze con me (perché non erano uscite tutte in una sola seduta, no, ci sono volute settimane di accurata estrazione in molte occasioni per accumularle tutti loro) era mettere insieme il mio armamentario. La tua ammissione che non sai nuotare e quindi sei terrorizzato dall’acqua profonda è stata impressa in un lampo. La tua spiegazione che sei stato vittima di bullismo a scuola perché hai avuto i capelli corti dato che li hai dovuti tagliare perché tuo fratello una volta ti aveva versato la colla sulla testa è diventata una bomba a mano. Il fatto che tu soffra di un evidente rossore sul petto e sul collo quando ti senti agitato ha creato un proiettile. La tua confessione di soffrire di flatulenza eccessiva ha formato un altro proiettile. L’abuso che hai subito per mano di un membro della famiglia quando avevi otto anni è diventato un dispositivo termonucleare pronto a esplodere in un momento successivo. Tutte le tue debolezze, dalla tua incapacità di resistere a mangiare un pacchetto di biscotti in una sola volta fino alla tua paura di parlare in pubblico, è stata annotata, registrata e trasformata in un’arma. Pensavi di essere al sicuro nel santuario. Era solo un’illusione. In effetti eri seduto nella mia armeria e io ero lì con te a creare queste armi da usare contro di te in un secondo momento. Ogni debolezza che mi hai ammesso pensavi di consegnarmela perché me ne facessi carico al posto tuo. La realtà era che mi stavi dando il materiale da cui potevo creare un’arma – che fosse un bastone appuntito con cui pungolarti o un missile nucleare per annientarti. Hai pensato che fosse una forma di assoluzione, ma tutto quello che stavi facendo mi stava armando.

Voglio sempre conoscere le tue debolezze. Le tue debolezze si plamano nelle mie forze, pronte per la guerra di svalutazione che potrei intraprendere contro di te. Continua a parlare, c’è un arsenale da creare.

H.G. TUDOR

Vulnerable

📰 NON NE POSSO PIÙ

191105C I Cannot Do This Anymore.jpgNon ne posso più. Potresti aver sentito questa affermazione da uno dei nostri simili. Viene pronunciata con una rassegnazione stanca, un lungo sospiro e uno sguardo stanco nei nostri occhi. L’espressione gloriosa è svanita e sostituita da una che sembra abbattuta, corrugata ed esausta. Lo splendore e la lucentezza sono stati offuscati, l’impatto cumulativo di ciò che è accaduto ora sembra aver preso piede su di noi e con un colpo di bandiera bianca ci arrendiamo.

Ma quando diciamo “Non ne posso più” a cosa ci riferiamo? Che cosa c’è dietro? Fin dall’inizio, mentre pronunciamo questa frase, abbiamo messo a punto una trappola per te. Intendiamo dire che non possiamo più mantenere la relazione con te, un giro sulle montagne russe sottosopra? Abbiamo rinunciato al concetto di noi e questa è la campana a morto per il nostro rapporto insieme? Puoi già sentire l’ansia che ti striscia sopra mentre rifletti sull’importanza di questa frase. I giorni senza di noi cominciano già ad allungarsi davanti a te, la moltitudine di domande che iniziano a formarsi nella tua mente, i come e perché che vagano nella tua mente, prendono slancio e ti turbano. È questo ciò a cui ci riferiamo? Non possiamo più rimanere in una relazione con te?

O forse è qualcos’altro? È una rivelazione? Abbiamo visto che i nostri abusi ripetuti contro di te, attraverso molte forme e occasioni diverse, sono troppi e fanno a pugni con la brava persona che hai sempre creduto si annidasse da qualche parte dentro di noi? Hai visto quella persona (o credi di averla vista) per molto tempo all’inizio della relazione, ma di recente è scomparsa. Ha preso una vacanza da questi ruoli ma sicuramente è solo una vacanza, perché se è così significa che tornerà. È andato via ma non per sempre. Forse questo è lui che torna e con quel momento di rivelazione e presa di coscienza, abbiamo visto la verità di ciò che abbiamo fatto e in funzione di ciò ora sappiamo che non possiamo più continuare a comportarci in questo modo. È questo che intendiamo quando facciamo la dichiarazione “Non ne posso più”?

Cosa c’è? Hai paura che sia il primo e speri che sia l’ultimo. Questa potrebbe essere la svolta che hai cercato per tutti questi mesi mentre penzolavi lì dentro, schiacciato e assalito da tutti i nostri terribili tormenti, ma ora ti sei ripreso bene, hai raggiunto la tua grande ricompensa. Questo deve essere sicuramente ciò che intendiamo.

Aspetti che elaboriamo, ma non viene detto altro. Continuiamo a guardarti e tu ci fissi negli occhi. Cosa vedi? È disperazione o è speranza? Non puoi essere sicuro. Sei confuso ma non vuoi esserlo. Vuoi chiarezza e un momento provi un senso di preoccupazione che si alterna alla speranza che rinasce in quello successivo. Aspetti, la tua espressione ferma in attesa, che ci spinge a dare corpo a questa affermazione, a espanderci e ad elaborare, ma il nostro silenzio rimane sempre. Stiamo raccogliendo i nostri pensieri prima di fare la prossima grande dichiarazione? C’è di più? Sarà un colpo di martello che cancella le tue speranze o quello squillo trionfante che segnala che la guerra è finita ed è arrivata la pace? È questa la cosa che hai sempre sognato?

Ti chiedi se dovresti insistere con noi oppure questo influenzerebbe il risultato e porterebbe a un voltafaccia? Ne hai sperimentati abbastanza durante l’esperienza tumultuosa che è la tua unione con noi. Forse ti sarebbe più utile aspettare e permetterci di esprimerci spontaneamente, ma hai bisogno di sapere, vuoi sapere. Vuoi sapere se dovresti iniziare il tuo ragionamento per accertarti che la relazione è finita. Se questo dovesse essere il risultato, allora è necessario dare il via senza indugio al tentativo di proseguirla, se non altro per contenere la crescente ansia che minaccia di travolgerti. Se si tratta della fine dell’abuso, dei giochi e del maltrattamento, allora vuoi congratularti con noi per aver superato quella barriera finale e aver raggiunto l’intuizione che desideravi da così tanto tempo. Ci esorti con gli occhi ad integrare il commento, per aiutarci a completare il traguardo e in questo modo mettere fine alla tua incertezza, ma non c’è altro. Continuiamo a guardarti e basta.

È qui che ci piace piazzarti. Straziata dall’incertezza, le emozioni che aumentano in te mentre noi le estraiamo da te attraverso un solo commento. Possiamo vedere tutto nei tuoi occhi, la tua posizione congelata, le spalle curve, le mani serrate, la maschera di incertezza che attaccata alla tua faccia. In successione vediamo la speranza, la preoccupazione, l’ottimismo e la paura che guizzano attraverso i tuoi occhi e come al solito siamo sostenuti da questo nutrimento. Quelle parole hanno provocato questa reazione in te, la risposta emotiva che si è riversata su di noi, anche se è silenziosa e immobile.

Se alla fine interrompi questa situazione di stallo e premi per ulteriori dettagli, aspettati di essere condotto per mano nel labirinto dell’ambiguità, del doppio senso e dell’offuscamento. Alle tue domande risponderemo a metà. Le tue domande saranno affrontate sempre più col silenzio, con uno sguardo irremovibile mentre noi ti spingiamo a provare a interpretarlo. Potrebbero esserti dati dei boccincini di incoraggiamento, come briciole di pane lungo il percorso, mentre ti portiamo sempre più in profondità nel labirinto. Continui a fornirci carburante mentre pensi di essere condotto verso le risposte, ammesso nella nostra fiducia e che ti venga mostrato il luogo santissimo dei nostri pensieri, ma no, tutto ciò che stiamo facendo è portarti nelle viscere della nostra foresta aggrovigliata dove verrai intrappolato tra le spine delle domande senza risposta, fatto inciampare dai viticci della vaghezza e bloccato dai rami contorti di disorientamento.

Intendiamo questo quando diciamo questa frase? Vuol dire davvero che non ne posso più?

Certo che posso. Posso continuare a far questo per sempre perché, come ho già detto in molte occasioni, dura per sempre. Sì, ci saranno momenti in cui sparirò. Sì, ci saranno occasioni in cui sono di nuovo buono con te, poi cattivo e poi buono. Lo scopo di dirlo è puramente per farti arrabbiare. Non ho intenzione di lasciarti. Perché dovrei quando tu mi dai una quantità così straordinaria di carburante negativo durante il periodo di svalutazione? Perché dovrei farlo quando fornisci nuovamente il delizioso carburante positivo quando ti concederò di nuovo un periodo di tregua e il periodo d’oro? Non vado da nessuna parte ma non mi danneggia suggerirti che potrei. Ti tiene sulle spine e mi assicura che sono in grado di esercitare il controllo su di te. Ti tengo a supporre, ansioso e confuso e mi assicuro anche che il tuo carburante continui a scorrere.

Dico questo anche per far sembrare che ciò che abbiamo sia duro e terribile. Lo è per te perché ti tratto male, ma è divertente. Io posso fare quello che voglio, non sbaglio mai e tu devi sopportare il peso del mio comportamento scioccante nei tuoi confronti. È un parco giochi per me e non ho intenzione di lasciar perdere. Mai. Tuttavia, voglio che tu sia ad un passo dal pensare che ho intenzione di allontanarmi da te, che non stai facendo abbastanza per me, così proverai più duramente, eviterai in modo più efficace i gusci delle uova e continuerai a tentare di provare a compiacermi. Questo è un ottimo modo per controllarti minacciandoti con la mia perdita anche se non succederà mai. Con un simile gesto, ti tengo a un soffio dal pensare che sia stata raggiunta una svolta, che ho visto la chiarezza attraverso la nebbia della malevolenza e mi rendo conto che questo trattamento abusivo, questo gioco e queste ingegnose macchinazioni sono alla fine. Continui a sperare che quel giorno sia proprio dietro l’angolo, quindi rimani bloccato nel tuo legame con me e non osi arrenderti, non ora, non quando la redenzione potrebbe arrivare tra una settimana, un giorno o un’ora.

Di conseguenza, senti questo, non pensare che ti lascerò. Non lo farò. Non pensare che mi sia reso conto di quello che faccio e che è sbagliato e deve essere fermato. Posso rendermene conto, ma non mi fermerò.

Continuerò a controllarti e a cercare una tua reazione.

Ovviamente, ti è vietato da sempre dire queste parole.

H.G. TUDOR

I Cannot Do This Anymore

📰 LA SUPREMAZIA DEL PORNO

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C’è una correlazione significativa tra la nostra specie e l’uso di materiale pornografico. Una volta, si poteva immaginare che la quantità di materiale porno di una persona potesse essere un indicatore approssimativo della sua dipendenza dal porno e di essere potenzialmente uno della nostra specie.
Oggi la disponibilità del porno tramite internet implica che milioni di immagini e video siano disponibili ad un click del mouse. Non è più necessario per le persone comprare riviste di prima qualità, visitare “sexy shop per adulti” per comprare video o DVD, oppure importare un po’ di materiale pornografico da altri paesi. È molto più semplice invece andare online e ottenere una dose di porno lì.
Se sei invischiato con la nostra tipologia, è altamente probabile che il porno sia all’ordine del giorno.
Inizialmente, verrà usato come un aperitivo prima dell’attività sessuale, guardare un film insieme o cercare in internet alcuni spezzoni di video interessanti al fine di entrare entrambi nello spirito adatto o di intensificare ulteriormente l’atmosfera.
Potrebbe fornire un argomento di discussione tra noi per accertare abitudini e gusti sessuali. Durante la seduzione potremmo raccogliere informazioni da te su ciò che funzionava per te, cosa ti spegneva e cosa ti intrigava. Un po’ di questa conoscenza potrebbe essere usata come parte della seduzione, e un po’ verrà archiviata per usarla più avanti. Il porno può essere utilizzato in modo sano ed efficace. Il nostro reale uso del porno potrebbe venire sospeso per le necessità che nascono dall’effettuare la seduzione, incastrarti ed estrarre da te carburante positivo.

Il porno attrae tutte le categorie di narcisisti in conseguenza della sua disponibilità e onnipresenza. Spiegherò sotto nei dettagli una serie di ragioni per cui i narcisisti di tutti i quadri e le scuole utilizzano il porno, specialmente durante il periodo di svalutazione, ma per iniziare, una breve menzione del motivo per cui il porno attrae in modo specifico questi gruppi.

Il Narcisista Vittima – con bassi livelli di energia e spesso una bassa libido, il porno fornisce un’opzione facile e disponibile. Alcuni Narcisisti Vittima soffrono anche di disfunzioni sessuali e di conseguenza guardare il porno è un comodo sostituto per qualcosa che sono poco capaci di fare.

Il Narcisista Somatico Рil porno ̬ il suo parco giochi. La sua ossessione per il corpo e la performance si uniscono in un intreccio scintillante di corpi che si rotolano e si contorcono. Il porno ̬ la culla del somatico.

Il Cerebrale – anche se può avere meno interesse nell’atto sessuale, vuole comunque conoscerne in abbondanza, e guardare un’estesa quantità di porno, capire le tecniche, osservare gli scenari etc, permette al Cerebrale di fare scorta del suo arsenale sessuale per un uso successivo attraverso comunicazioni scritte e parlate.

L’ Elite – è alquanto ovvio che una combinazione delle ragioni che attraggono Somatico e Cerebrale implica che l’Elite trovi molto da apprezzare nel mondo della pornografia.

L’Inferiore – il potere e il controllo che arrivano dal porno attraggono l’Inferiore. La sua mancanza di immaginazione è inoltre compensata dal guardare una grande quantità di porno.

Il Medio-Rango – l’acquisizione della conoscenza del porno gli permette di dipingersi come più capace di quel che è e gli permette di giocare bene le sue carte.

Il Superiore – l’accesso alla depravazione e all’umiliazione è ciò che attrae in modo specifico il Superiore. Anche se questi comportamenti saranno evidenziati anche nell’Inferiore e nel Medio-Rango, è il Superiore che fa l’uso più esteso di porno sotto questa forma.

Di conseguenza, il porno fornisce un tipo di utilizzo per ogni scuola e quadro della nostra tipologia. Se il tuo narcisista non sembrava fare uso di porno, allora è probabile che semplicemente non l’abbiate mai colto sul fatto. La segretezza è una componente significativa dello stile di vita narcisistico e tablet segreti, attività nella tana e dispositivi con password bloccate maschereranno invariabilmente un uso della pornografia.

Perché la nostra tipologia fa un uso così esteso del porno? Naturalmente il suo utilizzo non è di per sé una brutta cosa e molte vittime si divertono a vedere porno come un’aggiunta stimolante e vibrante all’attività sessuale. Queste motivazioni sono per stimolare, per aumentare la conoscenza e la tecnica al fine di dare piacere a se stessi e al partner e in sostanza per ragioni che potrebbero essere considerate da molte persone come “positive”. Le nostre motivazioni sono di gran lunga diverse.

1. Oggettificazione. Ho spiegato in precedenza come consideriamo le persone oggetti perché sono i nostri apparecchi. Ancora di più quando guardiamo porno. La nostra grandiosità e senso di onnipotenza implicano che questi oggetti si stiano esibendo per nostro vantaggio. Stiamo seduti davanti allo schermo illuminato simili ad un regista mentre questi oggetti interagiscono al nostro segnale. Se vogliamo guardare due donne e un uomo insieme – click, troviamo il video. Se vogliamo del sesso anale- click, troviamo il video. Trans, clisteri, sadomaso- qualunque cosa decidiamo che gli oggetti devono fare, semplicemente clicchiamo e i relativi oggetti compaiono e fanno ciò che noi vogliamo. Ci consideriamo come se li comandassimo a fare i nostri voleri.
2. Mancanza di intimità. La nostra incapacità di sentire molte emozioni implica che l’intimità sia ripugnante per noi. Sì, verrà simulata durante la seduzione per lo scopo grandioso in essere ma una volta che non ce n’è più bisogno, viene prontamente eliminata. Tu potresti cercare intimità (non sempre certamente) nella tua unione sessuale con noi. Non la vorremo durante la svalutazione e quindi avrà come conseguenza una reazione di furia accesa. Per evitare che si verifichi una situazione simile troviamo rifugio nel mondo del porno dove non c’è intimità. È freddo, clinico e due o più oggetti si esibiscono nel modo in cui decidiamo.
3. Controllo dell’ambiente. Non vogliamo che l’ambiente ci controlli.
Noi dobbiamo controllare l’ambiente. Questo è il motivo per cui il controllo occupa un posto così in alto in classifica nei nostri affari quotidiani. Nell’arena della pornografia abbiamo il pieno controllo dell’ambiente. Ci immedesimiamo nello scenario mentre simili a divinità lo controlliamo, mettendo la gente a posto questo qui e quello là, fai questo, fai quello, prendi questo, prendi quello. Il porno è il posto migliore per noi per essere in grado di controllare l’ambiente.
4. Immagine Riflessa. Noi non esistiamo se non come immagine riflessa. Questo perché abbiamo un incredibile bisogno di approvazione esterna e perché cerchiamo carburante da qualunque cosa con cui interagiamo. Le tue risposte emozionali (buone o cattive) ci forniscono la conferma che esistiamo, che contiamo e che siamo importanti. Prendiamo anche le tue caratteristiche per usarle come se fossero nostre al fine di rafforzare il nostro costrutto di ciò che vogliamo essere. Il porno facilita anche questo. Le supreme performance olimpioniche di quelli nei video che guardiamo, le consideriamo nostre.
Di conseguenza, prendiamo quelle caratteristiche per noi stessi.
Consideriamo anche la reazione di quelli nel video, le loro grida orgasmiche di godimento, i loro gemiti di piacere, perfino le dure parole emesse da una dominatrice consideriamo che siano dirette a noi come reazioni emozionali e quindi guadagnamo carburante e riceviamo la conferma che queste persone ci riconoscono. Diventiamo partecipanti del video. Se poi il video è una produzione PDV (punto di vista) l’effetto è amplificato.
5. Ritiro. Scegliendo di trascorrere il nostro tempo a guardare porno invece di stare a letto con te otteniamo carburante dalla tua reazione. Qualche volta sarà Carburante Mentale dato che ti pensiamo in un letto solitario arrabbiata e a chiederti perché trascorriamo tanto tempo chiusi nella nostra tana e altre volte sarà Carburante di Prossimità mentre ci rimproveri di guardare porno o ti arrabbi quando rifiutiamo le tue avance e ci dirigiamo invece verso lo studio. Il nostro uso estensivo della pornografia viene utilizzato per umiliarti, quindi attingere carburante e rinforzare la nostra superiorità su di te.
6. Assenza di sfida. Odiamo essere affrontati, dopo tutto, noi siamo esseri superiori e tu sei inferiore quindi ogni affronto che potresti farci in ambito sessuale non è il benvenuto durante la svalutazione. Non ti è concesso farci richieste, avere necessità sessuali che richiedono soddisfacimento e cose del genere. Quelli sullo schermo non ci sfidano. Piuttosto si conformano a noi e ci facilitano ciò che vogliamo quindi sono i preferiti.
7. A volontà. Noi richiediamo ripetute conferme e riconoscimenti della nostra importanza e quale miglior modo di riceverne da un mezzo che è sempre qui, sempre disponibile e lo fa a volontà? Non si sente stanco; non ha il ciclo e nemmeno ha il mal di testa. Non è riluttante a certe richieste o si oppone ad un atto depravato. Esercita quando lo vogliamo e ci fornisce ciò di cui abbiamo bisogno. È così che i nostri dispositivi dovrebbero operare e come ci aspettiamo che lo facciano.
8. Vergogna. Ci sentiamo più sicuri ad operare in un ambiente che non richiede obblighi emozionali da parte nostra. Non sempre, ma spesso tu ti aspetti una connessione intima durante l’atto sessuale e non vogliamo offrirla dato che non possiamo. Anche se prendiamo carburante dalle tue reazioni emotive, tu spesso vuoi che siano reciproche in campo sessuale più che in ogni altro e ci torna in mente la nostra incapacità di darti certe emozioni e questo crea vergogna. È una critica che poi innescherà la nostra furia e ci farà ritirare o scagliarci contro di te. Noi non desideriamo sperimentare questa vergogna e quindi impegnandoci a guardare porno non siamo sottoposti a questa richiesta emozionale da parte tua. (Questo è anche uno dei motivi per cui la nostra tipologia fa uso di avventure di una notte e di prostitute).
9. Unicità. Il fatto di scavare nella perversione e nelle attività online proibite rinforza il nostro senso di essere unici, speciali e superiori a chiunque altro. Il Sesso Vaniglia è alla portata di tutti ma noi non siamo tutti. Guardare le attività sessuali più devianti e perverse non viene fatto al fine di ottenere una botta di sesso (anche se uno sarà presente) lo scopo principale è rinforzare il nostro senso di essere unici perché guardiamo (e per estensione facciamo) un’attività simile.
10. Triangolazione. Useremo la pornografia per triangolare con te. O con la sospensione delle attività sessuali con te o usando ciò che abbiamo visto come base per insistere affinché tu ti impegni nel fare cose simili e dirti perché vogliamo che tu lo faccia. Questo permette che venga ottenuto carburante e che la nostra superiorità sia rinforzata.
11. Social media. Le nostre abitudini porno durante la svalutazione sono generalmente solitarie nelle nostre tane dove siamo anche in grado di allungare la mano e ottenere carburante da un’ampia gamma di dispositivi attraverso i social media. Questo crea una miscela inebriante di carburante proveniente dalla visione dei porno e dalla nostra interazione con i dispositivi tramite i social. Ciò è altamente edificante per noi e con la combinazione delle due cose ci sentiamo particolarmente potenti. Riceviamo carburante ma siamo anche simili a dio quando ordiniamo alle persone sullo schermo di compiere i nostri voleri mentre tiriamo i fili di coloro con cui messaggiamo e chattiamo.

Di conseguenza, il porno è qualcosa di particolarmente attraente per la nostra tipologia.

H.G. TUDOR

The Porn Supremacy

👤 INFERNO FANGOSO

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Oggi ho una giornata impegnativa. Molto da fare e molte persone a cui farlo, ma quando hai a cuore gli interessi di qualcuno, beh, questo è quello che devi fare non è vero? Ho l’elenco dei numeri di telefono che ho annotato dal tuo telefono quando vi ho avuto accesso. Non è stato difficile farlo. Usando la mia famosa abilità di muovermi senza fare molto rumore, sono sgattaiolato dietro di te, ti ho visto immettere la password del tuo telefono e l’ho immagazzinata in memoria perché potessi usarla quando stavi dormendo. Ovviamente ho dato una buona occhiata a tutti i tuoi messaggi, il tuo diario e le e-mail ma questa è un’altra storia. Ho riconosciuto i nomi di molte persone e ho preso nota dei loro numeri all’interno del mio libricino e poi l’ho nascosto pronto ad usarlo per quando decidessi che era il momento giusto. Ora quel momento è arrivato e spetta a me fare questo passo.

Il primo numero che inserisco nel mio telefono è quello di Sarah, una tua amica. Lei risponde dopo due squilli. Come molte persone è collegata al telefono in maniera chirurgica.

“Ciao Sarah, sono HG. Ascolta, volevo solo farti sapere, dal momento che sei una sua buona amica, che Gemma è, beh, penso che il modo più semplice per spiegarlo sia che non sta bene, non sta affatto bene. Cosa voglio dire? Si sta comportando in modo piuttosto strano. La minima cosa sembra che la faccia urlare o piangere. All’inizio mi chiedevo se fosse solo, sai, le cose delle donne, ma va avanti da mesi ormai. Non ne avevi idea? No, lo so, non ho detto niente prima perché speravo di poterla aiutare ad affrontarlo, ma è troppo anche per me. Ho intenzione di aiutarla in qualche modo. Cerco di parlarle ma lei si chiude a riccio con me, mi risponde col silenzio e poi un po’ più tardi mi accusa di non interessarmi. Penso che non dorma bene e mi ci vuole una vita per farla mangiare. Dovresti venire? No, grazie, è gentile da parte tua, ma non voglio che lei faccia qualcosa che possa turbarti. Ha un comportamento molto irregolare, ma è qualcosa di più che semplici sbalzi d’umore. Ho intenzione di darle l’aiuto adatto, ma ti avverto solo che se ti contatta, sappi che non è se stessa. Ha detto cose sulle persone, me incluso, che non sono molto belle e non voglio che questo periodo di malattia influenzi la sua relazione con i suoi amici, sai come alcune persone possono essere eccessivamente sensibili a ciò che qualcuno dice e a loro sfugge il fatto che non stanno bene. Sì, va bene. Sì, penso che sarebbe una buona idea se le dai giusto un po’ di spazio. Sì assolutamente. Se lei ti contatta, fammi sapere, ora hai il mio numero sul tuo telefono. Sì, riferirò le tue parole gentili, e grazie per il tuo aiuto a Sarah, è molto apprezzato in questo momento difficile”.

Termino la chiamata e metto un segno di spunta accanto al nome di Sarah. Era molto comprensiva e apprezzava appieno il bisogno di spazio per permetterti di migliorare. Ora, chi è il prossimo. Ah, sì, un’altra delle tue amiche, Helen. Chiamo Helen e spiego la situazione pressoché parola per parola come ho fatto con Sarah. Chiede maggiori dettagli su ciò che non va e io a malincuore le dico della violenza e della menzogna. È scioccata posso dirlo e passa diverso tempo a cercare una diagnosi amatoriale su cosa potrebbe essere. Ascolto mentre si dilunga nel parlare, mentre io controllo il mio orologio e noto che ho anche altri nomi da affrontare. Alla fine riesco a concludere la chiamata e piazzare un altro segno di spunta. Continuo a lavorare sulla tua lista di amici, aggiungendo le spunte. Poi c’è John, il tuo istruttore di fitness.

“Ciao John, sono HG, il compagno di Gemma. Non ci siamo incontrati. Guarda John, è una telefonata difficile da fare, ma Gemma non sta bene al momento. È abbastanza serio. Sì, grazie, è un momento difficile, ma sto facendo del mio meglio per aiutarla. Al momento non è chiaro di cosa si tratti, sto chiamando un dottore che venga a vederla oggi, ma è molto difficile che lei si trovi nei paraggi. Potrebbe soffrire di una sorta di esaurimento nervoso provocato dallo stress. Sì, è una preoccupazione. So che non avresti pensato di vederla fuori da casa nostra, ma penso che questo stia andando avanti da un po’ di tempo, sai, ha persino iniziato a dirmi che ti avrebbe sposato. Sì, lo so che è ridicolo vero? Sei già sposato? Pensavo che tu lo fossi. Non preoccuparti, so che non sta succedendo nulla, sono sicuro che tu sei troppo professionale per quel genere di cose, ma questo è parte del problema, continua a venir fuori con commenti strampalati e io posso reggerla, ma mi preoccupo che gli altri non possano quindi lei non avrà bisogno dei tuoi servizi fino a nuovo avviso. Pagamento? Ebbene sì, se lei ha un accordo con te allora continua a recepire il suo pagamento mensile, dopo tutto questo non è colpa tua, vero? Ti farò sapere quando starà di nuovo bene, ma nel caso in cui lei cerchi di contattarti, penso che sarebbe meglio se tu non le rispondessi, non voglio che lei ti causi problemi, specialmente tra te e tua moglie. Grazie John, la tua discrezione è apprezzata.”

Un’altra spunta e una chiamata simile vengono fatte al tuo gruppo corale e al tuo club del libro. Il prossimo è il tuo datore di lavoro. Ti ho fatto prendere una pausa oggi con il pretesto di farti fare una dormita e poi di fare qualcosa insieme. Siamo rimasti alzati fino a tardi ieri sera, quindi sei ancora addormentata al piano superiore, permettendomi di fare queste importanti telefonate. Il tuo datore di lavoro è comprensivo e posso confermare che verranno presi accordi per fornire il certificato del medico competente perché ho spiegato che questa situazione dovrebbe durare un certo numero di settimane. Il mio piano passa quindi senza indugio ad accordarmi perché il medico locale faccia una telefonata a casa dopo aver spiegato all’addetta alla reception, in tono preoccupato, che farti uscire di casa nel tuo stato attuale potrebbe essere un rischio per te e per le altre persone. È stata molto comprensiva e ha confermato che un medico avrebbe provveduto dopo l’intervento chirurgico, verso le 17:00. I prossimi della lista sono i tuoi familiari. Mi sono assicurato il vantaggio di persuaderti a trasferirti con me lontano da loro e ora sono lontani un volo da qui. L’inconveniente di dover volare e la distanza è qualcosa che sfrutto mentre chiamo i tuoi genitori e tua sorella, preavvisandoli che potrebbero incontrare alcuni spiacevoli commenti su di loro e soprattutto su di me date le sue condizioni. Li assicuro che mi sto prendendo cura di te e non c’è davvero bisogno che loro vengano fin qui. Confermo che li terrò aggiornati e sono contento di aver preso una pausa dal lavoro per prendermi cura di te e che ho predisposto che un dottore ti segua. Trascorro molto tempo a sciorinare esempi del terribile comportamento che hai esposto, spiegando le cose terribili alle quali sono stato sottoposto e le bugie che hai raccontato su di me, sui tuoi amici e sulla tua famiglia. Spiego che io posso gestire la cosa, ma mi sento così dispiaciuto per i tuoi genitori e tua sorella che devono sentire queste cose e per evitare che accada di nuovo la cosa migliore è contattare me e non te e tenerti alla larga. Spiego che capisco che è difficile, ma sarà il miglior risultato per tutti gli interessati se ti viene impedito di attaccare e ferire le persone. Le mie spiegazioni e le mie buone intenzioni vengono accettate e vengo ringraziato per la mia comprensione e il mio supporto.

Il segno di spunta finale viene inserito nell’elenco e metto giù il telefono e la penna. Ora dovrei davvero andare a lavarmi le mani dopo aver spalmato tutto quel fango in giro.

H.G. TUDOR

Muddy Hell

👤 L’ATTACCAMENTO È LA SEDE DELLA SOFFERENZA

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Questo è un mondo capriccioso, arbitrario e ostile. Deve essere ridotto all’obbedienza, domato e sottoposto allo sforzo del controllo. Il mio controllo.

Questo è il motivo per cui devo fare in modo che ogni apparecchio a cui mi capita di affezionarmi si attacchi a me. Dal mio vicino di casa che saluto e con cui scambio convenevoli banali a vantaggio della mia facciata (anche se prontamente gli infilerò un gancio da macellaio arrugginito in quel suo cranio malformato se mi parlerà di nuovo dei dettagli della ristrutturazione della sua ultima acquisizione immobiliare) ai miei amici che si uniscono a me per un drink in un venerdì sera all’ultima ragazza che sfoggio, tutti loro devono essere attaccati a me.

La creazione del mio costrutto è il dispositivo che fa sì che queste persone si attacchino a me. Quel magnifico edificio che viene creato dagli specchi che mostro a coloro di cui incrocio le strade. Fare in modo che il controllore sorrida sul treno dandogli man forte mentre si occupa di un ostile passeggero adolescente, incoraggiare un amico nei suoi progetti per dimagrire, mostrare a quella potenziale IPPS le sue speranze e i suoi desideri, così inizia a innamorarsi. Tutto questo è il lavoro del costrutto che è progettato per disegnare ogni singola risorsa – dalla terziaria fino alla sempre-così-fondamentale-per-me – Risorsa Primaria Intima – e far sì che si leghino a me.

Se il barista pensa che io sia un cliente simpatico e fedele, un collega junior mi considera un capo ispiratore, la signora che sorpasso un giorno sì e uno no durante la corsa all’aperto mi dà un sorriso di riconoscimento e ammirazione; se un amico mi considera una persona a cui rivolgersi per un consiglio, se lei si innamora perdutamente di me; ci sono migliaia di modi diversi per questi apparecchi di collegarsi a me.

Potrebbe essere un collaboratore geloso che si ribella alla mia arroganza, il fornitore nervoso che teme la mia chiamata per chiedere cosa c’è dietro l’ultimo casino della sua compagnia, lo scartato piangente che una volta era la pupilla dei miei occhi ma ora è un vermiciattolo infestato caduto per il vento, tutti rimangono attaccati a me.

È facendo in modo che questi apparecchi stiano attaccati a me che posso esercitare il controllo mentre li integro nel mio mondo. Sono miei per essere controllati, per essere utilizzati, per estrarre da loro e attraverso questo posso quindi controllare il mio ambiente. Controllando il mio ambiente, ho lo scopo di ridurre al minimo l’agguato traditore o l’insidioso ammutinamento. Mantenendo tutto al suo posto, soggetto al mio controllo e funzionante come richiedo, significa che proseguo dritto e l’ordine è mantenuto.

L’attaccamento è la chiave per raggiungere questo obiettivo. Devo attirarti, agganciarti, afferrarti, devo vincolarti a me, legarti in modo che tu non mi sfugga, ancorarti in posizione, fermarti e assicurare l’attaccamento. Ti darò l’illusione del periodo d’oro, ti mentirò, ti concederò magnanimità, ti mostrerò generosità, mostrerò anche qualche forma di intimità costruita, gentilezza e sostegno, la promessa di carburante e gli anni di verifiche applicate mi consentono di darti quello che vuoi, quindi mi assicuro il tuo attaccamento.

Eppure per tutti questi gasdotti che sono collegati a me, per tutti i ponti che sono stati costruiti, i collegamenti, che sono stati costruiti con cura, sono tutti a senso unico. Sei tu che sei attaccato a me. Io non sento alcun attaccamento per te.

Ecco perché sono così in grado di rivoltarmi contro la persona che presumibilmente amo e guardarla mentre le lacrime gocciolano sul volto incredulo mentre la striglio per aver indossato l’ombreggiatura sbagliata del rosso o essere arrivata con due minuti di ritardo. Ecco perché posso stendermi tra le cosce di seta di un’altra donna e prometterle il mondo mentre tu sei sveglia, chiedendoti dove sono e pregando che non sia stato coinvolto in un incidente stradale. Ecco perché posso assicurarti che verrai promosso entro la fine dell’anno e invece nel prossimo incontro offrire la stessa cosa a qualcun altro. Ecco perché posso decidere di non presentarmi alla cena che hai trascorso un mese a pianificare e andare a vedere un film da un’altra parte. Ecco perché posso distruggere l’orologio di tua nonna con un martello mentre tu osservi, in un attacco di isteria.

La mia assenza di attaccamento mi consente di deludere, rinnegare, imbrogliare, mentire, provocare, ferire, torturare e abusare. Mi dà fluidità, mobilità ed efficienza. Non sono ostacolato dalla colpa, né dal rimorso o dal senso del dovere. Non costituisco alcun legame con te. Non lo sento.

Puoi chiedermi cosa potrei pensare di coloro con cui interagisco e posso evocare i tributi e le frasi fatte in un istante: –

“John? Lavoratore eccellente, non delude mai l’azienda, un membro chiave della squadra.”

“È una donna meravigliosa, non so cosa farei senza di lei. È il mio mondo.”

“È incredibile. Il primo nome sulla lista dei giocatori ogni settimana.”

“NarcSide Inc? Fottutamente geniale. Usali. Io l’ho fatto una volta. Mai andato da nessun’altra parte.”

Ma per tutto questo non provo nulla a titolo di attaccamento. Ti attiro a me, ma io non mi attaccherò a te. Cosa porta l’attaccamento? Nient’altro che sofferenza. Guardati intorno e vedrai l’affanno e il dolore che l’essere attaccati porta alle persone.

Divieni affezionato a un cane che morirà nell’arco di 10 anni e piangi per la perdita del tuo amico peloso. Perché? Perché attaccarsi a qualcosa che semplicemente ti lascerà?

Sei attaccato al tuo datore di lavoro e mostri fedeltà? Per che cosa? Così possono metterti a 90 gradi e fregarti facendoti licenziare e ti mostrano la porta senza nemmeno un flacone di lubrificante per alleviare il dolore dell’esperienza?

Sei attaccato alla tua casa, ma devi venderla, o brucia, o è allagata, o qualcuno irrompe e ancora più dolore viene scaricato su di te.

Sei attaccato al tuo amico e condividi tutto con quella persona e poi un giorno viene falciato da un autotreno e non rimane altro che una macchia sulla strada. Sei sconvolto, senza contare te stesso con il lutto a causa del tuo attaccamento.

Ti leghi ad un amante, una fidanzata, un marito, un compagno solo per permettere loro di tradirti, di lasciarti per qualcun altro, di venire risucchiati in questa spirale mortale riempita di morfina o di afferrarsi il petto quando un attacco di cuore li porta via da te. Il tuo mondo si schianta, sei distrutto, oltre al lutto e tutto questo a causa del tuo attaccamento.

Ti leghi ai figli solo perché ti deludano, scrocchino da te, intraprendano uno stile di vita sgradevole che ti mette in imbarazzo e ti sconcerta perché sei attaccato a loro. O ti preoccupi sempre di come stanno andando a scuola, si assicureranno quel lavoro, supereranno l’esame di guida, troveranno un buon uomo o una donna? I tuoi sentimenti vengono passati attraverso il mulino a causa di questo attaccamento.

Oh, so che mi dirai che guadagni così tanto da questi attaccamenti, amore, felicità, sostegno, comprensione, compagnia, gioia, lealtà, senso di realizzazione e altro ancora. L’ho già sentito prima, ma vedo sempre più la sofferenza che nasce da questi attaccamenti. Non ne vale la pena.

È molto meglio in primo luogo non divenire mai attaccati. Non posso fidarmi. Come posso quando mi è stata data una sana e inoppugnabile lezione che se provi ad attaccarti tutto ciò che ricevi in cambio è rifiuto e sofferenza. Meglio non disturbarsi. Costruisci il muro, scava il fossato, poni le barriere, non permettere a nessuno di entrare e così facendo impedisci a questi attaccamenti che indeboliscono di verificarsi, così ti risparmi l’inevitabile, ed è sempre inevitabile, la sofferenza che aspetta dietro l’angolo.

Eppure, per quanto riguarda me, non ho nemmeno bisogno di considerare di creare quella torre o di assicurarmi che il fossato sia scavato in profondità. Non devo tirare fuori il filo spinato metaforico e le recinzioni elettriche per tenere lontane le persone. Questo è tutto fatto per me perché io non so come connettermi con qualcuno. Non ho idea di come sia fatto.

Posso farli attaccare a me. Questo è facile. Lo faccio da quando riesco a ricordare. Una combinazione di genialità, fascino, magnetismo, manipolazione e identificazione di quelli dal forte al debole e viceversa che sono i migliori che soccombono all’essere attaccati a me. Posso ottenerlo attraverso tutte le varie tecniche di seduzione che ho descritto prima.

Eppure per quanto riguarda tutto quel potere di attrazione, a cui pochi possono resistere, dalla terziaria alla secondaria alla fonte primaria, non so come creare un attaccamento emotivo con qualcuno. Posso allineare interessi e risultati e intuire una reciprocità di intenti, ma non provo nulla per questi apparecchi. Non c’è legame. Non c’è nulla che mi leghi a loro. Il vuoto dentro di me, il vuoto che cerco di riempire di carburante proveniente da tutti quelli nella mia matrice di carburante pervade la mia relazione con quelli che stanno in quella matrice. Io sono vuoto e questo riecheggia nei miei rapporti con tutti quelli che mi circondano.

Qualunque cosa ti spinga a sentirti connessa con qualcun altro, in qualsiasi modo tu lo descriva, e ho sentito persone farlo in molte occasioni, rimango incapace di percepire e sperimentarlo su me stesso.

Non c’è proprio niente lì.

Mi affligge questo? No. Vedo la sofferenza che viene dall’attaccamento e vedo la mia incapacità di collegarmi a qualcuno come un vantaggio, quindi mi viene risparmiato quello che succede a tanti altri.

Il Demone ha avuto tutto questo e può tenerlo.

Io ho abbandonato la sede della sofferenza e ho trovato un nuovo trono.

H.G. TUDOR

Attachment Is The Seat of Misery

✉ UNA LETTERA AL NARCISISTA N. 2

Letter 2

“Ehi scusami, non ho risposto al tuo messaggio. Volevo farlo, ma non ero sicura di cosa dire. Intendo cosa dire a una persona straordinaria come te. Tu sei molto meglio di me. Non volevo deluderti ancora, quindi non ho risposto. Spero che non pensassi che fosse perché non ero interessata. Ti amerò per sempre e ti ho pensato ogni giorno. So che sei impegnato con la facoltà di giurisprudenza e non ho idea di come riesci a bilanciare tutto. Sei sempre stato molto più intelligente di me. Mi sento terribile per come sono andate le cose ma hai avuto ragione a rompere con me. Sei stato così buono con me e non ti meritavo. Ero così insicura e drammatica, sempre pronta a litigare con te. Eravamo così diversi. Tu con la tua etichetta superiore, la ricchezza e le scuole private e io con la mia incapacità di tenere il passo. Avevi ragione, ho tolto la mia insicurezza di non essere abbastanza brava accusandoti di volere ancora la tua ex e per quello ho sbagliato. Ovviamente lei ti messaggiava e ti voleva ancora. Chi non lo farebbe. Come ho potuto non vedere che avevi iniziato la facoltà di giurisprudenza a Febbraio dopo aver lasciato il tuo lavoro e decidere di iscriverti a Gennaio era molto più importante delle nostre nozze di Giugno. Avrei dovuto semplicemente cambiare la data come volevi tu. Avevi ragione. Ero così stupida da pensare che avresti dovuto discuterne di più con me prima di lasciare il tuo lavoro e cambiare carriera. Hai deciso che volevi andare alla facoltà di giurisprudenza e non avrei dovuto essere così egoista da aspettarmi che ti preoccupassi di qualcosa di così banale come il nostro matrimonio. Non posso credere di non aver dato ascolto a una persona intelligente e colta come te. Qualsiasi ragazza sarebbe stata fortunata ad averti. Ero così povera e grezza quando mi hai trovato. Non ero sicura che la mia famiglia fosse in grado di pagare il matrimonio e l’ho addossato a te. Avevi ragione, stavi facendo un favore alla mia famiglia pagando e pianificando un matrimonio che non avremmo mai potuto permetterci senza di te. Tutto ciò che sono lo devo a te. So che hai speso molti soldi nell’anello di fidanzamento e voglio rendertelo. Non merito di tenere un anello così costoso. Hai ragione, dovresti dare quell’anello a qualcuno che merita il tuo amore. Sul retro di questa lettera ho scritto un’ora e un posto per incontrarci e perché io ti restituisca l’anello. Lo so, sembra sciocco, ma voglio solo vederti. Ti prego, vediamoci nel luogo e all’ora indicati sul retro di questa lettera. Spero di vederti presto.
Per sempre tua,
JJ”

(Retro della lettera)
“Sto solo scherzando, bugiardo pezzo di merda. So che mi hai tradito per tutta la nostra relazione con la tuo grassa ex e probabilmente con almeno una dozzina di altre persone. Dico persone perché non sono sicuro che fossero tutte donne. Va bene però perché so che probabilmente non hai fatto sesso con nessuna di loro visto che sei una specie di fenomeno da baraccone asessuato. So anche che non hai rotto con me perché ti stavo stressando con la pianificazione del matrimonio, tutto all’improvviso eravamo incompatibili e avevi solo bisogno di essere single per un po’ mentre andavi avanti con la facoltà di giurisprudenza. Ecco perché quando mi hai chiesto se penso che sei straordinario ho detto di no. Chi è che chiede a qualcuno se pensa di essere straordinario. Sei così patetico. Scommetto che hai persino pensato che dicessi davvero sul lato anteriore di questa lettera. Non contattarmi più quando fallirai o deciderai di cambiare carriera per la decima volta perché non mi interessa più di te.”

H.G. TUDOR

A Letter to the Narcissist – No. 2

 

 

 

 

📰 RACCONTARE STORIE

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Ti abbiamo gettato da parte dopo averti sottoposto a una sfilza di abusi, maltrattamenti e al pieno orrore del nostro repertorio manipolativo e disorientante. Hai investito tutto te stesso nel perseguimento di ciò che credevi il nostro amore perfetto. Hai sopportato l’umiliazione, la denigrazione e la svalutazione, eppure stavi ancora lì, capace di tutto per curare e guarire. Ci hai voluto così tanto che fa male e fa male ancora. Non solo ti abbiamo scartato con un insignificante disprezzo per il tuo benessere e la tua salute mentale, abbiamo aggiunto al dolore lo sfoggio delle nostre ultime conquiste a tutto il mondo. Tu non sei più il destinatario del nostro ardente desiderio. Sei stato rimosso dalla nostra grazia e dal nostro favore ed è stato installato un nuovo beneficiario. Il monumento al nostro amore presumibilmente eterno è stato raso al suolo e su quel terreno un tempo sacro abbiamo eretto un nuovo edificio, lodando il nostro nuovo interesse, più splendente e di gran lunga superiore. Ciò che una volta giuravamo durasse per sempre, è stato fatto a pezzi e cancellato dai libri di storia.

Il tuo dolore, rabbia e indignazione sono tangibili. Il comportamento traditore a cui ti abbiamo sottoposto ti ha fatto a pezzi. È abbastanza orribile che dopo tutto ciò che hai fatto, tutto ciò che hai dato e tutto ciò che hai sopportato, tu sia stato eliminato dal registro. L’insulto è stato ingrandito e moltiplicato a causa della nostra infatuazione per il tuo rimpiazzo. Come abbiamo osato farti questo. È assolutamente ingiusto.

Il tuo desiderio di rivalsa è immenso. Tu vuoi che abbiamo la nostra meritata punizione e avvisare il mondo del mostro quale tu ci vedi. Senti che deve essere detto tutto riguardo al terribile prezzo che hai subito dal nostro trattamento, ma soprattutto, hai quell’irresistibile sensazione di dover proteggere e avvertire. La natura empatica che ti ha reso un bersaglio così attraente per noi è sopravvissuta nonostante l’attacco che ti abbiamo sferrato. Devi salvare la nostra conquista da ciò in cui sei passato tu. Non solo devi salvare il povero innocente dal nostro tocco tossico, il che ti permetterà di mettere a punto una deliziosa vendetta su di noi. Portandoci via la cosa a cui bramiamo, sai che il trionfo ti attende. Il nostro nuovo acquisto potrebbe rendersi conto di cosa è successo, ma ci vorrà troppo tempo. No, lo devi a lei e lo devi a te stesso di intervenire, educare e avvertire. È tempo di esporci per quel che dici che siamo.

Ci richiami per il comportamento perfido che abbiamo tenuto. Denigri le nostre storie sul tuo comportamento isterico e irragionevole e tuttavia eccoti qui, pronto a diffondere queste bugie su di noi al nostro nuovo amore. Ti consideri una persona di natura buona e caritatevole, eppure sei deciso a rovinare la nostra nuova felicità. Non sei stato abbastanza bravo per noi. Ci hai deluso e quindi hai dovuto essere messo da parte e sostituito. Fuori con il vecchio e dentro con il nuovo. Questo è l’ordine naturale degli eventi. L’apparecchio non funziona più, pertanto è necessario dare risalto e installare un nuovo apparecchio più veloce ed efficace. Perché lamentarsi di questo? Se fossi stato adatto allo scopo, saresti ancora l’oggetto del nostro affetto, ma hai fallito. Ti abbiamo dato ogni possibilità, eppure sei saltato di nuovo fuori a pretendere. È tua la colpa. Devi incolpare solo te stesso. Eppure, esibendo la malvagità di cui ci accusi gioiosamente, corri dal nostro nuovo interesse a raccontare storie su di noi.

La tua lingua carica di veleno tesse le sue parole malevole mentre sussurri storie inventate per scoraggiare il nostro nuovo amore dal restare con noi. Non capisci che questa è la vera ragione per cui abbiamo dovuto lasciarti andare. Ci abbiamo provato. Ci abbiamo provato davvero, ma tu insistevi ad inveire contro di noi e a non sottometterti alla nostra volontà. Non c’era speranza per questo se non toglierti dalla nostra vita. Quali persone di sostanza e precisione, non siamo andati da altri con i nostri racconti lamentosi, cercando di ottenere la loro comprensione. No, non fa per noi. Consideriamo il nostro tempo con te come un errore e impariamo da esso. Ora abbiamo trovato una persona migliore. Quindi, cosa significa che siamo andati avanti con ciò che consideri una fretta sconveniente, noi abbiamo il diritto di andare avanti. Dovresti prestare attenzione alle nostre capacità in proposito, invece di restare impantanato in quello che sarebbe potuto essere. Imprigionare te stesso in una tomba di malinconia non è il progresso. Evidenzia solo il nostro essere superiori a te. Noi siamo andati avanti. Se tu non ne sei in grado, allora è un tuo problema, non nostro.

Noi agiamo con rispetto e non ci abbassiamo al tuo livello. Sappiamo che il nostro personaggio parla da solo con questa nuova persona. Le permettiamo di farsi un’opinione propria e il vasto lavoro preparatorio che abbiamo messo in atto ha fatto sì che questa persona sia impermeabile al tuo comportamento sgradevole. Sappiamo che la nostra inespugnabile facciata di magnificenza non può essere trafitta dalle tue bugie selvagge e contorte. Corri dal nostro nuovo amore, corri da quella persona e cerca di versare il tuo veleno nelle sue orecchie e noi osserveremo sorridendo mentre si gira verso di te e scuote la testa. È immune alla tua campagna diffamatoria. Sa che siamo veramente meravigliosi e che tu hai avuto la tua possibilità, ma hai distrutto ciò che avevamo come conseguenza del tuo comportamento apertamente squilibrato. Lei ti dice quanto stupendamente la tratto e tu cerchi di spiegare come era con te all’inizio, ma le tue parole vengono perse nella traduzione. È stato detto di te che la tua gelosia ha distorto il tuo punto di vista, che la tua paranoia ha deformato la tua visione del mondo. La tua follia è stata ben documentata. Abbiamo creato la difesa. Abbiamo dato l’avvertimento e come sempre siamo arrivati prima.

Racconta le tue storie, ma tutto ciò che fai è rafforzare il nostro splendore e il motivo per cui siamo stati oh così onesti da liberarci di te. A nessuno piace una storia. A nessuno piaci tu.

H.G. TUDOR

Tell Tale

👤 UN’ALTRA POSSIBILITÀ

191104C One More Chance

Che male potrebbe fare darci un’altra possibilità? Come il giocatore d’azzardo che piazza un’altra scommessa nella speranza della grossa vincita, c’è tutto da guadagnare e non c’è molto altro da perdere vero? Ti trovi giù tra i morti quindi cosa potrebbe andare storto? Inoltre, immagina se non lo facessi? Immagina di perdere questa opportunità e qualcun altro la coglie? Qualcun altro trae vantaggio da tutto il tuo lavoro e lo fa bene. Fa e dice le cose giuste per godersi la gioia del periodo d’oro, ma questa volta dura per sempre. Sarebbe come permettere a qualcuno dietro di te in coda di comprare un gratta e vinci vincente dalla selezione su cui avevi posato gli occhi. Così vicino, eppure così lontano. Immagina l’avvilimento devastante di sapere che ce l’avevi a portata di mano ma non sei riuscito ad attraversare e cogliere l’attimo. Come potresti guardarti allo specchio negli anni successivi se non afferrassi questa gloriosa possibilità?

Non vuoi permettere a nessun altro di acquisire un vantaggio, vero? Non dopo tutto quello che hai fatto per stabilizzare la nave, per mantenere le cose a galla e per condurre una rotta sensata attraverso acque pericolose. Ti è dovuta questa possibilità. Hai diritto a questo magnifico risultato ed ecco che questo ti viene offerto. Tutto quello che devi fare è prenderlo e darci un’altra possibilità di sistemare le cose. Sì, in passato è andata male, ma Robert il Bruce si è arreso nei suoi tentativi di sconfiggere gli inglesi? No, non l’ha fatto, ha continuato ad andare avanti vero, e lo so, so solo che sei fatto di un tessuto simile. Hai lo spirito instancabile, ecco perché ti ho scelto. Sapevo che non ti saresti arreso. Troppe persone mi hanno deluso, ma non tu. Tu non hai intenzione di farlo, vero? Hai messo gli occhi sul premio. Non potresti vivere con te stesso sapendo di aver rinunciato alla possibilità per noi di tornare ancora una volta al periodo d’oro.

So che alcune persone dicono che il comportamento passato è il più grande indicatore del comportamento futuro, ma sono solo amareggiate perché non hanno la capacità e l’abilità di apportare cambiamenti. Volevano fare la differenza ma non ne avevano i mezzi. Non avevano il fegato, i mezzi, il necessario per fare il lavoro. Tu li hai. Io posso dirlo. Conosco queste cose e se solo credi in me questa volta, allora tutto sarà diverso. Solo una possibilità. Questo è tutto ciò che sto chiedendo. Non è molto, non dopo tutto quello che abbiamo passato.

Non hai intenzione di buttare via tutto ciò che abbiamo costruito vero? Sicuramente non penso che farai una cosa del genere. Tu non sei così. Tu credi in noi e tu sei colui che ha in mano la chiave per un futuro magico. Basta mettere la chiave nella serratura, girarla e aprirmi la porta. Sarò lì ad aspettare. Ho tutto il tempo del mondo. Non ho intenzione di andare da nessuna parte nell’immediato se so che continuerai a credere in me, ma se hai intenzione di mollare, anche se non penso che lo farai, beh, ci sono molte persone che prenderanno il tuo posto. No, non ho nessuno pronto, non sto dicendo questo. Sto solo sottolineando che una persona speciale come me, beh, ci sono persone che potrebbero essere interessate, questo è tutto ciò che sto dicendo. Ma non parliamo di loro. È qualcosa che potrebbe accadere solo se prendi la decisione sbagliata. Non che lo farai. Sei bravo a prendere decisioni. Lo so. Tu hai scelto di stare con me. Oh, so che ho fatto in modo che sembrasse che ti avessi cercato io, ma non illudiamoci qui, sei tu che hai preso la decisione. Dopotutto, tu hai il controllo del tuo destino, vero? Io mi sono solo offerto a te, tu hai dovuto prendere la decisione di fare quel passo verso di me e l’hai fatto e sai perché? Perché lo sai. Sai che ci apparteniamo. Sai cosa sentiamo l’uno per l’altro. Sì, so che ci sono momenti difficili, è proprio quello che la vita ci scaglia ma io e te, beh, siamo meglio di tutto questo, vero? Non sto cercando di influenzarti perché ho la massima fiducia che farai la cosa giusta. Tu conosci la tua mente. Tutto quello che sto facendo è chiederti se valga la pena buttare via tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che possiamo avere, solo perché non mi darai un’altra possibilità?

So che sei una persona che crede nel potere dell’amore. Ci credo anch’io. L’amore è tutto ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che tu ed io abbiamo, beh, nessun altro capisce questo vero? So cosa dice la gente del fatto che io e te stiamo insieme, ma è tutta gelosia. Hai intenzione di lasciare che i commenti oltraggiosi degli altri ti neghino la felicità? Non penserei neanche per un momento che potresti verosimilmente concepire che ciò accada. Tu sei te stesso. L’ho sempre rispettato. Ti ho dato quello che ti serviva. So che a volte potrei essere un maestro di compiti ardui, ma l’ho fatto per noi, perché è solo quando si è veramente e duramente provati che si può dire che è amore. Chiunque è in grado di amare come nei libri e nei film. Chiunque può emergere nel suo gioco quando non ha timori e preoccupazioni. Il vero banco di prova di una relazione è quando i gettoni sono giù, quando hai le spalle al muro quando è contro tutte le avversità. È quando qualcun altro interferisce, vuole quello che hai tu e tu devi combattere per quello che vuoi. Tu ce l’hai. Ho visto il fuoco e la determinazione nei tuoi occhi perché so che mi vuoi. Vuoi che stiamo insieme. Siamo stati messi alla prova, ripetutamente, ma non siamo riusciti a superarla? Non siamo usciti dall’altra parte e siamo migliori per questo? Il nostro amore è diventato più forte perché siamo stati testati e siamo sopravvissuti a quel test. Hai intenzione di lasciar perdere tutto solo perché dico alcune cose nell’impeto del momento? Questo è ardore per te, lo fai emergere in me, non posso farci niente se tu mi fai scatenare queste emozioni. Preferiresti che io fossi un guscio freddo e senza cuore? Certo che no. Io sono quello che sono e sono un calderone che tu riesci a rimestare perché è così che tu ed io siamo. Altre persone lanciano le loro opinioni in giro, so che lo fanno, non sono stupido, so cosa dicono, ma non capiscono te e me. Non hanno ciò che abbiamo noi e nel migliore dei casi sono fuori strada e nel peggiore gelosi.

Quindi, dammi un’altra possibilità. È facile e abbiamo così tanto da guardare avanti. Non c’è davvero nient’altro che puoi perdere nel provare di nuovo, vero, ma se non lo fai ti chiederai sempre “e se?” E ti farà diventare pazzo non sapere cosa sarebbe potuto succedere se ti fossi fidato del tuo istinto e mi avessi permesso di tornare.

Facciamolo. Creiamo di nuovo il nostro meraviglioso mondo. Solo tu ed io.

Dì solo di sì.

H.G. TUDOR

One More Chance