📰 CIECO O STUPIDO

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Noi amiamo triangolare. Tre è il numero magico. Tu, io e qualcun altro o qualcos’altro. Un’altra vittima? Un rivale? Un leale luogotenente? Una nuova prospettiva? Una persona immaginaria? Un evento temuto? Un oggetto inanimato? Ci sono così tante combinazioni di triangolazione che sono disponibili per noi ed ognuna ha i propri vantaggi e ricompense per la loro applicazione da parte nostra. In questa equazione ci saremo sempre noi, ci sarai sempre tu e poi ci sarà una terza parte. Una delle nostre efficaci manipolative triangolazioni coinvolge i “normali”. Queste sono persone che non sono né empatici o narcisisti ma gente che è generalmente rispettabile, ragionevole e per la maggior parte gentile che potrebbe appartenere ai vostri sostenitori, potrebbero essere membri della nostra facciata ma qualunque cosa siano non sono voi e non sono noi. Queste sono persone a cui ti rivolgi quando non riesci più a sopportare ciò che ti sta accadendo. Quando non riesci a capire cosa succede. Quando la confusione diventa soverchiante. Quando inizi a sentire che c’è qualcosa che non va. Ti rivolgi a questi normali nella speranza che ti possano aiutare, che capiscano i tuoi drammi e/o offrano qualche idea. Questo viene ottenuto raramente perché incontri delle risposte che ti lasciano lì a domandarti se la persona con cui hai appena parlato sia cieca o stupida. Qui ci sono dieci esempi di questo tipo in azione

1. Non ci credo.

Vittima – “È cattivo con me, non mi lascia mai fare nulla autonomamente, urla e mi insulta in modi terribili.”

Normale – “Davvero? non me lo immagino Nigel a comportarsi così, è sempre così amorevole e amichevole ogni volta che lo vedo. Non posso credere che lo abbia fatto.”

2. Te la stai andando a cercare?

Vittima – “Sono stanca che lui mi controlli. Cerco di affermare me stessa, sai, mettere qualche confine, ma mi dice continuamente di tacere, calmarmi e fare ciò che vuole senza nessuna considerazione verso di me.”

Normale – “Beh mia cara sei sempre stata aggressiva, forse lo stai provocando ed ecco perché si sta comportando in questo modo. Non voglio essere scortese ma hai un bel caratterino, lo sai.”

3. Non ricominciare

Vittima – “Lo ha fatto di nuovo. Scomparsa. L’ho chiamata all’inizio di ogni ora e non ha risposto. Non so il motivo. Cioè, tutto sembrava andare bene quando ci siamo alzati stamattina, mi ha sorriso e mi ha chiesto se volevo una tazza di te (analisi dettagliata di esempi di ogni parola e interazione da allora in poi)”

Normale – Occhi assenti, pensa tra sé: ” Non di nuovo. Sono stanco di ascoltare queste cose. Parleranno di nuovo entro domani. Si preoccupa per nulla.”

4. Mi dispiace per lui

Vittima – “Così ha fatto questo, poi quest’altro, poi di nuovo questo e lo fa sempre lo sai. È orribile, orribile ti dico.Non so che fare. Oh ha fatto proprio questo e un po’ di quello.”

Normale – Pensa tra sé: ” Mi dispiace per lui che deve sopportare una nevrotica come lei. Ecco perché è scappato per qualche giorno, probabilmente aveva bisogno di pace e tranquillità.”

5. Qualcuno sta esagerando

Vittima – “È la pura verità, mi ha chiusa in camera e ha minacciato di dare fuoco alla casa con me dentro e l’ho sentito ridere mentre me lo diceva. Continua a minacciare di uccidermi. Mi chiama al lavoro e fa commenti riguardo a quanto siano inaffidabili i miei freni e ride e mette giù.”

Normale – Pensa tra sé “Sì certo, nessuno fa una cosa simile, apprezzo la mia amica ma è un po’ una in cerca d’attenzioni. Un giorno sì e uno no c’è una di queste storie.”

6. Non la penso così.

Vittima – “Così ha detto che se non lo avessi fatto avrebbe detto a tutti in chiesa che andavo a letto con il parroco e che avrebbe postato delle mie foto su internet.”

Normale – “Chi Norman? Non esiste, è un uomo così solido e rispettabile. Non penso farebbe mai una cosa simile. No, lo conosco da anni, non farebbe mai una cosa così.”

7. Lui l’aveva detto che lei era pazza

Vittima – “Mi ha nascosto la borsa così non posso uscire, mi dice cosa posso o non posso mangiare, non mi concede più di un minuto nella doccia e rimane a guardarmi mentre mi lavo. Mi segue per tutta la casa e continua a fissarmi, posso perfino percepire che mi sta osservando quando riesco a sgattaiolare fuori per un po’. Lo so che mi sta seguendo.”

Normale – Pensa tra sé “Proprio come diceva Neil. Ha detto che stava perdendo la ragione e se ne usciva con queste storie di fantasia. È sinceramente preoccupato per lei e ora vedo perché. Povera creatura. E poveretto anche lui.”

8. Alti e bassi

Vittima – “Qualche volta non mi parla per giorni interi. Se ne sta solamente lì seduto con il muso e mi ignora. È orribile. Odio questa cosa.”

Normale – “Oh sai come sono gli uomini. Lo fanno tutti prima o poi. Fa parte degli alti e bassi di una relazione, semplicemente ignoralo e fai le tue cose, cambierà presto idea, vedrai.”

9. Non Coinvolgermi

Vittima – “Ciao sono io, posso venire a trovarti? Ho bisogno di parlare con qualcuno. Lo sta facendo ancora. Ha passato le ultime due ore urlandomi contro e lanciandomi piatti in cucina. Non ne posso più, non so cosa fare. “

Normale – “Mi piacerebbe aiutarti ma io… , ho un appuntamento. Guarda devo andare; ti chiamerà dopo. ” – Non mi farò risucchiare nei loro drammi domestici ho la mia vita a cui pensare.

10. Non ne ho la più pallida idea.

Vittima – (Dopo un’interminabile descrizione di un catalogo di comportamenti assurdi e strani) “Quindi che ne pensi, cosa devo fare? non posso andare avanti così.”

Normale – “Non so davvero cosa dire, non riesco proprio a capire perché sarebbe amorevole con te una settimana e poi orribile in quella seguente, c’è qualcosa che non quadra. Forse se vi foste messi seduti insieme e aveste cercato di far funzionare le cose.” (non ho la più pallida idea di cosa stia succedendo qui.)

Nessuno dei “normali” si gira verso di te e dice,

“Sei stato maltrattato da una persona disturbata”

oppure

“Sei stato intrappolato da un narcisista”

Piuttosto quando descrivi il comportamento ad un “normale” incontri una o più delle risposte spiegate sopra. Noi sappiamo che è così. Sappiamo che ti lascerà ferito, disorientato e privo dell’aiuto e della comprensione di cui hai così disperatamente bisogno. Perché la gente risponde in questo modo?

1. Mancanza di conoscenze. Fortunatamente per la nostra tipologia poche persone conoscono davvero cosa siamo e cosa facciamo.
2. Non andiamo in giro con un cartello messo attorno al collo che afferma “sono un narcisista abusante”. Ci mimetizziamo. La gente pensa che psicopatici e sociopatici si manifestino come qualche pazzo assassino dotato di ascia. Non è così.
3. La gente per quanto gentile non è empatica come te. Quindi, c’è un limite di tempo e risorse che applicheranno per aiutarti. Le persone sono proiettate su se stesse e gli importa molto di più della propria vita che della vostra.
4. La facciata. Il nostro fascino e magnetismo fa sì che la gente creda che siamo persone meravigliose e rispettabili. Questa facciata è difficile da infrangere.
5. Le tua abilità di reazione sono consumate e tu sei distrutto. Questo ti fa apparire sconvolto, isterico e quindi in linea con l’immagine che abbiamo diffuso che tu sei Il Matto.
6. Una vita tranquilla. La gente non ama i conflitti. Vogliono persone armoniose e non vogliono essere coinvolti dai problemi altrui.
7. Dietro la porta chiusa. Le persone adottano sempre il punto di vista secondo cui ci sono sempre due versioni di un’unica storia. Ti ascolteranno ma penseranno che è facile che ci sia qualche spiegazione il che significa che non è così male come lo fai sembrare. Stai provocando l’abusante, te la stai cercando, sei troppo suscettibile e prendi le cose nel modo sbagliato. Il “normale” pensa che la vita potrebbe essere differente dietro la porta chiusa di casa.
8. La gente vuole che le altre persone stiano tranquille e quindi al fine di preservare la pace suggeriranno che il comportamento non è così brutto come è stato detto e spingeranno la vittima ad andare a casa e sistemare le cose, inconsapevoli che non si tratta di qualcosa che può essere sistemato con una chiacchierata e una tazza di te.
9. I racconti di abusi e terribili maltrattamenti sembrano cose inverosimili che il normale non riesce a credere. Non ne hanno esperienza e in combinazione con l’esistenza della facciata semplicemente non riescono a capire come qualcuno possa comportarsi in quel modo.

Tutto questo finisce nel tuo tentativo senza successo di persuadere la gente cosa che diventa ancora più frustrante e stressante per te. Naturalmente, sappiamo bene di come la gente risponderà alle tue proteste e la mancanza di comprensione e conoscenza riguardo alla nostra tipologia ci permette di passare inosservati, muoverci liberamente e continuare a comportarci in questo modo senza essere puniti. Vieni lasciato a domandarti se l’ascoltatore è cieco o stupido. Non è stupido. Ma è cieco riguardo a ciò che siamo realmente.

Proprio come lo eri tu.

H.G. TUDOR

Blind or Stupid

📰 GIOCHI MENTALI-PARTE DUE ⬅

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Dopo aver spiegato nei dettagli alcuni dei giochi mentali che mettiamo in atto contro di te, questo porta all’inevitabile domanda: perché lo facciamo? Oserei dire che alcuni di voi saranno tentati di rispondere

“Perché siete tutti stronzi.”

Anche se questo è comprensibile e potenzialmente corretto (se visto dal tuo punto di vista) non ti fornirà alcuna comprensione del funzionamento delle nostre menti e dei nostri comportamenti. Di conseguenza, mi dilungherò in modo esaustivo sul perché usiamo i giochi mentali.

1. Carburante. Un elemento ovvio e giustamente il primo che viene considerato. L’applicazione dei giochi mentali alla dinamica tra te e noi viene usata per scatenarti una reazione emotiva e quindi raccogliere carburante da te. Che tu sia turbata, sconvolta, frustrata, infastidita o arrabbiata in conseguenza dei giochi che si fanno, è tutto carburante che beviamo prontamente.
2. Controllo. Siamo ossessionati dal controllo. Il nostro ambiente deve esserci riconoscente. Dobbiamo controllare tutto ciò che ci circonda al fine di garantire che continueremo ad esistere, a ricevere carburante, a ridurre al minimo e rimuovere i rischi e così via. Sottoponendoti ai giochi mentali, siamo in grado di raggiungere questo bisogno di controllo; dal momento che ne vieni intrappolata, rimani paralizzata dai loro effetti mentre cerchi di capire cosa sta succedendo, piuttosto che riconoscerli per quello che sono e allontanartene.
3. Pianificazione futura. Un risultato comune dopo essersi invischiati con la nostra tipologia è che quando sarai stata scartata o sarai scappata verrai etichettata come Quella Pazza, come effetto della campagna diffamatoria. I giochi mentali ti portano in un tale stato d’animo che diventa abbastanza facile per noi puntare il dito sul tuo comportamento durante la svalutazione, sul tuo comportamento post-scarto / fuga e dimostrare che sei davvero sconvolta. Ci sono pochissime persone che sono davvero in gradi di resistere alla diffusione dei giochi mentali e non essere influenzate in qualche modo da essi e molte persone alla fine del loro legame vengono lasciate con l’apparenza di essere “pazze”.
4. Gestione della facciata. Impegnandoci in giochi in cui siamo controllati, tu vieni vista come istrionica e instabile, mentre noi siamo calmi e piacevoli per tutti tranne che per te, e ciò induce le persone a formarsi un’opinione negativa su di te, questo ci permette di gestire e mantenere la facciata. Abbiamo una schiera di luogotenenti e membri della nostra cerchia dove tutti ci considerano onesti e gentili, il che ti rende la vita ancora più difficile in termini di tentativi di persuadere gli altri su ciò che siamo davvero.
5. Rinforzo di superiorità. Operiamo dalla prospettiva che noi siamo superiori a tutti quelli che ci circondano e specialmente a te. Impegnarci in giochi in cui siamo in grado di tirare la corda, renderti arrabbiata e furiosa ed esercitare il controllo, ci consente di evidenziare che siamo davvero superiori a te.
6. Auto difesa. Molti dei giochi mentali in cui ci impegniamo vengono fatti perché abbiamo bisogno di difenderci dall’essere sfidati o criticati. Quindi quando proiettiamo, neghiamo, deviamo e facciamo a scarica-barile, anche se ci può essere un beneficio collaterale in termini di quanto ciò ti influenza, la ragione principale per cui ci impegnamo in questo comportamento è di proteggerci rifiutando la colpa, impedendo a te di sfidarci e affrontando le critiche.
7. Esaurimento. In qualsiasi situazione, rispondi in modo più efficace quando sei riposata e riesci a pensare in modo chiaro. Lo spiegamento di giochi mentali ti rende esausta, questo ha come conseguenza la tua mancanza di chiarezza, il fatto che hai una resistenza ridotta e una minore forza di volontà. Ciò significa che è molto meno probabile che tu cerchi di sfuggire a ciò che stiamo facendo ed è molto più probabile che accetti di fare ciò che vogliamo.
8. Negazione plausibile. Operando entro le tracce delle parole, dei gesti e delle azioni, siamo spesso in grado di continuare ad essere vaghi e amorfi. Questo ci consente di manipolarvi ulteriormente, ma allo stesso tempo serve ad uno scopo incredibilmente utile, tanto per cominciare a negare che abbiamo messo in atto tali comportamenti, soprattutto con una terza parte. Se ci vengono chieste spiegazioni, ad esempio, da qualcuno che detiene l’autorità, possiamo puntare sull’assenza di prove o rigirare il discorso nella parola di una persona calma e ragionevole contro una Persona Pazza esaurita che farnetica.
9. Impatto. L’impatto dell’abuso emotivo e psicologico è invariabilmente più difficile da gestire per la vittima rispetto all’abuso fisico. Mentre l’abuso fisico è comprensibilmente sgradevole, la natura insidiosa dei giochi mentali implica che la vittima non può comprendere ciò che sta accadendo, non può accertarsi se è stata sottoposta a un gioco mentale (essere colpiti fisicamente è ovvio e inequivocabile) e non può capire perché viene trattata in questa maniera. Senza dubbio avrai sentito lo stato delle vittime,

“Avrei preferito essere aggredita fisicamente piuttosto che essere sottoposta a torture mentali”.

Il fatto che qualcuno scelga la lesione fisica a questo sottolinea quanto sia devastante l’impatto.

10. Mancanza di riconoscibilità. Oltre a una plausibile evidenza vi è il fatto che un livido è un livido e quindi fa sorgere qualche domanda. È molto più difficile determinare l’effetto dei giochi mentali. Sì, qualcuno può presentarsi esausto, ansioso, ipervigilante, terrorizzato e così via, ma per noi c’è sempre la possibilità di suggerire che sia dovuto e / o collegato a qualcos’altro. È più difficile farlo con l’abuso fisico (anche se non impossibile). In effetti, alcune persone non consentono di vedere gli effetti dei giochi mentali, preferendo tenerli nascosti ad altre parti.
11. Erosione. Se soffri per un braccio rotto, puoi ancora essere attivo. Puoi usare l’altro braccio, puoi camminare nei luoghi, parlare, puoi sentire e vedere e così via. I giochi mentali influenzano naturalmente ciò che controlla e governa tutto ciò che fai. Logorandoti la mente, siamo in grado di ridurti a terra, indebolendo la tua resistenza e impedendoti di essere così lucida da permetterti di fuggire da noi.
12. Ammorbidimento. L’applicazione dei giochi mentali attraverso il raggiungimento dell’erosione e dell’esaurimento come descritto sopra significa che in effetti vieni “ammorbidita” per ulteriori manipolazioni da applicare contro di te con il massimo effetto.
13. Vulnerabilità empatica. Come persona che ha tratti empatici, motivo per cui sei stata presa di mira da noi, sei più suscettibile a questo tipo di comportamenti. I giochi mentali funzionano particolarmente bene contro di te come conseguenza delle tue caratteristiche come onestà, dignità, dire la verità, bisogno di capire, voler aiutare e le tue risposte emotive.
14. Sforzo. Alcuni dei giochi mentali finiscono per farti trovare più difficile compiacerci e fare le cose per noi con l’ulteriore vantaggio che deriva naturalmente da questo.
15. Potere. Questo è applicabile al Narcisista Maggiore solo perché l’Inferiore e il Medio Rango non sono consapevoli della reale entità dell’applicazione dei giochi mentali. Il Narcisista Superiore si diletta nell’applicarsi a trattare qualcuno in questo modo, distorcere il loro mondo, farli saltare e muoversi al loro dire così, facendoli versare carburante a fontana senza avere idea di come o perché questo viene fatto loro. Le varie manipolazioni e i relativi risultati portano questo appello all’onnipotenza che il Superiore crede di avere.

H.G. TUDOR

Mind Games – Part Two

📰 GIOCHI MENTALI-PARTE UNO ➡

 

MIND-GAMES-PART-ONE.pngNoi amiamo conquistare. Non esiste un off limits per la nostra tipologia. La tua mente non fa eccezione a tale mentalità. L’applicazione ripetuta di giochi mentali e l’impatto che ciò ha avuto sono entrambe conseguenze che vivono a lungo nella memoria di coloro che li hanno vissuti come conseguenza di essersi invischiati con noi. Dichiaro ripetutamente che i giochi verranno sempre messi in atto. Dubito che pochi sarebbero in disaccordo con questa affermazione. Dovresti essere consapevole, tuttavia, che lo sviluppo di giochi mentali, pur essendo sempre un fattore nella relazione narcisistica, non è così deliberato come puoi immaginare all’inizio. Nel caso del Narcisista Inferiore, i giochi mentali sono garantiti. Sono una conseguenza dei suoi comportamenti istintivi, delle sue reazioni e delle metodologie predeterminate. Gli manca la funzione cognitiva per impegnarsi in un tormento mentale intenzionale, ma invece ciò che si rivela come gioco di mente è l’effetto collaterale del modo in cui si comporta. Similmente per il Medio Rango, l’applicazione dei giochi mentali a volte si manifesterà come deliberata, ma per la maggior parte, è simile all’Inferiore e questi giochi mentali si verificano come conseguenza del modo in cui è progettato per pensare e comportarsi. È con il Superiore che si manifesta il vero comportamento distorto non solo perché i giochi mentali sono una conseguenza di ciò che facciamo, ma ci impegniamo anche intenzionalmente in essi perché sappiamo quanto sono efficaci nel raggiungere ciò che vogliamo e anche perché siamo eccellenti a svilupparli.

L’imposizione dello smarrimento su una mente distrutta e sfinita possiede una destrezza tattile che è di gran lunga superiore all’applicazione brutale di un pugno su una guancia. L’evocazione della confusione dall’uso delle sole parole è un punto culminante del repertorio manipolativo del Superiore. Di conseguenza, i giochi mentali che nascono dall’intreccio con un Inferiore o un Medio Rango sorgono a causa dei vari meccanismi di difesa utilizzati da quei tipi di narcisisti. Il Superiore considera il gioco dei giochi mentali una parte essenziale della relazione narcisistica, che è considerata nobile, importante e un segno distintivo del suo sofisticato abuso.

Questi giochi mentali sono vari ed efficaci. Chiunque sia stato dalla parte di chi riceve, testimonierà l’impatto orribile che hanno nel creare dubbi, paura, preoccupazione, ansia, sottomissione e senso di impotenza. Quali sono alcuni di questi giochi mentali?

1. Seconda ipotesi. L’atto di farti dimenticare le tue esigenze perché sei condizionato a pensare prima ai nostri bisogni per evitare qualche terribile ripercussione se non lo fai. Tu applichi la tua mente più e più volte per esaminare la situazione e cercare di valutare come dovresti rispondere, cosa dovresti fare dopo, cosa dovresti organizzare, come dovresti sembrare, come dovresti comportarti per evitare qualche altro abuso.
2. Pre-occupazione. Rendendoci così centrali nella tua esistenza e l’unica cosa che conta, scopri che ti stai sempre facendo domande su di noi. Cosa stiamo facendo in questo momento? Con chi siamo? Che cosa stiamo facendo? Questo non si verifica necessariamente solo nella svalutazione. Mentre i semi della dipendenza vengono seminati durante la seduzione, scopri che la tua mente si concentra sempre più su di noi. Questa è la costruzione delle fondamenta per farti dimenticare i tuoi stessi bisogni e addirittura chi sei così il noi diveniamo il fulcro totale della tua attenzione.
3. Rispecchiamento. Ti convinciamo che ti stai innamorando della persona più meravigliosa e fantastica che tu abbia mai incontrato. Questo si ottiene rispecchiando ciò che vuoi nell’oggetto del tuo attaccamento. Incontrando questo bisogno su così tanti fronti diversi, non puoi fare a meno di innamorarti di ciò che credi che noi siamo.
4. Ossessione. Impegnandoci in modo vago, insipido e amorfo che abbiamo, facciamo in modo che tu inizi a ossessionarti da noi. Ancora una volta l’attenzione si sposta su di noi mentre ti chiedi cosa intendesse con quel commento? Perché è in ritardo? Perché l’ha fatto? Cerchi indizi che non esisteno e cerchi risposte che non ci sono, leggendo troppo in quelli che spesso sono scenari innocui.
5. Gaslighting. L’infame atto di farti dubitare della tua realtà ed è invariabilmente l’effetto cumulativo di molti diversi tipi di giochi mentali. Finisci per dubitare di te stesso e accettare la nostra falsa realtà come vera realtà.
6. Gettata a mare. L’atto di averti fatto pensare che stai per essere scartata. Verranno fatti commenti che suggeriscono che siamo insoddisfatti di te, che siamo stanchi di te e che abbiamo interessi altrove. Nulla viene detto apertamente, non c’è nulla di concreto, ma i segni ci sono che verrai scartato. Non è vero?
7. Gelosia. “Ma è solo un’amica.” “Come posso avere una relazione quando ci incontriamo solo durante il giorno.” “Stai leggendo troppe cose in questo fatto.” L’impressione di qualcuno di cui parliamo molto, trascorriamo del tempo e apparentemente ammiriamo è progettata per provocarti gelosia e minare la tua autostima.
8. Mea Culpa. La complessità e l’assurdità del nostro comportamento significa che tu non sei in grado di capire cosa sta realmente accadendo. Questo ti porta a dover trovare un qualche tipo di risposta per darti un po’ di tranquillità e quindi, dal momento che non hai motivo di interrogarci, decidi che devi essere in colpa e accuserai te stesso. Dopotutto, nessuno si arrabbia per nessuna buona ragione vero? Devi aver fatto qualcosa di sbagliato per provocarci. È colpa tua.
9. Proiezione. Lo spostamento intenzionale dei nostri difetti e comportamenti spiacevoli da noi a voi. L’accusa che assumi lo stesso comportamento che noi stessi assumiamo.
10. Attentato alla personalità. L’attacco immeritato e selvaggio verso di te, criticandoti per un certo numero di cose; come cammini, come parli, il colore dei tuoi capelli, chi sono i tuoi amici; come hai fatto il caffè stamattina. Atteccheremo tutto e il contrario di tutto di te anche se non puoi capire su cosa ci basiamo.
11. Trasferimento di Colpa. Il passo difensivo per garantire che non siamo mai colpevoli o responsabili. Tutto ciò che va storto, qualsiasi comportamento scorretto, qualsiasi contrattempo è tutto dovuto a te. L’hai provocato, tu hai portato a questo, l’hai fatto accadere. Anche se non vedi alcun motivo concreto per l’accusa che ti è stata lanciata, questo non impedirà che ciò accada.
12. Autorevole rifiuto. Noi non neghiamo e basta, neghiamo con tale convinzione, determinazione e autorità che di sicuro solo qualcuno che fa così è la persona che deve avere ragione, giusto?
13. Campagne diffamatorie “gassose”. Si sparla di te, si sussurra di te e si lanciano insulti contro il tuo nome, almeno tu pensi che sia così. Sembra che tu stia ricevendo strani sguardi e senti sghignazzare quando cammini da certe persone, ma non senti mai nulla di concreto o sicuro. Potresti udire male, potresti leggere male, potrebbe essere solo paranoia. Cercare di scoprire se stai subendo diffamazione è come cercare di prendere un gas a mani nude.
14. Trattamenti del silenzio. La base dell’arsenale narcisistico. Perché sta zitto? Perché è sparito? Che cosa hai fatto di sbagliato? Quando mi parlerà di nuovo?
15. Doppi standard. Siamo così piacevoli e meravigliosi per tutti gli altri. La gente parla così bene di noi, eppure quando la porta principale è chiusa diventiamo un mostro con te. È vero? Forse lo stai togliendo dal contesto e esagerando o forse stai facendo qualcosa che lo fa accadere e nessun altro lo fa?
16. Amnesia. Neghiamo di aver mai fatto qualcosa o detto qualcosa anche se sei sicura, beh abbastanza sicura, okay, almeno ragionevolmente sicura, lo abbiamo detto. Funziona in entrambi i modi come quando ti accusiamo di avere una memoria difettosa come quando ti diciamo che ti avevamo informato dalla settimana scorsa che saremmo usciti stasera, perché non ricordi queste cose? Lo stai facendo per infastidirci? Naturalmente.
17. Perdere il senno. Ti etichettiamo come una matta, una pazza, una maniaca che ha bisogno di aiuto. Buon Dio, tutti lo pensano di te e noi siamo santi per aver sopportato questo comportamento per così tanto tempo. Ti diciamo spesso, cerca di farti aiutare, di consultare un medico o un terapista e ti accompagnamo a spiegare loro come perdete le staffe. Stiamo facendo tutto questo per disturbarti ulteriormente, o d’altra parte, potresti semplicemente perdere la testa dopo aver sopportato tutto questo?

H.G. TUDOR

Mind Games – Part One

📑 PERCHÉ IL NARCISISTA SEMBRA COSÌ STRANO?

 

WHY-DOES-THE-NARCISSIST-SEEM-SO-ODD.pngÈ corretto affermare che operiamo in tre impostazioni essenziali. Vi sono vari gradi all’interno di queste situazioni, diversi livelli di intensità che sono influenzati da fattori come il tipo di narcisista a cui apparteniamo, ciò che chiediamo da voi, il livello di individuo empatico a cui appartenete e anche molti altri. Tuttavia, ci sono tre impostazioni base. La prima, come puoi aspettarti, è l’impostazione dorata. Siamo al meglio del nostro splendore, della nostra genialità e della tenerezza quando siamo in questo stato. Questo appare sempre durante la tua seduzione da parte nostra e lo ripristineremo di volta in volta e spesso quando ti recuperiamo per riportarti indietro e tenerti appeso a noi. Il secondo è l’impostazione oscura quando promuoviamo la nostra svalutazione nei tuoi confronti. Questa impostazione oscura ci consente di mettere in atto le nostre varie manipolazioni contro di te, una varietà di manipolazioni diverse man mano che inizia l’abuso, e rendiamo la tua vita particolarmente spiacevole. Ciò richiede impegno ed energia da parte nostra e anche se saremo ricompensati con carburante, è necessario un certo grado di applicazione per utilizzare queste manipolazioni contro di te. Quando sveliamo la nostra impostazione oscura risulta sconvolgente e confuso, ma spesso troverai qualche ragione per spiegare il nostro comportamento. Di solito è la ragione sbagliata, ma ne troverai comunque una dato che vuoi capire e avere una giustificazione per spiegare perché qualcuno si sta comportando in un certo modo con te – decidi che siamo stressati, stanchi, affamati, bisognosi di affetto o forse sei indebitamente severo con te stesso in modo che tu, in quel consueto modo empatico, biasimi te stesso per il comportamento che abbiamo tenuto contro di te. Forse non hai ascoltato quando avresti dovuto farlo, forse avresti dovuto capire che volevamo uscire stasera, o che non avremmo voluto il pollo per la seconda volta in questa settimana.

C’è una terza impostazione e questa spesso si rivela più confusa della nostra spiacevole impostazione oscura. Questa impostazione potrebbe essere considerata come un’impostazione neutra, a metà tra il dorato e il buio, ma non lo è. Questa impostazione è sulla strada per l’impostazione oscura ed è più vicina a che non a quella dorata. Questa particolare impostazione è l’impostazione sconosciuta.

Ci saranno momenti in cui non desideriamo impiegare molta energia nella nostra continua svalutazione di te, ma la svalutazione deve continuare. Potrebbe non essere così dura, dal momento che non ci sono urla, violenza, insulti e cose simili. Non è il periodo d’oro perché non mostriamo affetto, non facciamo cose per voi e non esibiamo nulla del fascino che un tempo fluiva così prontamente da noi. Durante questa impostazione sconosciuta non siamo né meravigliosi né terribili, ma ci comportiamo come una persona che non ti conosce veramente e ti rimane sicuramente la sensazione di avere a che fare con qualcun altro.

Se ci telefoni, non metteremo in atto un trattamento del silenzio e ignoreremo le tue ripetute chiamate. Non risponderemo in meno di uno squillo e ti parleremo con affetto ed entusiasmo, invece rispondiamo e ci impegniamo in una conversazione a monosillabi. È come mostrare i denti. Confermiamo che non c’è nulla che non va e tu potresti pensare che ci sia ma non abbiamo risposto con rabbia o durezza. Non ti abbiamo accusato di nulla, non ti abbiamo etichettato in qualche modo ma la conversazione è piatta. È come se la nostra personalità, sia dorata che oscura, fosse svanita e avesse lasciato quasi un automa al suo posto. Facciamo cose, parliamo dei nostri giorni ma con pochi dettagli e certamente nessun entusiasmo. Ti poniamo domande ma sono educate e superficiali come se stessimo facendo il nostro lavoro. Non c’è cattiveria, nessuna maldicenza o deriosione. È difficile da elaborare perché non c’è niente, non può essere quello il caso perché stiamo parlando con te, ma sembra che non succeda niente.

Potremmo chiedere in giro per vederti ma sembrerà come se l’avesse chiesto un controllore. Ci sediamo, rifiutiamo un drink che ci offri e rispondiamo alle tue domande senza offrirti nulla in cambio. Dove è finito il principe azzurro? Dove è finito il mostro? Chi è questo estraneo che assomiglia a noi, sembra proprio come noi ma non si comporta come noi? Non puoi accusarci di essere spiacevoli ma è spiacevole perché hai a che fare con qualcuno che non riconosci. A qualsiasi domanda su cosa non va con noi rispondiamo educatamente e sei certo che non c’è un problema, ma sembriamo senza vita. Ci lusinghi, ci fai i complimenti e anche se li accettiamo non c’è segno di interesse, non c’è reazione.

Perché siamo così? Perché facciamo questo? Perché sembriamo qualcun altro? È come se fossimo stati rapiti dagli alieni nella notte e sostituiti con un robot che non è né meraviglioso né selvaggio, ma è deludentemente qualcos’altro. Questa terza impostazione si verifica durante il periodo di svalutazione. Non è una tregua dalla svalutazione in quanto quella sarebbe di nuovo l’impostazione dorata. Chiaramente non è l’impostazione oscura in quanto si tratta della messa in opera della cattiveria e dell’abuso. Questa terza impostazione è un indicatore della calma prima della tempesta. Mentre ci sono occasioni in cui potremmo passare dall’impostazione dorata a quella oscura in un batter d’occhio, questa terza impostazione viene usata quando desideriamo conservare energia in previsione di scatenare uno scenario particolarmente selvaggio nella fase successiva della svalutazione mentre ci sposteremo verso l’impostazione oscura e ci diamo dentro a mille. Non stai viaggiando guidato da venti deboli, e nemmeno vieni gettato su e giù da una tempesta, invece vieni calmato o mosso da una leggera brezza. Questo è il periodo in cui ci scaldiamo i muscoli, raccogliamo informazioni e tramiamo. Il passaggio di funzioni all’organizzazione e al progettare ciò che verrà, unito all’intenso flusso di energia richiesto per sostenere il brutale intensificarsi di questa svalutazione, implica che adottiamo questa impostazione quasi in automatico. Potresti non vederla mai, questo dipende dalla natura del narcisista con cui ti sei invischiato, ma quando la vedi, dovresti essere consapevole che è in arrivo una tempesta e non solo qualche vecchia tempesta, ma una tempesta supercella di ingenti e feroci proporzioni. Questo è un avvertimento.

H.G. TUDOR

Why Does The Narcissist Seem So Odd?

👤 CAPRO ESPIATORIO

 

SCAPEGOAT.png“Non vuoi finire come lui adesso, vero?”

Anni dopo quelle parole mi risuonano ancora nella mente. Agiscono come un crudele guardiano che garantisce che non inciamperò, non andrò mai in rovina e non cadrò mai vittima delle ingiustizie che questo mondo ha in serbo per me. Mi è stato mostrato cosa succede a coloro che sono deboli, a quelli che non riescono a prendere il controllo e raggiungere il potere per se stessi. Le conseguenze del fallimento mi sono state messe davanti quasi ogni giorno per permettermi di assistere all’intenso orrore di ciò che doveva essere sotto gli standard, sotto la media o semplicemente non abbastanza buono.

Sapevo che questo destino non doveva abbattersi su di me e che era necessario che io mi arrampicassi più in alto di tutti gli altri, non importava a quale costo. Finché ci fosse qualcuno sotto di me su quella scala mentre salivo, allora, come si suol dire, il peggio toccherà agli ultimi.

A testa alta e avanti, salendo sempre più in alto per sfuggire alle conseguenze della vulnerabilità, della debolezza e del fallimento. Mi è stata data un veloce prontuario nell’ apprendere come restare in testa e proteggere me stesso. C’erano due percorsi disponibili per assicurare che tu fossi il numero uno e il migliore. Sforzarti di stare avanti rispetto alla resistenza, e per resistenza avevo pensato che si intendesse tutti gli altri, e inoltre abbattere la resistenza in modo che essi vengano sommersi nel pantano del fallimento.

Se il tuo avversario è più alto, tagliagli le ginocchia. Se è più bello, gettagli l’acido in faccia. Se è più intelligente, fagli schizzar fuori le cervella. Se è più forte, colpiscilo nel punto debole. Se è più ricco, deprivalo di monete e centesimi. Se vive in un luogo ameno, inquina la zona circostante. Se ha un buon lavoro, fallo licenziare. Ovviamente si parla per un po’ di tempo in senso metaforico, e ciò significa che per fare tutte queste cose è necessario giocare la carta del capro espiatorio. Diventare abile a puntare il dito altrove, coltivare la persuasione in modo che l’attribuzione della colpa ricada sulle spalle di un altro, dare rifiuti plausibili in modo che il manto di colpa non si posi mai sulla mia testa. Non sarà mai colpa mia. Mai. Quelle erano le mie istruzioni.

L’addottrinamento continuava. Non sei da biasimare, non sei colpevole, non sei il problema, non hai nemmeno causato il problema. Cancella la parola scusa dal tuo vocabolario dal momento che non la senti, rimuovi l’idea di scusarti perché non hai nulla di cui scusarti, non esprimere nulla che possa essere considerato un senso di colpa in quanto questo è un concetto alieno.

C’è sempre qualcun altro che può essere incolpato. Non ci vuole molto perché il ripetuto mantra del non essere mai colpa mia, generi quel senso di inespugnabilità e una mancanza di responsabilità. Dal momento che è colpa di tutti gli altri, è una logica impeccabile, non è che non può esser mai colpa mia? Ne consegue perciò che se non è mai colpa mia, un individuo così privo di difetti è veramente superiore e si erge sopra tutti gli altri.

Per facilitare ciò, si rende quindi necessario identificare un capro espiatorio o, più esattamente, dei capri espiatori. Il ruolo del capro espiatorio si inserisce perfettamente nel nostro modo di pensare. La colpa è un concetto intangibile ma che esiste. Qualcuno deve essere sempre incolpato. Mi è stato insegnato questo fin dall’inizio. Le cose non capitano e basta, accadono per una ragione e la ragione era che lei urlava sempre, che sbagliava sempre, che loro erano socialmente emarginati, che lei non era in grado di superare l’esame, che lui non aveva mai raggiunto un obiettivo, che loro non erano mai andati in vacanza, che lui non era in grado di tenersi un lavoro, che lei era una madre single, che lui aveva un problema con il bere, che lei era brutta, che lui viveva in una zona povera, che lei non era mai stata invitata, che lui era morto da solo, che lei era stata picchiata, che lui era stato arrestato, che lei era stata violentata, che lui era stato assassinato, era perché essi erano capri espiatori.

Rendere gli altri il capro espiatorio, l’immunità dalla colpa e il biasimo che ne consegue fa sì che ci si possa muovere senza ostacoli, barriere o confini. Fa’ diventare lui o lei un capro espiatorio perché se non lo fai per primo lo faranno loro con te. Assicurati di dar loro la colpa prima che possano dirigere quell’occhio accusatore nella tua direzione. Rimani uno, no, dieci passi avanti. Essi meritano di venire incolpati. Se avessero avuto un po’ di valore, non verrebbero stigmatizzati in questo modo, è colpa loro.

Ho imparato che possono arrivare con sorrisi, ma la lama della colpa è puntata dietro le loro spalle, pronta a colpire, quindi affonda profondamente dentro di loro il tuo pugnale di colpa per primo. Non farti prendere dalle false dichiarazioni di amore e compassione, non sono che veli da mettermi sugli occhi di modo che puoi posare sulla mia testa una corona di responsabilità.

Presto le esperienze che ho acquisito hanno iniziato ad istruirmi automaticamente. Non ti senti abbastanza considerato ad una festa? Gli ospiti sono ignoranti e scortesi. Dì a qualcuno che si tratta di questo e vedi come si sposta l’attenzione. Servito con lentezza al bar? Il barista è incompetente e ci si dovrebbe ricordare di questo fatto. Vedi come aveva reagito ora? Report non completato in tempo? Trova un collega junior e fai notare come ha omesso di fornire le informazioni necessarie. Criticato perché non guadagni abbastanza? Incolpa i padroni per aver condotto l’azienda sul lastrico e non riuscire a premiare un lavoratore diligente come me. Ti senti irrequieto e non amato? Scagliati contro di lei così lei cerca di farsi perdonare. Bloccato nel traffico? Incolpa il dipartimento dei trasporti per i lavori stradali fatti male. Difficoltà a dormire? Devono essere quei dannati vicini e la loro musica a tarda notte, va a dar loro una bella strigliata e vedi come ti senti molto meglio quando fai notare loro che sono in colpa.

Ma cosa succede se non si verificano queste cose ma succede perché non sono una persona abbastanza interessante con cui parlare, o non abbastanza attraente da essere notato, o non abbastanza bravo nel mio lavoro, o non raggiungo gli obiettivi perché non sono in grado di applicare lo sforzo necessario, o perché non le mostro più alcun affetto, o perché sono partito tardi da casa, o perché mi sono addormentato questo pomeriggio?

Mai. Questo è quello che loro vogliono farti pensare. Questo è il controllo che cercano di esercitare su di te. È così che entrano nella tua mente e cercano di farti pensare che sei debole, quando non lo sei. Ricorda, vogliono che tu sia il capro espiatorio. Vogliono che tu sia il fallimento, vogliono che tu sia il bersaglio del loro dar colpe, quindi prendi la colpa, accusa il colpo e diventa il capro espiatorio. Già, hai ragione, ora ricordo.

I dettami risuonano ancora adesso, ricordando ed enfatizzando. Non è il tuo ruolo. Sei migliore di tutti loro. Ti innalzerai al di sopra di loro e per farlo devi lavorare sodo su tutto e assicurarti che essi siano i soli a venire incolpati, perché così dev’essere. Sono quelli che stanno cercando di impedirti di raggiungere e rivendicare ciò che è
tuo di diritto. Sono i doppiogiochisti, i nemici insidiosi, gli infidi traditori che scatenano la sedizione e praticano la slealtà. Fai sapere chi sono, incolpali ingiustamente.

Quindi questo spiega tutto ciò che facciamo. Troviamo un capro espiatorio in ogni aspetto della nostra vita. Il fratello bistrattato, il collega piagnucoloso, il vicino criticato, lo straniero nell’ipermercato locale, il dipendente sottomesso, io zimbello del circolo sociale e soprattutto tu, il partner intimo che diventi il capro espiatorio perfetto.

Sei tu che diventi il ricettacolo delle nostre persecuzioni prepotenti, intimidatorie, fastidiose, bullistiche, intimidatorie, costringenti, colpevolizzanti, accusatorie, minacciose, terrorizzanti, randellanti e opprimenti. Hai bruciato la cena, hai fatto diventare rosa la camicia bianca, ti sei dimenticata di ritirare quel regalo che volevamo, non hai soddisfatto il nostro appetito sessuale, ci hai resi infedeli, ci hai fatto rompere quello specchio, ti sei fatta prendere a schiaffi, ci hai fatto ammalare, hai fatto perdere la nostra squadra, ci sei costata quella promozione, ci hai svegliato troppo presto, ci hai svegliato troppo tardi, ci hai fatto addormentare, ci hai tenuti svegli, non l’hai fatto, l’hai fatto. Ancora.

Questo condizionamento ha garantito che l’unico modo per rimanere in testa, vincere e riuscire fosse trovare qualcuno da incolpare e questo non cambia perché sappiamo che stai solo aspettando di provare a dare la colpa a noi, bene, conosciamo il tuo gioco. Ti abbiamo preso di mira e sei tu da incolpare, non noi.

L’unico modo per prevenire l’inferno di essere un capro espiatorio è quello di rendere altri un capro espiatorio.

E così faccio quello che faccio, dico quello che dico e sono quello che sono così non finirò come lui, come lei, come loro, come te.

Puoi davvero biasimarmi perché faccio questo?

H.G. TUDOR

Scapegoat

👤 PESANTE DA PORTARE È LA CORONA DEL NARCISISTA

 

HEAVY-LIES-THE´S-CROWN - Copia.pngPesante da portare è la corona che si trova in cima alla mia testa mentre guardo fuori sul mio regno. Resto dentro la mia torre dorata, dietro quelle terribili doppie porte che sono chiuse a quattro mandate e sbarrate tre volte. Siedo sul mio trono che è stato modellato dalle anime che ho rubato e legato a questo edificio di acciaio scuro e vetro frastagliato. Sento il basso gemito della loro prigionia mentre io mi siedo e guardo le mie terre che si estendono verso nord, est, sud e ovest. Da questa postazione strategica vedo tutte le cose e sono visto da tutti, ricordando loro chi sono e perché sono il loro meglio. Sono scelto per guidare e governare e devono sempre esibire un adeguato rispetto e lealtà nei miei confronti o subiranno lo stesso destino di coloro che sanno ottenere il mio posto. So che ci sono degli impostori là fuori che cercheranno, attraverso i loro modi perfidi di assaltare la mia cittadella e spodestarmi. Conosco i loro piani. Conosco i loro schemi di tradimento, i loro sussurri sediziosi si fanno strada, portati da me dai miei sempre leali corvi che svolazzano qua e là diffondendo il mio oscuro messaggio e mi nutrono con le risposte di cui mi nutro avidamente nell’ambito di quel tanto necessario sostentamento.

So troppo bene che ci sono quelli che arriverebbero come banditi nella notte e tenterebbero con maliziosa premeditazione di tagliarmi la gola e lasciarmi morire dissanguato, la vita che fuoriesce da me attraverso le numerose ferite da perforazione e quindi devo mantenere le mie difese e cercare questi nemici sleali. Conosco il loro gioco e li tengo d’occhio. Non possono raggiungermi qui però. I miei fedeli Luogotenenti sorvegliano il percorso verso questa cittadella e respingeranno tutti coloro che si avvicinano a me con false intenzioni. So che non si allontaneranno dal proteggere il loro padrone perché li ho modellati a mia immagine per consentire loro di adempiere ai loro ruoli. Equipaggiati con armi annerite che tagliano e strappano, abbatteranno chiunque osi farmi del male. Nessuno è in grado di sferrare quel colpo fatale contro di me però. Sono saggio per i loro piani di danno e assassinio e sento l’odore del loro scandaloso tradimento che gocciola come l’icore da loro con la stessa facilità con cui potrei rilevare l’aroma del giglio o del caprifoglio.

Pesante da portare è la corona che poggia sulla mia testa perché porto su di me il fardello di molti. Non è facile guidare e gestire quelle anime che mi guardano per avere protezione e illuminazione. Come si affollano alla mia cittadella quando sto al mio balcone e concedo loro la grazia del mio regolamento d’oro. Si inchinano davanti a me a migliaia con la loro ammirazione e gratitudine palpabili e mi permettono di bere a pieno nella loro venerazione. In cambio mi assicuro che questi soggetti leali vivano un’epoca d’oro, un’epoca di abbondanza e giubilo, e così continuano a radunarsi sotto di me in ginocchio, sperando in uno sguardo del loro sovrano più eccellente. Questo non è un ruolo per quelli dal cuore debole. Coloro che non hanno forza, non possono sedersi su questo trono perché solo i potenti e i beati sono capaci di cogliere le speranze di migliaia di seguaci e di concedere loro giorni di sole. Solo colui che è venerato e di tale elevazione può fornire un tale soccorso ai molti che reclamano la guida in tempi così oscuri. La mia generosità permette loro di prosperare mentre si prendono cura di queste terre fertili. La mia guida fornisce loro la ragione per coltivare la terra, seminare i loro semi e raccogliere i frutti del regno nel mio nome. È solo attraverso la mia benevolenza che un tale periodo di abbondanza può prosperare.

Spesso devo consegnare alcuni di loro all’ombra, spegnendo il raggio d’oro della luce che illuminava il loro mondo. Lo faccio con il cuore pesante perché mi hanno mostrato qualche servigio ma ora mi offrono poco e come tale devono capire che tale grazia e bellezza fanno parte di un mio dono e, come lo concedo, posso negarlo. I loro lamenti e ululati di dolore e di protesta confermano sempre che la mia decisione è stata quella giusta e traggo grande sostegno dalla loro sofferenza. Tuttavia, tale è la possente attrazione di uno come me che non partono o si allontanano in terre lontane ma invece rimangono, sopportano la tortura e mi chiamano, implorando il mio perdono e implorando la restituzione del mio regno d’oro. Io non sono un uomo malvagio, anche se molti diffondono certe bugie che lo sono e in quanto tale, di tanto in tanto, consentirò a quella luce dorata e benevola d’oro di rischiarare le loro vite ancora una volta e il loro sollievo e la loro gratitudine sarà più edificante.

Ogni giorno devo sedere su questo trono in cima alla mia cittadella autoctona e assicurare il benessere e il buon ordine dei miei sudditi per assicurare che il raccolto giornaliero sia forte, abbondante e potente. Pochi possono farlo con l’efficacia di cui sono capace. Devo ancora incontrarli, ma so che esistono, governando terre lontane dalla mia in un modo che è molto simile al mio. Ogni singolo giorno devo consegnare alcuni soggetti all’ombra e alla vergogna, ogni singolo giorno devo far tornare gli altri all’ovile. Non possono esistere senza di me e io non posso esistere senza di loro. Io sono il loro re, io e la terra siamo una cosa sola.

Oggi è pesante da portare la corona sulla mia testa, ma so che domani arriverà, il raccolto sarà ancora più grande e così ricaricato allevierò il peso e solleverò la testa per permettere ai miei occhi sia dorati che neri di guardare ognuno dei miei soggetti negli occhi come per chiedere loro cosa faranno per me oggi. È pesante il fardello che porteranno per il loro re. Pesante è il loro obbligo nei confronti del loro monarca. Pesante giace il giogo invisibile sul loro collo e le catene che io potrò strattonare per assicurare che domani questo pesante fardello non sarà più pesante.

H.G. TUDOR

Heavy Lies The Narcissist´s Crown

📰 PERCHÉ IL NARCISISTA RENDE TUTTO COSÌ DIFFICILE

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Ti sarai fatto questa domanda molte volte in silenzio. Lo avrai chiesto ad amici e parenti mentre racconti l’ultimo confuso attacco di comportamenti da parte nostra. Potresti persino spingerti a chiederci perché rendiamo tutto così difficile. La tua confusione deriva da diversi punti. Prima di tutto, la vita dovrebbe essere una ciotola di ciliegie e filare liscia. Hai una buona casa, due macchine sul vialetto, puoi andare in vacanza, non ci sono preoccupazioni per le bollette, i lavori sembrano sicuri. Non sei ricco ma sei in una posizione fortunata. Tutti in famiglia godono di buona salute, hai due splendidi figli e la famiglia allargata è solidale e partecipa alla tua vita. Una volta stavate bene insieme, splendidamente, un vero incontro fatto in cielo che mostra che è possibile e quindi suggerisce, non è vero, che questo può essere resuscitato e restituito, se solo lui avesse voluto e provato a farlo. Andando oltre a questo, tu dai tutto alla relazione. Non sei cambiato. Resti devoto, amorevole, lavorando duramente per l’unità familiare sia in ufficio che a casa. Tu prepari i pasti, suggerisci giornate fuori, ti occupi della lavanderia e delle faccende domestiche con poco sostegno in cambio. Tu sai che ci dai più di te stesso, emotivamente e in termini di dedizione al concetto della nostra relazione e a dire la verità non ti dispiace farlo. Sei sempre stato un donatore e ricavi piacere nel vedere le altre persone contente e felici sapendo di aver avuto un ruolo in esso. Anche se sarebbe bello ricevere un po’ di affetto di tanto in tanto, potresti vivere senza di esso, se sei completamente onesto, se solo non avessimo reso tutto così difficile.

Non puoi capire perché rendiamo la vita così difficile. Non c’è nulla di cui essere turbati o preoccupati. In effetti, con la tua tolleranza e la tua natura generosa, siamo sicuramente caduti in piedi. I tuoi amici ti dicono che, dato tutto quello che fai per noi, dobbiamo gettarci in ginocchio e adorarti quando entri dalla porta la sera. Tu ridi di tali suggerimenti, dato che sei troppo modesto, ma dentro di te desideri che ci possa essere un riconoscimento, un ringraziamento per tutto ciò che fai. Non deve essere ricambiato, tu sei contento di quel ruolo, ma se solo accettassimo questo enorme vantaggio che abbiamo e non rovinassimo le cose, causassimo discussioni e portassimo discordia quando non ce n’è davvero bisogno. Potresti capirlo se efettivamente facessi qualcosa di sbagliato ma non lo fai, lo sai che non lo fai. Di tanto in tanto ti ritrovi ad analizzare ciò che fai e ti chiedi se forse sei tu a provocare questi improvvisi sbalzi d’umore, gli attacchi, i silenzi col broncio e l’irritazione. Ogni tanto pensi di aver fatto qualcosa di sbagliato, ti scuserai e farai ammenda, non che ti porti da nessuna parte. A volte pensi che staresti meglio se arrivassi ubriaca, prendessi a calci il cane e ci chiedessi di prepararti qualcosa da mangiare prima di addormentarti davanti alla televisione. Forse se tu venissi pieno di furia e ci dessi uno schiaffo potremmo rispettarti di più, perché sembra che la tua dedizione e sottomissione non ti portino a nulla. Questo pensiero ti passa spesso attraverso la mente ma tu sai che non potresti comportarti così, perché tu non sei così, ma ti fa chiedere cosa devi fare per ottenere il nostro rispetto, il nostro interesse e il nostro amore ancora una volta, come era una volta.

Non puoi capire perché una persna dovrebbe scegliere di essere così difficile e così spesso. Abbiamo tutti i vantaggi. Perché non accontentarsi di questi e di vivere una vita meravigliosa con una famiglia deliziosa e una moglie adorabile? Sicuramente è molto più facile che provocare il caos, il pandemonio e il turbamento? Non solo queste tempeste spuntano dal nulla, ma non riesci a capire perché ci si possa comportare in questo modo con una persona che noi presumibilmente amiamo e di cui ci preoccupiamo. Non ha senso, non ha alcun senso, ma non hai intenzione di mollare. Non sei un perdente. Scoprirai di cosa si tratta e apporterai le modifiche appropriate in modo che la vita sia davvero un letto di rose.

Quante volte ti sei sentito in questo modo? Molte volte dovrei immaginare. È straordinario e incredibile che quasi preferiamo una vita di conflitto anziché quella che potrebbe essere una vita serena e piacevole. Questo non ha alcun senso per te. Il fatto è che noi non scegliamo di causare confusione e caos, dobbiamo. Certo, scegliamo il grado e l’estensione, il Superiore del nostro tipo elaborando le nostre macchinazioni particolarmente selvagge e atroci che aumentano il dolore e la sofferenza, ma tutti noi, che siano Inferiori o di Medio Rango o Superiori, non scegliamo una vita di conflitto con voi, il nostro partner intimo, deve succedere.

Abbiamo bisogno di creare una scenata perché ci nutriamo dell’emissione di emozioni generata da voi in risposta a questa scenata e questo ci fornisce carburante. È stato superato il momento in cui possiamo contare sulla tua ammirazione, amore e affetto, che è diventato stantio anche se non lo liquidiamo così. Per far sì che l’ammirazione, l’amore e l’affetto appaiano brillanti e nuovi (anche se solo per un breve periodo) dobbiamo creare la scenata, il rovescio della medaglia e il conflitto in modo che ci sia un contrasto. Questo contrasto ci permetterà di ripristinare il nostro “lato buono”, il periodo d’oro e le cose sembreranno meravigliose per un periodo di tempo, ma poi la sensazione stantia torna ancora una volta. Quindi il conflitto deve essere ripreso. Tu non hai controllo su questo. Non importa quanto cerchi di accontentarci, di accoglierci e di fare le cose che ci piacciono, questo inestinguibile bisogno di carburante implica che le montagne russe non si fermeranno. Non c’è spesso alcuna logica, dalla tua prospettiva. Potresti notare certi comportamenti che ti dicono che la tempesta sta per essere scatenata, ma spesso non lo saprai. Questo perché ciò che scatena la tempesta è l’ignizione della nostra furia causata dalle tue critiche nei nostri confronti. Queste critiche di solito sono più facilmente percepibili da noi che reali per te e questo significa che dovrai sempre faticare per identificarle. Credimi, un semplice “Ciao, come stai?” può scatenare la tempesta. Nel nostro mondo consideriamo questo semplice e piacevole saluto come una domanda non necessaria e il suggerimento che c’è qualcosa di sbagliato. Se c’è qualcosa di sbagliato, allora questa è una critica. Questo è il motivo per cui sembriamo scoppiare per “niente”. È niente nel tuo mondo, ma nel nostro c’è stata una critica e questo accende la nostra furia con il conseguente urlare, cattiveria, bronci e trattamenti del silenzio. Non esiste uno schema per questo comportamento. Una sola volta non si può dire che sia tre settimane buone e una cattiva. Puoi avere mesi di periodo d’oro reintegrato prima che un altro tornado attraversi la tua vita. Ci può essere una successione di tornado ogni singolo giorno per un mese. Ti lascerà sempre confuso e sconcertato sul perché ci comportiamo in questo modo quando c’è così tanto di buono nella nostra vita, così tanto da divertirci e guardare avanti. Come al solito è perché guardi il mondo dalla tua prospettiva. Dal nostro è molto diverso. Non scegliamo di rendere la vita difficile, dobbiamo.

H.G. TUDOR

Why Does The Narcissist Have To Make It So Difficult?

📰 LO SCARTO FINALE. SOLO CHE NON LO È.

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“Mi ha detto che non avrebbe più voluto vedermi finché fosse stato vivo. È così. Questa volta è veramente finita.”

“Lei mi ha detto che ero inutile, patetico, che mi odiava e che avrebbe chiamato la polizia se mi fossi avvicinato ancora a lei. Non capisco cosa sta accadendo, ma tutto ciò che so è che è la fine assoluta.”

“Ha chiarito che non c’è futuro per noi, che non può sopportare la mia vista e vuole che al mattino abbia fatto le valigie e me ne sia andata. È così. È davvero così, questa volta.”

“Lei ha preso tutte le sue cose e mi ha lasciato una lettera spiegando che non può più farlo, che ha bisogno di ritrovare se stessa, qualunque cosa significhi e non c’è futuro per noi insieme. Sapevo che stava per succedere, dovevo dirlo, ho avuto lo scarto finale.”

Lo scarto finale. Il sipario della conclusione. La ghigliottina della totalità.

È davvero finita.

Così spesso le vittime della nostra specie distinguono tra essere state scartate e quindi si tratta (attendi musica drammatica) dello scarto FINALE. Esiste l’essere gettata da una parte da parte nostra ma con la prospettiva di essere recuperata e poi c’è lo scarto finale in cui sei stata rimossa dalla tua associazione con noi ed è la fine dell’intreccio, e non ci sarà mai più relazione tra me e te.

Le vittime ritengono spesso opportuno dichiarare che questa volta è lo scarto definitivo e lo fanno per due ragioni che, curiosamente sono in conflitto.

La prima ragione è che esse sperano disperatamente che non sia davvero lo scarto finale e che quando spiegano a chiunque le stia ascoltando raccontano minuto per minuto la dinamica di questo scarto finale, sperano che quella persona dirà loro che non lo è. La vittima spera che il suo interlocutore le fornisca qualche ragione plausibile, qualche frammento di evidenza che spieghi che non può essere lo scarto definitivo e così realizzi ciò che arde nel cuore di tutti gli individui empatici; la speranza.

La vittima non vuole che la relazione finisca. Lui o lei non possono sopportare il dolore. Non vogliono che questo sia il loro esilio, il loro abbandono o la loro espulsione. Vogliono restare con noi ma temono che questa volta davvero sia la fine e gridano perché qualcuno dica loro che non lo è, solo così possono aggrapparsi a una speranza.

La seconda ragione è perché la vittima spera in effetti che sia finita così saranno liberate dalle nostre catene mostruose.
Vogliono che sia la fine. La vittima, o durante o talvolta dopo questo scarto finale, avendo acquisito qualche nozione e conoscenza, si convince che ciò che loro hanno fatto ha causato importanti ferite (anche se spesso hanno torto su questo) e che questa ferita era in una condizione tale che ci ha spinto a svignarcela con la coda tra le gambe, nascondendoci, feriti, e traboccanti di vergogna, cosicché noi non oseremo mai rischiare di tornare da te. La vittima conclude che ciò che loro hanno fatto ci ha portato a scappare, e non copriremo di nuovo i loro gradini e la loro casella di posta. È una conclusione ragionevole da raggiungere.

Non esiste uno scarto finale.

Non esiste uno scarto.

Esiste sempre e solo un disimpegno.

Questo è perché nelle nostre menti tu appartieni a noi e la Relazione Narcisistica dura finché non muori o noi moriamo. È solo quando una cosa definitiva si applica alla nostra relazione. Tu sei nostra proprietà. Tu sei il nostro apparecchio che ci dà carburante. Tu sei buona e poi sei cattiva. Tu sei utile e poi sei inutile. E poi ci sei di nuovo utile.

Abbiamo investito tempo ed energia in te. Vogliamo raccoglierne i benefici più e più volte.

Se sei la nostra risorsa primaria, ci dis-impegneremo con te. Ti dipingiamo di nero e non vogliamo fare più nulla con te in questo momento. Può sembrare che ti abbiamo ‘scartato’, ma è semplicemente il termine della Relazione Formale. Non sei più la nostra fidanzata, partner, moglie. La Relazione Narcisistica persiste. Non estraiamo carburante da te, non prendiamo i tuoi tratti caratteriali, non prendiamo i tuoi benefici residui. Vieni cancellata quando iniziamo un periodo d’oro con una nuova risorsa primaria.

Se sei una risorsa secondaria intima, ci dis-impegneremo con te. Verrai posta sullo scaffale, dietro la credenza, pronta per la prossima volta che vorremo impegnarci con te. Non sei cancellata. Sei solo non richiesta. Per ora. Non è uno scarto. Tu di solito non vieni svalutata. Se è successo questo, vuol dire che ci hai offeso e ci sarà un dis-impegno e un termine della Relazione Formale di trombamica con benefici, o di partner sessuale.

Se sei una risorsa secondaria non intima, ci dis-impegnamo da te. Vieni posta di nuovo sullo scaffale fino alla prossima volta che vorremo impegnarci con te. La maggior parte delle NISS non nota che questo succede perché lo considerano una pausa naturale tra incontrarsi parlarsi e così via. Inoltre, è raro per le NISS venire svalutate, ma se è successo, vuol dire che ci hai offeso e la Relazione Formale è terminata. Non sei più nostra amica.

Se sei una risorsa terziaria, che sia intima o non intima, sarai messa da una parte come se ci dis-impegnassimo. Non c’è una Relazione Formale da terminare. Possiamo tornare da te oppure no. Dipende dalle nostre necessità di carburante.

Quindi, devi capire che c’è sempre solo un dis-impegno. La Relazione Narcisistica continua. Se non c’è svalutazione, noi consideriamo che la Relazione Formale resti in piedi – perciò tu resterai la nostra trombamica, la nostra amica – ma noi non abbiamo bisogno di chiamarti in questo momento. Se c’è svalutazione, allora la Relazione Formale è finita – non sarai più nostra moglie, non sarai il nostro ragazzo, non sarai l’amica o l’amica con benefici e ci dis-impegnamo.

Siamo noi di solito che decidiamo per questo dis-impegno. Se c’è svalutazione e dis-impegno o solo dis-impegno, siamo inevitabilmente noi a prendere questa decisione. Se ci respingi allora si tratta di una fuga e naturalmente noi ti persuaderemo a tener duro.

Che dire poi della situazione o dove sei stata tu a ferirci notevolmente quando ci siamo dis-impegnati o più verosimilmente quando tu fai la fuga? Sicuramente questo porta verso la fine definitiva? Questo deve voler dire che noi non vorremo più impegnarci con te perché ci hai ferito a morte e di conseguenza se l’hai fatto quando ci siamo dis-impegnati con te, allora non torneremo mai più? Se l’hai fatto come parte della fuga che hai organizzato, allora non è corretto affermare che non ti recupereremo?

No.

Come detto molte volte, c’è sempre un rischio che noi torniamo a recuperarti. Occorre che venga messo in moto un Attivatore di Recupero con la tua entrata in una sfera di influenza. Successivamente, il Criterio di Esecuzione del Recupero dovrà essere raggiunto. Questo include vari fattori da equilibrare, alcuni aumentano il rischio di incontrare il criterio, altri diminuiscono questo rischio.

Ciò comprende

• Il tipo di narcisista con cui hai a che fare
• Come è stato considerato il tuo carburante
• Se ci hai fornito i tratti caratteriali
• Se ci hai fornito i benefici residui
• Se stai con qualcun altro
• Se ti sei rimessa oppure no da una situazione in cui eri distrutta
• Quanto facile è contattarti
• Quanto è facile stabilire un contatto fisico con te
• Se sappiamo che ti sei lamentata del nostro dis-impegno
• Se sei stata arrabbiata per il nostro dis-impegno
• Se ci sono questioni in sospeso – denaro, proprietà etc
• Se ci sono ostacoli
• Se c’è il rischio di ferirsi

In questo modo puoi vedere le feroci ferite che potresti aver inflitto nell’ultima occasione in cui abbiamo interagito ma è solo una considerazione nei criteri. Sì, può ben essere una considerazione importante se vista rispetto agli altri criteri ma da sola non è sufficiente per uno scarto finale.

Non importa quanto abbiamo imprecato contro di te, quanto possiamo aver usato a proposito parole come “mai” “non” “per sempre” o “sempre”, noi siamo pragmatici. È il pratico bisogno di carburante che dirige tutto ciò che facciamo. La contraddizione e l’ipocrisia non ci preoccupano. Siamo in grado di eseguire una virata a 180 gradi, un voltafaccia o girarci completamente e non ha importanza. Queste erano parole di ieri.

Noi non scartiamo.

Torneremo sempre SE l’Attivatore di Recupero è stato messo in moto e se verranno incontrati i Criteri per l’Esecuzione del Recupero.

Non esiste lo scarto finale.

Ed è la mia ultima parola sull’argomento.

H.G. TUDOR

The Final Discard. Except It´s Not.

📁 L’IMPATTO DI SFUGGIRE AL NARCISISTA – PARTE UNO

191115 The Impact of Escaping The Narcissist – Part One.pngIl No Contact è il Sacro Graal della fuga dalla morsa della nostra specie. Ma, per numerose ragioni, per entrambi i lati nostro e vostro, non è sempre possibile metterlo in pratica. Comunque, siccome il No Contact equivale a ignorare la nostra specie, rimane lo strumento più potente nell’armamentario della vittima.
Sei pregata di adottarlo sempre e metterlo in atto quando ti sei accertata di stare trattando con uno del nostro tipo. Non solo ti procura un momento di tregua dopo un tumultuoso periodo di tempo, in modo che tu possa recuperare e acquisire un po’ di forza necessaria, ma riduce anche drasticamente i nostri effetti su di te perché il nostro operato è basato in gran parte sulla nostra interazione con te. Anche se noi possiamo ottenere Carburante Mentale sapendo come reagirai a molte delle nostre manipolazioni, questo può darci sostentamento per un periodo di tempo fino a che inizierà a svanire. Se continuiamo ad applicare la stessa manipolazione, nell’aspettativa di una risposta ma non ce n’è nessuna imminente a cui possiamo assistere, allora la reazione programmata perde la sua potenza
e passa da essere Carburante Mentale a una critica perché siamo stati ignorati. Quindi se tu sei scappata dalle nostre grinfie e ti mandiamo una serie di messaggi, inizialmente immaginiamo che tu sarai sconvolta nel riceverli e questo ci procura Carburante Mentale. Se non c’è alcuna risposta d’altra parte, questo Carburante Mentale si affievolisce nella sua potenza e dopo un periodo di tempo ci lascia la sensazione di essere ignorati il che equivale ad una critica e accende la nostra ira. Ecco perché il No Contact è così importante per voi e così infuriante per noi.

Come si sente la nostra tipologia quando viene adottato il No Contact? Iniziamo con il Narcisista Inferiore. Se tu dici ad un Narcisista Inferiore che il Rapporto Ufficiale è finito e lo fai di persona, semplicemente hai acceso la miccia. La sua reazione istintiva è una delle più gravi critiche dovute a questo rigetto. Sentirà a malapena il rifiuto tuttavia, poiché lo scoppio della sua furia sarà quasi immediato. Si verificherà un’imponente eruzione di ira bollente e tu sarai fisicamente in pericolo. Non ti implorerà di restare, non ti supplicherà. Questi pensieri non si presenteranno in lui perché sta proverbialmente vedendo rosso. La rabbia sta scorrendo attraverso di lui, una rabbia furiosa e viscerale che cancella ogni pensiero razionale. Ha perso il controllo e dirigerà la sua ira bollente contro di te. Impedirà fisicamente che tu vada via chiudendo a chiave porte, nascondendo le chiavi, mettendo catenacci al cancello, serrando finestre e così via. Aspettati che le ruote della tua macchina vengano bucate o il parabrezza venga fracassato mentre continua ad andare avanti e indietro, maledicendoti e scagliando insulti di ogni sorta verso di te. È una completa perdita di controllo. Potrebbe molto facilmente attaccarti con furia cieca che causa una raffica di pugni e calci nella tua direzione. Se dovesse avere un’arma tra le mani verrà usata. Non ha alcun controllo sulla sua reazione istintiva ed è volta ad ottenere una e una sola cosa. Causarti dolore. Non ha tempo di farti sentire frustrata o arrabbiata. Non può aspettare (anche se non lo sa) che scorrano lacrime (anche se lo vorrebbe). Ha bisogno di carburante perché questa enorme rabbia che è stata causata dall’orrenda ferita che hai generato dicendogli che è finita e che te ne stai andando, lo sta prosciugando e lo sta prosciugando velocemente. L’enorme ferita che hai creato deve essere curata e la furia che si è accesa sta usando il suo carburante e lo sta facendo rapidamente. Ha bisogno di una reazione emozionale da te. Deve essere fatto immediatamente. Quindi si sfoga su di te verbalmente e fisicamente per generare una risposta di dolore da parte tua, accompagnata da paura e poi sconvolgimento. Questo gli procura all’istante una dose di carburante. Questo inizierà a riparare la ferita.

Non permetterà che tu vada via da lui per due ragioni. La prima è che inconsciamente ha bisogno di te per ottenere il carburante di cui ha bisogno. Secondariamente, permettendoti di andare via equivarrebbe più o meno a finirlo, dato che rappresenterebbe un’ulteriore critica. Questa partenza critica ferisce su due fronti. La prima è che il fatto che tu stai andando (avendolo detto) apre ad altre critiche dicendogli che lui non è abbastanza. Secondariamente, il fatto che non sia riuscito a fermarti, distrugge il suo senso di potere e controllo. Nell’evenienza in cui la prima critica nel dirgli che è finita si combini con la critica ambigua della partenza lo porterebbe sull’orlo del collasso. Di conseguenza la sua reazione istintiva è sia fermarti che estrarre carburante da te. Se ti ferisce, questo impedirà con maggior probabilità la tua partenza. Continuerà ad attaccarti fino a che la rabbia si placa. Questo avverrà quando la ferita sarà stata curata dal carburante che gli procuri.

Se non puoi scappare ma (in qualche modo) non procuri carburante quando vieni assalita (psicologicamente o fisicamente) la tua critica nel dirglielo, continuerà a ferirlo. Non avrà altra scelta che continuare ad attaccarti per provocare una reazione. È una risposta di riflesso e anche se alquanto improbabile, se tu fallisci nel procurargli carburante, questo continuo assalto potrebbe verosimilmente concludersi nel venir uccisa. Naturalmente praticamente tutti quelli che vengono sottoposti a questo rispondono con dolore e paura, quindi il carburante è procurato. Ferite significative (e potenzialmente letali) sono già accadute. Una volta che la rabbia si placa, sarai distrutta, probabilmente in stato di incoscienza mentre finalmente la rabbia lo abbandona.

Dire ad un Narcisista Inferiore che la vostra Relazione Ufficiale è chiusa e farlo faccia a faccia è un passo estremamente pericoloso.

Qual è la situazione nel caso in cui lasci una lettera, mandi un messaggio o semplicemente non fai nulla lasciando che capisca da solo che è finita? Una volta che ha realizzato che sei andata via, la furia si accende ancora una volta. Questa è la prima critica e fa seriamente male. La seconda critica non è ancora accaduta. La doppia critica non avviene. Questo perché anche se l’hai lasciato non ha avuto la chance di provare a bloccarti. Di conseguenza, la sua furia è innescata ma non è (ancora) sommerso dalla ferita. Con la furia accesa, l’Inferiore volerà nella rabbia e nello sfogo contro chi ha intorno in una risposta riflessa immediata per estrarre carburante da indirizzare alla ferita. Immediatamente il suo unico pensiero è trovarti. Se lo fa e riesce ad arrivare faccia a faccia, allora lo scenario sarà quello sopra. Distruggerà le cose per trovarti, butterà giù le porte, passerà sopra le persone e una volta che ti avrà faccia a faccia ti ordinerà di tornare a casa. Se non lo fai, verrai allontanata con la forza, assalita nel processo. In modo simile ad un cavernicolo che trascina sua moglie nella caverna.

Se provi a resistere al suo tentativo di riportarti indietro, sia perché non può trovarti o se riesce a trovarti non può mettersi in contatto con te, il fallimento nel raggiungere il suo scopo lo ferirà ulteriormente. Chiunque sia sulla sua strada – amici, famiglia, estranei, la polizia- potrà sperimentare la piena potenza della sua furia divampante. Questo continuerà nel tentativo di estrarre carburante da loro. Se il carburante viene fornito non curerà completamente la ferita (nella forma in cui lo farebbe il tuo) ma piuttosto gliene procurerà abbastanza perché la rabbia si spenga. Lui poi si ritirerà per leccarsi le ferite e cercare carburante alternativo. Potrebbe tornare ma non nell’immediato. I suoi successivi tentativi di recupero dipenderanno dal rientro nella sfera d’influenza. Il suo bisogno immediato sarà di guarire dalla critica e trovare una nuova fonte primaria di carburante mentre fa affidamento sull’energia proveniente da fonti secondarie o terziarie.

Se resisti ai suoi tentativi di riportarti indietro e non ha la possibilità di attingere carburante dalle persone intorno ad esso (ad esempio è stato arrestato e sbattuto in cella, o le persone stanno lontano da lui) quindi gli è negato il carburante, vacillerà sul baratro dell’oblio. La rabbia sarà cancellata dato che non rimane più nulla per alimentarla. Avrà la sensazione di essere debole e che il suo mondo sta crollando. Si ritirerà ed entrerà in uno stato depressivo, nascondendosi da un mondo crudele e tormentoso. Rimarrà in questo stadio fino a quando arriverà il momento in cui qualcuno gli procurerà una prima dose di carburante per estrarlo da questo stato fragile e deprimente. Come una pianta assetata su cui viene versata dell’acqua, reagirà a questo carburante e avrà sufficiente energia per cercarne ancora e poi ancora di più, proseguendo il suo recupero fino a che funzionerà nel solito modo. A questo punto avrà bisogno di una fonte primaria (se non se ne è già presentata una) e si applicherà per assicurarsela (cosa che potrebbe includere il tuo recupero se le circostanze lo permettono). Se tu non sei recuperabile, sedurrà una fonte primaria differente e poi sarà occupato con questa fonte primaria. Tu perlopiù verrai lasciata sola a meno che non entri nella sfera d’influenza intima il che scatenerà un recupero.

La reazione del Narcisista Inferiore al No Contact è un’ira accecante e fiammeggiante. Lui si scaglia verso sinistra, destra e centro nell’immediato e pressante bisogno di carburante. Se lo ottiene da te e riesce ad assicurarsi di fermare la tua fuga, l’ira svanirà. Se non riesce a fermarti ma si assicura energia, eventualmente si ritirerà, impossibilitato ad alimentare la rabbia, ma con sufficiente carburante per continuare a funzionare e cercare una nuova fonte primaria. Se questo carburante gli è negato alla fine si chiuderà in sé stesso fino al momento in cui l’energia verrà procurata per destarlo nuovamente.

L’immediata risposta dell’Inferiore è pericolosa, violenta ma interamente prevedibile.

H.G. TUDOR

The Impact of Escaping The Narcissist – Part One

👤 LA BEFFA DELL’IMITAZIONE

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Io amo copiare. Devo copiare. È tutto ciò che so da quando posso ricordare. È la mia impostazione naturale imitare quelli intorno a me. Devo inserirmi, devo appartenere e il modo più efficace per raggiungere questo è replicare tutto ciò con cui vengo in contatto. Se interagisco con un accademico stimato, ascolterò i suoi successi e poi li farò passare come se fossero miei, mentre stacco i suoi brillanti riconoscimenti e li applico a me stesso. Se dovessi passare del tempo con un individuo sportivo eccezionale, allora i suoi sforzi da record saranno rubati a mio beneficio e sfoggiati come miei personali a sostegno della mia convinzione della mia eccezionale abilità. Autore? Sì, anch’io ho scritto libri. Modello? Sì, eseguo alcune pose di tanto in tanto. Chef? Dovresti provare il mio piatto d’autore, è paradisiaco. Tutti quelli con cui ho a che fare mi offrono l’opportunità di copiare un elemento della loro personalità, personaggio o persona così che io posso poi presentarlo come mio e in questo modo risplendo più radioso e divento una prospettiva ancora più attraente per coloro nelle cui vite mi sono infiltrato con disinvoltura.

Questa abilità nel mimetismo mi consente di entrare e uscire come un fantasma dalla vita delle persone. Conosco le norme sociali che sono applicabili e attraverso un esame attento e la messa in pratica sono in grado di passare come uno come te. Sono un facsimile di un individuo onesto, simpatico e coinvolgente, e questo mi consente di accedere ai miei obiettivi senza generare alcun allarme. La mia impiallacciatura di rispettabilità è stata modellata da tutti quelli con cui interagisco, raccogliendo rattoppi, brandelli, frammenti e pezzi fin quando vengono cesellati insieme e li arrangio su di me permettendomi di andare e venire come mi pare.

È comunque con te che mostro la stupefacente mimica di cui sono un maestro. Una volta che ti ho selezionato come mio obiettivo, ho già appreso molto su di te. Con quella che alla fine sarà riconosciuta come una disinvoltura inquietante, replicherò una predilezione per tutte quelle cose che ti piacciono e un disgusto per tutte quelle cose che non ti piacciono. Ripensaci e ricorderai facilmente quanto amo l’equitazione proprio come te, che mi piaceva nuotare in mare aperto proprio come te e la mia passione per le opere di Geoffrey Chaucer che coincidevano con le tue. Quegli interessi che ti erano cari sono divenuti interessi che mi erano cari. Il tuo apprezzamento per un’eccellente bottiglia di Chateau Margaux è stato accompagnato dalla mia capacità di ricordare le opportune note di degustazione ed elencartele come se fosse il mio apprezzamento. Imitavo il modo in cui sedevi, copiando il tuo linguaggio del corpo perché so, da una vasta pratica che questo apre la strada al legame con te. Imitavo i tuoi schemi linguistici per formare una connessione subconscia tra di noi. Mi piaceva il blu perché a te piaceva il blu. Ho scoperto che ascoltare musica soul era un’offesa alle mie orecchie, ma ho continuato a fingere di gradirla visto che ti piaceva così tanto. Mi piace davvero l’assortimento del bar Crustacea ma la tua antipatia per i frutti di mare ha fatto sì che anch’io allontanassi aragosta e ostriche. Quante volte hai osservato ad alta voce, a me o ai tuoi amici,

“Abbiamo così tanto in comune.”

“Ci piacciono così tante delle stesse cose, è meraviglioso.”

“Condividiamo così tanti interessi, lo adoro.”

“Siamo una coppia perfetta. Ad ogni livello. Siamo davvero anime gemelle.”

Certo che lo siamo. Ho fatto in questo modo perché volevo essere tutto ciò che volevi. Ho preso la tua lunga lista di simpatie e antipatie, il tuo catalogo di amori e di odii e il tuo grimorio di speranze e paure e ho copiato ogni singola pagina. Sono una fotocopiatrice che cammina e ho copiato tutto quello che volevi per far sì che la mia seduzione su di te avesse successo, fosse coinvolgente e assoluta.

Eppure, i miei stupefacenti poteri di mimetismo non erano finiti qui. Bontà, no, c’era dell’altro in arrivo. In una svolta particolarmente sgradevole a questa mia malevola abilità, imiterei le tue reazioni alla mia svalutazione su di te, ma questa volta non sarebbe un facsimile completo, farei una leggera modifica alla mia copia così che tu possa essere ulteriormente indebolito.

Quando stavi lì a piangere per la frustrazione e bevevo a fondo il delizioso carburante che mi fornivi, mi coprivo gli occhi con le mani, facevo arrivare finte lacrime sulle mie guance e producevo un rumore di singhiozzi per umiliarti ulteriormente. Qui ti stavo facendo sapere che avevo copiato tutto ciò che era successo prima, e ora copio di nuovo ma non con la perfezione che esibivo una volta. Consento al pungiglione del sarcasmo e alla beffa malevola di infiltrarsi nella mia copia del tuo comportamento in modo da aumentare la tua ferita e il tuo disorientamento. Mi urlerai contro e io urlerò in risposta usando le parole esatte prima di alzarmi in piedi e ridere di te distrutta dalla frustrazione, incapace di trovare una risposta. Potresti battere i piedi in preda all’esasperazione e io farei lo stesso, ma con un sguardo di sdegno in grande stile sul mio viso.

Ci sono stati momenti in cui avresti gridato. Un grido terrificante mentre le mie manipolazioni viziose prendevano piede, e mentre cercavi di raggomitolarti e speravi di poter semplicemente sparire e scappare da questo incubo, io mi piegavo vicino a te e imitavo il tuo urlo nel tuo orecchio creando questo falsetto fabbricato di angoscia per far aumentare la tua. Ogni reazione alla mia svalutazione su di te ha avuto il possibilità di essere affrontata da una mia risposta simulata al fine di aumentare la tua sofferenza e dimostrare che non ho considerato le tue reazioni con alcuna sincerità o preoccupazione.

Sono il maestro dell’imitazione, il re della copia e il duca della duplicazione. Sono una fotocopiatrice che parla e cammina. Sono entrato in classifica alla Rank Xerox.

H.G. TUDOR

The Mockery of Mimicry