📰 ONNIPRESENZA

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L’onnipresenza. Un elemento estremamente importante della relazione narcisistica. Dobbiamo crearla al fine di assicurarci che tu sia impossibilitato a voltare pagina e per massimizzare le nostre prospettive di eseguire con successo un recupero post fuga o post scarto. L’onnipresenza è l’atto di far sembrare come se fossimo ancora con te, anche se non siamo vicini fisicamente. È uno strumento necessario in modo da rimanere nei tuoi pensieri incombere nei tuoi ricordi e permeare ogni giorno mentre tu provi a sopravvivere senza di noi. L’onnipresenza è altamente efficace perché è intrecciata nel tessuto del nostro coinvolgimento così che infetta tutti i tuoi sensi. Vogliamo che tu ci senta quando ascolti qualche musica, vogliamo che pensi a noi quando c’è un certo profumo nell’aria, vogliamo che ci rievochi quando vedi qualcosa di particolare o guardi un film, vogliamo che ti ricordi di noi quando le tue dita si avvolgono intorno ad un particolare oggetto e vogliamo che ci avverti con te quando assapori qualcosa da bere oppure un pasto. Non vogliamo soltanto che il nostro ricordo salti fuori da un solo punto ma da richiami continui di ciò che avevamo insieme.
Sostanzialmente l’onnipresenza viene creata in modo che ricordi il buono, così tu ritorni al periodo d’oro e sperimenti quel senso di nostalgia che ti fa rompere il no contact. Ci sono momenti dove può essere anche un richiamo ai brutti tempi per quanto sia più raro e potrebbe essere fatto e attivato con il proposito di recuperi maligni.

Cosa succede nella nostra mente quando viene creata l’onnipresenza? È un atto conscio? Lo pianifichiamo? Consideriamo il modo migliore per ottenerla o è solo una pura coincidenza che accade, un risultato delle potenti emozioni che evochiamo in te che semplicemente sono state impresse con una certa banalità e per circostanze ordinarie? Sei colpevole della creazione dell’onnipresenza per esserti innamorato così profondamente ed intensamente di noi che hai posto un simile accumulo emotivo in certe canzoni, eventi e luoghi? È tutto pianificato ed orchestrato, un oscuro grande disegno che viene tirato fuori come parte della nostra costante e calcolata manipolazione verso di te?

Il Narcisista Inferiore, come potresti aspettarti, crea l’onnipresenza meno potente. Questo consegue da due fattori. Il primo è che non agisce tramite calcolo ma piuttosto tramite istinto. Saprà che darti un nomignolo, scegliere “la nostra canzone” e mandarti qualche regalo è parte di come dovrebbe procedere il romanticismo ma pensa poco a come questo avrà impatto su di te. Secondariamente, la tessitura dell’onnipresenza avviene attraverso la fase di seduzione come conseguenza della creazione di tutti questi meravigliosi ricordi. L’Inferiore non fa molto love bombing ma piuttosto tiene la belva sottochiave durante il periodo d’oro (che nel caso del Narcisista Inferiore sarebbe meglio chiamare periodo di bronzo). Dato che è meno sulla modalità del love bombing ne consegue che l’onnipresenza viene seminata meno. Però il Narcisista Inferiore ottiene un vantaggio netto sulle altre due scuole come conseguenza di questo approccio. La scarsità di elementi dell’onnipresenza implica che quando ne incontri uno ha una risonanza particolare. Potrebbe non essere stato eccessivamente romantico durante la seduzione ma il fatto che ha cucinato per te qualche muffin al cioccolato e sono diventati il suo piatto forte fa sì che il ricordo sia particolarmente forte su questo punto. Il fatto che abbia ballato solo un lento con te su una particolare canzone fa sì che se dovessi risentire quella canzone ancora, la reminiscenza del ballo guancia a guancia è effettivamente potente. Nulla di questo deriva dal calcolo.
L’inferiore fa il minimo indispensabile quando seduce. Proseguendo, quando hai a che fare con il Narcisista Vittima (che di solito è Inferiore e occasionalmente Medio) contribuisci davvero alla creazione dell’onnipresenza. Questo accade perché hai fatto certi piatti che ha gustato e quindi se li dovessi fare ora, ti ricorderai di quanto ti abbia fatto i complimenti per aver fatto quella torta deliziosa o quelle gustose lasagne. Potrebbe essere che ogni Domenica facesse il suo bagno settimanale e tu gli strofinavi la schiena e gli lavavi i capelli, assecondando quell’istinto materno che molti Narcisisti Vittima richiedono. Ogni settimana alle 7 di sera della Domenica sarai portato a pensare che fosse il momento in cui ti prendevi cura di lui in bagno. Quindi le richieste e le necessità dell’Inferiore diventano di per sé una forma di onnipresenza.

Il Narcisista Medio, similmente manca di consapevolezza, non sa che sta creando l’onnipresenza. Tuttavia sa abbastanza di sé da comprendere che fare un buon sforzo durante la seduzione gli farà vincere il premio che richiede e farà buon uso di tutti gli effetti tangibili che arrivano nel creare l’onnipresenza. Li seminerà nel corso della seduzione. Si impegnerà a rispecchiare ciò che ti piace e ciò che non ti piace ma userà anche la sua abilità di evocare pietà con buoni risultati nella creazione dell’onnipresenza. Ad esempio, potrebbe selezionare certe canzoni che afferma che rappresentano il suo desiderio per te. In realtà potresti non amare molto quelle canzoni, forse sono di un genere musicale differente di quello che a te piace, ma sei comunque contento del fatto che si sia preso il tempo di mandarti quelle canzoni e renderlo parte di ciò che costituisce il “tu e lui”. Pertanto, quelle canzoni acquistano una risonanza particolare dato che diventano rappresentative della relazione. Non puoi sopportare di dirgli che trovi Luther Vandross o Michael Bublè sdolcinati, si è intrufolato dentro di te tubando smorfiosamente, così non avete protestato e avete concesso loro di intessere una relazione finché gli importava. Il Narcisista Medio mette particolare enfasi nel corteggiare la sua vittima (laddove il Superiore stupisce le vittime con la sua magnificenza) e come parte di questo corteggiamento fa in modo di apparire presentabile, porta la vittima in posti speciali e la tratta bene, offrendo regali e altri favori. Tutto di questo corteggiamento va a creare l’onnipresenza che è un felice effetto collaterale del comportamento del Narcisista Medio.

Il Narcisista Superiore progetta per stabilire l’onnipresenza nelle sue vittime. Conosce la sua qualità di indurre dipendenza e vuole che tu lo diventi. Deliberatamente si accerta di cosa ti piace non solo per rispecchiarti il più perfettamente possibile ma anche per ottenere munizioni per lo scopo di creare la presenza costante. Il Superiore sa che perché l’onnipresenza sia efficace deve coinvolgere i cinque sensi ed essere impressa sistematicamente così che la vittima venga condizionata. Il Narcisista Superiore sa anche che più grandioso è il gesto e naturalmente per lui si tratta tutto di grandiosità, più è probabile che abbia l’effetto di lasciare il segno. Tramite la combinazione di questo, insieme alla ripetizione e alla vastità e la profondità dell’uso di tutti i cinque sensi, l’onnipresenza creata dal Narcisista Superiore è davvero formidabile. Il Superiore va anche oltre perché non solo inquinerà il luogo dove vivi con moltissima onnipresenza ma si impegnerà per infettare anche altri posti. Il posto dove lavori, il posto dove mangi, il posto dove ti piace comprare, passeggiare, andare in bicicletta e così via. Durante la seduzione, ogni volta che il Superiore fa qualcosa di nuovo con la sua vittima cercherà di imprimere la sua presenza nell’evento. Potrebbe essere incidere le iniziali su un albero sotto il quale siete stati seduti a tenervi per mano, potrebbe essere nominare il panorama dietro di voi mentre vi fermate durante un giro con la mountain bike. Potrebbe essere chiedere al barman di creare un cocktail con il tuo nome o assicurarsi che tu venga riconosciuto e chiamato per nome dal maitre in posti di un certo livello.

Il Superiore sa esattamente cosa sta facendo quando crea l’onnipresenza. Non solo, lo ha fatto così tante volte con le altre vittime che sa che è efficace. Ha già un modello che applica. Un modello di canzoni, fragranze, tessuti, posti e gusti che usa per ogni vittima. Potrebbe variare alcuni degli elementi all’interno di questo modello, ma spesso sono gli stessi. Si assicurerà che il suo profumo sia distinto e inusuale, che ci siano canzoni chiave che incarnino la relazione, all’inizio lascerà da te un particolare indumento che sia piacevole da toccare, si assicurerà che ci siano locali, ristoranti, passeggiate e cose simili che siano marchiati. Questo imprinting continuerà in camera da letto dove forse svelerà una particolare parola o frase che è inusuale (per te) che usa al momento dell’orgasmo (tuo o suo) o come parola di sicurezza.
Sussurrerà qualcosa nel tuo orecchio e ti toccherà in modo particolare, quando associa la musica farà allo stesso modo per far sì che le tue sensazioni siano amplificate così quando ascolti quella canzone, non solo penserai al Superiore ma sentirai la sua voce nel tuo orecchio e il suo respiro sul tuo collo. Tutto questo è calcolato e pianificato, anche se potrebbero non esserci grandi differenze tra ciò che viene applicato per ogni vittima. Dopotutto, se funziona ed è efficace, continuerà con quello.

H.G. TUDOR

EverPresence

📰 CONTROLLARE È ADATTARSI – IL NARCISISMO E LA SUA CREAZIONE

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Per gestire e affrontare i capricci della vita, gli esseri umani hanno sviluppato strategie di adattamento. Queste strategie di adattamento variano in termini di estensione del loro utilizzo, del loro impatto sull’utente, dell’impatto su altri e della frequenza della loro diffusione. Alcune strategie di adattamento sono considerate “sane” e altre “malsane”, e alcune possono essere un misto tra le due, a seconda dell’estensione e della durata dell’impiego.

Prendere le distanze è una strategia di adattamento. Puoi prendere le distanze da una situazione e dalle persone, ma un prolungato e ampio allontanamento può portare all’isolamento con i problemi connessi che tale isolamento può portare. L’allontanamento a breve termine può consentire il recupero, la ricarica e l’evitare il protrarsi di una situazione dannosa. L’allontanamento a lungo termine che è mirato a uno o più principali sostenitori del danno può portare alla sottrazione quasi completa da influenze tossiche e dannose. Il no contact, naturalmente, è una strategia di adattamento che include l’allontanamento come principio centrale di essa ed è la strategia di adattamento più efficace da applicare per quanto riguarda il recupero dal coinvolgimento con la nostra specie.

Piangere è un’altra strategia di adattamento. Il rilascio di tensione, il dolore trattenuto, i sentimenti di sofferenza spesso svaniscono come risultato di qualcuno che piange. Potresti sentirti dire “fai un buon pianto, ti sentirai meglio” e in effetti molte persone hanno attestato l’impatto benefico di farlo, perciò col pianto si ottiene la liberazione e spesso funge da segnale per invitare al conforto da parte di altri. È una strategia di adattamento messa in atto dalle persone per affrontare una situazione stressante, preoccupante o dolorosa.

L’autolesionismo è un’ulteriore forma di adattamento. La distrazione causata dalla reazione di dolore ai tagli (i tagli sono solo una forma di autolesionismo) consente ad un individuo di alleviare il dolore di certi altri sentimenti, si ottiene una liberazione, una distrazione e consente anche a quell’individuo di esercitare il controllo in circostanze in cui si sente incapace di esercitare il controllo (o nel caso in cui lo facesse lo farebbe sentire a proprio agio). L’autolesionismo pur essendo una strategia di adattamento è considerata una forma negativa di strategia di adattamento.

Espressione dei sentimenti Essere in grado di “parlarne” e “dai aria ai tuoi sentimenti” è pure una strategia di adattamento. La capacità di parlare con qualcun altro che semplicemente ascolterà, anche se non offre nulla in risposta o anche solo per parlare di te stesso su come ti senti (che sia in generale o in relazione a qualcosa di specifico) consente alle persone di provare un senso di liberazione, l’alleggerirsi da un particolare carico, e spesso porta chiarezza in termini di comprensione di se stessi e di trovare una via da seguire.

Esistono molte strategie di adattamento che gli umani mettono in atto: alcune sono consapevoli e altre avvengono inconsciamente.

Il narcisismo è una di queste strategie di adattamento ed è potente ed invariabilmente molto efficace, sebbene la sua efficacia dipenda dalla scuola del narcisista e da quale particolare risultato si sta tenendo in considerazione. Il risultato del nostro narcisismo è qualcosa che affronterò in un articolo separato.

Il narcisismo deve mantenere il costrutto (il falso sé) e imprigionare il demone (il vero sé). Collettivamente questa è l’Autodifesa del narcisista. Questa Autodifesa viene raggiunta attraverso Gli Scopi Primari (carburante, tratti caratteriali e benefici residui).

Centrale in questa Autodifesa e il raggiungimento de Gli Scopi Primari è il controllo. Il narcisista deve in ogni momento avere il controllo del proprio ambiente e delle persone all’interno di quell’ambiente che ovviamente include te. Che tu sia un estraneo, un conoscente, un amico, un collega, un parente o un partner romantico. Che tu sia un vicino, un compagno, una sorella o un fratello, quell’uomo del negozio all’angolo o la fidanzata, tu rientri nella matrice di carburante del narcisista e devi essere sottoposto al controllo del narcisista.

Questo controllo deve essere esercitato ogni secondo di ogni singolo giorno. Ogni momento che passa deve essere posseduto e governato dal narcisista. Dobbiamo esercitare il controllo attorno a noi, deve essere completo e totale come se le nuvole stesse fossero tenute al guinzaglio da noi. Perché?

Perché una volta il narcisista non aveva il controllo.

Questa mancanza di controllo implicava che il narcisista si sentisse impotente, debole, vulnerabile ed esposto.

La combinazione di una predisposizione genetica e l’imposizione di questa mancanza di controllo ha dato origine al narcisismo come strategia di adattamento. Questi due ingredienti si sono combinati e hanno fatto “nascere” il narcisismo come mezzo per far fronte al mondo, alla mancanza di controllo che il mondo causa agli individui. Molte persone non hanno alcun problema con questa mancanza di controllo, altre possiedono strategie di adattamento alternative e poi ci siamo noi – i narcisisti. Circa uno su sei della popolazione umana di questo pianeta è diventato narcisista per far fronte a questa perdita di controllo.

Il narcisismo consente l’imposizione del controllo attraverso la manipolazione. L’imposizione del controllo ci consente di raggiungere gli Scopi Primari. Il raggiungimento degli Scopi Primari consente la nostra Autodifesa e quindi noi sopravviviamo e prosperiamo.

Il narcisismo è una strategia di adattamento.

Le persone credono che l’abuso sia l’ingrediente nella formazione di un narcisista. È un ingrediente, sì, ma ci sono due ingredienti nella formazione della nostra specie. Il primo ingrediente è la predisposizione genetica, se vuoi questo è il terreno fertile che fornisce la base per far crescere e prosperare il narcisismo. Il secondo ingrediente è la mancanza di controllo (di cui l’abuso fa parte di quella mancanza di controllo) e questo è il “seme” che è posto nel terreno fertile della predisposizione genetica e quindi il narcisismo “cresce” come strategia di adattamento. Per alcuni, il terreno è lì, ma non arriva mai nessun seme e quindi niente narcisista. Per gli altri, non c’è il terreno ma c’è il seme, ma di nuovo, mancando un ingrediente essenziale, non può esserci narcisismo.

La predisposizione genetica unita alla mancanza di controllo (in una fase formativa della vita) equivalgono al narcisista.

Che aspetto ha questa mancanza di controllo (in una fase formativa della vita – ovvero l’infanzia)?

• Abuso. Che sia fisico, emotivo, sessuale o psicologico, qualsiasi forma di abuso nei nostri confronti equivale a una mancanza di controllo. Non potremmo difenderci dagli abusi e quindi questa è una mancanza di controllo, su noi stessi e su coloro che hanno ricevuto danni abusivi nei nostri confronti. L’abuso è un atto di commissione – siamo stati picchiati, molestati sessualmente, ci è stato detto che eravamo inutili, insultati ecc.
• Isolamento. Sia che si tratti di essere stato chiuso in un ripostiglio sotto le scale, impedito di giocare con altri bambini, tenuto lontano dagli altri membri della famiglia, non essere ammesso a partecipare ad attività di gruppo di qualsiasi natura, somministrati trattamenti del silenzio e trattati come se non esistessimo, isolandoci e ostracizzandoci in qualche modo costituiva ancora una mancanza di controllo. Noi non siamo stati in grado di controllare le nostre interazioni, qualcun altro l’ha fatto per noi e a nostro discapito. Siamo stati controllati da un altra persona e quindi è mancato il controllo.
• Abbandono. Anche se possono non esserci stati atti di commissione abusivi, ci sono atti di omissione abusivi. Quindi non ci è stato fornito un ambiente sicuro, non ci è stato insegnato in modo efficace (riguardo a “fatti”, relazioni, comportamento, responsabilità), non siamo stati supportati emotivamente, non siamo stati nutriti, vestiti o protetti, non siamo stati protetti da un abusatore di commissione e/o potevamo vagabondare dove volevamo. Ancora una volta ci è stato negato il controllo su noi stessi perché non ci sono stati forniti i beni, le risorse e gli strumenti per ottenere un controllo effettivo sulle nostre vite e questa negligenza (mancanza di controllo) ci ha esposto a ferite, dolori, malattie, ferite, solitudine e/o atti di abuso attraverso la commissione.
• Il Bambino D’Oro. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato decantato e lodato. Era invariabilmente considerato un brillante e ardente esempio di genialità, anche quando non lo era oppure l’elogio era eccessivo per un risultato valido. Ciò implicava che non avevamo il controllo nel senso di conseguire risultati in modo valido. Avevamo la grandezza imposta su di noi senza essere pronti per essa, senza averla guadagnata e senza apprezzarla. Tutto ci è arrivato troppo facilmente e anche questo ha comportato una mancanza di controllo. Non avevamo alcun controllo sull’esito dei nostri sforzi, non sentivamo alcuna costrizione a raggiungere e ad applicare lo sforzo perché qualsiasi cosa avessimo fatto (cattiva, mediocre o buona) veniva accolta con apprezzamento, lode e generosità di “che genio”. Ci è stata negata la capacità di controllare il nostro destino.
• Sabbie Mobili. Laddove abbiamo sperimentato le Sabbie Moblli abbiamo avuto una mancanza di controllo perché l’ambiente intorno a noi in quella fase formativa mancava di costanza. Un giorno il sole splendeva e il giorno dopo, anche se tutto il resto sembrava rimanere uguale per noi, c’era un temporale. Il lunedì la nostra pittura è stata dichiarata “il remake di Rembrandt” (come nel Bambino D’Oro) e venerdì il nostro dipinto “è stato il lavoro di un deficiente che impugna una patata anziché un pennello”. L’applicazione del pensiero in bianco e nero da parte dell’aggressore ha creato un ambiente incerto, un abiente di tira e molla, di idealizzazione e svalutazione e non abbiamo avuto alcun controllo su quale versione ci sarebbe apparsa. C’era una mancanza di controllo nelle nostre vite attraverso l’incertezza, l’imprevedibilità e quelle sabbie mobili.
• Esaminatori B. “È buono ma non abbastanza buono.” “Puoi fare molto meglio.” “Non ti stai impegnando abbastanza.” “Stai deludendo te stesso, ma del resto stai deludendo me.” Queste frasi e quelle simili ad essa racchiudono la perdita di controllo percepita da coloro che sono “gli Esaminatori B”. Ogni volta che la collina veniva scalata e veniva raggiunta la cima, compariva improvvisamente un’altra collina. Lo sforzo era ok, abbastanza decente, accettabile, ma mai veniva accolto con approvazione. Andare avanti, imparare di più, essere più veloce, nuotare più forte, salire più in alto, splendere più luminoso. Non vi era alcun controllo perché non ci è mai stato concesso un momento per stabilirsi, per amare ciò che era stato raggiunto e per riflettere. Non siamo riusciti a stabilire i nostri parametri di realizzazione e soddisfazione, ma invece siamo stati sempre obbligati dagli standard di un altra persona che alla fine hanno dimostrato di essere standard non raggiungibili e quindi non abbiamo avuto controllo.
• Il Facsimile. Siamo stati formati per essere esattamente come l’aggressore. A volte questo era interamente per volere dell’aggressore e talvolta vedevamo come si comportava questo individuo e dicevamo: “Voglio anch’io quel potere” (di solito inconsciamente ma a volte, come nel mio caso, consapevolmente). Anche se puoi pensare che una decisione consapevole di copiare l’aggressore e quindi di prendere il potere fosse una forma di controllo, non lo era – questo era in realtà un prodotto del narcisismo già stabilito e quindi un sintomo piuttosto che una causa. Laddove l’aggressore ha fatto in modo di plasmarci come lui – formando le nostre opinioni, i nostri punti di vista, i nostri comportamenti, le nostre simpatie e antipatie, cosa indossavamo, cosa mangiavamo, dove andavamo, cosa facevamo, e in alcuni casi assieme a questo c’era una decisione inconscia di imitare e copiare quei comportamenti e quelle caratteristiche, ci è stato ancora una volta negato il controllo.

Quindi, sia che provenissimo da un ambiente indigente, da uno ambiente agiato, o da un ambiente apparentemente banale, ognuno di quegli ambienti aveva il potenziale di causare una mancanza di controllo nelle nostre vite. Prendi questa mancanza di controllo e aggiungila alla predisposizione genetica e così è nata la nostra strategia di adattamento del narcisismo.

Il narcisismo è diventato il nostro modo di affrontare il mondo.

Il narcisismo ci ha permesso di esercitare il controllo.

Una mancanza di controllo equivale a una mancanza di potere.

Una mancanza di controllo equivale a essere vulnerabili.

Una mancanza di controllo equivale a essere deboli.

Una mancanza di controllo equivale a essere senza valore, senza significato e senza importanza.

Quando ci manca il controllo, iniziamo a svanire e non esisteremo più.

Una mancanza di controllo ora ci riporta alla mancanza di controllo dopo.

Questo non deve mai accadere per troppo tempo perciò noi siamo stati formati da questa mancanza di controllo che si unisce alla nostra predisposizione genetica e per sopravvivere e prosperare non ci deve mai e poi mai mancare il controllo perché se questo persiste, beh, allora, è la fine.

Dobbiamo avere il controllo assoluto. E questo significa controllo assoluto su te, su lui, su lei, su loro ma soprattutto su TE.

H.G. TUDOR

To Control Is To Cope :Narcissism and Its Creation

☆ Benvenuti nel mio blog ☆

Per motivi legati alla privacy preferisco non scrivere il mio vero nome e cognome in questa sede. Mi firmerò STELLA SHELF UNMASKERS, detta SIPSS, in quanto questo è stato il ruolo scelto per me dal narcisista che ha ispirato questo blog e il mio impegno in questa causa. Dopo la mia esperienza con questo soggetto narcisista ho sentito la necessità di studiare a fondo l’argomento del narcisismo al punto che ne ho fatto una missione, e avvalendomi della mia elevata conoscenza della lingue inglese ho deciso di tradurre gli articoli presi dal blog di H.G. Tudor “Knowing the Narcissist”. Tudor è un personaggio a cui è stato diagnosticato un narcisismo maligno, ma che con l’aiuto dei suoi psichiatri ha deciso di descriverci le dinamiche comportamentali e ideologiche delle persone affette da narcisismo patologico secondo il suo punto di vista assolutamente affidabile visto che lui stesso è un narcisista. In questo blog tradurrò personalmente i suoi articoli, che pubblicherò periodicamente in modo da crerare la versione in italiano del blog “Knowing the Narcissist” in tutto e per tutto fedele all’originale. Al momento sono disponibili solo una parte degli articoli, ma sto lavorando quotidianamente per tradurli tutti. Faccio presente che il mio compito è esclusivamente quello di fornire la traduzione degli articoli. Per ogni chiarimento in merito ai contenuti o per consultazioni private potete contattare direttamente l’autore H.G. Tudor sul suo blog che troverete nell’apposito link in calce ad ogni articolo. Detto ciò ritengo opportuno fare alcune considerazioni:

☆ Io non sono una traduttrice professionista e sono disposta ad accettare suggerimenti per un eventuale miglioramento delle traduzioni e proposte di collaborazione perché il lavoro da svolgere è veramente tanto.

☆ Alcune parole o espressioni possono risultare modificate rispetto al testo letterale, ovviamente non mi sono mai distaccata dal significato; questo è stato fatto di proposito per rendere più agevole la comprensione del testo, ed è reso necessario per adattamenti tra la lingua inglese e quella italiana che come è noto presentano alcune differenze di struttura e di sintassi.

☆ Gli articoli tradotti porteranno la stessa immagine di copertina ed il titolo che compare negli articoli originali di Tudor tradotto in italiano; li raggrupperò in album suddivisi per argomenti e saranno consultabili nella sezione “Foto”. Cliccando su ogni immagine si aprirà il relativo articolo. Ogni articolo, essendo non scritto da me ma da HG Tudor, riporterà in calce il nome dell’autore e il link da cui potrete consultare il testo originale, nel pieno rispetto delle regole di copyright.

☆ Nella lingua inglese, com’è noto, non vi è una marcata distinzione dei termini tra maschile e femminile; io per convenzione della lingua italiana ho tradotto tutto al maschile, sia quando si parla del narcisista che quando si parla della vittima. Da tener presente che i concetti possono applicarsi a entrambi i sessi: può esserci un narcisista uomo e una vittima donna, o al contrario una narcisista donna e una vittima uomo; oppure vittima e narcisista possono essere dello stesso sesso in caso di orientamento omosessuale.

☆ Detto questo, spero di dare il mio, seppur modesto, contributo a questa importante causa.

Con affetto ♡

☆ STELLA SHELF UNMASKERS ☆