📰 LE 10 LEGGI DEL POSSESSO NARCISISTICO

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1. Tu appartieni a me.

Io ti possiedo. Dal momento in cui per la prima volta mi sono impegnato con te, sei diventato mio. Questo è il contratto non scritto che si forma tra te e me. Ti travolgo, ti possiedo e inglobo la tua identità nella mia. Non ti riconosco come qualcuno che è separato e distinto da me, con le tue proprie speranze, paure e desideri. Sei stato collegato a me fin dall’inizio, il mio apparecchio che è lì per fornirmi carburante, obbedirmi e accettare i miei comandi. Questa impostazione mentale è ciò che governa l’intera nostra relazione ed è ciò che sta dietro a tante cose che ti faccio e ti dico. Nel comprendere che questo è il modo in cui ti vedo in relazione a me, ti renderai conto che una volta che ho iniziato a coinvolgerti, il concetto di te evapora e tu diventi parte di me.

2. Quel che è tuo è mio

Come parte di questo contratto non scritto io prendo immediatamente il potere, la custodia e il controllo di tutto ciò che possiedi. I tuoi soldi sono miei perché li spenda. I tuoi amici diventano miei amici e pronti per il reclutamento tra le fila dei miei luogotenenti. La tua casa è la mia casa dove mi installerò prima che tu lo sappia, usando i tuoi servizi liberamente i tuoi servizi, anche se mai pagherò per questi. Non è la tua macchina, ora è la mia macchina. Non riconosco limiti e quindi scoprirai che i tuoi beni verranno sempre sequestrati per uso mio. Non ti è permesso avere nulla per uso tuo. Dalla torta che hai conservato per dopo al tuo gel doccia, io lo prenderò e lo userò. Questo senso di diritto si estende oltre il materiale. Prenderò anche la tua dignità, la tua salute mentale e la tua autostima. Non devo usare quelle cose, non possono servirmi in alcun modo, ma le prenderò tutte lo stesso. Sono uno spogliarellista di beni e tu verrai spogliato.

3. La colpa appartiene a te

Io non ho mai colpa. Non sono mai responsabile e non sono mai imputabile. La colpevolezza e io non siamo compagni di letto. Sfuggo alla responsabilità per qualunque cosa faccio e invece la colpa giacerà sempre con te. Anche se non hai fatto nulla di sbagliato, ti darò la colpa perché questo serve ai miei scopi per attingere carburante da te, controllarti e denigrarti. Se dimentico di togliere qualcosa dal fornello, è colpa tua. Se mi dimentico di pagare un biglietto per il parcheggio in tempo, è colpa tua. Se dimentico un anniversario, è colpa tua. Ogni contrattempo, fallimento e problema che sorge sarà sempre attribuito a te perché io non posso essere ritenuto responsabile.

4. Prendo ciò che voglio da chiunque io scelga

Percorro questo mondo come un colosso ed è mio diritto fare ciò che mi piace. Prenderò tutto ciò su cui il mio occhio si posa perché ho il diritto di farlo. Ruberò perché posso farlo. Se voglio qualcosa, lo prenderò. Mi prenderò il merito dei risultati quando appartengono a qualcun altro. Mi cuccherò il partner di un amico perché lo voglio nel mio letto e non nel suo. Parcheggerò la mia auto dove mi piace e non subirò alcuna conseguenza. Prenderò prestiti dai vicini e non restituirò mai nulla. È mio dovere prendere e non devi mai sfidarmi o criticarmi mentre esercito questo diritto.

6. Ciò che è mio resta mio

Tutte le risorse che sono mie rimangono mie e sono per il mio uso esclusivo. Non presterò niente a nessuno, devono andare a comprarsele. Non condividerò. Farò scorta di denaro in segreto, nonostante che apparentemente abbiamo un conto congiunto. Ho il mio scaffale all’interno del frigo per il mio cibo che nessun altro deve toccare. A nessuno è permesso sedersi nella mia sedia preferita, nemmeno quando non ci sono. Nessuno può riprodurre i miei CD o leggere i miei libri. Non sono per te, sono per me. I miei amici sono miei amici, sì, faranno finta di apprezzarti, solo ai fini dell’apparenza, ma non saranno mai veramente tuoi amici. Tutto ciò che è mio rimane mio.

7. Vado dove mi pare

Possiedo il diritto di andare ovunque mi piaccia. Non devo essere fermato o interrogato su dove sto andando o dove sono stato. Mi muovo in mezzo e attraverso, una forza inarrestabile nella luce del mio vasto senso del diritto. Cammino attraverso accessi contrassegnati come privati, partecipo a riunioni alle quali non sono stato invitato, mi presenterò alle vostre occasioni sociali anche se non mi è stato chiesto di partecipare. Varcherò la soglia di casa, scavalcherò la corda rossa e penetrerò in tutte le aree perché devo sempre sapere cosa sta succedendo. Inoltre, la mia presenza è tale che sono sempre il benvenuto, chi non vorrebbe uno brillante come me con sé? Io ho accesso a tutte le aree.

8. Possiedo i riflettori

I riflettori devono essere indirizzati su di me in ogni momento in quanto è mio diritto. Per me è utile evidenziare quanto sono interessante, spiritoso e vincente. Illumina il mio podio, dove io sto in alto e in posizione superiore e guai a te se tu dovessi provare a puntarlo altrove. Non devi mai interferire con la mia proprietà del riflettore, perché se lo fai scatenerò la mia furia per la tua trasgressione. È un dispositivo che deve puntare su di me in modo che il mondo debba sempre vedermi, così che io possa ricevere l’adorazione a cui ho diritto.

9. Non ti devo nulla

Non ti devo nulla perché all’inizio ti ho dato tutto. Non importa che da allora tu mi abbia dato tutto, il tuo amore, il tuo affetto, il tuo tempo, i tuoi soldi, la tua dignità e la tua volontà di vivere. Puoi ricoprirmi di doni, corrermi dietro, curarmi, compiacermi, sostenermi e calmarmi, ma questo è quello che devi fare in quanto io ho il diritto di essere trattato in questo modo. Non ho la sensazione di dover ricambiare, uno di nobile nascita come me non deve degnarsi di adularti, non più, non una volta che ti ho catturato e legato stretto a me. Tu non sei nulla senza di me, inutile e patetico e quindi non ti devo nulla, nonostante tu mi abbia dato tutto.

10. Tu appartieni a me.

Pensavo di averti ricordato questo fatto. Non succederà che lo dimentichi ora, vero?

Numero 5? Ovviamente c’è una quinta regola: Stai immaginando cose. Ancora.

H.G. TUDOR

The Ten Laws of Narcissistic Possession

👤 POSSEDERE

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Io voglio possederti.

Voglio trascinarti nel mio mondo. Un mondo in cui le mie regole sono le uniche regole che contano. Quando ti guardo per la prima volta, faccio in modo di accertarmi della tua idoneità alla proprietà. Potresti essere posseduto solo nel senso che sei una fonte terziaria con cui interagisco una volta, ma in quel momento, possiedo te e possiedo il carburante che scorre da te.

Vorrei marchiarti come mia proprietà. Il mio apparecchio Il mio giocattolo. Io ti possiedo e questo implica che non ti possiede nessun altro. Io ho i diritti esclusivi.

Posso assegnarti il ruolo di fonte secondaria, nel caso in cui tu passi di grado e tu diventi mio, soggetto al contratto non scritto che governa te e me. Devi essere fedele, obbediente, rispettoso e un fornitore di carburante.

Se tu fossi la mia fonte primaria, l’ambita posizione di principale fornitore dell’assai prezioso e desiderato carburante, allora anche in quel caso devi essere di proprietà. Devi essere sottoposto al mio controllo totale ed egemonico. Una volta che deciderò che tu sei la persona giusta, non mi fermerò. Una volta che la luce è diventata verde, una volta che le prime gocce allettanti del tuo carburante hanno iniziato ad essere assunte da me, non c’è speranza per nient’altro.

Devi essere mio. Devo possederti.

All’inizio penserai che ti guardo con occhi innamorati. In effetti lo faccio mentre trasformo le mie preziose orbite negli specchi che ti danno ciò che vuoi vedere. Dietro il loro sguardo argenteo, si stanno formando le mie macchinazioni tramate. Sto assorbendo il tuo modo di sorridere, come arricci il naso, come giochi con i tuoi capelli sul lato sinistro della testa, mai sul destro. Ascolto il modo in cui dici “scone” – lo dici in modo che faccia rima con tone (tono) o gone (andato)? Ogni parola che uscirà dalla tua bocca apparterrà a me. Voglio sapere tutto di te. Ogni aspetto della tua vita ora deve appartenere a me. Quando la mia mano ti tocca e senti quella scossa elettrica tra me e te, è la mia connessione con te mentre comincio a scaricare la tua vita.

È vero che ti ho già monitorato, esaminato la tua vita da lontano, fatto indagini e osservato prima di lanciare il mio accordo di fusione. Ho eseguito il compitino, ma ora voglio dominare, conquistare e inglobare. Devo avvolgerti nel mio mondo perché poi così posso essere sicuro che risponderai come richiedo. Leale, affidabile e funzionale.

Gradualmente ti svuoto della tua identità, consumandola per il mio uso personale. Questo fa parte del processo di possederti. Non conosco confini, non vedo limiti, non riconosco restrizioni. Ho deciso che deviappartenere a me e quindi questo è ciò che deve accadere con l’accumulo progressivo e incrementale di ciò che sei tu. Io sono collegato a te, il supremo parassita che ti succhia la vita. I tuoi soldi diventano i miei soldi, la tua casa diventa la mia casa, i tuoi amici diventano i miei apparecchi. Non c’è un vero me. Non c’è sostanza e quindi devo rubare ciò che sei tu per conferire l’aspetto della sostanza.

L’unico modo che comprendo per farlo è possederti. Renderti parte del mondo costruito che ho intessuto. Questa splendida finzione inganna così rapidamente e mentre apro il sipario e ti invito a entrare nella mia terra meravigliosa, tu accetti e una volta dentro diventi mio. Il mondo reale viene lasciato fuori. Il mondo reale delle regole, dei modelli, delle procedure e della correttezza non è più adatto a te. Ora io ti possiedo e, di conseguenza, sei soggetto alla mia natura capricciosa, all’applicazione arbitraria delle mie regole e delle mie dichiarazioni. Niente di tutto questo avrà senso per te quando inizi a capire cosa sta succedendo, ma a quel punto sarà troppo tardi. La tua integrazione dentro di me sarà così talmente fuori controllo che potresti anche urlare e l’unica voce che sentirai sarà la mia.

Il mio possesso di te implica che ti dico con chi parlare e chi ignorare. Il mio possesso
implica che quell’abito è sbagliato e quell’altro è giusto finché non è il contrario. Ieri è domani che diventa oggi. Pensi che Josef K abbia sopportato l’incubo kafkiano del nulla ha senso? Non hai ancora visto nulla.

Io devo controllare tutto. Il mio spazio, il tempo e l’ambiente intorno a te. Questo è il motivo per cui sembra che io operi come se non avessi alcun concetto del tempo, ma è perché non opero con il Tempo Medio di Greenwich, ma piuttosto con il Tempo di Essere Cattivo. Divido in compartimenti, spostandomi tra mondi che non devono mai entrare in contatto tra loro, dove i giocatori e gli attori all’interno di essi si muovono verso di me. Ballano sulla melodia che suona il mio piffero invisibile. Non devo lasciare nulla al caso. Non mi piace il caso. È la mia rovina. Voglio prevedibilità e alla fine capirai che ci sono pochi che sono prevedibili come la mia specie. Portiamo eccitazione, portiamo caos, portiamo dramma ma è tutto così prevedibile. Le stesse manipolazioni, solo variazioni sul tema. Alcuni di noi hanno più corde al loro arco dell’oscuro cupido, ma le frecce avvelenate che spariamo hanno tutte gli stessi effetti. Controllo e carburante.

È solo assicurandoci che ti possediamo, che possiamo essere certi e convinti che farai come vogliamo, che non sarai sleale o traditore con noi. Dobbiamo collegarti a noi e come una sanguisuga gigante succhiare l’essenza stessa da te, prendendo il tuo carburante, la tua sicurezza, la tua autostima, la tua fiducia in te stesso e spogliarti di queste cose per assicurarci che vi sia obbedienza e rispetto.

Voglio possedere così da sapere che vincerò. Voglio possederti così posso esistere.

Voglio possederti in modo che tutto ciò che fai sia una conseguenza delle mie decisioni e delle mie azioni, il che mi assicura che tu mi fornisci la mia linfa vitale ogni volta che lo chiedo. Tu ci sei su chiamata e su richiesta, la mia fonte primaria di salvezza, la ragione della mia esistenza, e non oso concedere il minimo spiraglio di autonomia per paura di perdere quel controllo.

Voglio possederti per sottolineare la mia superiorità. Voglio possederti per ricordare a me stesso che io sono potente. Voglio possederti in modo che venga ripetutamente ribadito che io sono colui che controlla.

Voglio possederti per smettere di essere lo schiavo che sono.

H.G. TUDOR

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