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NOI NARCISISTI, ASCOLTIAMO MAI?

Potresti non crederci, ma in realtà ti ascoltiamo. Capisco che possa sembrarti strano, perché pensi che il nostro comportamento dimostri il contrario. Ti sembra che non prestiamo attenzione a ciò che dici, visto che continuiamo a fare esattamente le stesse cose di sempre. Ripetiamo le stesse frasi come se non avessimo mai sentito la tua risposta la prima volta.

Ci ricordi l’orario del nostro incontro e noi arriviamo in ritardo o non ci presentiamo affatto. Potresti pensare, giustamente, che siamo pessimi ascoltatori. La realtà, invece, è che siamo ascoltatori eccellenti. La differenza sta nel fatto che scegliamo di ascoltare in modo diverso.

Quando ci urli contro, esponendo il tuo punto di vista con veemenza, noi rispondiamo a ciò che stai dicendo, solitamente con negazioni e deviazioni. Non ci interessa davvero il contenuto delle tue parole, ma vogliamo sentire le emozioni che le accompagnano. Vogliamo percepire la rabbia soffocata e ribollente che si manifesta nelle tue parole, perché sappiamo che (insieme al tuo volto contorto e arrossato) stai reagendo alla nostra provocazione e, di conseguenza, ci stai fornendo carburante.

Se ci noi insulti, ci chiami di tutti i nomi o critichi il nostro gusto nel vestirci, il nostro peso e la nostra intelligenza, non ci feriscono le tue parole. Il fatto che tu le stia pronunciando con veleno, urlandole con rabbia o ridendo istericamente mentre ci denigri significa che stai fornendo l’emozione che per noi equivale a carburante. Gli insulti in sé non ci toccano, perché non li sentiamo davvero. Noi percepiamo solo l’emozione dietro di essi.

Puoi inventarti l’insulto più originale che il mondo abbia mai conosciuto, ma se lo pronunci con carica emotiva, tutto ciò che sentiremo sarà la tua reazione emotiva. Ti sei mai chiesta perché sorridiamo mentre stai litigando con noi? Perché ci stai dando esattamente ciò che vogliamo: carburante. Oh, e anche perché sappiamo che il nostro sorriso ti farà infuriare ancora di più.

Durante la fase iniziale della seduzione, ti ascoltiamo con estrema attenzione. Ogni informazione, ogni piccolo dettaglio che possa aiutarci a sedurti e legarti a noi viene registrato e archiviato, pronto per essere usato nel momento più opportuno. Ogni volta che ci parli di un nuovo ristorante che hai scoperto o di uno spettacolo teatrale che ti piacerebbe vedere, noi prendiamo nota. Quando ci racconti dei tuoi amici, ascoltiamo con l’intento di portarli sotto il nostro incantesimo.

In questa fase ci percepisci come attenti e interessati a te. Ed è vero: lo siamo. La tua reazione a questa apparente attenzione è quella di lodarci, fornendoci così carburante, e di sentirti attratta da noi, rafforzando ulteriormente il legame che stiamo costruendo. Ma il nostro interesse non è quello che immagini. Il nostro interesse è finalizzato all’uso che possiamo fare delle informazioni che ci fornisci, per portare avanti la nostra agenda..

Ti ascoltiamo anche per capire come i nostri comportamenti ti influenzano. Ascoltiamo i tuoi elogi e il tuo entusiasmo e prendiamo nota di ciò che li ha provocati. Quando ti svalutiamo, assorbiamo il carburante che ci fornisci attraverso le tue reazioni e, allo stesso tempo, ascoltiamo l’effetto che stiamo avendo su di te. Ci racconti quanto soffri, di quanto non riesci a dormire, quanto ti senti ansiosa, malata, spaventata, quanto non riesci a capire cosa stia succedendo.

Non ci importa di come ti senti, ma siamo estremamente interessati a sentirti parlare. Questo ci fornisce un feedback prezioso sulle nostre manipolazioni. Mentre raccogliamo il carburante dalle tue suppliche in lacrime, valutiamo anche l’impatto che le nostre parole hanno avuto su di te. Ti ascoltiamo perché non proviamo quelle emozioni in prima persona: dobbiamo impararle da te.

Dobbiamo impararle per poterle imitare quando necessario. Dobbiamo sapere che se qualcuno prova un senso di perdita, probabilmente piangerà. Quindi, se prevediamo di perderti, l’azione più appropriata sarà piangere. Abbiamo imparato da ciò che ci hai mostrato e da ciò che ci hai detto. Vedi, ti avevo detto che ti ascoltiamo.

Ti ascoltiamo anche per capire quanto efficaci siano state le nostre manipolazioni. Stai descrivendo un dolore lieve o devastante? Non possiamo saperlo da soli, perché non proviamo tristezza.

Questa emozione superflua ci è stata strappata via o non si è mai sviluppata. Perciò, per comprendere cosa renda qualcuno leggermente triste, moderatamente triste o completamente distrutto, dobbiamo osservare le tue reazioni e ascoltare le tue parole. Non restiamo in silenzio ad ascoltarti perché ci preoccupiamo di te e perché vogliamo trovare una soluzione alla tua tristezza. Questo non ci serve a nulla.

Quello che stiamo facendo è ascoltare nei minimi dettagli la tua sofferenza per poterla replicare. La replichiamo sia fingendo di essere afflitti quando la situazione lo richiede, sia infliggendola a qualcun altro con lo scopo di ottenere controllo e carburante.

È attraverso l’ascolto che affiniamo le nostre capacità manipolative. È attraverso l’ascolto che impariamo tutto su di te: cosa ti piace e cosa detesti, quali sono le tue speranze e quali le vulnerabilità che possiamo sfruttare. Ascoltandoti, comprendiamo le tue emozioni così da poterle imitare. È attraverso l’ascolto che capiamo come reagisci alle nostre azioni.

Sì, trascorriamo molto tempo a parlare, raccontando al mondo quanto siamo straordinari, ed è naturale che sia così per ciò che siamo. Ma ti sorprenderesti nel sapere quanto, in realtà, ascoltiamo. Il fatto che non ascoltiamo secondo ciò che tu ritieni importante non significa affatto che non stiamo ascoltando. Anzi, è esattamente il contrario.

Dunque, la prossima volta che ci supplicherai di ascoltarti almeno una volta, o che implorerai: «Ascolta quello che ti sto dicendo», scoprirai che lo stiamo facendo. E ti pentirai di averlo chiesto.

H.G. TUDOR – “Do We Ever Listen?” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

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