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LO SCARTO FINALE. SOLO CHE NON LO È.

«Mi ha detto che non voleva più vedermi finché fosse stato in vita. È finita. Stavolta davvero».

«Mi ha detto che sono inutile, patetico, che mi odia e che chiamerà la polizia se mi avvicinerò ancora. Non capisco cosa stia succedendo, ma so solo che è la fine assoluta».

«È stato chiaro: non c’è futuro per noi, non sopporta la mia vista e vuole che io faccia i bagagli e sparisca entro domani. È finita. Davvero finita, stavolta».

«Ha portato via tutto e mi ha lasciato una lettera in cui spiega che non ce la fa più, che deve ritrovare sé stessa — qualunque cosa voglia dire — e che non possiamo avere un futuro insieme. Lo sapevo che sarebbe successo, lo sentivo. Mi ha dato lo scarto finale».

Lo scarto finale. Il sipario che cala. La ghigliottina della conclusione.

È davvero finita.

Molto spesso, le vittime della nostra specie distinguono tra lo scarto e lo scarto finale (accompagnato da una musica drammatica). C’è l’essere messi da parte, con la possibilità di essere poi recuperati.
E poi c’è lo scarto finale, in cui si viene rimossi del tutto dall’associazione con noi. La relazione finisce e non ci sarà più alcun coinvolgimento tra noi e voi.

Le vittime spesso dichiarano che questa volta è lo scarto finale, e lo fanno per due motivi — che curiosamente si contraddicono a vicenda.

Il primo motivo è che sperano disperatamente che non sia davvero lo scarto finale. Quando raccontano ogni singolo dettaglio di questo presunto scarto definitivo a chi le ascolta, sperano che l’altra persona dica: «No, secondo me non è finita. Tornerà».

La vittima desidera ardentemente che qualcuno dia una spiegazione, una ragione logica per cui non possa essere davvero la fine. Perché nel cuore di ogni individuo empatico arde una cosa: la speranza.

La vittima non vuole che l’intreccio finisca. Non può sopportare il dolore. Non vuole essere abbandonata, esiliata, espulsa. Vuole restare con noi, ma teme che sia davvero la fine… e cerca qualcuno che le dica che non lo è, pur di aggrapparsi a un filo di speranza.

Il secondo motivo, invece, è il contrario. La vittima spera davvero che sia finita, così da essere finalmente libera dai nostri artigli mostruosi. A volte, subito dopo lo scarto finale, avendo acquisito qualche nozione e conoscenza, si convince che ciò che ha fatto ci ha inflitto ferite significative (anche se spesso sbaglia su questo punto) e che quelle ferite ci hanno spinti a svignarcela con la coda tra le gambe, nascondendoci, feriti e colmi di vergogna, tanto da non osare mai più tornare. La vittima conclude che ciò che ha fatto ci ha costretti a fuggire e che non ci presenteremo più né a casa sua né nella sua casella di posta. È una conclusione ragionevole da trarre.

Ma non esiste uno scarto finale.

Non esiste nemmeno lo scarto.

Esiste sempre e solo un disimpegno.

Questo perché, nelle nostre menti, tu ci appartieni, e la Relazione Narcisistica dura finché non muori tu… o non moriamo noi. Solo la morte dà un taglio netto al nostro legame. Tu sei nostra proprietà. Tu sei il nostro apparecchio. Tu ci fornisci carburante. Sei buona e poi cattiva. Sei utile e poi inutile. E poi di nuovo utile.

Abbiamo investito tempo ed energia in te. E vogliamo raccoglierne i frutti, più e più volte.

Se sei la nostra fonte primaria, ci disimpegniamo da te. Ti dipingiamo di nero e in quel momento non vogliamo più avere nulla a che fare con te. Può sembrare che ti abbiamo “scartato”, ma si tratta semplicemente della fine della Relazione Formale.

Non sei più la nostra compagna, partner, moglie. La Relazione Narcisistica però persiste. Non estraiamo carburante da te, né tratti caratteriali, né benefici residui. Vieni posta da parte quando iniziamo un nuovo periodo d’oro con una nuova fonte primaria.

Se sei una fonte secondaria intima, ci disimpegniamo da te. Vieni messa sullo scaffale, dietro la credenza, pronta per la prossima volta che vorremo tornare a impegnarci con te. Non sei cancellata. Sei solo non richiesta, per ora. Non è uno scarto. Di solito, non vieni nemmeno svalutata. Se ciò accade, è perché ci hai offeso, e allora si verifica un disimpegno e la fine della Relazione Formale da “trombamica con benefici” o partner sessuale.

Se sei una fonte secondaria non intima, ci disimpegniamo. Vieni riposta sullo scaffale fino a quando non decideremo di impegnarci di nuovo con te. La maggior parte delle fonti secondarie non intime non se ne accorge nemmeno, perché lo interpreta come una pausa naturale. Anche la svalutazione è rara in questi casi, ma se accade è perché ci hai offeso e la Relazione Formale è terminata: non sei più nostra amica.

Se sei una fonte terziaria, intima o non intima, vieni semplicemente disimpegnata. Non c’è Relazione Formale da concludere. Possiamo tornare da te oppure no. Dipende dalle nostre necessità di carburante.

Devi quindi capire che esiste sempre e solo un disimpegno. La Relazione Narcisistica continua. Se non c’è stata svalutazione, consideriamo che la Relazione Formale sia ancora in piedi — quindi sei ancora la nostra trombamica, la nostra amica — solo che al momento non abbiamo bisogno di te. Se c’è stata svalutazione, allora la Relazione Formale è conclusa — non sei più la nostra moglie, fidanzata, amica o trombamica — e ci disimpegniamo.

Siamo quasi sempre noi a decidere il disimpegno. Se c’è stata svalutazione e disimpegno, o solo disimpegno, siamo noi a prendere questa decisione. Se sei tu a respingerci, allora si tratta di una fuga, e naturalmente proveremo a convincerti a restare.

E se invece sei stata tu a infliggerci una ferita così profonda da farci disimpegnare? O più probabilmente, se sei tu ad aver organizzato la fuga? Non è questo, forse, ciò che sancisce una fine definitiva? Non significa forse che non vogliamo più saperne di te?

No.

Come ho detto più volte, c’è sempre il rischio che torniamo a recuperarti. Serve un Attivatore di Recupero, che si innesca quando entri nella nostra sfera d’influenza. Poi devono essere soddisfatti i Criteri di Esecuzione di Recupero, che comprendono una serie di fattori da bilanciare — alcuni aumentano la possibilità che vengano soddisfatti, altri la diminuiscono.

Questi fattori includono:

• Il tipo di narcisista con cui hai a che fare

• La qualità del tuo carburante

• Se ci fornisci tratti caratteriali

• Se ci fornisci benefici residui

• Se hai un altro partner

• Se ti sei ripresa o meno dalla distruzione precedente

• Quanto è facile contattarti

• Quanto è facile raggiungerti fisicamente

• Se ti sei lamentata del nostro disimpegno

• Se sei arrabbiata per il nostro disimpegno

• Se ci sono questioni in sospeso (denaro, proprietà, etc)

• Se esistono ostacoli

• Se c’è un rischio di ferite

Le ferite che potresti averci inflitto durante l’ultima interazione sono solo uno dei fattori in gioco. Sì, potrebbero pesare molto, ma da sole non bastano per definire uno scarto finale.

Non importa quanto ti abbiamo maledetta, quanto abbiamo usato parole come “mai”, “non più”, “per sempre” o “sempre”. Noi siamo pragmatici. È il bisogno di carburante a guidare ogni nostra azione. Contraddizioni e ipocrisie non ci turbano. Siamo in grado di cambiare direzione in un istante. Quelle erano solo parole di ieri.

Noi non scartiamo.

Torneremo sempre. SE si attiva un Attivatore di Recupero e SE vengono soddisfatti i Criteri di Esecuzione di Recupero.

Non esiste uno scarto finale.

Ed è la mia ultima parola sull’argomento.

H.G. TUDOR – “The Final Discard” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

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