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CONSENSO

Il consenso non è una questione che tormenta la mente della nostra specie, affatto. Questo è determinato dai seguenti fattori:-

1. Il nostro senso del diritto. Facciamo ciò che vogliamo, come vogliamo, quando vogliamo e con chi vogliamo. Abbiamo accesso a ogni cosa.

2. La nostra incapacità di riconoscere e rispettare i confini. Questo è collegato al nostro senso di diritto, per cui nessuno è fuori portata per noi. Qualcuno è impegnato in una relazione? E allora? Per noi è terreno di caccia. Quel posto è occupato? Sì, da noi. Quel drink era destinato a qualcun altro? Pazienza. Invadiamo lo spazio personale, prendiamo ciò che non ci appartiene, requisiamo le risorse altrui e ci comportiamo come se tutto ci appartenesse, perché nella nostra mente è così.

3. Tu fai parte di noi. Sei assorbita dentro di noi, legata a noi e, poiché sei una parte di noi, perché mai dovremmo chiederci il permesso di fare qualcosa? Dal nostro punto di vista è assurdo.

4. Non chiediamo conto a nessuno. Anche se pensassimo di aver bisogno del consenso, non importa, perché le conseguenze del non averlo ottenuto non si applicano a noi. Sappiamo come sfuggire alla colpa, evitare la responsabilità e scrollarci di dosso ogni colpa.

5. Il nostro senso di superiorità. Il consenso è una catena. Limita e ostacola. Noi siamo il colosso che avanza inarrestabile, e pertanto il consenso non si applica a un titano come noi. Il consenso è qualcosa che riguarda la gente comune.

Questo atteggiamento nei confronti del consenso ci fa comportare come invasori saccheggiatori. Tutto è a portata di mano. Come si manifesta tutto ciò?

Nel narcisista Inferiore è evidente e palese. Ti dice che si trasferisce da te e si presenta con la valigia e la chitarra (con una corda rotta), sorridendo mentre entra in casa tua. Le tue risorse vengono prese – denaro, cibo, energia – senza alcuna spiegazione. I tuoi amici vengono catturati: o messi da parte e insultati apertamente, oppure sedotti e selezionati per future triangolazioni.

Il narcisista Inferiore si presenta a casa tua senza avvisare, usa la tua macchina senza chiedere (e non fa il pieno), contrae debiti a tuo nome. Se lo metti di fronte al fatto di non aver chiesto il permesso, tutto ciò che sentirà sarà una critica. Raramente si scomoderà a trovare una scusa per le sue azioni. Non ha bisogno di spiegarti niente. E se lo fa, la spiegazione sarà talmente assurda da risultare incredibile, ma a lui non importa, perché può fare ciò che vuole e tu devi adattarti al programma.

«In questa casa si condivide tutto».

«Quello che è tuo è mio».

«Non posso credere che tu stia facendo tutto questo dramma».

«No, non l’ho usato».

«Non sono stato io».

«Qualcun altro deve averlo preso».

Lui può farlo perché è quello che è, e faresti meglio a smetterla di lamentarti, altrimenti ti becchi quello che ti meriti – e anche di più. Neanche il tuo corpo viene risparmiato. Ti palperà in pubblico, ti urlerà in faccia durante una discussione, ti aggredirà, ti violenterà, pretenderà che tu abbia l’aspetto che lui desidera, senza alcun riguardo per il fatto che tu non volessi il suo nome tatuato sul collo o che i capelli corti non ti stiano affatto bene. Ne ha diritto. Punto.

Il Narcisista di Medio-Rango è meno brutale e palese nei suoi atti di sequestro, ma non per questo meno invasivo. A differenza dell’inferiore, ha abbastanza autocontrollo da non andare in escandescenze se lo metti di fronte al fatto di aver usato i soldi della spesa per comprare birra o di aver consumato tutta l’acqua calda senza accendere il boiler. Invece, il medio offrirà una spiegazione, perfino un’apologia (non sincera), per ottenere retroattivamente il tuo consenso.

«Pensavo di avertelo già chiesto».

«Scusa, non ci ho pensato. La prossima volta starò più attento».

«Era un’emergenza e non avevo tempo. Non arrabbiarti con me».

«Lo sostituisco domani (non lo farà). Dai, non litighiamo adesso, ho una bella notizia da darti».

«Volevo prenderne un altro, ma ho dimenticato perché ero tutto il giorno a correre dietro a te».

«Avevo fame; non mi negherai qualcosa da mangiare, vero?»

Il Medio-Rango ti raggirerà per ottenere il consenso, così da archiviare l’episodio e usarlo in futuro.

«Ma l’ultima volta non ti ha dato fastidio».

«Hai detto che andava bene».

«Non hai detto nulla l’ultima volta che l’ho fatto, come faccio a sapere che adesso non va bene? Non leggo nella mente».

Il Narcisista di Medio-Rango farà soprattutto leva sulla tua empatia per ottenere il consenso: ti farà sentire in colpa se ti opponi, ti farà passare per una guastafeste se non gli vai dietro.

E il Superiore?

Come ci si può aspettare, non si abbassa mai ai metodi rozzi dell’inferiore, che trova volgari. Né si abbassa al pietoso piagnucolio del medio, che considera ignobile. Naturalmente, il superiore ha aspettative altrettanto grandi – se non maggiori – sul fatto di poter fare ciò che vuole. Tuttavia, grazie alla sua maggiore capacità cognitiva e consapevolezza, sa che in certi casi il consenso può avere un valore. Anzi, estorcere il consenso a una vittima apparentemente riluttante è per lui una sfida esaltante: genera carburante, rafforza il suo potere e sottolinea la sua superiorità. Il superiore utilizzerà ricatti emotivi, corruzione e coercizione per ottenere il consenso.

«Se accetti, ti porto a cena in un posto fantastico».

«Se non lo fai, ti lascio».

«Se rifiuti, potrei pubblicare quelle foto che ho di te».

«Non ti ho mai considerata noiosa, ma tutti gli altri lo fanno, sai?»

«La mia ex lo faceva senza problemi. Forse ho sbagliato a lasciare lei per te?»

Il Superiore esercita una pressione immensa per estorcere il consenso, tanto che, nella realtà, quel consenso non è mai stato realmente dato. Ma questo non lo fermerà. Se annuisci, dici di sì, o mormori “va bene allora”, il consenso è ottenuto e lui andrà avanti con ciò che vuole fare. E non pensare di poter cambiare idea: nel mondo del superiore, il consenso una volta dato vale per tutta la durata della relazione. Non si tratta di qualcosa che si applica una volta sola.

Il Superiore farà anche ricorso alla negabilità plausibile ogni volta che il consenso diventa un tema controverso. Se viene messo in discussione da terzi per aver preso l’auto di qualcuno o usato i suoi soldi, userà una combinazione di fascino e menzogne spudorate per sabotare la versione della vittima e far sembrare che il consenso fosse stato effettivamente dato. L’intelligenza calcolatrice del superiore, unita ai tratti citati all’inizio dell’articolo, gli consente di comportarsi con totale impunità riguardo al tema del consenso.

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H.G. TUDOR – “Consent” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

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