L’alcol è una droga pervasiva. Un Bloody Mary prima di pranzo, un pranzo “liquido” per condurre affari, drink pomeridiano perché sembra di marinare la scuola, aperitivi dopo il lavoro che si trasformano in una serata intera, bevute celebrative per un compleanno, un affare andato bene, un anniversario o semplicemente perché è venerdì.
Drink al Circolo del Golf, prima della partita importante, al barbecue, al funerale, un bicchiere della staffa, un brindisi, un sorso furtivo prima di tornare a casa, l’ultimo per la strada, un “rimedio” per smaltire la sbornia. L’alcol è ovunque ed è considerato socialmente accettabile, nonostante la miseria che il suo consumo eccessivo provoca.
Che ruolo gioca l’alcol nella dinamica narcisistica?
Non mi riferisco al bicchiere occasionale con un ottimo pasto o alle birre sociali in un bar con amici, al bere regolato e moderato che non comporta problemi. Mi riferisco all’alcolismo, quando c’è una dipendenza e un affidamento sull’alcol. In che modo questo si inserisce nella dinamica narcisistica?
All’inizio è necessario distinguere tra l’alcolista che non è un narcisista e il narcisista che è anche un alcolista. Questa distinzione è importante perché narcisismo e alcolismo condividono tratti simili.
– C’è l’inganno implicito nell’abuso di alcol e nel comportamento narcisistico;
– Entrambi presentano soggetti che non hanno alcuna consapevolezza di avere un problema;
– Entrambi richiedono la manipolazione di altre persone per raggiungere il proprio scopo. Il narcisista manipola per ottenere gli Scopi Primari; l’alcolista manipola per poter bere;
– Entrambi mentono ripetutamente su ciò che hanno fatto, dove sono stati, quanto hanno bevuto o se hanno bevuto;
– Entrambi producono comportamenti egoistici;
– Le altre persone si ritrovano messe costantemente al secondo posto rispetto ai bisogni del narcisista o dell’alcolista;
– Entrambi manifestano comportamenti mutevoli: amabili e gradevoli in un momento, improvvisamente offensivi in quello successivo;
– La ricerca dell’obiettivo finale (carburante / alcol) diventa la sola preoccupazione dell’individuo in questione.
Di conseguenza, i comportamenti del narcisista e dell’alcolista appaiono molto simili. L’alcolista può mostrare tratti narcisistici (come descritto sopra), ma un alcolista sobrio vedrà diminuire tali tratti fino a rivelare che egli o ella è un alcolista, ma non un narcisista.
L’imposizione del bisogno di bere — o di ubriacarsi — agisce come un fattore di stress esterno che riduce l’empatia emotiva dell’alcolista non narcisista, facendo emergere tratti narcisistici (egoismo, rabbia, mancanza di onestà, ecc.). Questo comporta azioni prive di empatia, ma dovute alla riduzione temporanea dell’empatia emotiva, non all’assenza di empatia e al bisogno degli Scopi Primari tipico del narcisista. L’aggiunta dell’alcol a un individuo del genere lo rende narcisistico, ma non lo trasforma in un narcisista.
Il narcisista, invece, che è anche un alcolista, può smettere di bere, ma il narcisismo rimarrà. Anzi, accade spesso che una vittima si renda conto di essere coinvolta con un alcolista, senza comprendere che quella persona è in realtà un narcisista che è anche un alcolista, poiché l’alcolismo è molto più facilmente identificabile del narcisismo.
Il narcisismo porta all’alcolismo. Non in tutti i casi, naturalmente. Io non sono un alcolista. Mi piace bere, in effetti mi piace molto, e posso consumare quantità significative, ma non mi ubriaco mai fino a perdere il controllo, perché non voglio perderlo. Ho visto il narcisista che è anche un alcolista, e quell’uomo è mio zio Robert.
La sua figura invecchiata e la sua amarezza sono una chiara testimonianza dell’invecchiamento precoce che accompagna una vita passata a ingollare il primo gin tonic alle 11 del mattino, per non fermarsi più fino a cadere nello stordimento dopo le 9 di sera.
Osservandolo quando ero più giovane, studiando i suoi comportamenti derivanti dall’abuso di alcol (e comprendendo in seguito che questo rappresentava solo uno strato sopra il suo narcisismo sfrenato), trovai in lui un monito utile: assicurarmi di usare il bere per i miei scopi, e non permettere mai che fosse l’alcol a usare me. Io sono fortunato ad avere quel livello di autocontrollo e disciplina, perché molti della nostra specie non lo possiedono.
L’alcolismo è un sintomo di un certo tipo di mentalità, e il narcisismo è una mentalità che si presta facilmente all’insorgere dell’alcolismo. I narcisisti sono creature di dipendenza. Siamo dipendenti, prima di tutto, dal carburante: è la nostra droga. Ma questo modo d’essere ci rende anche suscettibili ad altri comportamenti di dipendenza.
Ecco perché assumiamo droghe ricreative, spendiamo senza alcun riguardo per le conseguenze finanziarie, diventiamo maniaci del lavoro, scommettiamo, o guidiamo come folli. Non tutti questi comportamenti saranno presenti in un singolo individuo, ma nella nostra specie esiste una propensione generale a indulgere in tali condotte, a causa della nostra vulnerabilità intrinseca alla dipendenza.
I tratti del nostro narcisismo favoriscono la comparsa dell’alcolismo. Non solo siamo inclini per natura ai comportamenti di dipendenza, ma la presenza stessa di questi tratti ci rende ancora più vulnerabili a cadere nell’alcolismo.
1. Il nostro Pensiero Magico, il nostro senso di superiorità e di onnipotenza ci fanno credere di poter gestire l’alcol meglio delle “piccole persone”. Crediamo di poter bere di più, di reggere meglio l’alcol, e di poter consumare ogni tipo di bevanda.
2. La grande varietà di tipi di alcol e la ricca cultura che lo circonda ci affascinano, poiché ci permettono di sfoggiare la nostra conoscenza in materia. Il Narcisista Cerebrale può vantarsi della sua conoscenza approfondita di vini o whisky particolari. Il Somatico si gloria di quanto ha speso per una magnum di champagne. E l’Élite farà entrambe le cose.
3. I nostri territori di caccia per le vittime, immancabilmente, implicano il consumo di alcol. Il Narcisista Somatico che trova le sue prede in discoteca, tra luci al neon e arredi cromati di bar alla moda, sarà esposto continuamente all’alcol.
4. La nostra mancanza di responsabilità ci consente di bere quando vogliamo, con chi vogliamo, dove vogliamo, senza subirne le conseguenze. Possiamo bere a pranzo prima di una presentazione e credere di essere immuni da qualsiasi ripercussione. Possiamo metterci al volante dopo aver bevuto, perché le leggi non si applicano a noi. Non subiremo alcun effetto negativo dal bere: siamo superuomini, capaci di gestire le tossine che versiamo in gola.
5. Il desiderio di essere al centro della scena – L’alcol, almeno all’inizio, funge da accelerante per il nostro comportamento grandioso, per il bisogno di esibirci e di impressionare. Così, tracannare mentre dominiamo la scena in un bar, ostentando balli e flirt, ci assicura di restare al centro dell’attenzione.
6. Spostamento di colpa n. 1 – Se beviamo, è colpa tua. Se tu facessi ciò che vogliamo, non saremmo costretti a bere per anestetizzarci contro la noia che ci provochi. Se ci amassi davvero, non cercheremmo rifugio nella bottiglia. È colpa tua se beviamo così tanto.
7. Spostamento di colpa n. 2. – Anche le conseguenze del bere sono colpa tua. Se non mi avessi fatto lasciare la macchina dopo che avevo bevuto, non avrei preso la multa. L’ultimo avvertimento sul lavoro che ho ricevuto perché ero ubriaco è colpa tua, perché mi hai obbligato ad andarci dicendo che avevamo bisogno di soldi (anche se mi avevi pregato di restare a casa). Il nostro comportamento offensivo verso gli altri quando siamo ubriachi è colpa tua, perché sei tu che ci hai ridotti così. Avresti dovuto fermarci.
8. Rifugio – Il consumo di alcol, per la nostra specie, rappresenta un rifugio. Il Narcisista di Medio-Rango innocuo si trasforma in un furioso imitatore di Elvis man mano che la sua grandiosità cresce sotto l’effetto ripetuto del bere.
L’alcol consente alla nostra specie di diventare esuberante, impressionante e carismatica, colmando il divario tra ciò che siamo realmente e ciò che vogliamo che il mondo veda. L’alcol rimuove le catene che questo mondo crudele tenta di imporci e ci permette di essere ciò che vogliamo essere, e di mostrare al mondo l’immagine che desideriamo.
Siamo liberati dalla paura del rifiuto, poiché nessuno può resisterci quando siamo sospinti da questa euforia alcolica. I sussurri del Demone vengono momentaneamente messi a tacere versando un altro bicchiere.
Com’è meraviglioso l’alcol, che ci permette di essere ciò che vogliamo e di cancellare le preoccupazioni, le limitazioni e i problemi che ci affliggono. L’alcol agisce come un sostituto del carburante, e questo spiega perché certi narcisisti con matrici di carburante limitate e/o malfunzionanti ricorrono al bere: l’alcol agisce come un carburante surrogato.
Tuttavia, si tratta di una soluzione temporanea, che non può essere mantenuta a lungo. Deve necessariamente esserci un ritorno a una matrice di carburante pienamente funzionante, altrimenti si profila una crisi di carburante.
9. Rimozione della maschera – I soggetti a più basso funzionamento tra la nostra specie trovano un senso di sollievo nel non dover più indossare una maschera. La maschera dell’alcol e dell’ubriachezza permette loro di mostrare ciò che sono realmente, poiché si riducono temporaneamente le ripercussioni derivanti dal rifiuto e dalla critica.
10. L’alcol come facilitatore di carburante – L’alcol ci permette di diventare migliori, più brillanti e, di conseguenza, di raccogliere carburante con maggiore facilità. Che si tratti di impressionare qualcuno con una conversazione sicura, di brillare per spirito e arguzia, o di scivolare in comportamenti offensivi man mano che le ore passano e i bicchieri si accumulano, l’alcol agevola l’acquisizione di carburante.
Il fatto che tanti dei nostri tratti siano orientati verso il consumo di alcol, unito al fatto che tale consumo ci permette di raggiungere i nostri scopi con apparente maggiore facilità — e considerando la nostra intrinseca vulnerabilità alla dipendenza, per le ragioni già spiegate — fa sì che questo cocktail aumenti in modo considerevole il rischio che un narcisista possa anche essere un alcolista.
H.G. TUDOR – “Cheers! Alcohol and the Narcissist” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

