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VENTI AMMISSIONI CHE ALIMENTANO

Ci sono molte cose che la mia specie gradisce sentirti dire. Vogliamo sentire la tua lode, il tuo affetto, il tuo amore e la tua adorazione. Vogliamo sentire la tua rabbia, la tua frustrazione, il tuo turbamento e il tuo vetriolo. Tu senti le parole. Noi sentiamo le emozioni che ci alimentano e fanno sì che le fiamme che ci alimentano brucino più ferocemente e più in alto.

Quando vieni intrappolata da uno della nostra specie, ti rendiamo vittima della nostra gamma di macchinazioni. Come parte di questa trappola, miriamo a farti fornire carburante, e lo facciamo facendo in modo che tu ci dica certe cose. Siamo ossessionati dal concetto del nostro status, della nostra superiorità e del nostro potere. Dobbiamo sempre assicurarci che tu sia inferiore a noi, che noi abbiamo il controllo e che tu sia obbediente.

Se per caso sentiamo che questo squilibrio sta scivolando, allora combatteremo per mantenerlo. Noi siamo i conquistatori, tu sei il conquistato. In linea con questa esigenza di controllo e dominio, vogliamo non solo che tu sia la vittima, ma che ti assicuri di comportarti come tale e che mostri il tuo ruolo di vittima in ogni momento nei tuoi rapporti con noi, salvo quando noi decidiamo il contrario.

Quest’ultimo caso di solito vale per le apparizioni pubbliche e il mantenimento della facciata. Vogliamo e abbiamo bisogno di sentirti ripristinare il tuo ruolo designato. Ovviamente questo non significa che dichiarerai di essere una vittima usando proprio quelle parole, perché quando ti abbiamo in pugno non ti rendi conto di essere effettivamente una vittima.

Invece abbiamo bisogno di sentirlo dalla tua affermazione di certe frasi che equivalgono all’ammissione di essere una vittima. Comprendi che quando fai queste osservazioni ci stai alimentando e stai anche rimarcando lo squilibrio che esiste tra te e noi.

  1. 1. Mi dispiace.
    2. È solo che non ci ho pensato.
    3. Non so cosa dovrei fare.
    4. Non riesco a capire quello che vuoi.
    5. Non ce la faccio più.
    6. Farò qualsiasi cosa per te.
    7. Voglio solo che funzioni.
    8. Non mi arrenderò.
    9. Merito di meglio.
    10. Perché lo fai?
    11. Per favore, smettila.
    12. Per favore, parlami.
    13. Non sono abbastanza brava per te?
    14. Perché sono l’unica ad essere trattata così?
    15. Voglio solo essere felice.
    16. Dimmi cosa vuoi da me.
    17. Non me ne ero resa conto.
    18. Ti metto sempre al primo posto.
    19. Voglio renderti felice.
    20. Cosa ci è successo?

H.G. TUDOR – “20 Fuelling Admissions” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

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