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✉ UNA LETTERA ALL’EMPATICO N. 11

Oggi è il 28 agosto 2012 e accadrà qualcosa che cambierà per sempre la tua vita. Non lo sai ancora, ma tu sei un’empatica. Sì, è questo ciò che è “sbagliato” in te. Ecco perché sei “troppo sensibile”. Ecco perché ti fermi ad aiutare le tartarughe in scatola ad attraversare la strada e salvare i lombrichi caduti dal marciapiede. Ecco perché i notiziari e i film ti turbano così tanto. Questo ti rende anche un bersaglio primario per i narcisisti. Non è ciò che pensi; la storia di un ragazzo che si è innamorato del proprio riflesso. Ciò che imparerai sul disturbo chiamato NPD è molto di più. Non crederai al fatto che queste persone vivano tra noi. Molte, molte di loro. Assomigliano a noi ma vedono il mondo in modo completamente diverso. Non hanno amore, compassione, empatia; rubano l’amore che proviamo per loro e ci picchiano fin quasi alla morte. Usano il nostro amore e la nostra decenza come armi contro di noi.

Shhh, eccolo qui, accompagnato dal CEO per essere presentato in ufficio ed è il tuo turno. Oh che uomo meraviglioso, oscuro, misterioso, affascinante, dall’odore divino. Lo guardi negli occhi. Gli stringi la mano. Ne sei completamente colpita, all’istante. Quello, mia cara, è stata la tua prima botta narci da parte di quest’uomo, un semplice sorso della tua droga preferita. Non è stato un incontro fortuito dovuto al fatto che le stelle erano perfettamente favorevoli o un incantesimo che lui ti ha lanciato. È una dipendenza che hanno gli Empatici. Una dipendenza che TU hai.

I giorni che seguono sono un turbinio di ossessione per avere sempre di più di quelle botte narci. Trascorri del tempo nel suo ufficio, cerchi di imparare cosa lo fa scattare, lo guardalo e inspiri il suo odore. Non riesci a pensare a nient’altro che a lui e al modo di passare del tempo nella stessa stanza con lui. Notami dannazione. Sorridimi. Fammi sapere che anche tu senti la magia, quell’elettricità tra noi. Il tempo passa, impari come prende il caffè, non vedi l’ora di vederlo in ufficio e trovi qualsiasi scusa per fargli visita. Nei giorni in cui non è in ufficio, vai lì per annusare dove è stato, per pulire la sua tazza, o lasciargli un piccolo regalo o un biglietto.

Ti darò un piccolo indizio. Ti NOTA, “Sunshine” (Sapeva che chiamarti in quel modo ti faceva sciogliere il cuore e venir meno le ginocchia.) Ti ha notato anche lui da quel primo minuto. Sei come un faro nella notte per la sua specie. Quegli splendidi occhi grigi sono quelli di uno squalo che fiuta il sangue nell’acqua. Quei regalini che gli lasci, quelle cose che gli dici, il modo in cui ridi dei suoi aneddoti e l’attenzione che gli dai sono tutti segnali che sei sotto il suo controllo e che gli appartieni. Le cose evolvono in un’amicizia divertente e provocante. Gli abbracci, oh gli abbracci sono i migliori che tu abbia mai ricevuto. Come non vedi l’ora di ricevere i suoi abbracci e cosa daresti per uno di quegli abbracci anche adesso dopo un anno e mezzo di regime di no contact.

Poi arriva il momento in cui devi lasciare l’azienda per pascoli più verdi. (Anche il CEO è un narcisista, ma questa è un’altra storia. Sappi solo che inizierai a vedere la loro specie ovunque nel tuo presente E nel tuo passato e questo è ciò che cambia VERAMENTE la tua vita per sempre. Sì, lo era anche tuo padre; ma torniamo alla nostra storia…)

Perché ti ha detto che avrebbe partecipato alla tua cena di addio? Perché gli hai riservato un posto accanto a te e hai passato l’intera serata a guardare la porta per vedere se compariva? Perché non potevi goderti la serata con i tuoi colleghi da quanto eri ansiosa? Perché non si è scusato e non ha nemmeno ammesso di non essersi presentato?

Non lavorando più insieme, fai del tuo meglio per restarci in contatto e interagire con lui, non importa quanto brevi siano le tue botte. Lo preghi di incontrarvi per pranzo o per un caffè. Lo ha fatto un paio di volte, ma le più volte non lo ha fatto. A volte ti ha concesso briciole del suo tempo con e-mail, messaggi e telefonate che ti elettrizzavano e ti deliziavano, ma le più volte non lo faceva. Poi un giorno, i messaggi amichevoli e innamorati divennero sessuali. Perché a volte si comportava come se volesse mangiarti viva e altre volte come se non volesse pisciarti addosso neppure se fossi andata a fuoco? Perché a volte voleva parlare “ora”, non importa quanto fosse scomodo per te; e poi altre volte ti lascia ad aspettare quando avevate programmato una chiamata? Sei uscita presto dal lavoro. Ti sei assicurata di essere pronta e puntuale. Con le farfalle nello stomaco, hai aspettato con impazienza che il telefono squillasse, (tu non dovevi mai chiamarlo per nessun motivo). Ma il telefono è rimasto muto. Con il passare dei minuti è diventato evidente che eri stata rifiutata ancora una volta. Le tue speranze sono state deluse dall’oggetto del tuo affetto. Ma tu ancora ci speravi, lo amavi ancora. Hai trovato delle scuse per lui, perché non ha chiamato. Ma lui non ha fatto alcun cenno alla sua omissione di fare ciò che ha detto che avrebbe fatto; nel tuo mondo una promessa non mantenuta. Avrebbe dovuto essere motivo di scuse profuse, no?

Tutto il dolore e la confusione vengono esacerbati quando in un freddo giorno di gennaio scompare dalla faccia della terra senza alcuna spiegazione. Non riesci a contattarlo. Non sai se gli arrivano i tuoi messaggi. È malato? È morto? Cosa gli impedisce di assicurarti che sta bene? Sa quanto ti preoccupi per il suo benessere. Perché non ti richiama? Le suppliche, le preghiere che ti dicesse cosa hai fatto di sbagliato. Il pianto, i patti che hai fatto con Dio perché ti desse la verità, le risposte. Le pillole che hai preso e l’alcool che hai bevuto per lenire il dolore. Il silenzio. Il silenzio assordante.

Proprio quando ti eri rassegnata al fatto che non lo avresti sentito mai più, un bel giorno di febbraio dal nulla ti ha inviato un messaggio DUE ANNI dopo come se non fosse passato nemmeno un giorno. Il fantasma era riapparso. Era un altra congiunzione astrale quasi impossibile. Le tue preghiere erano state esaudite. Era un segno che eravate destinati a stare insieme. Va di nuovo tutto bene nel tuo mondo.

Lascerò da parte ciò che accade nei prossimi due anni perché tu lo possa sperimentare di persona. Dopotutto, so come ami le sorprese. Alcune di queste sorprese sono buone, ma soprattutto i giorni passano pieni di delusione, tristezza, solitudine e confusione… OPPURE… puoi risparmiarti il ​​mal di cuore (che è lo scopo di questa lettera)

In uno specifico di quegli oscuri 700 giorni e più in cui lui non c’è, il 28 agosto 2015, per essere esatti. Voglio che tu commemori il terzo anniversario del tuo incontro inserendo questo indirizzo nel tuo browser web: www.narcsite.com Sei quello che viene chiamato un cercatore di verità e tutti i tuoi perché riceveranno risposta dal lavoro dell’Angelo Oscuro che scoprirai lì. Troverai la chiusura che cerchi. Ti verranno dati gli strumenti da utilizzare in modo che il narcisista non possa mai tornare a depredare la tua gentilezza. Non perderai altri due anni della tua vita vivendo in una nuvola di confusione. Non andrai nella tomba facendoti domande. Farai nuove amicizie e troverai la libertà.

Prego, Sunshine. Prego.

HG TUDOR

A Letter to the Empath – No. 11

 

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