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✉ UNA LETTERA AL NARCISISTA – N. 55

Caro reverendo Narci,

Pensi di averli ingannati tutti, vero?

Incanti le diaconesse ogni domenica con il tuo sorriso sbilenco ingiallito, stringi la mano ai diaconi e ai pastori, agisci come leader del culto, guerriero della preghiera, guardiano degli ospiti, proponendoti come preparatore. Fai gli elogi ai funerali, celebri matrimoni, insegni lo studio della Bibbia e alla Scuola Domenicale, danzi sull’altare, suoni per i cori, chiudi gli occhi e alzi le mani al Signore.

Che farsa! Che menzogna! Che inventore! Brucerai all’inferno nella girone più caldo. Dimentichi che NON puoi ingannare Dio, che sa tutto della tua duplicità, delle tue bugie e delle tue maschere! Lui sa che io ero la quarta moglie dei tuoi sei matrimoni. Due ex-mogli sono state “recuperate” e ti hanno sposato due volte! Veramente? Sicuramente lavorerai sulla moglie numero cinque, il matrimonio numero sette da quando me ne sono andata in “No Contact”, ormai da quasi un anno.

Mi sono innamorata perdutamente di te in così poco tempo perché mi hai “salvato” dopo un matrimonio deludente, ed è stato così facile per me amarti perché eri il mio primo fidanzato che a sedioci anni adoravo! Non ho mai saputo che mostro tu fossi (anche allora), e sei ancora. Ho scoperto quello che eri veramente solo dopo che ho divorziato da te dopo due anni e mezzo di inferno sulla terra.

Non DIMENTICHERÒ MAI quello sguardo demoniaco, quella rabbia narcisistica, quella furia irascibile! Eri un tale pretesto abusivo per un uomo, un marito e un padre! Non c’è da stupirsi che tutte le altre tue ex mogli ti abbiano lasciato per altri uomini, e tua figlia avuta dal matrimonio numero quattro non ha assolutamente niente a che fare con te.

Mi hai maledetto, minacciato di bruciare la casa dei miei genitori perché mia madre ha offerto al mio ex di vivere temporaneamente da qualche parte, mi aveva fatto piangere innumerevoli volte (non dimenticherò mai quella volta ad Atlantic City sulla spiaggia alle 10 di una Domenica sera, quando mi dicesti che se ti amavo davvero non avevo bisogno di parlare con mia madre del trasferimento in Afghanistan se hai ottenuto quella posizione civile, o proprio prima di Natale 2011, quando mi hai fatto scegliere tra mia madre e te su dove dovevo passare il giorno di Natale?) In entrambe le occasioni singhiozzavo come una bambina che ha pianto così forte da non riuscire a riprendere fiato.

Hai rovinato i compleanni, le vacanze, le ferie, i viaggi allo zoo, persino la nostra luna di miele quando ho avuto l’audacia di chiederti di un viaggio mentre stavi facendo il resoconto delle spese! Ti ricordi quella domenica mattina (poco davanti alla chiesa) che ti sei arrabbiato con me perché mi ero dimenticata di togliere la doppia serratura dalla porta della camera d’albergo? Stavamo andando in chiesa. Ti ricordi quella domenica mattina quando mi hai urlato sui gradini perché ho sfidato il tuo ordine imposto non accettando di venir lasciata in chiesa senza di te? Di nuovo, stavamo andando in chiesa.

Ringrazio Dio ogni giorno che ho raccolto la forza e il coraggio per sfuggirti – Satana personificato. Buona vita e non vedo l’ora che arrivi la tua dannazione eterna all’Inferno!

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

A Letter to the Narcissist – No. 55

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