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✉ UNA LETTERA AL NARCISISTA – N. 40

Ciao Caro, sei stato uno dei miei migliori amici al liceo, anche se non c’era mai stato nulla tra noi, allora ti ho sempre rispettato e mi sono presa cura di te, ma non avrei mai immaginato di poterti amare non così comunque.

Ho guardato oltre i tuoi difetti, le tue imperfezioni e le tue mancanze e ho visto un uomo che poteva conseguire qualsiasi cosa. Pensavo di conoscerti. Neanche tra un milione di anni avrei mai previsto che avremmo iniziato a vederci a distanza di 30 anni dalla scuola superiore. Nondimeno ero così felice con te, solo essere nella stessa stanza con te era abbastanza ma quando mi hai fatto tua è stato il paradiso.

Mi sentivo così bene, mi sentivo al sicuro e ho pensato di adattarmi finalmente a qualcosa. Mi sentivo completa, semplicemnte tutto aveva un senso.

Poi sono arrivate insieme una serie di puttane drogate giovani e meno giovani. Ti ho pregato di smettere, ma è come se ti stessi incoraggiando. Hai rifiutato, non curandoti di me semplicemente dandomi per scontata. Non posso credere di averlo sopportato così a lungo. Non volevo perderti perché onestamente non so cosa o come vivrei senza di te. Ancora non lo so. Fin dall’inizio sapevi che non mi amavi, le tue intenzioni erano malvagie e perverse.

A poco a poco mi hai spogliato di tutto. Prima i miei amici, ho perso i miei amici nel momento in cui ho deciso di uscire con te. Poi la mia famiglia, le mie finanze, i miei figli, le miei mezzi di trasporto, i miei gioielli, tutto ciò che possedevo che era bello o di marca, la mia reputazione, il mio lavoro e forse anche la mia casa.

Non ti sei fermato lì mi hai messo su così ora sono ingarbugliata in tribunale, la mia dignità, la mia privacy, il mio karma ho persino perso la lucentezza nei miei occhi. Mi offendi e mi fai diventare una persona davvero cattiva. Tutto quello per cui mi richiami o di cui mi accusi è ciò che sei tu. Eppure ti difendo, per cosa? In modo che tu possa portarla in giro con la mia macchina, portarla fuori a mangiare, darle soldi, comprarle regali, assicurarti che le sue bollette siano pagate. Mentre io sono al lavoro senza soldi, senza sigarette, senza generi alimentari in casa, a volte senza elettricità o acqua corrente.

Non dimentichiamo i calci nello stomaco con i tuoi piedi scarpa 13, 3 di fila e non una lacrima. Gli 8 punti di sutura sul mio labbro spaccato, le signore nella macchina dietro di noi hanno chiamato la polizia perché sono saltata fuori mentre la macchina era ancora in movimento. Ricorda cosa mi hai detto quando il sangue stava sgorgando. Stai sanguinando dappertutto, lo stai facendo apposta. INGHIOTTISCI QUEL SANGUE! Ma ciò nonostante ti ho difeso, ho detto alla polizia che ho sbattuto la bocca sul cruscotto quando hai premuto il freno. Hai promesso che non mi avresti mai più colpito. Hai mentito! Questa volta non ho nemmeno ricevuto delle scuse, nemmeno una scusa finta, hai semplicemente negato che fosse mai successo ma io avevo lividi dappertutto.

Ogni volta che mi colpivi era per lo stesso motivo di una puttana o di un’altra, sai quelle che invento dal nulla nella mia mente psicotica. In qualche modo riescono a chiamare e mandarti messaggi e io alla fine busso alla loro porta per affrontarle. La mia mente psicotica deve essere piuttosto potente. Come potrei essere così stupida? Non c’è da stupirsi che tutti siano così frustrati con me.

Non più! Sono stanca di essere usata ed è qui che traccio la riga. Ora so che aspetto ha il DIAVOLO, sembra proprio come te. Fai finta di apprezzarmi e ti prendi cura di me in faccia, ma nel momento in cui volto le spalle stai lavorando a qualche specie di piano per distruggermi o sabotarmi. Vuoi letteralmente farmi del male, vuoi schiacciarmi e distruggermi. Non avrei dubbi che il tuo scopo fosse quello di vedermi morta. Dio solo lo sa. Ho omesso molte cose in questa lettera solo perché non posso nemmeno cominciare a spiegarle senza sembrare pazza. Ad esempio il video che mi filma e mi registra, le scenette che metti su per portare le persone a recitare come se fosse vita reale. Le persone che avevi che mi seguivano ovunque andassi. Le volte in cui mi hai drogato la soda o mi hai corretto le sigarette, hai accesso illegalmente al mio telefono, il gaslighting. Mettermi droghe addosso quando pensavi che avrei chiamato la polizia. Fare in modo che mio figlio venisse arrestato, le molte volte che mi hai lasciato a piedi senza il telefono o la borsa. Non dimentichiamo tutti i giochi, sai quelli dove non so che sto giocando fino a che non sono terminati e tu riesci a sembrare l’eroe quando in realtà sei il cattivo e io sono fatto sembrare una pazza o una cattiva persona. Tutto il fottimento di mente mi ha fatto male al cervello. Non hai mai contribuito alla gestione della casa, non hai pagato alcuna bolletta, non hai comprato generi alimentari o pagato l’affitto. Diamine, portavi la mia macchina e la mia carta di debito al casinò nel cuore della notte mentre io dormivo lasciando a casa il telefono così non potevo contattarti. Facevi tutte queste cose mentre mi facevi sentire come se non fossi abbastanza brava, potresti credere che non sono ancora sicura che tu sia davvero un narcisista. Ricordi il giorno in cui tu stavi facendo un pisolino, io ti ho visto addormentato e mentre iniziavo a darti un pugno ti ho detto non posso credere che tu mi abbia fatto questo, poi sono scappata correndo verso la mia macchina. Tu mi hai mandato un messaggio che diceva “Come osi colpirmi, stupida cosa, aspetta di essere a casa”. Questa affermazione avrebbe dovuto confermarlo. Immagino di non saperlo, vero. Come potrei saperlo io quando neanche tu sai chi sei, sei solo un falso niente che vuole sempre essere il primo. Non so quanto ci vorrà per dimenticare questi ultimi 6 anni, ma so che lo farò. A proposito, io non ti devo proprio niente, al contrario tu mi devi così tanto. Non pensare di averla fatta franca con tutta le merdate che mi hai fatto perché non è così. Alla fine pagherai vedrai caro mio che raccoglierai quello che semini. Se semini il male, raccoglierai il male.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

A Letter to the Narcissist – No. 40

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