UNA LETTERA AL NARCISISTA – N. 118

Caro Papà,

Peccato che non vedrai e realizzerai MAI chi sono veramente. Sono diventata una persona cordiale, di successo, empatica e amabile. Sì, è vero, Papà! Fortunatamente non mi hai trasmesso i tuoi geni! Non quei geni! Hai trasformato la mia infanzia e l’adolescenza in un INFERNO VIVENTE !!! Un inferno, al quale non potevo sfuggire. Dovevo sempre essere la tua principessa perfetta, giusto? Per te non ero una persona! Per te ero solo un’estensione di te, un apparecchio, qualcosa che doveva funzionare perfettamente. Tutto il tempo! 24 ore su 24.

Mi hai umiliata così tante volte che non riesco nemmeno a contarle. Mi definivi grassona, mi definivi brutta, mi chiamavi stupida. Non ero mai abbastanza brava! Finché funzionavo, mi bombardavi d’amore, ero dipinta di bianco, ma non appena ho rifiutato di essere come tu volevi che fossi, per fare quello che vuoi che io faccia, sono stata dipinta di nero. Ho acceso la tua furia! Mi hai svalutato! Mi hai chiamato mostro, piccola bastarda, grassa vacca, perdente, che non ce la farà mai. Mi hai brutalmente messo giù. Non so quante volte ho pianto lacrime amare. Non riesco a contare le volte in cui avrei voluto avere una famiglia normale, genitori che mi amano e mi accettano per come sono. Ti ho ODIATO! Ti ho odiato dal profondo del mio cuore per non avermi accettato come la persona che sono. Ho così tante buone qualità che non vedrai MAI.

Ho successo. Sono carina. E ora: te ne vanti tutto il tempo per estrarre carburante da vicini, parenti, amici, chiunque. Disgustoso! Ho successo e sono orgogliosa PERCHÉ ho osato combattere, difendermi contro di te. Ne hai sempre saputo di più! Ma HO FATTO A MODO MIO, nonostante le tue continue svalutazioni, anche se sono sempre stata dipinta di nero. Quando ho cercato di difendermi, ovviamente ero io il problema. Mi hai sottoposto a gaslighting, hai spostato la colpa su di me, mi hai svalutato, mi hai umiliato! Mi hai negato il tuo “amore”. Questa è stata la cosa più dura!

Hai distrutto la mia autostima; hai distrutto il mio ego. Tutte le tue critiche hanno avuto il loro prezzo. Non sono ancora sicura di me come una persona sana, il mio ego è ancora ferito e sai cosa mi fa più male? Vedere papà amorevoli e premurosi con le loro figlie. Ho dovuto accettare il fatto che non ho MAI avuto un padre che mi amava, che si prendeva cura di me – e non lo avrò mai. Oh caro, quanto mi sono impegnata per cercare di ottenere la tua approvazione.

Quante volte hai rovinato i miei compleanni? Quante volte hai rovinato il Natale? Non lo so. Troppe volte. Era un ORRORE. Eri imprevedibile. Nessuno sa quando e cosa accende la tua furia. Mi hai triangolato con altri bambini. Dicevi che dovevo essere come X o Y. Sai quanto fa male? No, certo che no. Come potresti? Più tardi, quando ero adolescente, ho capito che tu non hai empatia emotiva. Io ho chiesto empatia ma tu non hai capito.

Quindi, sapevo che c’era qualcosa di veramente strano qui. È stato più avanti nel corso della vita quando ho provato a parlarti di tutto quello che è successo. Non hai capito. Hai insistito sul fatto che avevi ragione, che avevi fatto le cose giuste, che volevi solo il meglio per me e che tu sai cosa è meglio. È stata una perdita di tempo! Non potrò mai dirti quanto sia stato doloroso, non capirai mai. Come puoi senza empatia emotiva? Come vorrei che tu potessi vedermi solo UNA VOLTA come PERSONA. Solo per cinque minuti. Ma questo non succederà mai!

Hai una grave condizione mentale, Papà! Sei un narcisista! Hai un Disturbo Narcisistico di Personalità! Ti perdono, Papà. Sì, ti perdono, perché non è nemmeno colpa tua.

Tua figlia

Leela

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR