UNA LETTERA AL NARCISISTA – N. 101

Perche tu? Perché hai così tanto potere su di me? Non eri il mio primo narcisista e sfortunatamente non eri il mio ultimo. Per quanto sia testarda, devo sempre imparare a mie spese. In realtà sto scrivendo questa lettera dopo essere venuta dalla stazione di polizia per presentare un reclamo perché mi sono trovata sorpresa da un Inferiore della tua specie poche settimane fa. In realtà ti ho contattato per prima quella notte, ricordi, in entrambi i casi sarei stata svalutata. Ecco la parte malata: alla fine, ho pensato a te. Questo mi ha fatto sentire la tua mancanza. Ho pensato “almeno lui sa come prendersi cura del mio corpo”. Quanto è assurdo? È una dipendenza malata.

La prima sera in cui ci siamo incontrati, io feci un commento su una squadra sportiva, che quando ci sono dentro ci sono dentro fino al collo e i tuoi occhi si illuminarono. Sapevi proprio in quel momento che mi avevi non è vero? Nessuno mi fa sentire impotente come te. Tu sei la mia criptonite. Tutte le preghiere, i mantra, i giri lunari e i cristalli; tutta la terapia, l’allenamento della forza, la corsa, la cura personale, l’autodifesa; tutto il vino, il gin, la droga e il mio vecchio preferito: l’AMORE non saranno mai abbastanza per me per conquistarti. Hai VINTO tu.

Questo è tutto ciò che ti interessa in ogni caso perché vincere è l’unica cosa che ti fa sentire potente nel tuo piccolo mondo. Tu eri l’allenatore e io ero la prospettiva desiderosa, sempre pronta e disposta a dimostrarti il mio valore. Non piu. Questo non è il gioco a cui devo giocare. QUESTA È LA MIA FOTTUTA VITA. Sono fuori dalla tua portata. Lo sono sempre stata e tu lo sai. Ecco perché potresti fare di tutto per distruggermi. Hai esposto i miei punti deboli e da qui io diventerò più forte. Grazie Allenatore.

Quando le nostre strade si sono incrociate, ho pensato di aver incontrato il mio corrispondente, un contendente degno. Ugualmente corrispondente per dimensioni, ingegno e proiettili. E così siamo andati, chilo per chilo, tiro per tiro. Ti ho visto. Ho visto tutto di te e penso che anche tu abbia visto me. Ecco perché dovevo andare ecco perché mi aggrappo per restare. Ora siamo più simili che mai perché anche io sto chiudendo e murando. Starò in piedi con il mio potere nella mia fortezza. Tu resta nel tuo. Questo è un nuovo inizio per me, infinite possibilità piene di amore, risate, musica e gioia. Cose che tu non avresti mai potuto darmi neanche se avessi voluto. Starai esattamente dove stai sempre, bloccato nel tuo inferno perpetuo.

Dal momento che sei limitato a vedere solo dalla tulente egoistica, ho intenzione di farmi forza e finirla lì. Io sono FUORI e RESTERO FUORI e combatterò ogni giorno fino a quando tu non sarai superato.

GIOCO FINITO.

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR