Questo articolo analizza i pensieri e le motivazioni adottati dal narcisista in merito alle tue uscite sociali con un narcisista. Questo processo di pensiero è più applicabile ai Narcisisti Inferiore e di Medio-Rango e l’esempio della conversazione è per lo più applicabile a un narcisista di Medio-Rango.
A noi non piace che tu socializzi senza di noi. Perché dovresti desiderare di essere da un’altra parte piuttosto che vicino a noi, meravigliandoti di quanto siamo brillanti? Perché mai dovresti voler trascorrere del tempo con qualcuno che è chiaramente inferiore a noi? Cosa combini a uscire con qualcun altro? Sei chiaramente sleale e questo non ci fa piacere. Inoltre, nell’affermare una certa forma di indipendenza, non ci fornisci carburante e questa è una cosa terribile ed egoista da parte tua.
Se esci con altre persone, questo causerà ferite al narcisista. Non ci piace che tu passi del tempo con altri, poiché temiamo che esercitino qualche influenza malevola su di te. Sappiamo che cercheranno di sminuirci ai tuoi occhi e di metterti contro di noi. Sappiamo che è perché sono gelosi di ciò che abbiamo insieme e, piuttosto che essere contenti per te, stanno infangando il mio buon nome.
E tu vuoi anche ascoltarli, altrimenti perché andresti? Il nostro controllo attento e strutturato su di te, il nostro calcolato isolamento di te, rischia tutto di essere danneggiato dalla tua socializzazione con coloro su cui non abbiamo controllo.
Ci abbiamo provato, ma per qualche ragione ci sono due o tre dei tuoi amici che si sono rivelati immuni al nostro fascino. Dovrei provare pena per loro, perché sono egoisti, amareggiati e contorti, ma non mi dispiace per loro, perché come sai non provo dispiacere tranne che per me stesso.
Ti voglio con me, dove posso tenerti d’occhio e controllarti. Ti voglio qui, dove mi fornisci carburante. Questo è il posto che ti spetta e, organizzandoti per uscire a cena con questi amici, mi stai dicendo che non sono abbastanza bravo da passare del tempo con me. Mi stai criticando e questo mi ferisce.
Devo impedirti di ferirmi. Devo impedirti di andare. Devo mantenere il sopravvento. Quindi, a causa del tuo comportamento egoista, la Battaglia dell’Uscita è avviata.
Questa battaglia comprende:
1. Un Recupero Preventivo per impedire alla vittima di fare qualcos’altro. Fare qualcos’altro fa sentire al narcisista di non avere il controllo e quindi l’atto di andare altrove lo ferirà, causerà l’accensione della furia e la risposta è progettata per impedirti di uscire, quindi è un Recupero Preventivo.
2. Se fai ancora di tutto per andare ma rispondi in modo ferito, polemico, frustrato ecc. stai fornendo al narcisista Carburante di Sfida. Non c’è più ferita (perché viene fornito carburante) MA il tuo desiderio di uscire combinato con la tua reazione emotiva è Carburante di Sfida. Il narcisista deve rispondere istintivamente con manipolazioni per “spegnere” questa “ribellione” da parte tua.
3. Il carburante è ovviamente acquisito. Di natura negativa.
4. Se non esci, la potenziale ferita non si verifica. Inoltre, se ti tiri indietro, non discuti e non combatti contro la nostra influenza, non fornirai più Carburante di Sfida. Se ti siedi a piangere, questo è Puro Carburante Negativo. Se sorridi e decidi che preferisci rimanere a casa con noi ed essere gentile, allora questo è Puro Carburante Positivo.
Questo è il dialogo. Contiene una serie di manipolazioni da parte del narcisista – vedi se riesci a identificarle.
«Non hai mai detto che saresti uscita», inizio quando ti vedo in bagno a prepararti. Tu smetti di truccarti e ti rivolgi a me.
«Sì, l’ho detto la scorsa settimana e di nuovo stamattina».
«No, non l’hai detto».
«Sì, l’ho detto, me lo ricordo».
«No, non l’hai detto. Me lo sarei ricordato se me l’avessi detto», rispondo.
«L’ho annotato sul calendario». Vai in cucina e torni; in mano hai un calendario con le parole “Cena tra ragazze – Leonardo”».
«Vedi?», chiedi, e punti un dito sulle parole.
«Quello? Pensavo che si riferisse alle tue nipoti, non a te, non l’hai mai detto».
«Davvero? Andiamo. Perché, le mie nipoti andrebbero da Leonardo da sole?», chiedi.
«L’hai scritto poco fa, quando sei andata a recuperare il calendario. Guarda, l’inchiostro è ancora fresco».
Sospiri esasperata.
«Te l’ho detto, è nel calendario. Non esco da settimane».
«Beh, nemmeno io», commento.
«Cosa? Eri fuori venerdì scorso», rispondi alzando la voce.
«Era per lavoro».
«Era comunque uscire», rispondi.
«Non è la stessa cosa. Sai che devo fare amicizia con i clienti, non è certo un piacere. Devo farlo per ragioni di lavoro, quindi penso che tu sia ingiusta quando dici che per me è una serata fuori».
«Quei clienti con cui eri fuori sono tuoi amici, era una bella sbronza».
«Oh scusa, dimenticavo, eri lì non è vero? Sai tutto su come conduco i miei affari, vero?», dichiaro.
«No, non c’ero ma quelli sono tuoi amici».
«Quindi ora non mi è permesso avere clienti che sono amici, vero? Gesù, perché non mi impedisci di avere amici e basta, eh? Perché non mi impedisci di andare da qualsiasi parte? Ti piacerebbe, vero? Tenermi sempre bloccato qui dentro».
«Di cosa stai parlando, che ti lascio fare quello che vuoi».
«No, non è vero. Sei determinata a tenermi al guinzaglio. I miei amici mi prendono per i fondelli per il poco tempo che passo con loro».
Smetti di metterti il rossetto.
«Chi l’ha detto?»
«Diverse persone. Jim, Richard e John. Dicono che sono succube».
«Ah, hanno una bella faccia tosta, Jim è completamente succube di Jessica».
«No, non è così, ma ora cambi discorso, vero? Dovresti restare a casa con me, ma tu non vuoi più farlo».
«Non essere sciocco, io sto con te la maggior parte del tempo. Guarda che è solo una cena informale con alcune mie amiche, non è un gran problema».
«Se non è un gran problema allora perché devi andare?»
«Perché voglio andarci», rispondi.
«Dove vai?»
«Da Leonardo, lo sai».
«Davvero? Con chi?»
«Jane, Sarah, Mary e Stephanie. Oh, e Carrie».
«Non ti credo, te lo sei inventato ora».
«Cosa? No, non l’ho inventato».
«Ti incontri con un uomo, vero? Andiamo, chi è?»
«No, stai facendo lo stupido».
«Non chiamarmi stupido. Non sono io quello che esce e lascia la sua dolce metà da sola», inizio a urlare e tu sussulti per il brusco cambiamento di volume.
«Stai combinando qualcosa, hai un profumo diverso. Chi è lui?»
«Sul serio, sei paranoico, mi vedo con le ragazze».
«No, non sono paranoico, chi credi di essere per dirmi questo? Tu mi tradisci, Io so. Ti comportavi in modo strano nelle ultime settimane. Io so che mi tradisci. Ammettilo». Vengo verso di te poi mi fermo sopra di te sbraitandoti in faccia. Tu indietreggi, con gli occhi spalancati per la paura.
«Non è così, onestamente, non è così».
«Dovrei lasciarti perdere lo stesso, puttana, non so perché perdo tempo con te. Stavo programmando una piacevole serata per noi. Volevo cucinarti il tuo piatto preferito e ho una deliziosa bottiglia di Chablis in frigo, ma come al solito tu sei egoista».
«Per favore non urlarmi addosso, sto solo uscendo con le mie amiche, mi è permesso avere delle amiche, no?»
«Non quelle arpie, ce l’hanno con me, le odio. Ti odio».
«Oh, per favore, non fare così, guarda tornerò per le dieci al massimo, così potremo ancora passare un po’ di tempo insieme», suggerisci.
«E questo dovrebbe farmi sentire felice? Perché dovrei voler passare del tempo con te, sgualdrina? Capisco, vuoi fare i cazzi tuoi con lui e poi sbattermela in faccia. Sei proprio una puttana».
Ti sei allontanata dalla mia tirata, sussultando a ogni frase urlata. Questo mi permette di afferrare la tua pochette.
«Non puoi uscire senza chiavi e senza soldi», dico tenendo alta la borsa.
«Per favore, voglio solo vedere le mie amiche, le vedo poco ultimamente, ti prego ridammi la mia borsa, perché sei così tremendo?»
«Perché mi tradisci. Non ti lascerò spendere i nostri soldi per un altro uomo».
«Non c’è nessun altro uomo, quante volte devo dirtelo? Per favore lasciami andare».
«No. Non andrai. Resterai qui con me».
«Non posso disdire, non così tardi», dici sconsolata.
«Certo che puoi. Lui non è importante».
«Non c’è nessun lui. Sono le ragazze».
«Così lo dici. Non andrai. Se lo fai, tra me e te è finita».
«Cosa, solo perché voglio vedere le mie amiche?». Crolli sul letto, con le spalle curve e la testa tra le mani.
«Non hai bisogno di loro, hai me».
«Perché deve sempre essere così, ogni volta che provo a fare qualcosa tu fai così», protesti e la tua voce si spezza al primo singhiozzo di frustrazione.
«No, non è vero. Smetti di cercare di incolparmi quando sei tu che sei in colpa», ringhio.
«Lo fai sempre, mi fai sentire in colpa o fai qualcosa per impedirmi di uscire».
«Sciocchezze, ti stai di nuovo inventando tutto. Stai solo cercando di farmi stare male per te. Non funzionerà lo sai».
Inizi a piangere mentre io resto lì, con il potere che mi attraversa.
«Ecco», ordino mentre tiro fuori il tuo telefono dalla tua borsa e lo butto sul letto accanto a te, «chiamale e dì loro che non puoi andare, che non ti senti bene o qualcosa del genere. Io verserò lo Chablis».
Sempre singhiozzando, annaspi verso il telefono e lo prendi prima di comporre il numero. Io resto trionfante bevendo avidamente il carburante che mi hai fornito durante questo dialogo. Ho vinto di nuovo la battaglia e questa volta non ho nemmeno dovuto inasprirla come ho fatto l’ultima volta. Suppongo che sia stato meglio così, visto che avevi appena sostituito quegli specchi che avevo rotto.
(La risposta della vittima è la fornitura di Puro Carburante Negativo attraverso il pianto, la potenziale ferita causata dall’uscita è stata scongiurata e il Carburante di Sfida fornito durante la discussione ha lasciato il posto al Puro Carburante Negativo perché il narcisista ha ottenuto ciò che voleva e la sua supremazia percepita è stata affermata ancora una volta – ha il controllo).
Le Tre Interazioni con il Narcisista
Le Tre Asserzioni di Controllo
H.G. TUDOR – “Why The Narcissist Makes Your Going Out Such A Battle” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

