– «Un minuto stavo servendo il pranzo e tutti chiacchieravano, quello dopo lui ha scagliato il piatto contro il muro chiamandomi puttana egoista» –
– «Gli ho solo chiesto com’era andata la giornata e se n’è andato senza dire nulla; da ieri sera non ho più sue notizie» –
– «Ho accennato al fatto che sarei partita per un weekend con le amiche e subito mi ha accusata di avere una relazione, dicendo che dovevo annullare tutto e restare a casa» –
– «Ho detto soltanto che la camicia blu gli stava meglio, lui le ha strappate entrambe e mi ha spinta a terra» –
– «Come sono finita in questo stato? Avevo solo detto che forse aveva già bevuto abbastanza» –
– «Ero seduto a guardare la televisione e lei è entrata furiosa, aggredendomi, e io non avevo idea di cosa avessi fatto» –
La reazione principale di fronte a questi scenari, e ad altri simili, è: «E ora cosa diavolo è successo»?
Nel momento stesso in cui accadono, chi riceve questo comportamento non sa ancora di essersi invischiato con uno dei nostri simili. Si aspetta che l’altro operi secondo i propri standard di condotta, con risposte mature e ragionevoli, reazioni sane e proporzionate. Non solo scopre che la risposta non ha nulla a che vedere con ciò che lui o lei avrebbe fatto, ma fatica a scorgere qualsiasi logica o ragione nel nostro comportamento.
Reazioni comuni a questi episodi, oltre a chiedersi “che diavolo è successo?”, includono:
– «Ha ingigantito tutto» –
– «Non so cosa gli sia preso, non c’era nessun problema» –
– «È stata una reazione così estrema che non capisco perché abbia fatto quello che ha fatto» –
– «Andava tutto bene e poi, all’improvviso, boom; non ho idea di cosa l’abbia scatenato» –
Ed è proprio così: non avresti alcuna idea di cosa stia accadendo, e perché mai dovresti? In quel momento non sapevi ancora di essere coinvolta con un narcisista, e questa è una reazione tipica e standard. Anche quando lo comprendi, probabilmente solo dopo che la relazione è stata bruscamente chiusa attraverso un freddo scarto, queste eruzioni, esplosioni e risposte vulcaniche continuano a confondere e disorientare.
Per capire che cosa sia appena successo, è necessario adottare la prospettiva del narcisista. Nonostante l’audacia, la grandiosità e la sicurezza apparente, siamo sospettosi del mondo. Il mondo ci ha trattati male. È un luogo traditore che ha cercato, fin dall’inizio, di distruggerci, e questa rimane la nostra mentalità.
Mentre avanziamo nella vita, salendo sempre più in alto, spingendo e conquistando, restiamo vigili, guardinghi, e spesso paranoici. Esistono traditori, cospiratori e complottisti che non desiderano altro che abbatterci e spodestarci. Per questo motivo, spesso colpiamo per primi, prima che coloro che tramano contro di noi possano farlo.
La nostra visione del mondo ci porta a vedere critiche — che disprezziamo e odiamo più di ogni altra cosa — ovunque: nelle parole degli altri e, ancor più, nelle azioni e nei gesti dei serpenti ombrosi che infestano la realtà.
Non siamo stupidi: sappiamo bene che preferisci criticarci attraverso azioni e gesti, in modo da poter attenuare l’impatto e suggerire che stiamo esagerando, leggendo troppo tra le righe, vedendo cose che non esistono. Naturalmente, ti accusiamo spesso di fare questo, ma noi non ci comportiamo mai in quel modo. Abbiamo sempre ragione quando scorgiamo una critica in qualcosa. Siamo finemente sintonizzati nel coglierle e quindi le notiamo immediatamente.
Eppure, pur cogliendo queste critiche, non siamo in grado di evitarle. Al contrario, come un pugnale seghettato, esse ci feriscono e ci fanno sentire deboli, vulnerabili, patetici. Sono un ricordo indesiderato e orrendo di ciò che cerchiamo disperatamente di non essere. Per fronteggiare questa ferita non voluta, possediamo un eccellente meccanismo di difesa: la furia.
La nostra furia è sempre lì, che ribolle sotto la superficie, e quando veniamo feriti da una critica, essa si accende e si manifesta sotto forma di furia accesa o furia fredda. Questo significa che possiamo scagliarci contro di voi e gli altri, rompere oggetti, aggredire, fissare con uno sguardo minaccioso, infliggere trattamenti del silenzio e così via. Quasi sempre questo porta chi subisce la manifestazione della nostra furia accesa a reagire emotivamente — paura, dolore, rabbia, sorpresa, fastidio, sconforto, ecc. — e ciò, naturalmente, equivale a carburante.
La fornitura di carburante, come conseguenza diretta della manifestazione della furia accesa, fa sì che la ferita causata dalla critica venga sanata e che, alla fine, la furia si dissolva avendo assolto al suo compito.
Un narcisista di Medio Rango ha un certo controllo sull’accensione della propria furia e, se ritiene che esplodere in una data situazione danneggerebbe l’immagine che proietta, può passare alla furia fredda o addirittura ritirarsi per cercare carburante altrove.
Un Narcisista Superiore ha un controllo sostanziale e, se ritiene necessario preservare la facciata, terrà la furia sotto controllo fino a trovare un momento opportuno per scatenarla e ottenere carburante. In alcuni casi, quindi, il momento “che diavolo è successo” può non verificarsi subito alla critica, ma in un momento successivo. Ed ecco perché questi episodi risultano così destabilizzanti e sconcertanti.
Occorre sapere che una critica accompagnata da emozione fornisce carburante e quindi non ci ferisce. Urlarci addosso e insultarci ci dà carburante. Piangere e dirci che siamo dei bastardi e incapaci a letto è carburante. Per questo la critica spesso nasce dalla percezione e da azioni e gesti, che invece tendono a essere privi di carburante.
Tornando ai casi elencati all’inizio di questo articolo, esaminiamo come la percezione della critica si è manifestata nella mente della mia specie.
– «Un minuto stavo servendo il pranzo e tutti chiacchieravano, quello dopo lui ha scagliato il piatto contro il muro chiamandomi puttana egoista» –
La critica: è stato servito per ultimo, insinuando che gli altri erano più importanti di lui.
– «Gli ho solo chiesto com’era andata la giornata e se n’è andato senza dire nulla; da ieri sera non ho più sue notizie» –
La critica: chi parla non ha sorriso né mostrato gioia al suo ritorno, implicando che lui non valesse la pena.
– «Ho accennato al fatto che sarei partita per un weekend con le amiche e subito mi ha accusata di avere una relazione, dicendo che dovevo annullare tutto e restare a casa» –
La critica: preferire passare del tempo con altre persone, quindi ritenere il narcisista non abbastanza interessante.
– «Ho detto soltanto che la camicia blu gli stava meglio, lui le ha strappate entrambe e mi ha spinta a terra» –
La critica: suggerire che la camicia da lui scelta non fosse la più adatta, quindi criticare sia il suo gusto che il suo aspetto.
– «Come sono finita in questo stato? Avevo solo detto che forse aveva già bevuto abbastanza» –
La critica:insinuare che avesse un problema con l’alcol e che le sue azioni dovessero essere limitate da qualcun altro, inferiore a lui.
– «Ero seduto a guardare la televisione e lei è entrata furiosa, aggredendomi, e io non avevo idea di cosa avessi fatto»-
La critica: attenzione rivolta altrove (la TV), quindi negazione di carburante; oppure furia ritardata derivata da una critica precedente.
Avrai senza dubbio dedotto da ciò che il momento “che diavolo è successo” può verificarsi in qualsiasi momento, senza preavviso e senza motivo apparente — dal tuo punto di vista. Dal nostro, invece, esiste sempre la possibilità di percepire una critica.
È questa continua possibilità che genera il tuo camminare sulle uova, l’ansia, l’iper-vigilanza tipici di chi vive accanto a noi.
Prevederlo è quasi impossibile. Potete però riconoscere cos’è, capire perché è successo, sapere che passerà. A volte può persino essere usato a vostro vantaggio: ferirci e poi non fornire carburante durante la furia accesa ci indebolisce e ci costringe ad allontanarci per cercare carburante altrove. Ma attenzione: la reazione può inizialmente intensificarsi con conseguenze gravi.
Il modo più sicuro di gestire questi episodi è riconoscerli per ciò che sono, non restarne confusa o spaventata, e decidere consapevolmente come reagire, fino a quando non sarai in grado di liberarti completamente dell’influenza del narcisista.
H.G. TUDOR – “What The Hell Just Happened?” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

