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📰 COLORAMI DI NARCI

Il primo colore del narcisista è il rosso. Il rosso viene per primo, il rosso della passione e della seduzione. Il pompare del sangue da un cuore gonfio, il rosso del calore, quel calore pulsante che si diffonde su di te, delizioso ed eccitante al pensiero di stare con noi. Rossa arriva la prima vampata di imbarazzo quando ricevi la prima raffica del nostro bombardamento amoroso, i missili che ti piovono addosso, i complimenti e le lodi che esplodono tutt’attorno a te, facendoti arrossire di imbarazzo, la tua normale e modesta persona non abituata a una così alta adorazione e intenso apprezzamento. Rosse sono quelle labbra che ti dipingi con tanta cura, cercando di attirarmi da quando mi vuoi così tanto a causa di ciò che ti ho mostrato. Il rosso è la passione mentre ti conduco per la prima volta verso la camera da letto e offri quell’esperta prestazione che ti porterà a implorare per averne di più. Rosso è il rossore che ti attraversa il petto e il collo, dopo la conclusione del nostro accoppiamento. testimonianza del piacere che ti ha avvolto e attirato. Rosse sono le bandiere che sventolano a decine durante questa fase precoce, ma tu non le senti né le vedi proprio perché si fondono sullo sfondo color rosso che ho creato. Il fruscio di quelle bandiere rosse viene perso, il simbolo di avvertimento non viene mai notato quando tutto il resto è così deliziosamente e seducentemente rosso.

Il secondo colore del narcisista è l’oro. Il colore dei campioni, il simbolo del trionfo e il marchio del vincitore. È il nostro colore, quell’oro splendente e brillante che luccica e splende in modo così magnifico. Riflette su tutto, bagnando tutto ciò che siamo e tutto ciò che creiamo con una brillante luce dorata. Il noioso diventa interessante, il banale diventa spettacolare e lo standard diventa speciale. Tutto ciò che luccica ora è davvero oro. Questo colore è adatto perché appartiene a noi, coloro che sono al culmine, quelli al culmine, il top e l’elevato. Non sono di alcuna utilità per noi l’argento o il bronzo, quelli sono i colori della sconfitta, anche dei cavalli perdenti e delle meteore. L’oro è nostro e con quel colore tutto ciò che tocchiamo diventa dorato. Come il re Mida portiamo la luce dorata del sole nella tua vita e creiamo questa magnifica dinastia con l’istituzione del periodo d’oro. Quest’era è quella del tepore che viene dalla luce del sole dorata, dalla brillantezza dei suoi raggi infuocati, e del piacere, della gioia e dell’euforia. Nulla è brutto una volta che il periodo d’oro è iniziato, questa luce bruciante bandisce le ombre, caccia via le tenebre e ti copre dalla testa ai piedi. La nostra polvere d’oro viene sparsa liberamente attorno, su di te, sulla tua vita, sui tuoi amici, i nostri amici e molto altro ancora. Ovunque tu guardi vedi gli effetti di questo oro. Tutto è migliore, più luminoso, più grande, più eccitante, più soddisfacente ed è diverso da qualsiasi cosa tu abbia mai sperimentato prima. Hai raggiunto lo standard dell’oro ad essere scelto da noi e farai qualsiasi cosa per rimanere in cima al podio.

Il terzo colore del narcisista è il nero. L’oscurità, una volta bandita, appare in un istante, pervasiva e capace di consumare con spaventosa facilità la luce dorata che una volta prometteva di splendere per sempre. È diventata uno sbiadito ricordo mentre le macchinazioni dei nostri cuori neri vengono messe in atto contro di te. Il nero è il colore dei nostri stati d’animo mentre affronti un altro giorno di silenzio, rabbia e colpa. Il nero è la nuvola che si è posata su di te ed è densa, oscura ed estesa. Nessuna luce dorata può brillare dal firmamento attraverso questo mantello di nero, è stata cancellata dall’oscurità. Il nero è il nostro intento mentre pianifichiamo i nostri schemi, elaboriamo le nostre trame e diamo il via alla nostra raffica di comportamenti oscuri e maligni contro la tua persona inconsapevole. Il nero è il colore dei nostri occhi che una volta danzavano con un richiamo dorato, ma ora sono diventati come pozze d’inchiostro, occhi piatti e duri. Non vi si può vedere nulla dentro tranne quel funesto bagliore che indugia in te e ti annoia, disponendoti apparentemente in un luogo ancora più oscuro di quello in cui ora abiti. Il nero è il giorno e la notte, i due elementi si fondono insieme mentre il tempo non ha più alcun significato per te. Tutto il senso del passaggio dei minuti e delle ore è stato svuotato dentro un solido blocco di emozioni ed esperienze oscure. Le vie di fuga sono state oscurate, quindi non possono essere viste su questo sfondo di condotta malevola. Il nero è la fucina dove vengono fabbricati utensili scuri e contorti, pronti a ferire, ledere e far del male. Il nero è la lunga ombra che proiettiamo sulla tua vita quando compariremo sulla soglia. Il nero è il pozzo profondo e oscuro in cui sei stato gettato e dal quale non sembra esserci via di scampo o sollievo.

Il quarto colore del narcisista è il bianco. Il colore della desolazione e del vuoto. Il tipico colore che accompagna lo scarto senza cuore mentre vieni gettato nel nulla. Non c’è niente da vedere perché tutto il colore nel mondo è stato strappato via dal nostro trattamento nei tuoi confronti. Tutto ciò che sapevi è stato sradicato, lasciando un’insignificante tela bianca che indica il luogo sterile a cui sei stato consegnato. Il bianco è il colore dell’insensibilità. Tu non vedi colori nello stesso modo in cui non senti nulla, perché il silenzio che emana da noi è sconfinato e schiacciante. Non vedi nessun colore nello stesso modo in cui quei pasti una volta deliziosi diventano insipidi come cenere nella tua bocca. Non vedi nessun colore nello stesso modo in cui non senti più nulla. Gioia, felicità e piacere sono stati risucchiati da te e inghiottiti senza lasciare nulla dietro. Tutto attorno a te c’è questa landa bianca dove non vedi orizzonte, non vedi fine. I tuoi occhi cercano un percorso, una via d’uscita, ma non ci sono percorsi o strade. Potrebbe esserci ma è indistinguibile da questa coperta bianca che ha coperto il tuo mondo. Bianco è il lavaggio che è stato dipinto sul nostro comportamento, scusandolo e rimuovendo ogni colpa o responsabilità da esso. Non è tinto dalla macchia di vergogna, senso di colpa o rimorso, ma è stato lasciato vuoto e senza macchie. Siamo diventati più bianchi del bianco. Bianco è il vuoto. Il vuoto enorme e terrificante in cui sei stato confinato.

Il bianco è anche il colore dei ricordi fantasma che galleggiano su questa valle dimenticata, gli spettri di qualcosa che prima precedeva che vagano senza meta intorno a te come un promemoria dell’involucro che sei diventato. Il bianco denota l’assenza. Cosa daresti per sfuggire da questo bianco che intorpidisce, per sentire ancora una volta? Una chiazza di colore sarebbe così meravigliosa, giusto qualcosa in contrasto con questa perenne bianchezza, una macchia di colore per fornire un qualche tipo di cambiamento. Forse una macchia di rosso è proprio ciò di cui hai bisogno?

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Colour Me Narc

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