Delusa dalla tua furia. Tutte le parole in mezzo tra la tua introduzione fino alla fine, che precipitano tutte quante proprio nella tua ultima frase.
Lo capisco. Lo faccio davvero. Anchβio sono delusa dal fatto che attraverso tutto ciΓ² tu non sia stato capace di ammettere la veritΓ di ciΓ² che si stava manifestando tra di noi. Affermi di averlo fatto prima. Affermi che io sono solo unβaltra ancora nel tuo cerchio, non diversa dallβultima. Sapendo in anticipo che finirai ancora una volta a metterci in condizione di dover fare del male. A me. Ma ti fai male anche tu nel processo. Non dimenticarlo mai. Solo perchΓ© ti sforzi tanto di resistere.
Rispecchiarci lβun lβaltro, sΓ¬, Γ¨ cosΓ¬. Lo sapevo dal secondo momento in cui ti ho incontrato. Per te ero il pacchetto completo, mi hai detto. La mia versione maschile Γ¨ stata la mia risposta. Nientβaltro che un miraggio. Nientβaltro che un costrutto.
Non ti Γ¨ sempre stato detto che tu sei diverso? Te lβho detto anchβio. Non ti Γ¨ sempre stato detto che sei un poβ strano? Te lβho detto anchβio. Non ti Γ¨ sempre stato detto che sei unico? Te lβho detto anchβio. Non hai notato che i coinvolgimenti mondani coi comuni mortali sono troppo esasperanti da mandar giΓΉ? Te lβho detto anchβio.
Fino a quando ti ho incontrato.
Forse sono una sognatrice. Forse sono una strega come dici tu. Ma sono una che crede nellβamore. E sΓ¬, permetto alle mie vulnerabilitΓ di risplendere. Ho dato il benvenuto a quella strabiliante sensazione deliziosa quando ti scioglievi petto contro petto con me, e ho potuto sentire la tua essenza liberarsi. Il rilascio di quello che hai custodito cosΓ¬ strettamente dentro. Ho sentito il tuo dolore. Ho sentito la tua angoscia. Ho sentito il tuo desiderio. Ho sentito la tua lotta. Ho sentito il tuo smarrimento per aver quasi perso il controllo. Ho sentito tutto. Erano mie le sensazioni che stavo provando su cui mi sono interrogata cosΓ¬ tante volte? Molto travolgenti. Ma le ho sopportate, e oh, volevo tanto che succedesse di nuovo. Ed Γ¨ successo. PerchΓ© ho sentito anche il tuo amore. Lo accetto. A volte non dovevamo neanche toccarci, e succedeva ancora. Troppe volte per negare la sua esistenza.
Merda spaventosa.
Sì, erano anche i miei sentimenti. E tu li hai tirati fuori da me. O forse, li ho tirati io fuori da te.
Vuoi la mia mente, il mio corpo e la mia anima, fanculo! Mi hai detto.
Io sono la tua mente, il tuo corpo e la tua anima. Γ stata la mia risposta.
Non puoi fidarti dellβamore. Non posso farlo nemmeno io.
Ma con te avevo pensato che forse avrei potuto imparare a farlo.
Continua a scrivere. Continua a scrivere.
E lo farΓ² anche io.
Arriveremo da qualche parte.
Credo.
Tuo,
Piacere. Il virus.
Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR

