Non abbiamo mai ballato.
Non a un matrimonio, nΓ© a un addio al celibato.
Non al bar, nΓ© in una discoteca.
Non a un concerto rock, nΓ© a una festa.
Certamente non abbiamo mai preso lezioni di danza.
Non abbiamo mai ballato.
Mi lamentavo del fatto che non avevamo mai ballato.
Non abbiamo mai ballato.
Non lo stuzzicante tango . Non un valzer dove si gira. Sicuramente non lβappassionato paso doble. Mentre eri portato per il mambo orizzontale (te lo darΓ² io); quel ballo non sembra essere una grande impresa per la tua specie.
Non abbiamo mai ballato.
Non abbiamo mai ondeggiato in una canzone dβamore lenta e cadenzata. Purtroppo, non abbiamo mai ballato il rock cantando insieme a squarciagola. E sicuramente non abbiamo mai ballato un jig. Non abbiamo mai ballato.
Ah, ma ballare con me tu lβhai fatto.
Hai ballato con me in circolo. Hai ballato con me in schemi che non riuscivo a vedere, eppure in qualche modo lo sapevo istintivamente: dovevi a malapena comandare. Quella era la tua unica area di competenza. Hai scelto bene la tuo compagna di danza. E ho risposto, perchΓ© da qualche parte dentro di me conoscevo giΓ questa danza a memoria. In qualche modo i passi sono stati impressi nella mia anima. Una danza fatta al meglio con gli occhi chiusi.
Mi lamentavo che non avevamo mai ballato β che non avevamo mai avuto βuna canzoneβ, che non avevamo mai danzato guancia a guancia, o con le braccia strette lβuna allβaltro β non abbiamo nemmeno sporcato la danza β¦
Eppure abbiamo ballato β¦ in realtΓ una danza mortale. Non ho mai capito che stavamo ballando per tutto il tempo.
E poi qualcosa Γ¨ cambiato. Nella tua sicurezza hai ballato con me troppo lontano, troppo duramente o troppo a lungo β i miei passi hanno vacillato. Tu lβhai capito, ma troppo tardi. Hai cercato di togliermi dalla pista da ballo, in un angolo cosΓ¬ lontano che nessuno poteva neppure vedere. E poi hai cercato di coinvolgermi nella stessa danza. βParla con meβ dicevi, ma intendevi dire βballa con meβ. E non lβho accettato β¦ ho vacillato; mi hai chiamato ma era troppo tardi. Le mie scarpe da ballo si erano consumate oltre ogni possibilitΓ β¦
Cosa ti aspettavi? Che potevamo comprare un nuovo paio di scarpe per me? In che senso? Quando non Γ¨ rimasto nulla.
E pensavi che avrei ballato fino a ridurmi a brandelli e con le dita dei piedi sanguinanti?
Sei andato via. Non ti importava.
E quando sei tornato, ti aspettavi semplicemente che sarei rimasta lì ad aspettare sulla pista da ballo, con le scarpe logore, per farti riprendere la danza? Hah.
Avevo gettato via le scarpe e ero corsa via, con le dita dei piedi nude visibili, piedi teneri non protetti ma liberi β non te lβ aspettavi vero?
Non pensavi che avessi questo in me.
CosΓ¬ ora, guardandomi indietro, brindo al fatto che non abbiamo mai ballato; una danza reale. Una vera danza. Lβunica parte della mia vita (lβunico angolo del mio cuore) dove non sei riuscito ad infiltrarti. A contaminare
Ho sentito che i narci possono fingere un sacco di cose β ma noi non abbiamo mai ballato β perchΓ© non puoi fingere il ritmo. E mi piacerΓ quel pensiero fino alla fine dei miei giorni. E mi gusterΓ² quel pensiero ogni volta che ballo, senza di te.
Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR

