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UNA LETTERA AL NARCISISTA – N. 3: Lettera di Skerin

Ti perdono.

Dato che non si dovrebbe incolpare il cieco perchΓ© non vede, o il sordo perchΓ© non sente le melodie che cantiamo per te, non posso biasimarti per ciΓ² che sei.

Capisco che provenga da un luogo di vergogna, di dolore e da un’infanzia privata dell’amore.

Come il granello di sabbia lacera il delicato interno di un’ostrica, la creatura ferita lo ricopre di bellezza per fare una perla; allo stesso modo, tu hai creato la tua immagine, la tua incandescente, sontuosa illusione per il mondo … Ma dentro c’è ancora quel granello di sabbia che ti graffia l’anima. Questo Γ¨ ciΓ² che tengo in mente quando menti cosΓ¬ clamorosamente: Γ¨ solo piΓΉ rivestimento per la tua perla.

Quelli che dovrei incolpare se ne sono andati, e la mia vita Γ¨ troppo preziosa e breve per sprecare tempo a odiare loro o te. Anche se potresti essere un istruttore volonteroso – se non bramoso – non ho alcun desiderio, nessuna inclinazione a imparare a odiare. Sono stata sempre l’allieva ribelle.

Ti amo.

Il mio cuore Γ¨ vasto, con stanze in abbondanza; il mio amore non costa nulla e lo offro gratuitamente.

Ora capisco quanto tu abbia disperatamente bisogno dell’amore, lo offro volentieri per riempire il tuo vuoto come meglio posso … Ma Γ¨ solo con l’amore che ti nutrirΓ².

Se richiedi rabbia, frustrazione, dolore, non sarai saziato da me. Tutto quello che potrei offrire Γ¨ la mia pietΓ , ma la maschero bene, perchΓ© non desidero ferirti. Vedo il granello di sabbia, conosco il tuo modus operandi, ma non desidero rompere la tua perla, non mi dΓ  gioia farlo.

Il mio cuore Γ¨ forte.

È piΓΉ resistente di quanto tu possa immaginare, e ogni nuovo assalto, ogni tempesta che potresti provare a imperversare contro di me irrompe come una brezza e mi lascia intera e intatta, confusa e a confonderti, perchΓ© il mio cuore non Γ¨ fatto di muri e fondamenta: Γ¨ un ampio, vasto oceano, le cui onde si infrangono, si ritraggono e scorrono, ma sempre piene e profonde, senza tempo e inarrestabili. Non puoi controllarmi piΓΉ di quanto un’ostrica controlli la marea, ma ti lascio credere che tu sia il padrone delle onde, perchΓ© a te dΓ  un po’ di pace e a me non fa male.

Non capisci, perla nelle mie profondità, ma io sì.

Il mio cuore Γ¨ forte, ti amo e ti perdono.

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR

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