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UNA LETTERA AL NARCISISTA – N. 122: Lettera di Carole

Quello che abbiamo avuto Γ¨ stato bello, prezioso, il periodo piΓΉ felice della mia vita.

Ti ho adorato, ti ho dato tutto ed ero felice di farlo. Quello che avevo era tuo, dopotutto eravamo una cosa sola, stavamo costruendo una vita insieme… finchΓ© tu non hai smesso.

Mi hai buttato a calci sul marciapiede solo con gli stracci che indossavo; non osavo guardare i passanti per paura di essere giudicata o presa a calci ancora di piΓΉ.

Il giorno in cui sei scomparso il mio mondo Γ¨ andato in pezzi, da persona fortissima, sono crollata, sono diventata l’ombra di me stessa, ma sono tornata.

Ho trovato delle scuse per te, ho rinunciato ai miei amici per stare con te e tu mi hai permesso di farlo, sapendo che tutto sarebbe andato in pezzi, proprio come era successo tante volte prima. Non la invidio, la compatisco, lei vedrΓ , alla fine vedranno tutti.

Quegli occhi vuoti, li vedo ora, la solitudine, la disperazione e la confusione con cui vivi, lo squallore in cui vivi, devi tenertelo tutto.

Non ti odio, non ti amo piΓΉ ma non ti odio.

Questa cosa che sei diventato ha preso proprio ciΓ² che desideri ardentemente, il controllo… ti controlla!

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR

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