Esistono molti fraintendimenti e miti riguardo ai recuperi. Qui te ne illustrerò 10, smontandoli uno per uno. Quali sono?
1. Ho smascherato il narcisista in modo massiccio, quindi non mi recupererà.
Ti sbagli. Ed ecco perché esiste sempre un rischio di recupero.
Il recupero è composto da due elementi fondamentali.
Il primo è l’attivatore di recupero, che si verifica quando entri nella sfera di influenza. Ce ne sono sei, che ho descritto in un articolo separato: cinque possono essere evitati grazie al no contact, ma il sesto non può mai essere evitato, perché si verifica quando il narcisista pensa a te o si ricorda di te. Ne consegue che esiste sempre il rischio di un attivatore di recupero.
Questo però non significa automaticamente che il recupero avverrà: devono essere soddisfatti i criteri di esecuzione del recupero. Sono criteri che ti spiego proprio per permetterti di comprenderli e di apportare gli aggiustamenti necessari a rendere il tuo no contact ancora più solido. Il narcisista non si siede ad analizzare razionalmente questi punti dicendo:
“Ah, il livello del recupero è basso, quindi recupero”. È un processo istintivo.
Quando smascheri il narcisista in modo massiccio, provochi una ferita considerevole. Questo innalza la barra di recupero molto in alto, rendendo meno probabile un recupero, perché è meno probabile che i criteri vengano soddisfatti. Tuttavia, pensare che non verrai recuperata è pensiero emotivo, perché la logica dice che il rischio di recupero esiste fino al giorno in cui tu muori o il narcisista muore.
Lo smascheramento massiccio è solo uno dei criteri. Potrebbero essercene altri che abbassano il livello del recupero e, nel loro insieme, superano l’effetto della ferita, rendendo possibile il recupero. Inoltre, potresti ricevere un recupero maligno, non benigno.
C’è di più: la ferita causata dallo smascheramento si attenua nel tempo. Dopo sei mesi, ad esempio, il suo effetto sul narcisista è molto ridotto o addirittura nullo. Di conseguenza, quando si verifica un attivatore di recupero, quella ferita diventa irrilevante e non terrà il narcisista lontano per sempre.
Cadere nell’idea: “L’ho smascherato, quindi sono al sicuro” è arroganza, è pensiero emotivo che si impossessa di un tratto narcisistico — l’orgoglio — e lo usa contro di te.
La logica è questa: esiste sempre un rischio di recupero. Pertanto, applica un no contact rigoroso, robusto e inflessibile.
2. I narcisisti recuperano solo per riprendere la relazione.
No. Questo può accadere, ma il recupero avviene anche per altri due motivi:
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In modo maligno, per ottenere carburante ed esercitare controllo
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In modo benigno, per ottenere carburante positivo, tratti caratteriali e benefici residui — talvolta tutti insieme.
Possiamo farlo “tornando a pescare”.
Per esempio: il narcisista ti chiama e ti chiede di prestargli del denaro. Il tuo pensiero emotivo è alto e accetti. Il prestito è il beneficio residuo. La conversazione e le tue risposte positive sono carburante.
Ottenuto ciò, il narcisista si disimpegna o più probabilmente ti mette sullo scaffale, fino al prossimo attivatore di recupero.
Non torniamo sempre per ristabilire una relazione sentimentale. Spesso attingiamo a intermittenza. È ciò che accade con le fonti secondarie: l’amante, l’altra donna, amici, colleghi. Può accadere anche con l’ex fonte primaria: torniamo solo per un piccolo sorso di carburante, positivo o negativo.
3. “Non lo blocco sul telefono, altrimenti verrà di persona”.
Questo è pensiero emotivo.
Sembra logico, come una valvola di sfogo: “Se può scrivermi, non verrà sotto casa”.
È comprensibile, ma sbagliato e illogico.
Se non blocchi il narcisista, aumenti la probabilità di recupero.
Bloccarci elettronicamente non significa che verremo di persona.
Perché?
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Potremmo non sapere dove trovarti
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Potrebbe richiedere troppo sforzo
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I narcisisti, soprattutto Inferiori e Medio-Rango, scelgono sempre il bersaglio più facile. Se per ottenerlo devono camminare 15 minuti, preferiranno scrivere a qualcuno che ha lasciato aperti i canali elettronici.
Se dovessimo presentarci:
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non apri la porta
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non parli
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indossi le cuffie
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aspetti
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se insistiamo, chiami la polizia.
Non cadere nel pensiero emotivo secondo cui bloccare significhi provocare una comparsa fisica. Non è vero.
4. “Voglio che mi recuperi per dimostrare che ormai sono guarita”.
Questo è ancora pensiero emotivo.
È come rimettere la testa nella bocca del leone “per vedere se morde ancora”.
Non devi dimostrare nulla.
La prima regola d’oro della libertà è: Una volta che sai vai, esci e rimani fuori.
5. “I narcisisti recuperano solo per carburante”.
No. Recuperiamo anche per:
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tratti caratteriali
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benefici residui: denaro, rete sociale, appoggi lavorativi, alloggio, aiuto, informazioni.
6. “Sto con un’altra persona, quindi non mi recupererà”.
Sbagliato.
Per Inferiori e Medio-Rango è un fattore che innalza il livello del recupero, ma è solo uno dei criteri. Altri possono abbassarlo.
I Superiori non se ne preoccupano affatto. Anzi, può diventare utile: triangolazione, doppio carburante, caos.
7. “Ora so chi è. Posso combatterlo e vincere”.
Pensiero emotivo che sfrutta:
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il tuo senso di giustizia
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il tuo orgoglio
Se combatti, giochi sul nostro campo. Qualunque interazione fornisce carburante. Anche se ci fai arrabbiare, vinciamo noi. Tu vinci solo quando:
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non fornisci carburante
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non fornisci tratti
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non fornisci benefici
cioè con no contact assoluto.
8. “Non sento nulla da sei mesi, quindi non verrò recuperata”.
Assolutamente falso.
Sei mesi non sono niente.
Ho visto recuperi dopo 12, 15, persino 35 anni.
Se non senti nulla, probabilmente il narcisista è in un nuovo periodo d’oro. Quando finirà — e finirà — tornerà a cercarti, soprattutto se abbassi le difese.
9. “Lo contatto sempre ma non mi recupera, quindi non succederà mai”.
Stai creando attivatori di recupero. Se non segue un recupero è perché i criteri non sono soddisfatti:
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sei dipinta di nero
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sei vista come una minaccia
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non servi al momento
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la ferita è ancora fresca
Questo non significa che non accadrà mai.
10. “Ho letto tutto HG, so resistere a un recupero”.
Sapere non è applicare. Il pensiero emotivo ogni giorno ti dirà:
“Non ascoltare, non leggere, non applicare”.
È come avere una biblioteca piena del mio lavoro e trovare la porta sbarrata dal pensiero emotivo che dice:
“Non entrare. Non ascoltarlo”-
H.G. TUDOR – “Dispelling 10 Hoover Myths” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
