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PORTARE L’EMPATICO VERSO LA VITTORIA

Il leone predatore osserverà dall’erba gli gnu raccolti al bordo del fiume o della pozza d’acqua. Sta aspettando il momento di colpire, di eliminare uno del branco che si è scioccamente allontanato dalla protezione del gruppo. Una volta che quella bestia si è avventurata nel raggio d’azione del leone in attesa, il suo destino è sigillato.

Proprio come l’individuo empatico che è tornato incautamente nella sfera d’influenza del narcisista in attesa, pronto a eseguire un Recupero, lo gnu è a pochi istanti dall’essere catturato e andare incontro a una fine raccapricciante. Il narcisista e il leone cacciatore condividono diverse somiglianze. Siamo predatori, re dei nostri ambienti e nobili.

Noi però abbiamo un vantaggio sul leone. Egli può rimanere inosservato in mezzo all’erba secca, il suo manto che si fonde con i gialli, gli ocra e i marroni bruciati dal sole, ma una volta che compie la sua mossa e rompe la copertura, il suo bersaglio ha una possibilità. Potrebbe essere solo una finestra di opportunità molto stretta per sfuggire a questa bestia feroce, ma un’opportunità esiste comunque.

Sono certo che il fiero felino apprezzerebbe poter passeggiare direttamente all’interno del branco in attesa di gnu, mescolarsi a loro, muoversi fra di loro e poi colpire senza che nessuna delle creature si accorga che uno di loro è stato abbattuto. Può vagare liberamente mentre prende la sua preda senza mai rompere la copertura.

È qui che abbiamo il vantaggio sul leone. Noi siamo in grado di muoverci tra le nostre prede, inosservati e persino accolti, mentre studiamo e osserviamo, scegliendo il momento di colpire ancora e ancora e ancora.

Con una capacità di occultamento così spettacolare, possiamo scegliere gli ambienti più favorevoli per intrappolare un empatico standard, un super empatico contagioso o un co-dipendente. Proprio come gli gnu che si radunano attorno a una pozza d’acqua, fornendo un ambiente ricco di bersagli per il leone, noi cerchiamo quei luoghi dove sappiamo che troveremo molti individui empatici e così la nostra ricerca di carburante primario e potente si conclude con la vittoria.

Di conseguenza, come individuo empatico, sarai ben consapevole dei luoghi in cui ce ne sono molti della tua specie. Quegli ambienti che richiedono persone che curano, proteggono e accudiscono sono luoghi privilegiati per noi da infiltrare e banchettare con le vittime che ci girano attorno. Associazioni benefiche, ospedali, scuole, rifugi per animali, centri per senzatetto e strutture per vittime di violenza domestica sono solo alcuni esempi dei luoghi in cui ci insinueremo. Abbiamo ben poche difficoltà nel farlo.

Come sai, siamo maestri della mimetizzazione con la nostra impareggiabile capacità di assumere tratti e abilità degli altri. Sebbene l’empatia sia un sentimento alieno per noi, possiamo facilmente esibire i modi dell’empatico. Passiamo così tanto tempo tra la tua specie che sappiamo cosa dire, come apparire e cosa fare affinché passiamo indisturbati tra le tue fila.

Inoltre, il dinamismo assertivo che portiamo, la nostra leadership carismatica e le capacità motivazionali sono altamente apprezzate in questi luoghi votati alla cura. Il duro capitano d’industria può considerare la finanza, il diritto, la contabilità, la tecnologia e simili come ambienti più “sexy” in cui prosperare, ma tutti i luoghi che ho menzionato, dove si trova una proporzione più elevata del solito di individui empatici, hanno i loro premi.

I dirigenti delle associazioni benefiche sono ben remunerati, i leader dei trust ospedalieri hanno invariabilmente curriculum scintillanti e vari onori accanto ai loro nomi. Questi settori hanno bisogno di individui assertivi accanto ai caregiver per garantire che l’organizzazione sia efficiente. Questo si adatta perfettamente a noi.

Le nostre nature guidate, il nostro senso del diritto e il comportamento grandioso sono esattamente ciò che serve per quei ruoli di vertice. Unisci questo alla nostra capacità camaleontica di fingere che ci importa e che siamo empatici, significa che ci inseriamo nei settori caritativi e dell’assistenza con indiscussa facilità.

Questi ambienti non solo ci forniscono molti succulenti empatici di cui nutrirci, ma ci presentano opportunità per guadagni facili. Possiamo abbagliare e brillare, usando la nostra ambizione per progredire laddove altri sono più preoccupati della qualità dell’assistenza piuttosto che di scalare la carriera.

Queste organizzazioni hanno bisogno di una mano dinamica al timone (noi) combinata con l’erogazione di servizi di cura (voi). Il fatto che ci siano empatici a disposizione, pronti per essere cacciati, è davvero una serendipità.

Così, la prossima volta che guarderai il management del tuo ospedale o che sarai seduta a una riunione con un comitato di amministratori della tua associazione benefica, c’è ogni possibilità che uno dei nostri sia lì seduto, appiattito nell’erba alta, facendo scivolare una lingua biforcuta tra quei denti super-affilati.

H.G. TUDOR – “Taking the Empath To Victory” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

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