Tieni presente che i narcisisti non sono “solo lui”, non sono solo maschi, ma anche femmine e, quindi, quando mi riferisco a “lui” questo è ugualmente applicabile a “lei”.
Stai frequentando una persona. Passate molto tempo insieme. Andate a cena fuori. Ogni tanto dormite a casa l’uno dell’altra. Fate un weekend lungo insieme. Vi allenate insieme, fate sport, fate sesso. Andate al cinema. State insieme a guardare film su Netflix. Potresti perfino aver conosciuto amici e familiari di questa persona e potresti anche averla presentata ai tuoi.
Chiunque, guardando la relazione così come l’hai descritta, direbbe che siete fidanzati.
Eppure lui non si riferisce mai a te come alla sua fidanzata. Mai. Non ha mai detto: «Lei è la mia fidanzata», oppure: «Ti presento la mia fidanzata». È sempre: «Ti presento Pamela». Vieni chiamata per nome.
Sì, lui ha delle affettazioni “carine” con te: ti ha dato un soprannome. Ma non ti definisce mai “fidanzata”.
Sai, perché controlli i suoi social e perché vedi le notifiche che compaiono sul suo telefono, che ci sono interazioni con altre donne. E quando gli chiedi: «Chi è questa? Perché mettevi ‘mi piace’ ai suoi post su Facebook? E perché ti arrivano messaggi da Annabelle?», ti risponde: «Non preoccuparti, sono solo amiche».
E poi aggiunge: «E comunque non dovresti agitarti così. Non è che stiamo insieme, no?»
Questo ti lascia confusa.
“Non insieme”? Allora cosa siete?”.
Ogni tanto gli fai il bucato. Lui ti ha fatto dei regali. Ti porta a cena. Fate lunghe passeggiate. Parlate delle vostre speranze e delle vostre paure. Avete interessi simili, un senso dell’umorismo simile. Vi siete raccontati dettagli di relazioni precedenti.
Quindi com’è possibile che non siate “una coppia”? Com’è possibile che non stiate insieme?
Perché continua a non darti l’etichetta di “fidanzata”?
Questo ti lascia confusa, frastornata, ferita e incerta.
Ci sono volte in cui non riesci a contattarlo. Poi, alla fine, gli chiedi cosa stesse facendo e perché il telefono fosse spento o perché squillasse senza risposta. E ti becchi: «Stavo facendo le mie cose. Ero in palestra». Oppure: «Non siamo attaccati l’uno all’altra, sai. Posso fare cose per conto mio».
Quelle frasi ti destabilizzano.
Perché non dice cosa stava facendo davvero? Sospetti che non fosse dove dice.
Potresti anche averlo colto in una bugia: lui dice che era in palestra, ma tu hai notato aggiornamenti su Facebook che mostrano che era in un bar con gli amici.
Perché non ha semplicemente risposto al telefono e parlato con te? Perché non ha mandato un messaggio?
Sai di non essere così esigente. Volevi solo una chiacchierata veloce: non vi eravate sentiti durante la giornata e, di solito, vi sentite ogni giorno.
E allora inizi a sentirti in colpa per aver chiesto e, tipicamente, da empatica, entri nell’autoflagellazione: forse sto ficcando il naso, forse vuole un po’ di privacy, forse sono ingiusta… sono ingiusta? sono invadente?
Però aspetta un attimo.
Quando siete insieme, lui si comporta come se foste fidanzati. Anzi, i tuoi amici hanno commentato quanto sia bello che tu stia insieme a questa persona. E, sotto ogni aspetto tranne che per l’etichetta, diresti che siete fidanzati.
Parla di un futuro insieme. Ha persino accennato, indirettamente, a convivere e al matrimonio.
Sa essere assolutamente meraviglioso: eccitante, passionale, premuroso e interessante. Ti lusinga, ti fa complimenti. È stato di supporto quando eri in ansia perché il tuo cane stava male.
Eppure non chiarisce mai cosa siete tu e lui. Non ti dà quella sicurezza di sapere che siete “una coppia”, fidanzati.
Ma perché?
Ti fai coraggio e chiedi una definizione, ma lui la liquida, devia sempre: «Non fissiamoci con le etichette», dice sorridendo, poi ti abbraccia e cambia discorso.
«Dobbiamo davvero mettere quello che siamo dentro una scatola? È così limitante», osserva.
«Perché non possiamo semplicemente godercela per quello che è?», dice con quel suo sorriso da un milione di megawatt.
Beh, tu te la godresti… se sapessi che diavolo è.
Che succede?
Perché non vuole classificare la relazione?
Se ti sei trovata in una situazione simile a quella che ho descritto, stai avendo a che fare con un narcisista.
Perché?
Quell’individuo sta mostrando un senso del diritto a fare quello che vuole. Certo, passa molto tempo con te perché gli fa comodo, ma poi se ne va, sparisce, ed è spesso irraggiungibile.
Fa quello che vuole, quando lo decide, con chi gli pare, e in un tempo e in un luogo stabiliti da lui.
Sta mostrando anche una mancanza di responsabilità nei tuoi confronti: ti dà l’impressione di stare in una relazione, ma poi non la conferma. Su certe cose “funziona”, ma su molte altre no, perché ti lascia a indovinare, incerta. Non ti consente la sicurezza del “siamo fidanzati”, con l’etichetta appropriata.
Anche quando lo pressi con gentilezza per una conferma, per ottenere un minimo di responsabilità, lui la evita: devia, nega, cambia discorso; a volte ti ignora e se ne va.
Sta anche mostrando una mancanza di empatia emotiva. Non chiarendo i suoi comportamenti, non dimostrando un impegno con te, ti sta mostrando che non gli interessa come tutto ciò ti colpisca. Semplicemente non gli importa, perché non ha empatia emotiva per te.
Certo, tu resti agganciata dai suoi comportamenti premurosi, dal presunto supporto, dalla gentilezza, dalle lusinghe, dal gran sesso… ma è solo una patina.
Se avesse empatia emotiva, ti presenterebbe come “fidanzata”. Ti definirebbe così. Risponderebbe alle tue domande senza deviazioni o negazioni. Spiegherebbe.
Anzi: se avesse empatia emotiva, non ti sottoporrebbe a questa incertezza fin dall’inizio, così non avresti nemmeno bisogno di chiedere. E se tu chiedessi, direbbe: «Certo che sì, sei la mia fidanzata. Forse non ho usato la parola, ma è così», e poi correggerebbe il tiro.
Ma ripeto: una persona con empatia emotiva non ti tratterebbe così in partenza.
C’è una dose di grandiosità: dà per scontato di poterti trattare così e che tu lo tollererai. Ed è manipolativo.
Ti sta tenendo appesa.
Quello che sta facendo – e con tutta probabilità lo fa in modo inconsapevole, se è un narcisista Inferiore o di Medio-Rango – è continuare a controllarti. Anche se lui non si rende conto di ciò che fa, ti controlla con manipolazioni come lusinghe, sesso, regali, falsa compassione… ma allo stesso tempo ti controlla anche non essendoti mai “responsabile” e quindi non dandoti alcun modo di “controllare” lui.
Perché l’etichetta e lo status di fidanzati, dal suo punto di vista narcisistico, minacciano il suo senso di controllo: nel suo inconscio è come se tu lo stessi controllando.
Tu sei manipolata e molte persone in questa situazione non lo capiscono: “Si comporta come se fossimo fidanzati quasi sempre, però fa certe cose che me lo fanno mettere in dubbio, e mi sento insicura…”
Una persona con empatia emotiva, un non-narcisista, non ti farebbe questo.
Perché allora lui si comporta così?
È semplice: riguarda l’ottenimento degli Scopi Primari, perché è un narcisista, e soprattutto controllo e carburante.
Sul fronte del controllo: deve esercitare controllo su di te. Ti dà molte cose belle, ma senza “chiudere il contratto” facendoti diventare la Fonte Primaria Intima. Ti tiene nella posizione di Fonte Secondaria Intima “da scaffale”, o addirittura come candidata.
Il suo narcisismo non è preoccupato che questo “tenerti appesa” con l’etichetta di fidanzata davanti agli occhi, senza dartela mai, possa farti andar via: il suo narcisismo sente che sei già così sotto controllo e che non deve fare quel passo.
E, per altre ragioni che ti spiegherò tra un momento, il narcisismo ti tiene sulle sabbie mobili: ti mantiene incerta e quell’incertezza ti mantiene sotto controllo.
Tu continui a desiderare la terra promessa: essere chiamata “fidanzata”. Hai paura di rinunciare, perché in larga parte va tutto piuttosto bene. Hai solo quei momenti di incertezza quando sparisce e quando vedi interazioni con altre donne. E, per di più, lui non ti insulta, non ti urla contro, non ti picchia. Non hai prove dirette che ti tradisca.
E tutto questo è un fallimento nel riconoscere ciò che sta succedendo davvero: una combinazione di mancata comprensione del narcisismo e degli effetti “oscuranti” del pensiero emotivo.
Invece di pensare: “Aspetta: non mi chiama fidanzata, interagisce con altre donne, mostra senso del diritto, assenza di responsabilità, comportamenti manipolativi. Non lo tollero più. La chiudo”. Questo non accade. Tu non lo fai perché non sai davvero con che cosa hai a che fare.
Molte persone in questo scenario non capiscono che stanno con un narcisista.
Cadono in frasi come: “È uno che ha paura dell’impegno”. In realtà: è un narcisista.
Cadono in: “Forse non è poi così preso da te”. Di nuovo: è una descrizione del narcisista.
Una persona che passa così tanto tempo con te e fa tutte quelle cose piacevoli, interessanti, deliziose e divertenti, dovrebbe darti lo status di fidanzata; non dovrebbe intrattenere altre donne e liquidarle con “sono solo amiche”; non dovrebbe sparire senza un minimo di responsabilità.
Non è che tu sia contraria al fatto che lui faccia cose senza di te: sai che ha la sua vita, i suoi amici, la famiglia, il lavoro, gli hobby, lo sport. Non hai problema con questo. Il problema è il modo: all’improvviso diventa segreto, sparisce dal radar, e poi ti fa sentire in colpa quando glielo chiedi. Ti fa sentire colpevole, e questa è parte di come ti manipoliamo.
A causa del tuo pensiero emotivo, che corrompe il tuo tratto empatico dell’onestà e ti fa sentire “cattiva”, il narcisista riesce a controllarti.
Ti tiene su quelle sabbie mobili, a inseguire la terra promessa, troppo spaventata per mollare perché “non è poi così male”.
Ma se guardassi la cosa in modo logico, con una comprensione del narcisismo e libera dalle influenze del pensiero emotivo, vedresti ciò che è: il comportamento di qualcuno che non ha empatia emotiva, ti sta manipolando, ti sta controllando e, in sostanza, ti sta prendendo in giro. E tu meriti molto di più.
Eppure così tante persone non riescono a vederlo perché non hanno accesso a queste informazioni e il loro pensiero emotivo le porta a dire: «Non è così grave… forse non gli piace usare le etichette… non insisto…».
Però ti fa stare male. Ti fa sentire una riduzione dell’autostima. E allora perché tollerarlo? Lo tolleri perché è quello che fai da empatica: guidata dalla dipendenza e dal pensiero emotivo tolleri questo comportamento. E poiché non capisci che è narcisismo, pensi che sia altro e cadi in quelle descrizioni stupide: “paura dell’impegno” e “non è così preso”.
La seconda ragione per cui il narcisista fa questo, oltre al controllo su di te, è anche il controllo sugli altri.
In pratica sta coprendo le sue scommesse. Anche se passa molto tempo con te, tu non sei la Fonte Primaria Intima. E questo significa che, finché non lo diventi – e potresti non diventarlo mai – lui, con il suo senso del diritto, l’assenza di responsabilità e l’assenza di empatia emotiva, interagirà con altre persone, coltivando alternative e rivali.
Magari non le frequenta quanto te, ma ci sarà almeno un’altra Fonte Secondaria Intima che sta coltivando e potrebbe superarti. Potresti ritrovarti a vederlo meno, a notare che sparisce più spesso: perché il suo tempo va a qualcun’altra.
Il punto di non darti un’etichetta, di non “esporti” come fidanzata, di non presentarti come tale, è permettergli di controllare anche le altre persone con cui interagisce. Se notano commenti tuoi, lui dirà: «Ah, lei? È solo un’amica».
Le stesse parole che usa con te sugli altri, le userà sugli altri su di te.
«È complicato».
«È una situazione complessa».
«Ci stiamo vedendo, ma non è nulla di ufficiale».
Il narcisista istintivamente rende tutto torbido, amorfo, senza definizione perché così può dire: «Io non ho mai detto che stavamo insieme. Come puoi accusarmi di essere infedele se non eravamo fidanzati?»
Ma, ovviamente, lui ti ha dato l’impressione che lo foste e tu ti sei comportata di conseguenza: sei stata fedele, impegnata. Non è stato ricambiato, perché il narcisista non lo farà mai.
Quando sei coinvolta con qualcuno che non ti consente di capire lo status della relazione, devia ripetutamente ogni discussione, dà l’impressione di una relazione impegnata e monogama ma fa cose che la smentiscono, stai con un narcisista.
E il motivo per cui lo fa, in essenza, è questo: poter avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Possiamo controllare te senza doverci spingere fino a un impegno totale, perché il nostro narcisismo non è ancora convinto che tu debba essere la Fonte Primaria Intima, e stiamo attingendo pesantemente da te come Fonte Secondaria Intima “da scaffale”. Ma teniamo aperte le opzioni nel caso ci sia qualcosa di meglio.
E contemporaneamente, mantenendo aperte quelle opzioni, possiamo dire alle altre: «No, non sono in una relazione», perché nella nostra mente non lo siamo, anche se abbiamo dato a te l’impressione chiarissima che lo foste.
Quando ti trovi in una situazione in cui l’altra persona non definisce la relazione, stai con un narcisista, e questo viene fatto per estrarre carburante da te e controllarti, e per fare lo stesso con altre persone, perché state tutte competendo tra loro all’interno della matrice di carburante del narcisista.
H.G. TUDOR – “Why Won’t He Define the Relationship” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

