In questo articolo ti aiuterò a comprendere il modo in cui il narcisista ti percepisce inconsciamente come persona nel suo mondo. Questo rafforzerà la tua comprensione di come il narcisista vede la realtà, quale posto occupi tu in essa e ti permetterà anche di riconoscere il modo distaccato e privo di emozione con cui vieni considerata dal narcisista.
Nell’era digitale, la metafora della vita come videogioco è diventata onnipresente. Si parla di “energia da protagonista”, di missioni secondarie e di personaggi non giocanti, gli NPC, quelle figure programmate che popolano il mondo ed esistono unicamente per interagire con il protagonista in modi prevedibili e funzionali.
Per il narcisista, questa non è una semplice metafora: è la sua realtà psicologica vissuta. Il narcisista è l’unico giocatore in un gioco open world immersivo, dove l’universo ruota attorno a lui e ogni altro essere umano è un apparecchio che funziona come un NPC, un’entità priva di vera agentività, autonomia o interiorità indipendente, presente solo per servire, riflettere o essere disattivata.
Al centro di questa visione del mondo si trova la profonda grandiosità inconscia del narcisista. La sua mentalità dominante equivale, di fatto, alla convinzione pratica che esista solo la sua mente. L’universo ruota attorno a lui perché, nella logica interna del narcisista, non può che essere così.
Questo deriva dal senso gonfiato di importanza personale, dall’estremo senso di diritto e dalla necessità di ottenere carburante. Tale grandiosità funge da meccanismo di difesa contro la presenza dell’abisso. Invece di integrare un concetto realistico di sé, che riconosca limiti e interdipendenza, il narcisista, attraverso il narcisismo, costruisce un falso Sé: una struttura che mostra al mondo esterno superiorità, onnipotenza e brillantezza.
Tutto nell’ambiente del narcisista viene filtrato attraverso questa lente. Gli eventi non sono casuali né guidati dalle motivazioni indipendenti degli altri: sono o tributi alla sua grandezza o complotti contro di essa. In altre parole, pensiero bianco o nero.
Le persone, in questo schema, perdono il loro status di soggetti, esseri dotati di pensieri, emozioni, desideri e diritti propri. Diventano apparecchi, oggetti progettati per fornire carburante, ad esempio attraverso ammirazione, attenzione, conferma, status. In un certo senso, come un frigorifero che mantiene il cibo freddo o uno smartphone che connette al mondo, gli altri esistono per svolgere funzioni specifiche.
Il partner intimo primario, in effetti, è destinato a essere l’apparecchio dell’ammirazione. Un amico è una camera d’eco, sempre d’accordo con ciò che dice il narcisista, cosa particolarmente utile per l’affermazione indiretta del controllo.
Quando l’apparecchio “si guasta”, esprimendo bisogni, ponendo limiti o non fornendo carburante, tra le altre cose, non viene visto come una persona in difficoltà, ma come uno strumento difettoso da riparare tramite manipolazione, ignorare o spesso sostituire.
Questa oggettificazione dell’individuo come apparecchio-NPC è resa bene dall’analogia con gli NPC. Nei videogiochi come Skyrim o The Witcher, gli NPC hanno dialoghi limitati, comportamenti ripetitivi e ruoli predefiniti. Possono offrire missioni, vendere oggetti o dare colore allo sfondo, ma non hanno una vita indipendente significativa fuori scena per il giocatore. Non provano gioia o dolore se non quando serve alla narrazione. Non evolvono né sorprendono oltre la loro programmazione.
Il narcisista percepisce il mondo in modo simile. Le conversazioni non sono scambi reciproci, ma opportunità per monologare ed estrarre carburante. Le emozioni degli altri non sono esperienze autentiche, ma risposte prevedibili da provocare o ignorare.
Un sorriso di approvazione dimostra che l’apparecchio è sotto controllo e fornisce carburante. Urlare o discutere con il narcisista è un “glitch” da eliminare con la manipolazione o, in alcuni casi, da sfruttare ulteriormente per ottenere carburante.
Considera il tipico ciclo relazionale narcisistico: seduzione (idealizzazione), svalutazione prolungata e disimpegno. Nella fase di seduzione, il bersaglio-NPC viene dotato di qualità speciali che lo rendono degno dell’attenzione del protagonista: bello, talentuoso, utile. Viene posto su un piedistallo non per ciò che è, ma perché il suo splendore riflette sul narcisista. “Sei perfetto perché hai scelto me”: questa è la narrazione inconscia.
Ma, come sai, questa perfezione è impossibile da sostenere. Quando la novità svanisce, o più spesso quando l’NPC inizia ad affermare la propria autonomia, magari dissentendo o dando priorità alla propria vita, inizia la svalutazione. L’NPC idealizzato diventa un NPC “cattivo”: difettoso, pesante, persino malevolo. Le critiche scorrono liberamente, spesso intrise di disprezzo.
Il narcisista, privo di relazioni oggettuali integrate, ossia della capacità di vedere gli altri come esseri completi con aspetti sia positivi che negativi, divide le persone in categorie totalmente buone o totalmente cattive. La sfumatura e l’empatia emotiva sono assenti.
Esiste solo utilità o minaccia.
L’autonomia e l’indipendenza sono particolarmente minacciose per il narcisista perché incrinano l’illusione di controllo. Una persona veramente autonoma potrebbe andarsene, criticare pubblicamente o negare carburante. Per il narcisista questo è inaccettabile, perché il suo mondo interno richiede onnipotenza. Gli altri, gli NPC, devono orbitare come satelliti attorno a lui, rispondendo alla sua gravità, ma senza una propria propulsione.
La manipolazione funge da comandi di controllo in questo “gioco”. Il narcisista non negozia: ti riprogramma.
Se un NPC “si guasta” troppo gravemente, viene disimpegnato con sorprendente facilità. “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” non è solo un modo di dire: è una realtà. Quando una persona non serve più o rappresenta una minaccia, smette di esistere emotivamente.
Questa mentalità è profonda, rigida e radicata. In assenza di costanza oggettuale — la capacità di riconoscere che una persona esiste e ha valore anche quando non fornisce gratificazione immediata — il narcisista si affida ad apparecchi esterni modellati nella fantasia. Non interagisce con persone reali, ma con avatar interiorizzati o proiezioni.
L’assenza di empatia emotiva rafforza tutto questo. Il narcisista, soprattutto di livello medio o superiore, comprende intellettualmente le emozioni, ma non le sente né gli importa, a meno che non lo riguardino direttamente. Questa mancanza di empatia porta a una profonda disumanizzazione, rendendo molto più facile e necessario vederti come un NPC nel mondo del narcisista.
Le conseguenze per te, nel ruolo di NPC, sono devastanti. Gli esseri umani reali sperimentano una dissonanza nel venire trattati come oggetti pur possedendo una piena soggettività. I loro sentimenti vengono invalidati, i confini violati, la realtà distorta. Molti sopravvissuti descrivono una sensazione surreale di cancellazione: “Per lui non ero nemmeno una persona”.
Questo può portare, in alcuni casi, a danni psicologici profondi e solleva domande fondamentali su cosa significhi essere umani nelle relazioni.
Il fatto è che, poiché il narcisista ti percepisce solo attraverso questo filtro, non può esistere una connessione autentica.
Nell’era dei social media, la situazione è peggiorata: lo status di NPC viene rafforzato. Il “complesso del protagonista” viene glorificato e l’auto-centratura performativa viene premiata con like e follower. Le tendenze narcisistiche vengono amplificate culturalmente.
Non solo il narcisista avvia questo processo, ma esso si diffonde nella società, portando anche i non narcisisti con tratti narcisistici a creare una cultura in cui gli altri sono semplici comparse nella propria narrazione personale.
Il “gioco” del narcisista, nel vederti come un personaggio non giocante, mira a far ruotare l’universo attorno a lui, ma finisce per isolarlo in una simulazione vuota.
Tu, invece, trai ricchezza dalla vita attraverso l’interdipendenza, vedendo gli altri non come apparecchi o figure programmate, ma come co-giocatori con storie complesse.
Il narcisista riduce l’umanità a personaggi non giocanti.
Di conseguenza, il narcisista è al comando, e il tuo ruolo è semplicemente quello di recitare una parte al servizio dei suoi scopi primari. Sei un NPC controllato dalla programmazione del “gioco”. La tua funzione è fornire carburante, tratti caratteriali e benefici residui, proprio come un personaggio non giocante che vende oggetti, offre missioni secondarie o fornisce dialoghi utili al completamento della missione principale.
In altre parole, l’NPC esiste solo per il giocatore principale.
Ed è esattamente così che vieni percepita, nel subconscio del narcisista.
H.G. TUDOR – “You Are the Narcissist´s NPC!” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

